Il progresso scientifico ha reso disponibili metodologie sempre più precise per la valutazione del rischio di anomalie genetiche nel feto durante la gravidanza. Tra queste, il test del DNA fetale, noto con l'acronimo inglese NIPT (Non-Invasive Prenatal Testing), si è affermato come una delle opzioni più diffuse e discusse. Questa metodica di analisi consente di valutare il rischio che il feto possa nascere affetto da determinate anomalie genetiche, rappresentando un significativo passo avanti nella diagnosi prenatale. Tuttavia, come ogni strumento di screening, il NIPT possiede limiti e specificità, tra cui la possibilità di risultati "falsi negativi", un aspetto cruciale che merita un'attenta comprensione.
Cos'è il Test del DNA Fetale (NIPT) e Come Funziona
Il NIPT è un test prenatale non invasivo che analizza piccoli frammenti di DNA del feto circolanti nel sangue della madre. A differenza della maggior parte del DNA, che si trova racchiuso all'interno del nucleo di una cellula, è infatti possibile isolare questi piccoli frammenti di DNA circolanti, che di solito comprendono meno di 200 basi azotate. Questi frammenti si formano quando le cellule muoiono e rilasciano il loro contenuto all'esterno nel flusso sanguigno.
Durante la gravidanza, il flusso sanguigno della madre contiene un insieme di questi frammenti, che provengono sia dalle proprie cellule che da quelle della placenta. La placenta è il tessuto che nell'utero collega la circolazione sanguigna del feto a quella della madre. L'esame è reso possibile dal fatto che il DNA delle cellule placentari è solitamente identico al DNA del feto, permettendo così di riflettere il profilo genetico fetale. In particolare, la frazione libera del DNA fetale (cffDNA) proviene dalla placenta e rappresenta il 3 - 6% del totale DNA libero circolante durante tutta la gravidanza. Questo cffDNA ha un'emivita breve e già due ore dopo il parto non è più determinabile nel sangue materno. L'analisi di questi frammenti offre l'opportunità di valutare precocemente la possibile presenza di alcune anomalie genetiche in modo minimamente invasivo, mediante un semplice prelievo di sangue da una vena del braccio della madre. Il test è basato sulla quantificazione dei frammenti di DNA fetale libero circolante nel sangue materno, che sono di origine placentare.

NIPT: Test di Screening vs. Test Diagnostico
È fondamentale ricordare che il test del DNA fetale è un test di screening, non un test diagnostico. Questa distinzione è di vitale importanza per la corretta interpretazione dei risultati e per le decisioni successive. Un test di screening è in grado di valutare un aumento o una diminuzione del rischio di determinate condizioni, mentre un test diagnostico consente di confermare o escludere in modo più definitivo una sospetta anomalia genetica.
In altre parole, il NIPT può solo stimare se il rischio di determinate condizioni sia aumentato o diminuito. Senza la conferma dai risultati di un test diagnostico, non c'è modo di sapere se il feto sia effettivamente affetto dall'anomalia genetica eventualmente emersa dal test di screening. Per questa ragione, non si devono utilizzare i risultati dei test di screening per prendere decisioni definitive sulla gravidanza, poiché queste analisi potrebbero non riflettere accuratamente il profilo genetico del feto. Il NIPT, infatti, non può dare una diagnosi certa, ma indica una probabilità che il feto presenti anomalie cromosomiche. Il limite dei test di screening, cioè dei test non invasivi, è proprio quello di non avere un potere diagnostico pari al 100%.
Il test del DNA fetale, pur essendo un esame di screening innovativo, è stato studiato, progettato, sperimentato e validato per determinare soprattutto e primariamente il rischio di specifiche trisomie fetali. Sebbene l'Harmony Prenatal Test, ad esempio, sia ancora un test di screening, dati e studi scientifici effettuati in migliaia di gravidanze certificano la sua elevata capacità di identificare oltre il 99% dei casi di trisomia 21, all'incirca il 98% dei casi di trisomia 18 e circa l'80% dei casi di trisomia 13.
