Buongiorno a tutti, parliamo ancora una volta della legge cosiddetta sulle intercettazioni, una normativa che ha sollevato profonde preoccupazioni e dibattiti accesi in Italia. Questa legge è stata concepita con implicazioni di vasta portata, le quali mirano a ridefinire le modalità con cui i magistrati conducono le indagini e i giornalisti informano l'opinione pubblica su questioni di rilevanza penale e sociale. La sua introduzione segna un punto di svolta nelle dinamiche tra potere giudiziario, libertà di stampa e diritto dei cittadini a essere informati.
La normativa si propone di limitare in maniera significativa l'utilizzo e la diffusione delle intercettazioni, oltre a imporre restrizioni sulla pubblicazione degli atti delle indagini. È una legge che, per molti aspetti, impedirà ai magistrati di farle in gran parte delle indagini su fatti criminali. Le conseguenze di tali restrizioni si estendono anche al mondo del giornalismo, poiché la legge impedirà ai giornalisti, non solo di pubblicare le intercettazioni sempre, ma di pubblicare anche gli atti delle indagini. Questa interdizione si protrarrà fino a quando le indagini saranno finite, potenzialmente per anni e anni. La divulgazione delle informazioni sarà permessa solo se queste indagini approderanno a un'udienza preliminare, tagliando fuori quindi tutti quei fatti che magari non costituiscono reato oppure vengono archiviati perché nel frattempo sono già prescritti, tipo per esempio il caso Scajola. Questo meccanismo di esclusione precoce rischia di oscurare vicende di grande interesse pubblico, le cui implicazioni potrebbero non emergere mai alla luce del sole.

Le Strette Restrizioni per Giornalisti e Magistrati
Non voglio dilungarmi su quello che prevede la legge perché ce lo siamo raccontati più volte, ma in estrema sintesi i giornalisti non possono più pubblicare notizie e atti di inchieste, neanche parlarne, riassumerli e sintetizzarli. Questo significa una compressione senza precedenti della capacità dei media di agire da cane da guardia della democrazia. La legge impone un silenzio quasi assoluto sulle fasi investigative, con l'effetto che proprio non possiamo fare riferimento a quello che succede nelle indagini fino alla fine dell'udienza preliminare.
Le restrizioni non si fermano alla carta stampata o al web. Anche le televisioni sono colpite da queste nuove disposizioni: non possono riprendere i magistrati nei palazzi di giustizia, impedendo di fatto la documentazione visiva dell'operato della giustizia. Nei processi, se una delle due parti si rifiuta, non si può riprendere il dibattito, che invece è un fatto pubblico. Questa misura limita la trasparenza dei procedimenti giudiziari, rendendo più difficile per il pubblico seguire e comprendere lo svolgimento della giustizia. Le intercettazioni, fulcro di molte indagini complesse, si possono né riassumere né trascrivere, né raccontare, né nulla di nulla, di nulla. Questa proibizione è estesa anche se le intercettazioni sono contenute nei mandati di cattura che vengono notificati alle persone arrestate.
Un altro aspetto critico riguarda le tecniche investigative. La legge impedisce di piazzare cimici nei luoghi dove si pensa che verrà commesso un reato. Questo potrebbe ostacolare in modo significativo le forze dell'ordine e la magistratura nel prevenire crimini o nel raccogliere prove fondamentali.
Anche i magistrati si trovano a fronteggiare nuove e stringenti normative. I magistrati naturalmente verranno perseguitati con norme che dicono che per esempio se fanno una conferenza stampa in cui spiegano un'operazione di polizia con l'arresto di un mafioso o di più mafiosi o cose di questo genere, non potranno poi seguire il processo se hanno parlato. La logica di questa norma è chiara: se hanno parlato delle indagini in conferenza stampa con la polizia, dovranno astenersi e cedere la mano a un altro magistrato. Questo crea un ostacolo alla comunicazione tra la magistratura e il pubblico, e potrebbe comportare un rallentamento nei processi a causa del passaggio di consegne tra diversi magistrati.
