Il Premio Tutino Giornalista e l'Eredità della Memoria a Pieve Santo Stefano

Il cuore della Toscana, a Pieve Santo Stefano, pulsa ininterrottamente da oltre quarant'anni al ritmo delle storie, dei ricordi e delle testimonianze custodite gelosamente dall'Archivio Diaristico Nazionale. Questa iniziativa, che nel corso degli anni è cresciuta divenendo un premio di natura nazionale se non internazionale, rappresenta un patrimonio culturale unico nel suo genere. È un simbolo dell’impegno civile e della memoria collettiva, un faro che illumina le vite di cittadini comuni, restituendo voce alle loro emozioni, speranze, difficoltà e sogni attraverso le testimonianze intime e autentiche raccolte. In questo contesto di profonda valorizzazione del racconto personale, si inserisce il "Premio Tutino Giornalista", un riconoscimento che porta il nome del fondatore dell'Archivio, Saverio Tutino, e che celebra l'essenza stessa di una professione che egli ha amato e onorato.

Il Premio Tutino Giornalista: Un Riconoscimento all'Etica Professionale

Il “Premio Tutino Giornalista” è stato istituito con l'obiettivo di commemorare la figura del fondatore, Saverio Tutino, e offrire un riconoscimento simbolico, oltre che uno spazio di celebrazione, ai nuovi protagonisti del giornalismo. Ogni giorno, questi professionisti onorano con capacità, coraggio e dedizione la professione che Saverio Tutino ha più amato, incarnando i valori di ricerca della verità e di narrazione autentica che erano alla base del suo impegno. È un momento significativo che riconosce il ruolo cruciale del giornalismo nella costruzione e nella salvaguardia della memoria collettiva.

L'edizione 2025 del Premio vedrà un momento culminante venerdì 19 settembre, alle ore 11:30, in Piazza Plinio Pellegrini a Pieve Santo Stefano. Quest'anno, il prestigioso riconoscimento sarà assegnato alla giornalista palestinese Rita Baroud. La sua figura è stata scelta per la sua straordinaria capacità di essere una delle rare voci riuscite a raccontare in prima persona la fame e la distruzione di Gaza. Il suo lavoro rappresenta un esempio lampante di giornalismo coraggioso e profondamente umano, in linea con l'eredità lasciata da Saverio Tutino, un giornalista che ha sempre creduto nella forza della testimonianza e nella necessità di dare voce agli oppressi e agli eventi cruciali della storia. Attraverso il Premio Tutino Giornalista, si intende sottolineare l'importanza di un giornalismo che non si limita a informare, ma che scava in profondità, con empatia e rigore, per portare alla luce realtà spesso nascoste o dimenticate.

Ritratto di Saverio Tutino, fondatore dell'Archivio Diaristico Nazionale

Saverio Tutino: L'Eredità di un Giornalista Militante

La visione che ha dato vita all'Archivio Diaristico Nazionale è intrinsecamente legata alla figura carismatica e all'impegno di Saverio Tutino. Giornalista militante, Tutino ha lasciato un segno indelebile nel panorama culturale italiano, non solo attraverso la fondazione dell'Archivio, ma anche con le sue opere e il suo approccio alla narrazione. Il racconto del Novecento, per Tutino, passava soprattutto dalla sua figura di giornalista militante, come ricordato da lui stesso nella sua «autobiografia di un comunista», "L’occhio del barracuda". Quest'opera, di nuovo in libreria con l’introduzione di Marcello Flores ed edita da Terre di mezzo, offre uno spaccato profondo sulla sua vita e sulle sue convinzioni.

La figura di Tutino è ulteriormente esplorata nel volume "L’oro introvabile. Saverio Tutino e le vie della rivoluzione" di Andrea Mulas, edito da il Mulino nel 2024. Questo libro, che dialoga a Pieve con personalità come Mario Avagliano, Enzo Brogi, Pietro Clemente e Guido Barbieri, approfondisce il suo percorso intellettuale e politico. Saverio Tutino aveva concepito l’Archivio dei diari come un vivaio, desiderando soprattutto evidenziare la cifra vitale di un luogo che custodisce ed esalta un patrimonio di ricordi e informazioni. Questa visione sottolinea la sua profonda convinzione nel potere della parola scritta, della testimonianza individuale come mattonella fondamentale per comprendere la grande Storia. La sua eredità continua a ispirare e guidare le attività dell'Archivio, mantenendo vivo il suo spirito di ricerca e valorizzazione delle voci autentiche.

L'Archivio Diaristico Nazionale: Custode della Memoria Collettiva

L'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano è una istituzione che prende forza e vigore ogni anno, dimostrando la vitalità del suo lavoro. Fondato nel 1984, l'Archivio conserva diari, memorie ed epistolari degli italiani, raccogliendo fino ad oggi oltre 8000 storie di vita. Questa vasta collezione costituisce un vero e proprio tesoro di umanità, un "patrimonio culturale unico nel suo genere" come ha avuto modo di commentare il presidente della Regione. Il suo scopo primario è restituire la voce di cittadini comuni, permettendo di accedere alla loro vita quotidiana, alle loro emozioni, alle speranze, alle difficoltà e ai sogni.