La donna in gravidanza deve avere assolutamente chiaro il concetto che ogni test di screening ha i suoi vantaggi, che risiedono nella non invasività e, talora, anche nel basso costo di effettuazione, a prezzo dello svantaggio di non avere potere diagnostico definitivo. Viceversa, l'esame invasivo, in generale, è sì in grado di porre diagnosi, ma d'altro canto può avere degli effetti collaterali, come il rischio di perdita fetale, seppur basso.

Quali Anomalie Rileva il NIPT?
Il NIPT è stato primariamente validato per lo screening delle principali aneuploidie autosomiche e dei cromosomi sessuali. Le anomalie più conosciute che il test indaga includono le trisomie, ovvero la presenza di un cromosoma in più. Le più studiate e con la più alta affidabilità di rilevazione sono:
- Trisomia 21 (Sindrome di Down): La più conosciuta, dovuta a una copia extra del cromosoma 21.
- Trisomia 18 (Sindrome di Edwards): Caratterizzata da una copia extra del cromosoma 18.
- Trisomia 13 (Sindrome di Patau): Causata da una copia extra del cromosoma 13.
Queste tre sindromi rappresentano circa il 50% delle anomalie cromosomiche riscontrabili con l'amniocentesi, e il NIPT ha per loro una specificità, ovvero la capacità di individuare correttamente un feto affetto, di circa il 99%.
Oltre a queste, il NIPT può includere lo screening per altre anomalie cromosomiche, tra cui:
- Copie extra o mancanti del cromosoma X e Y: I cromosomi sessuali. Queste includono condizioni come la Sindrome di Turner (45 X, frequenza 1/2500 femmine), la Sindrome di Klinefelter (XXY, frequenza da 1/500 a 1/1000 maschi), la Sindrome di Jacobs (XYY, frequenza 1/1000 maschi) e la Sindrome XXX (frequenza 1/1000 femmine). La determinazione del sesso, offerta dal NIPT, è utile anche nell'individuare feti maschi a rischio di malattie legate ai cromosomi sessuali, quali emofilia o distrofia muscolare di Duchenne.
- Disordini cromosomici causati da sezioni mancanti o duplicate di un singolo cromosoma: Tali anomalie sono definite delezioni o microdelezioni. Le delezioni sono anomalie cromosomiche sbilanciate, caratterizzate dall'assenza di un tratto di cromosoma. Alcune delezioni causano sindromi rare alle quali possono essere associate anomalie cardiache, dismorfismi facciali e labiopalatoschisi, alterazioni del tratto gastro intestinale e del sistema immunitario, ritardo mentale o deficit dello sviluppo neuro-cognitivo.
- Malattie genetiche causate da alterazioni di singoli geni: Si ipotizza che, con il tempo, saranno sempre di più le possibili malattie individuabili con il NIPT, tuttavia, per queste condizioni più rare o specifiche, l'attendibilità del NIPT è ancora molto discussa e non vi sono molti dati che certifichino un'elevata accuratezza.
L'indagine è al momento mirata e validata per le principali aneuploidie autosomiche (Trisomia 21, Trisomia 18 e Trisomia 13) e dei cromosomi sessuali. Il test permette secondariamente anche di valutare la presenza dei cromosomi X e Y, ma quest'ultima opzione dipende unicamente dai desideri della donna e della coppia.
Affidabilità e Limiti del NIPT: Comprendere i Falsi Negativi
Il test del DNA fetale è considerato ragionevolmente affidabile, ma la sua accuratezza varia a seconda del disturbo indagato e, soprattutto, è un esame di screening che richiede ulteriori approfondimenti in caso di esito positivo. Un aspetto cruciale da considerare sono i "falsi negativi", che si verificano quando il feto viene ritenuto sano dal test, pur essendo in realtà affetto da una malattia genetica.