Un capitolo a parte è dedicato alla protezione di figure sensibili. Non si potranno intercettare le spie, gli agenti segreti senza avere prima avvertito il governo dal quale dipendono. Il governo, pensate al nostro, si premurerà naturalmente di avvertire loro di stare attenti alle telefonate, rendendo di fatto quasi impossibile l'intercettazione efficace di tali soggetti. Le intercettazioni telefoniche, in generale, non potranno durare per più di 75 giorni. Per certi casi sono esclusi i reati di mafia, ma come ben sapete spesso si viene a scoprire che un reato è di mafia dopo che si è fatta l'indagine su quel reato. Il quesito rimane aperto: chi lo sa se a chiedere il pizzo a un imprenditore è una banda di delinquenti comuni, oppure è Cosa Nostra o l'ndrangheta o la camorra? Questa incertezza diagnostica rende problematica l'applicazione delle esclusioni e potrebbe compromettere indagini cruciali.
Intercettazioni: disciplina, riforma e problematiche (rischio incostituzionalità)
Il Costo per i Cittadini: Scandali Nascosti e Garanzie Minate
Questo in estrema sintesi è il contenuto della legge che naturalmente fa gridare allo scandalo contemporaneamente i magistrati disarmati e i giornalisti disarmati. L'impatto più grave di questa legge, tuttavia, non ricade solo su queste categorie professionali. Speriamo che si accorgano i cittadini di essere le principali vittime di questa legge. Non è una legge contro i giornalisti o contro i magistrati; questi ultimi continueranno a avere il loro stipendio. È una legge contro i cittadini che non potranno più sapere le cose che sanno oggi e non potranno avere le stesse garanzie di sicurezza. La questione cruciale è cosa non sapremmo più di quello che abbiamo saputo in questi anni se per caso in questi anni fosse già stata in vigore questa legge.
Il passato recente offre numerosi esempi di come la trasparenza garantita dalla pubblicazione di atti e intercettazioni abbia portato alla luce fatti di grande rilevanza pubblica. Senza di essa, non sapremmo dello scandalo che ha investito il centro-sinistra in Puglia con gli uomini della prima Giunta Vendola indagati come Frisullo e come Tedesco, che starebbero naturalmente ancora al loro posto. Allo stesso modo, non sapremmo che il Procuratore Toro è sospettato di avere fatto la talpa per alcuni indagati per l'inchiesta sulla cricca. Di conseguenza, non sapendolo, il Procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, quello che indagava con grande attenzione su Gioacchino Genchi, su una persona per bene, mentre invece su indagini di grandi malaffare svolgeva ben opera l'ipotesi accusatore, sarebbe ancora al suo posto e quindi continuerebbe a fare da tappo nelle indagini contro il malaffare dei colletti bianchi.
Questi sono soltanto gli ultimi casi di cui non sapremmo nulla, ma naturalmente l'avremmo saputo con anni e anni di ritardo. Pensiamo alle indagini sui furbetti del quartierino, sulla Parmalat, sulla Cirio, su Calciopoli, sul caso Cuffaro. Sul caso di Trani, non sapremmo ancora niente. Non avremmo avuto informazioni sul perché in campagna elettorale era stata chiusa la trasmissione Annozero e cosa si preparava contro Annozero, come la famosa multa dell'Autorità per le comunicazioni. In un contesto del genere, saremmo un paese ignaro e avremmo un governo dove vengono celebrati ancora divi come Bertolaso, come Gianni Letta, ministri efficientissimi come Matteoli che adesso sfilano addirittura interrogati a casa Berlusconi, tanto è lo scandalo nell'opinione pubblica.
La mancanza di informazione tempestiva e completa non solo tiene nascosti i crimini e le irregolarità, ma impedisce anche che l'opinione pubblica possa esercitare una pressione democratica per chiedere conto ai responsabili. Le figure coinvolte in gravi scandali potrebbero rimanere impunite o continuare a ricoprire posizioni di potere, protette dal velo del segreto investigativo.
Privacy e Reputazione: Un Pretesto o una Reale Necessità?