Il presidente dell’Archivio diaristico, Albano Bracagni, ha evidenziato il crescente interesse verso questa iniziativa, citando una statistica secondo cui quest’anno al Piccolo museo del diario si sono registrati il 15% di visitatori in più dell’anno passato, indice che il lavoro interessa e affascina un pubblico sempre più ampio. Natalia Cangi, direttrice dell'Archivio Diaristico, osserva che la 41esima edizione del Premio Pieve, intitolata "Il ritorno della memoria", segna due date significative: 1945-2025. Questo accostamento non è casuale, ma intende ricordare l'80° anniversario della Liberazione del Nord Italia dall’occupazione nazifascista, ponendo un accento sulla libertà riconquistata e sulla memoria storica come fondamento del presente. Gli scritti inediti che ogni anno pervengono all'Archivio entro il 15 gennaio possono partecipare gratuitamente alla selezione del Premio Pieve Saverio Tutino. Il vincitore riceve un premio in denaro e la pubblicazione con l'editore Terre di mezzo, garantendo così visibilità e diffusione a queste preziose testimonianze.

L'Archivio e il Piccolo Museo del Diario avranno presto una futura sede nell'Asilo Umberto I. I diversi ambienti di questo complesso offriranno al pubblico del Premio Pieve la possibilità di ammirare l’esposizione "In acque profonde" e di ascoltare alcuni podcast realizzati a partire da testimonianze conservate dall’Archivio dei diari, arricchendo ulteriormente l'esperienza di scoperta e connessione con le storie custodite.

La 41ª Edizione del Premio Pieve Saverio Tutino: "Il Ritorno della Memoria"

La 41ª edizione del Premio Pieve Saverio Tutino si svolgerà dal 18 al 21 settembre a Pieve Santo Stefano (Arezzo), organizzata dall’Archivio Diaristico Nazionale. L'evento è sostenuto da importanti istituzioni come il Ministero della Cultura, la Regione Toscana, il Comune di Pieve Santo Stefano, il Comitato per le celebrazioni del centenario della nascita di Saverio Tutino, il Consiglio Regionale della Toscana, la Banca di Anghiari e Stia, la Camera di Commercio di Arezzo e Siena, e la Fondazione CR Firenze, oltre a L.A. Questo ampio supporto testimonia la rilevanza e il riconoscimento del Premio a livello nazionale.

Il tema di quest'anno, "1945-2025 Il ritorno della memoria", è particolarmente evocativo. In omaggio al tempo della libertà riconquistata dopo il conflitto mondiale, la manifestazione propone un percorso attraverso diari e memorie che coprono un arco temporale vastissimo, dal primo dopoguerra fino ai nostri giorni. La selezione dei diari in concorso offre uno sguardo privilegiato su momenti cruciali della storia italiana ed europea, attraverso le lenti delle esperienze personali.

Tra le opere selezionate, in ordine cronologico, spicca una memoria del soldato Ricciardo Vaghetti da un fronte della Grande guerra, che costituisce un preludio al secondo conflitto mondiale. Un'altra testimonianza toccante è l'epistolario di Bernardina Casarin e Vittorio Binotto, un alpino della Divisione Julia. Commovente la corrispondenza tra Vittorio e Bernardina, divisi dalla guerra e mai più riuniti: lui, soldato della Julia in Russia, morirà in un campo di prigionia sovietico, una storia che risuona di profondo dolore e speranza infranta. Seguono il diario del tenente del Genio Arnaldo Manni dal fronte della colonia italiana di Rodi e gli scritti del soldato Tito Zampa, in fuga dall’isola di Kos, nel Mar Egeo, dopo l’armistizio. Altre storie ci riportano alle isole del Dodecaneso, ai naufragi e alle fughe rocambolesche dalla prigionia tedesca, come accade a Tito Zampa, o alla crudele realtà dei campi di concentramento dopo Caporetto, descritta nei diari di Ricciardo Vaghetti, offrendo una prospettiva cruda e autentica sui drammi della guerra.

Dagli anni della ricostruzione, nei quali, insieme al desiderio di affermazione professionale e di perfezionamento accademico nei centri di eccellenza americani, si respira ancora la paura di nuovi conflitti, riemerge la corrispondenza dello scienziato, allora dottorando, Eduardo Renato Caianiello con sua moglie Carla Persico, tra Napoli e Stati Uniti. Ancora dagli Stati Uniti del dopoguerra, arriva la lunga memoria di Francesca Ingoglia, che offre una prospettiva sull'emigrazione e l'adattamento in un nuovo mondo. Le testimonianze si estendono fino a tempi più recenti con Chiara Castellani, medico e missionaria laica, che scrive dallo Zaire degli anni ’90, narrando sfide umanitarie e personali in contesti difficili. Tra Roma e Venezia, nelle tre decadi a cavallo del Duemila, Debora Pietrarelli cerca di ricomporre in una memoria intensa le diverse fasi della sua vita e delle sue relazioni familiari, offrendo uno sguardo sulla complessità dell'esistenza contemporanea. Lo spazio tematico "Crocevia della storia" associa la ricerca di Umberto Gentiloni Silveri e Stefano Palermo "Dal buio del Novecento. Diari e memorie di ebrei italiani di fronte alla Shoah" (il Mulino, 2024) a "Roma ’44. Le lettere dal carcere di via Tasso di un ragazzo martire delle Fosse Ardeatine" di Orlando Orlandi Posti (nuova edizione Donzelli, 2024), opere che affrontano pagine drammatiche della storia con la forza della testimonianza personale.