L'attuale letteratura scientifica consente di stimare valori predittivi negativi elevati, superiori al 99,9%, per le principali anomalie cromosomiche. Questo significa che è molto probabile che il feto non presenti un'anomalia cromosomica se il test restituisce un risultato negativo. La probabilità di un falso negativo, ovvero di non rilevare la patologia in un feto affetto, è inferiore all'1% per le trisomie 21, 18 e 13. Per queste condizioni, l'attendibilità del test supera il 99%, con un margine di errore per i falsi negativi inferiore all'1%.
Tuttavia, il NIPT risulta meno affidabile per alterazioni più ridotte e rare come le microdelezioni. Ad esempio, per la sindrome di Patau, sono stati confermati 87 risultati su 100, indicando una sensibilità inferiore rispetto ad altre trisomie.
Fattori che possono ridurre l'affidabilità e portare a falsi negativi o falsi positivi includono:
- Frazione fetale insufficiente: Affinché il test sia valido, la percentuale di cffDNA nel sangue materno deve essere superiore o uguale al 4% del cfDNA totale. Frazioni fetali insufficienti possono impedire l'esecuzione delle analisi o condurre a risultati inaffidabili, inclusi falsi negativi. Se la frazione fetale è inferiore, verrà eseguito un secondo prelievo. In caso di persistenza di una bassa concentrazione, si potrebbe ipotizzare, in base a studi non ancora confermati, un'aumentata probabilità di anomalie cromosomiche fetali, orientando diversamente la gestione clinica della gravidanza.
- Discrepanza feto-placentare: L'affidabilità del test può essere ridotta a causa di mosaicismi confinati alla placenta, ovvero la presenza di cellule con un corredo cromosomico anomalo solo nella placenta e non nel feto. Ciò può determinare discordanze nei risultati, con possibilità di falsi positivi o falsi negativi. Un risultato positivo (aneuploidia rilevata) potrebbe indicare un'anomalia cromosomica confinata alla placenta, e al controllo in diagnosi prenatale invasiva, il feto potrebbe risultare con cariotipo normale (falso positivo).
- Mosaicismi fetali a bassa percentuale: Se solo una piccola percentuale di cellule fetali presenta l'anomalia, il test potrebbe non rilevarla, generando un falso negativo.
- Anomalie cromosomiche materne: Poiché l'esame viene condotto su frammenti provenienti sia dal feto che dalla madre, il risultato potrebbe riflettere la presenza di un'eventuale condizione genetica nella madre, anche a mosaico, interferendo con l'accuratezza dei risultati riguardanti i cromosomi sessuali fetali.
- Condizioni materne specifiche:
- Recenti trasfusioni di sangue, trapianti allogenici di cellule staminali o di organi: Possono alterare la composizione del DNA circolante nel sangue materno e rendere il test non praticabile o inaffidabile.
- Condizioni tumorali (metastasi) nella gestante: Possono produrre risultati del test falsi positivi, in quanto le cellule tumorali possono rilasciare DNA con alterazioni cromosomiche nel flusso sanguigno materno.
- Gravidanze gemellari: Nelle gravidanze gemellari dizigotiche (due gemelli diversi), l'esperienza è limitata e non è possibile distinguere il risultato del singolo feto, né valutare il sesso o le aneuploidie dei cromosomi sessuali. Se il test rileva sequenze specifiche per il cromosoma Y, non è possibile discernere se solo uno o entrambi i feti siano di sesso maschile. L'accuratezza del test può essere ridotta anche nel caso in cui una gravidanza inizialmente gemellare prosegua come singola.
- Fenomeno del "vanishing twin": Nelle gravidanze iniziate come gemellari o plurime e seguite dall'aborto spontaneo di uno o più feti con riassorbimento della camera gestazionale, potrebbe essere presente nel sangue materno anche il DNA fetale libero del feto abortito. Se la causa dell'aborto fosse stata un'aneuploidia cromosomica a carico di uno dei cromosomi investigati, ciò potrebbe interferire nella qualità dei risultati, determinando falsi positivi.