Ci raccontano che questa legge è stata fatta per tutelare la privacy, la reputazione delle persone, il segreto. Questa è la giustificazione ufficiale, ma è fondamentale analizzarla criticamente. Abbiamo già detto, ma è bene ripeterlo, per evitare che qualcuno si faccia prendere per i fondelli, visto che continuano a scriverlo i giornali che sono favorevoli a questa porcheria, che la legge non aggiunge nulla alla difesa della privacy, della reputazione delle persone contro le diffamazioni e le calunnie e al segreto.
Infatti, già oggi è proibito dalla legge ed è punito, come reato, pubblicare notizie segrete e atti segreti. È reato diffamare le persone con calunnie e accuse false, ed è reato violare la privacy delle persone. Le normative esistenti offrono già un quadro robusto per la protezione di questi diritti fondamentali. L'introduzione di una nuova legge, presentata come strumento per tutelare la privacy, potrebbe quindi apparire ridondante se non mirata ad altri scopi.
In questi giorni, tra le tante cose utili che si sono lette sui giornali sullo scandalo della cricca, ne sono uscite due, secondo me vergognosamente lesive della privacy delle persone e della reputazione delle persone. La prima è la pubblicazione integrale indiscriminata della lista Anemone, dei proprietari o affittuari di casa che hanno avuto l'appartamento ristrutturato dalla Ditta Anemone. Il file era nel personal computer di Anemone, ce l'aveva la Guardia di Finanza, ce l'aveva da due anni, non sono state fatte indagini da parte della Magistratura di Roma su questa lista. La lista è uscita sui giornali con tutto l'elenco delle persone che hanno avuto la ditta Anemone che gli ristrutturava la casa.
Qui sorge una domanda fondamentale: c'è qualcosa di scandaloso nell'avere avuto la casa ristrutturata dalla Ditta Anemone? No, la Ditta Anemone è una ditta che, se uno paga i lavori per la ristrutturazione, è una ditta come tutte le altre. Il problema semmai è chi ha avuto la casa ristrutturata gratis o con lo sconto, soprattutto se in cambio dello sconto o dei lavori gratis Anemone ha avuto dei favori dal proprietario della casa ristrutturata. Allora si sarebbe dovuto scremare quell'elenco indiscriminato mettendo sui giornali quelli che non hanno pagato o quelli che hanno avuto lo sconto e lasciando perdere tutte le persone che hanno regolarmente pagato i lavori.
Non solo, ma non sempre chi ha la casa ristrutturata da Anemone ha scelto lui che fosse la ditta Anemone a ristrutturarla. Per esempio, tutti quelli che hanno case in affitto da enti pubblici o previdenziali, è ovvio che è l'ente proprietario a scegliere la ditta che ristruttura, mica l'inquilino che paga l'affitto. Allo stesso modo, sono finiti dentro funzionari e dirigenti di Polizia. Per quale motivo? Hanno fatto un fritto misto, hanno messo tutti i nomi insieme, li hanno sbattuti sui giornali. Questa è una gravissima violazione ed è triste che tutti quelli che fanno i garantisti, solo perché in questo periodo c'è un'aria un po' così di indignazione, non abbiano stigmatizzato questa cosa. Si sarebbe dovuto fare un lavoro; i giornali avrebbero dovuto prendere quella lista e andare a vedere caso per caso prima di pubblicarla.
Allo stesso modo, è uno scandalo che si pubblichino gli SMS tra un importante dirigente della protezione civile arrestato e un produttore cinematografico che non solo non è stato arrestato, ma non è neanche indagato. Sapete perché sono stati pubblicati quegli SMS? Perché i due sono gay e quindi si mandavano delle effusioni amorose per SMS. È lo stesso scandalo che ha destato polemiche quando è uscito il famoso SMS tra Anna Falchi e Ricucci. Ci sarà un problema a proposito delle inclinazioni sessuali di questi imputati? Queste cose che sono vergognose, sono già vietate dalla legge. Quindi, chi ha pubblicato gli SMS sentimentali dell'inquisito arrestato e del produttore assolutamente intonso gay, ha già violato la loro privacy e risponderà davanti a una legge che esiste già dal 1996, che è la legge sulla privacy. Questa legge non aggiunge e non toglie nulla a questa cosa, perché già non si poteva fare prima. Già non si potevano pubblicare quelli di Anna Falchi e di Ricucci, e quindi già la pubblicazione dell'SMS di Anna Falchi e di Ricucci è perseguibile per legge, senza bisogno di una nuova legge. Questa nuova legge non aggiunge e non toglie niente in difesa della privacy, della reputazione e del segreto.

