Guida alla gestione del latte artificiale: sicurezza, preparazione e l'uso del microonde

Il sostituto del latte materno, più comunemente chiamato “latte artificiale” (in questa tipologia non rientra il latte di mucca o di capra), è una formula che subisce dei trattamenti dapprima nel corso della fabbricazione, poi nelle fasi di confezionamento, trasporto, distribuzione e stoccaggio nei depositi delle farmacie o dei punti vendita. I sostituti del latte materno sono detti “artificiali” perché derivano da un processo di lavorazione industriale che prevede la modifica della composizione di un latte di partenza (quasi sempre di mucca), al quale vengono aggiunti e tolti parecchi nutrienti così da renderlo il più vicino possibile al latte materno. Gli elementi che vengono aggiunti derivano anche dal mondo vegetale, quindi olio di colza, di cocco, di girasole eccetera. Tra questi, alcune ditte producono latte artificiale utilizzando l’olio di palma per arricchire la sostanza di alcuni grassi presenti nel latte materno ma non in quello di mucca.

Ne esistono molti tipi in commercio, una volta acquistata e aperta la confezione, la quantità di prodotto che rimane va adeguatamente conservata per evitare che si deteriori. Generalmente, dopo l’apertura della confezione, la polvere deve essere conservata a temperatura ambiente nella confezione originale ben chiusa, in luogo fresco e asciutto, e consumata entro 10-15 giorni.

confezione di latte in polvere conservata correttamente in dispensa

Equivalenza delle formule e normative

I sostituti del latte materno in commercio sono tantissimi, e tutti devono avere una composizione stabilita dal Codex Alimentarius (insieme di regole e normative elaborate dalla Codex Alimentarius Commission), con una tolleranza consentita per i vari elementi. Perciò, anche se la composizione tra le varie formule non è mai identica, le variazioni sono talmente piccole che non hanno alcun significato pratico dal punto di vista biologico: questo vuol dire che le formule sono tutte equivalenti.

Nelle confezioni delle formule artificiali ci sono delle tabelle che indicano le quantità da somministrare in base al peso del bambino o ai giorni di vita. È importante ricordare che i valori riportati su queste tabelle sono puramente indicativi; difatti ogni bambino che non abbia problemi nel neurosviluppo è in grado di far capire quando e quanto ha bisogno di mangiare. Il latte materno è di gran lunga l'alimento più adatto per un neonato, sia sotto il profilo igienico-sanitario sia nutrizionale. Oltre a essere facilmente digeribile e assimilabile, il latte materno è sempre prontamente disponibile, fresco, alla giusta temperatura e senza possibilità di contaminazione esterna. Sappiamo che il latte materno rappresenta l’alimento ideale per il neonato ma ci sono delle condizioni legate a motivazioni mediche oppure dettate da scelte materne che comportano l’integrazione del latte materno con quello artificiale.

La preparazione sicura del latte artificiale in polvere

La preparazione del latte artificiale in polvere è più macchinosa, soprattutto se si vuole essere scrupolosi per garantire l’eliminazione di tutti i batteri eventualmente presenti nella polvere; il latte artificiale in polvere infatti non è sterile e può essere oggetto di contaminazioni, in particolare da Enterobacter Sakazakii e da Salmonella, due batteri che possono provocare gravissime malattie ai neonati, soprattutto ai più fragili.

Possiamo eliminare la maggior parte dei batteri scaldando l’acqua per la ricostituzione del prodotto alla temperatura di almeno 70°C. Aggiungere la polvere nell'acqua quando quest'ultima raggiunge una temperatura di circa 70°C. Basta lasciare l'acqua a temperatura ambiente per un tempo non superiore a 30 minuti dopo la bollitura. Una volta che il latte viene ricostituito, cioè è pronto all’uso, deve essere consumato entro due ore, oppure conservato in frigorifero per un massimo di 24 ore. Per quando si è fuori casa conviene utilizzare un thermos con acqua bollita: se è pieno e ben chiuso, l’acqua manterrà una temperatura superiore ai 70°C per diverse ore. Il latte così preparato deve essere poi raffreddato rapidamente per evitare che i batteri residui si moltiplichino, e questo può avvenire quando il latte ha una temperatura compresa tra 7 e 65°C.

schema del processo di raffreddamento rapido del latte preparato

Rischi e benefici dell'utilizzo del microonde

Da quando hai iniziato a usare il biberon ricorri al microonde per riscaldare il latte del tuo bimbo? Hai però sentito dire che questa pratica potrebbe essere rischiosa per la salute del bimbo o che con questo sistema il latte si modifica? L’idea che la cottura a microonde favorisca la formazione di composti tossici o cancerogeni nel cibo è un vecchio pregiudizio, del tutto ingiustificato: le microonde riscaldano il latte ma non sono così intense da modificarne la struttura chimica, formando composti nocivi. Il microonde tende a preservare tutte le caratteristiche dell’alimento perché il calore si sviluppa all’interno del prodotto e non viene trasferito per conduzione dalle pareti del contenitore al latte.