Limiti intrinseci del test:Il NIPT non è in grado di rilevare tutte le anomalie genetiche. In particolare:
- Non rileva traslocazioni bilanciate, i cromosomi ad anello, le disomie uniparentali, le malattie monogeniche/poligeniche, le poliploidie ed eventuali assetti trisomici a queste ultime imputabili, né le aneuploidie dei cromosomi non considerate.
- Non rileva riarrangiamenti cromosomici bilanciati, alterazioni cromosomiche strutturali submicroscopiche oltre quelle ricercate, mutazioni puntiformi o difetti di metilazione (ad eccezione di test specifici come PrenatalAdvance Genetics per alcune malattie genetiche ereditarie a trasmissione mendeliana).
NIPT - Test del DNA fetale - Dott. Sergio Carlucci
Quando e Come si Esegue il Test del DNA Fetale?
Le tempistiche dell'esame sono dettate dalla necessità di attendere che ci sia una sufficiente quantità circolante di frammenti di DNA fetale nel sangue della madre. Come detto, la frazione fetale deve essere superiore al 4%, e questo si verifica in genere intorno alla decima settimana di gravidanza. Il NIPT si esegue idealmente tra la 10ª e la 13ª settimana di gravidanza, compatibilmente con le linee guida regionali. Harmony Prenatal Test può essere già effettuato dalla 10ª-11ª settimana. Il prelievo per il test può essere già effettuato dall’11ª settimana di epoca gestazionale. Non esiste un termine ultimo per la sua esecuzione, ma convenzionalmente sarebbe indicato entro la sedicesima settimana di gestazione. Se eseguito troppo precocemente, la frazione di DNA fetale nel sangue materno potrebbe essere insufficiente per un'analisi affidabile.
L'esame richiede semplicemente un normale prelievo di sangue da una vena del braccio della donna incinta. Per fare il test non è necessario essere a digiuno. Essendo un esame non invasivo, non comporta rischio di aborto, un vantaggio significativo rispetto agli esami invasivi.

Interpretazione dei Risultati: Positivo, Negativo e le Loro Implicazioni
Comprendere il significato dei risultati del NIPT è essenziale per le coppie in attesa.
Esito Positivo: Un risultato positivo del test di screening significa che il feto ha un rischio più elevato di presentare un'anomalia genetica rispetto al rischio medio; questo NON significa che il feto ne sia certamente colpito. Al contrario, un eventuale esito di alto rischio suggerisce un'alta probabilità che sia presente un'alterazione cromosomica nel feto. Un risultato positivo dello screening indica la necessità di eseguire ulteriori test, chiamati test diagnostici (come il prelievo dei villi coriali o l'amniocentesi), per confermare o escludere il risultato. La probabilità di un falso positivo, ovvero di indicare come affetto un feto che non presenta la patologia, è inferiore allo 0,1% per le trisomie principali. Tuttavia, esiste almeno un 5% di feti che, nonostante un risultato positivo al NIPT, non hanno in realtà alcuna anomalia. Nel caso in cui il NIPT evidenzi un'anomalia, questa deve essere poi confermata tramite amniocentesi, e non su villocentesi, il che significa attendere la 16ª settimana.
Esito Negativo: Un risultato "NEGATIVO - Aneuploidia o alterazione cromosomica strutturale non rilevata" riduce notevolmente le possibilità che il feto abbia un'aneuploidia o un'alterazione cromosomica strutturale a livello dei cromosomi esaminati. Un risultato negativo significa che la probabilità che vi sia un'anomalia è bassa; si può parlare di soggetto a basso rischio. Un risultato indicativo di una bassa probabilità di trisomia deve essere considerato rassicurante in considerazione dell'elevata specificità del test e del suo elevato valore predittivo negativo. Tuttavia, è altresì importante ricordare che un risultato negativo significa che il feto ha un rischio inferiore di avere un'anomalia genetica rispetto al rischio medio, ma non esclude la possibilità che ne sia effettivamente affetto nonostante tutto. Infatti, a causa della fisiologia placentare, il risultato potrebbe non riflettere un reale stato di normalità cromosomica del feto. Il test del DNA fetale, infatti, non può escludere al 100% la presenza di anomalie anche minime. Per le trisomie 21, 18 e 13, la probabilità di un falso negativo è inferiore all'1%.