Il Confronto con i Paesi Liberi: Un Quadro Diverso
Infatti, in tutto il mondo libero i giornali e le televisioni possono parlare e pubblicare di atti di indagine e intercettazioni disposti dalla Magistratura e anche non disposti dalla Magistratura. Questo contrasta nettamente con la situazione italiana, dove l'unico soggetto autorizzato per legge a disporre intercettazioni con certe garanzie è il Magistrato, su richiesta del Pubblico Ministero, con decisione del G.I.P. che può decidere di non intercettare, quindi di non accettare la richiesta del PM se non ci sono quei gravi indizi di reato. Dopodiché, può decidere di interrompere le intercettazioni il G.I.P., anche se il PM vuole proseguirle. È tutto garantito dal giudice terzo che riceve e poi valuta le richieste del PM e tutto quello che fanno il PM e il giudice terzo è depositato e risulta agli atti.
Cosa succede negli altri paesi quando i giornalisti vengono a conoscenza di atti di indagine o di intercettazioni durante le indagini? Si pubblicano dappertutto.
Fabio Cavalera dalla Gran Bretagna ci spiega che il "freedom of information act" dà diritto di conoscere e dunque di consultare ai giornalisti gli atti delle indagini. I giornalisti possono chiedere tali atti al Commissioner oppure al Tribunale, i quali decidono e, quando prevale l'interesse pubblico, non possono dire di no al diritto dei cittadini di essere informati e al dovere dei giornalisti di informarli. Persino a Buckingham Palace si inchinano a questo principio sacro, tant'è che non poterono impedire la pubblicazione delle telefonate tra Carlo e Camilla: Carlo diceva a Camilla "vorrei essere il tuo Tampax" e Camilla rispondeva "non posso sopportare una domenica notte senza di te". Non c'era nessun reato, era una violazione della privacy, ma si ritenne che l'interesse pubblico dei tradimenti dell'erede al trono nei confronti di sua moglie, Lady Diana, prevalesse sulla privacy e quindi anche queste telefonate furono pubblicate, anche se non era reato e soprattutto anche se erano stati intercettati abusivamente. Questo esempio evidenzia una chiara gerarchia di valori dove il diritto all'informazione pubblica prevale sulle singole privacy, specialmente quando sono coinvolte figure di rilevanza pubblica.

Passando alla Spagna, Elisabetta Rosa Spina da Madrid spiega che la pubblicazione delle intercettazioni non è perseguibile, non è vietata. Le intercettazioni ordinate dal Giudice Garçon nel caso Gürtel, che è uno scandalo che coinvolgeva politici delle comunità autonome di Madrid e Valencia, sono state pubblicate senza alcuna conseguenza per gli editori e per i giornalisti. Questa è un'ulteriore dimostrazione di come la trasparenza non sia considerata un ostacolo, ma un pilastro della democrazia.
Anche in Russia, uno dice in Russia, il nostro modello Putin, almeno lì sarà vietato. Ma la discussione sull'accesso alle informazioni è più complessa anche in contesti diversi da quelli occidentali tradizionali.