Va detto, però, che la non uniforme diffusione del calore crea il rischio degli “hotspot” - punti particolarmente caldi - che potrebbero scottare la bocca del bebè. Agitare il liquido dopo il riscaldamento è un saggio accorgimento per evitare la disomogeneità di temperatura. Per avere le massime garanzie igieniche, non bisogna limitarsi a riscaldare gli alimenti alla temperatura di consumo. Nella pratica, conviene portare l’acqua o il latte a una temperatura più elevata e attendere prima dell’uso in modo che il riscaldamento si diffonda uniformemente.

L'importanza dei contenitori e le microplastiche

È molto importante scegliere il giusto materiale del contenitore nel quale riscaldare i cibi e i liquidi. Secondo una ricerca condotta dal Trinity College di Dublino un neonato è esposto in media a un milione e mezzo di microplastiche al giorno provenienti da biberon in plastica. I biberon in plastica vengono utilizzati tantissimo perché sicuri in caso di caduta e leggeri ma se si decide di scaldare il contenuto al loro interno, la loro esposizione all’acqua o al latte ad alta temperatura aumenta significativamente il rilascio di microplastiche, piccoli frammenti di plastica dannosi se ingeriti.

Per questo raccomandano di non scaldare mai al microonde i liquidi direttamente nel biberon in plastica, ma a parte, in contenitori possibilmente di vetro. Soprattutto nei primi mesi di vita dei neonati è quindi fortemente raccomando l’utilizzo del biberon in vetro. Il vetro, oltre che essere naturale, ecologico e sicuro, cioè privo di agenti chimici potenzialmente dannosi, è igienico in quanto sopporta alte temperature, può essere sterilizzato accuratamente e non trattiene grassi e nutrienti. Dal punto di vista delle caratteristiche fisiche e chimiche i biberon in vetro sono indiscutibilmente la scelta migliore per i primi mesi di vita del bambino, considerando le esigenze di igiene e sterilizzazione di un neonato.

confronto visivo tra un biberon di vetro e uno di plastica dopo l'esposizione al calore

Alternative al microonde: scaldabiberon e sensori

Il metodo di cottura impiegato, infatti, altera le proprietà nutrizionali del latte e crea punti di calore non uniformi che rischiano di scottare la bocca del bambino. L’utilizzo di questa tipologia di forno, anche se comoda, è pertanto sconsigliata. In alternativa, esiste uno strumento rapido, pratico e concepito apposta per questa funzione: lo scaldabiberon! Lo scaldabiberon rappresenta il modo più semplice e sicuro per scaldare il latte: consente di scongelare lentamente il latte o di scaldarlo in modo uniforme preservandone le preziose qualità.

Migliore soluzione per scaldare il biberon fuori casa? - DUDU Infanzia

Rispetto ad altri metodi più “artigianali”, come il riscaldamento a bagnomaria, ti permette di non rischiare scottature, di non sporcare pentolini o bicchieri ed è l’ideale per preparare comodamente il pasto quando si è in viaggio con il neonato, in auto o in aereo per esempio. Il biberon in vetro Super Glass di J BIMBI dispone di un sensore di temperatura che cambia colore e avverte quando il latte è troppo caldo. Se è viola la temperatura del latte è corretta e omogenea, se è rosa la temperatura è troppo elevata. Una volta che il latte si è scaldato è importante testare la temperatura su un polso per evitare che il latte sia troppo caldo.

Misure di sostegno per le famiglie

Tra le misure previste a favore delle famiglie dalla Legge di Stabilità 2020, ne troviamo alcune che vengono introdotte per la prima volta, come per esempio il “Bonus latte artificiale”. Si tratta di un sostegno per l’acquisto di sostituti del latte materno per le mamme affette da condizioni patologiche che impediscono la pratica naturale dell’allattamento. È previsto un contributo fino a 400 euro annui per neonato e fino al sesto mese di vita del bambino. Ad oggi, però, la misura è ancora in attesa di attuazione. È fondamentale, dunque, informarsi costantemente sulle novità normative per garantire ai genitori il massimo supporto economico nella gestione delle necessità alimentari del neonato, specialmente in contesti in cui l'allattamento naturale non sia praticabile o debba essere integrato.

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