Nel complesso, il test del DNA fetale ha un valore predittivo maggiore e una percentuale più bassa di falsi positivi rispetto ad altri test di screening combinati. I risultati del test si rendono disponibili all'incirca entro due settimane lavorative dalla data del prelievo, e il referto specificherà in modo chiaro il rischio specifico per ognuna delle trisomie esaminate.
Il NIPT a Confronto con Altri Test Prenatali
Il panorama dei test prenatali è variegato e offre diverse opzioni, ognuna con le proprie specificità, vantaggi e svantaggi. È utile confrontare il NIPT con altri esami di screening e diagnostici per comprendere meglio il suo ruolo.

Translucenza Nucale (TN):
- Cos'è: È la misurazione ecografica di un sottile spazio liquido presente a livello della nuca di tutti i feti, effettuata tra l'11ª e la 13ª settimana di gravidanza.
- Indicazioni: Uno spessore aumentato può indicare un maggior rischio di patologie cromosomiche fetali o altre patologie malformative, come ad esempio cardiopatie. La mancata visualizzazione dell'osso nasale si associa a un rischio aumentato di patologia cromosomica (in particolare Sindrome di Down).
- Limiti: La translucenza nucale risulta aumentata anche nel 5% dei feti normali, il che può generare falsi positivi.
Bi-Test (Test Combinato):
- Cos'è: È un prelievo ematico materno che si esegue tra l'11ª e la 13ª settimana di gravidanza, dosando due sostanze prodotte dalla placenta (free Beta-hCG e PAPP-A). Viene combinato con la misurazione della translucenza nucale e l'età materna per calcolare un rischio.
- Vantaggi: È un'indagine più completa rispetto alla sola misurazione della translucenza nucale e offre la possibilità di conoscere, attraverso l'analisi di due ormoni, la funzionalità della placenta e la crescita fetale nell'ultimo trimestre gravidico.
- Confronto con NIPT: Il NIPT ha un valore predittivo maggiore e una percentuale più bassa di falsi positivi rispetto al Bi-test. Se il test combinato risulta già a basso rischio, il NIPT non aggiunge nessun valore significativo, mentre nei casi di rischio intermedio potrebbe aiutare a ricalcolare il rischio e potenzialmente evitare una diagnosi invasiva.
Villocentesi:
- Cos'è: È un esame diagnostico invasivo eseguito tra l'11ª e la 13ª settimana di gravidanza. Consiste nel prelevare alcuni frammenti placentari (trofoblasto) sotto costante controllo ecografico. Il tessuto placentare contiene materiale genetico identico a quello fetale, che può essere utilizzato per lo studio del cariotipo e per tutte le analisi genetiche eseguibili sulle cellule fetali.
- Vantaggi: Ha un'affidabilità molto elevata, con un fallimento diagnostico massimo dell'1% e falsi negativi massimi dello 0,04%. I tempi medi di risposta sono di 2-3 settimane.
- Rischi: Essendo un esame invasivo, comporta un rischio di perdita fetale. Prima di effettuarla è opportuno conoscere il gruppo sanguigno materno per procedere, in caso di Rh negativo e partner Rh positivo, all'immunoprofilassi anti-D dopo il prelievo.
Amniocentesi:
- Cos'è: È un esame diagnostico invasivo eseguito tra la 15ª e la 17ª settimana di gravidanza. Consiste nell'introdurre un sottile ago nella cavità amniotica, sotto costante controllo ecografico, per prelevare cellule fetali (amniociti) presenti nel liquido amniotico, utilizzate per analisi citogenetiche e/o molecolari. Nel nostro Studio si effettua il prelievo tra la 16ª e la 17ª settimana di gravidanza per evitare che la quantità di liquido sottratto danneggi il feto.