E infine Stati Uniti. Scrive Alessandra Farkas da New York: negli Stati Uniti le intercettazioni da parte di terzi, ad esempio "io intercetto una conversazione con un altro", sono legali previa autorizzazione di un giudice. Lì c'è addirittura l'agente provocatore. Sapete che per scoprire un politico corrotto, la polizia infiltra i suoi uomini che si spacciano per corruttori e mettono alla prova l'onestà del politico o del finanziere. In virtù del primo emendamento, siamo sempre nel caso americano, della Costituzione americana, il primo emendamento è quello che tutela la libertà di stampa. È il primo non a caso perché è importantissimo. I media hanno pieno accesso alla pubblicazione di materiale a essi inerente: "possiamo pubblicare qualsiasi cosa - spiega il direttore esecutivo del Report committee for freedom of the press - purché non presenti una minaccia alla sicurezza nazionale o all'incolumità fisica di qualcuno". Dato che tutti i casi che abbiamo fatto non minacciano la sicurezza nazionale né l'incolumità fisica, anzi sono questi personaggi che di solito minacciano la sicurezza nazionale a cominciare a quella della nostra economia e dei nostri soldi, tutto ciò che abbiamo pubblicato in Italia, sarebbe stato pubblicato in America. E sapete che in America ci sono fior di politici che vengono costretti alle dimissioni non dai giudici, ma semplicemente dall'opinione pubblica quando viene a conoscere atti di indagine. La forza dell'opinione pubblica, nutrita dall'informazione, diventa quindi un potente strumento di controllo democratico.
L'Informazione Completa contro il "Riassuntino": Il Diritto alla Conoscenza Integrale
Cosa si può fare? Immaginiamo una situazione: ho una bella intercettazione in cui due si mettono d'accordo per andare a rubare insieme i soldi nostri o esultano perché c'è un terremoto che porterà nelle loro tasche appalti e soldi o si mettono d'accordo per scannare persone sane, asportando loro organi vitali sani, per incassare più soldi dalla Regione, come nello scandalo della clinica degli orrori la Santa Rita di Milano. E cosa faccio? Invece di pubblicare le loro parole in modo che ciascuno, senza commento, si faccia un'idea di cosa stavano facendo questi signori e cosa stanno facendo questi signori e quindi che questi signori, travolti dall'ondata di sdegno, si facciano da parte, spariscano prima che inizi l'udienza preliminare, a prescindere dall'udienza preliminare, perché?
Beh, potrei pubblicare le loro parole. Invece, cosa ci propongono? "Faccia un riassuntino". Ma riassuntino intanto non è informazione. Informazione è dare il massimo dell'informazione. Se ho le parole, ho il dovere di dare le parole ai lettori, non le mie, quelle delle persone intercettate. Le mie possono fraintendere. Pensate se uno deve fare un riassuntivo di un'intercettazione, chi mi garantisce che il riassuntino che mi fa il giornalista mi riporta i dati essenziali di quell'intercettazione?
Poi ci sono anche quelli che non capiscono. Ci sono un sacco di neofiti che si improvvisano giornalisti dall'oggi al domani, non capiscono le intercettazioni. Non è meglio avere il testo? L'accesso diretto al testo integrale è cruciale per una comprensione autentica e per prevenire manipolazioni o interpretazioni errate.
Oggi, chi pubblica il testo integrale rischia una multa fino a 120 Euro. Domani rischierà una multa talmente salata, migliaia di Euro, che nessuno farà più il servizio di informare con il testo, con le parole esatte degli atti. Ma noi dobbiamo dare un'informazione completa, non il riassuntino. Il principio della completezza dell'informazione è alla base di un giornalismo etico e trasparente, essenziale per la formazione di un'opinione pubblica consapevole.
Unica Soluzione: Disobbedienza Civile
Allora possiamo noi, come categoria dei giornalisti, giornalisti mendicare e piatire un favore da questo Parlamento, da questa maggioranza? Da questa banda di criminali che vogliono impedirci di fare il nostro mestiere e di impedire a voi di sapere le cose che fanno loro?
Possiamo chiedere: vi prego, levateci un mese di galera? Vi prego levateci mille Euro di multa? Vi prego lasciateci fare il riassuntino, ma cosa siamo una manica di accattoni? Di pezzenti, che stanno lì con il cappello in mano a misurare la libertà di stampa a centimetri? Lo dico perché già si sente il Colle, il Quirinale, il Capo dello Stato… La domanda retorica sottolinea la frustrazione e la gravità della situazione, suggerendo che il compromesso sulla libertà di stampa è inaccettabile e che una risposta forte è necessaria per difendere i principi democratici fondamentali.