- Vantaggi: L'attendibilità è superiore al 99%. Il fallimento diagnostico, seppur raro, è possibile e in qualche raro caso è necessario ripetere il prelievo. Ha falsi positivi massimi dello 0,5%. Consente indagini citogenetiche dopo cultura cellulare e metodiche complementari come FISH, QFPCR o CGH-array/NGS per rilevare alterazioni minime, permettendo la diagnosi di circa 300 malattie che rappresentano l'80% di incidenza delle circa 7000 malattie attualmente note.
- Rischi: Il rischio di interruzione spontanea della gravidanza legato all'amniocentesi è statisticamente dell'1%.
Il principale vantaggio del test del DNA fetale è che rappresenta un ottimo compromesso tra affidabilità e invasività, richiedendo infatti un semplice prelievo di sangue dalla donna incinta, senza in alcun modo coinvolgere il feto: è cioè un esame NON invasivo. Questo vantaggio si traduce nell'assenza di alcun rischio di "perdita fetale" dovuto all'esame stesso, a fronte di una capacità di screening delle anomalie genetiche davvero elevatissima per le condizioni primarie indagate.
L'Importanza della Consulenza Genetica
Data la complessità dei test prenatali, è di vitale importanza che la coppia si rivolga a un consulente genetico prima di decidere di sottoporsi a qualsiasi test prenatale. Il consulente genetico guida la coppia nella scelta del test più adatto, in base alle caratteristiche personali della paziente e della storia familiare. Questo colloquio pre-test è fondamentale per discutere i test di screening disponibili, il test del DNA fetale, e per valutare la storia familiare e personale, includendo la presenza accertata o sospetta di malattie genetiche, sindromi cromosomiche o disordini del neurosviluppo nel ramo parentale materno e/o paterno.
Un secondo colloquio è previsto al momento della restituzione del referto. In questa fase, il consulente genetico aiuta a interpretare i risultati, siano essi positivi o negativi, e a pianificare i passi successivi. Questo include la necessità di test diagnostici invasivi per confermare un risultato positivo o la discussione delle limitazioni di un risultato negativo. La paziente che sceglie questo percorso di screening prenatale è consapevole che qualora il test suggerisse di effettuare successivamente l'amniocentesi, è molto probabile che il feto sia realmente affetto da una delle sindromi oggetto dell'indagine. Al contrario, se il test indica un "basso rischio" per le trisomie esaminate, è estremamente probabile che il feto non ne sia affetto.
Questo percorso di consulenza è cruciale per garantire che le decisioni siano prese in modo informato e che la coppia abbia una comprensione chiara delle opportunità e dei limiti di ogni test.
Costo e Accessibilità del Test del DNA Fetale
Il costo del test del DNA fetale è variabile a seconda del laboratorio scelto e del pacchetto di analisi proposto, ma indicativamente è compreso tra € 300 e € 700. In genere, il costo è detraibile.
È interessante notare che l'accessibilità a questo test sta cambiando in Italia. A partire dal 1° luglio 2024, in alcune Regioni, come l'Emilia Romagna, il NIPT viene offerto gratuitamente alle donne in gravidanza come parte del percorso nascita regionale. In generale, l'offerta gratuita e l'accessibilità possono variare a seconda della regione e di specifiche condizioni (ad esempio, età materna avanzata, storia familiare, ecc.).
A differenza di altri test non invasivi, per l'esame del DNA fetale attualmente non è entrata nella pratica clinica la totale copertura da parte del Sistema Sanitario Nazionale su tutto il territorio, poiché non tutte le regioni sono dotate di laboratori pubblici abilitati alla sua erogazione.
Considerazioni Finali sulla Certezza in Medicina
L'ambito della diagnosi prenatale, come la medicina in generale, è caratterizzato da una costante evoluzione e da una intrinseca difficoltà nel fornire certezze assolute. Le indagini di screening e diagnostiche, benché sempre più raffinate, non riescono tutt'oggi a prendere in considerazione tutte le varie forme di malattie che possono manifestarsi nell'organismo umano. Il nostro codice genetico è ancora poco conosciuto nella sua essenza e nelle interazioni fra i geni, e la nostra quotidianità sottopone il nostro organismo a una serie di stimolazioni note e non note che potrebbero avere un impatto sulla nostra salute.
Tutte queste premesse servono a proteggere la donna gestante dal credere che oggi esistano esami di screening prenatale che possono garantire una risposta di certezza, come invece tutte le donne vorrebbero poter avere a disposizione e come i professionisti stessi vorrebbero poter offrire. Ma non è così. Lo screening è un concetto caratterizzato da vantaggi e svantaggi specifici, e la diagnosi è un altro concetto, caratterizzato pure dai suoi specifici vantaggi e svantaggi.
Il NIPT, con i suoi margini di errore, seppur minimi per le trisomie più comuni, ribadisce l'importanza di un approccio integrato, dove il test di screening è un punto di partenza per una valutazione del rischio, e non un verdetto definitivo. La scelta di effettuare un test come il NIPT è spesso motivata da diversi fattori. Molte persone che scelgono di effettuare il NIPT sono quelle che hanno conseguito la gravidanza attraverso un percorso impegnativo o che considerano la loro gravidanza un evento estremamente prezioso e, talora, anche difficilmente ripetibile. Pertanto, fanno ricadere la loro scelta su un esame che non abbia il benché minimo rischio di causare la perdita della gravidanza. Il rischio di perdita fetale sicuramente e unicamente imputabile all'effettuazione di un esame invasivo come l'amniocentesi è sicuramente "basso", "ridotto", come indicato dalla letteratura internazionale. Tuttavia, il NIPT non presenta alcun tipo di rischio di perdita fetale, a fronte di una capacità di screening delle anomalie genetiche in oggetto davvero elevatissima.
Un altro grande vantaggio del NIPT, come l'Harmony Prenatal Test, consiste nel fatto che può essere effettuato in un'epoca di gravidanza relativamente precoce. Il risultato può essere successivamente completato con un enorme vantaggio non appena dal laboratorio analisi giunge il risultato dell'analisi genetica. Si procede all'effettuazione di un'indagine ecografica molto dettagliata, nella quale l'embrione è già molto formato e può essere sottoposto a un'indagine ecografica molto dettagliata (molto più dettagliata delle ecografie che usualmente vengono svolte nel primo trimestre). Dalle 12 o 13 settimane di epoca gestazionale compiute, un operatore esperto e paziente può svolgere un'ecografia finalizzata all'analisi biometrica e morfologica di tutti i dettagli del corpo fetale esaminabili a quell'epoca gestazionale. Già verso la fine del terzo mese di gravidanza, la donna gestante può decidere di effettuare un'analisi fetale combinata raffinatissima allo scopo di determinare con grande precisione sia il rischio di trisomia del proprio "bambino", sia la correttezza dello sviluppo dei principali distretti del corpo fetale.
Questo raffinato percorso di screening prenatale permette alla gestante che non se la sente di sottoporsi a un esame diagnostico invasivo come prima scelta, la possibilità di effettuare uno screening ragionato, affidabile, completo e allo "stato dell'arte". L'obiettivo di questo protocollo d'azione è la massimizzazione delle possibilità di screening delle principali anomalie cromosomiche e la massimizzazione delle possibilità diagnostiche delle anomalie morfologiche fetali in epoca precoce, in modo che la donna che aspetta un bambino possa avere a disposizione più tempo per portare a termine con sicurezza gli eventuali accertamenti e le consulenze che potrebbero rendersi necessarie entro l'epoca gestazionale di 21 settimane.