L’opera giudicata vincitrice dalla Giuria nazionale sarà annunciata nella manifestazione conclusiva del 21 settembre. La Giuria è composta da eminenti figure del mondo della cultura e della scienza: Guido Barbieri, Camillo Brezzi, Natalia Cangi, Gabriella D’Ina, Luca Formenton, Patrizia Gabrielli, Paola Gallo, Antonio Gibelli, Roberta Marchetti, Melania G. Mazzucco, Annalena Monetti, Maria Rita Parsi, Stefano Pivato e Sara Ragusa. La serata conclusiva, condotta da Guido Barbieri e Monica D’Onofrio, sarà affiancata da Paola Roscioli e Mario Perrotta per le letture, con musiche dal vivo di Mario Arcari e Silvia Costanzo. La cerimonia sarà inoltre trasmessa in differita da Rai Radio3 il 23 settembre, permettendo a un pubblico più vasto di partecipare a questo momento significativo.

L'importanza delle video testimonianze e come realizzarle

DiMMi: Voci dal Mondo, Storie di Radici e Integrazione

Il concorso DiMMi (Diari Multimediali Migranti) è un progetto cardine dell’Archivio dei diari e giunge alla sua 10ª edizione con un crescente interesse. Questo concorso è dedicato a testimonianze autobiografiche inedite di persone di origine o provenienza straniera e, ogni anno di più, registra un notevole successo. Le 78 testimonianze raccolte nell'ultima edizione, sommandosi a quelle delle edizioni precedenti, vanno a costituire un fondo archivistico composto da ormai più di 700 unità, un patrimonio inestimabile di storie di migrazione e integrazione.

La storia dei migranti è spesso anche quella dei nostri genitori, e conoscerla a fondo è conoscere più a fondo anche noi stessi. Questo è esattamente ciò che ha fatto la giovane brasiliana Thaisa Bestetti, che, seguendo le tracce del nonno italo brasiliano venuto nel nostro Paese con le truppe brasiliane nel 1944 per la liberazione dell’Italia, ha ritrovato le proprie radici. La sua esperienza esemplifica il valore profondo delle testimonianze DiMMi nel connettere passato e presente, identità individuali e collettive.

L'appuntamento con i lettori che incontrano i finalisti della 10ª edizione del concorso DiMMi si terrà venerdì 19 settembre, alle ore 15:00, in Piazza Plinio Pellegrini. Questo incontro vedrà la partecipazione di Elena Pianea, Khady Sene, Massimiliano Bruni. Maria Nadotti dialogherà inoltre con Samah Jabr, Alba Marina Ospina Dominguez, Alessandro Triulzi e Gaia Colombo per la presentazione del volume "Sono una voce | DiMMi 2024", edito da Terre di mezzo nel 2025, che raccoglie alcune delle voci più significative del concorso.

Un momento particolarmente toccante sarà lo spettacolo teatrale "Racconto personale", tratto dalla testimonianza di Mamadou Diakité. La sua storia, pubblicata da Terre di mezzo Editore nell’antologia "Il confine tra noi. Storie migranti", ha partecipato al concorso DiMMi nel 2019. Il testimone stesso, Mamadou Diakité, metterà in scena la propria storia venerdì 19 settembre, alle ore 21:45, al Campo alla Fiera. La narrazione, definita "sfrontata e arrogante", ci racconta di un ragazzo che ha semplicemente pensato di avere diritto a un’occasione nella vita per inseguire un sogno. Attraverso la sua voce, l'Archivio ribadisce un messaggio universale: "Auspichiamo che ogni donna e ogni uomo possa essere cittadino, non straniero, radicato nella terra dove la lingua della sua identità risuona come un canto di appartenenza. Vogliamo vivere, amare e respirare in libertà." Queste parole risuonano con forza, ribadendo l'impegno dell'Archivio nella promozione dell'integrazione e del riconoscimento delle identità plurali.

I Diari che Diventano Libri: La Trasformazione della Testimonianza

La sezione "I diari che diventano libri" del Premio Pieve celebra il passaggio delle memorie personali dalla forma di manoscritto a quella di pubblicazione, rendendole accessibili a un pubblico più vasto e perpetuando il loro valore storico e umano. Quest'anno, diverse opere significative verranno presentate.

Tra queste, "Quando saremo di nuovo uomini. Storia della faccenda" (il Mulino 2025) è l'efficace testimonianza di Ettore Piccinini dai campi di detenzione tedeschi, che aveva ricevuto una menzione d’onore al Premio Pieve 2023. Questo volume sarà presentato dalla figlia Francesca insieme al direttore scientifico dell’Archivio, Camillo Brezzi, Andrea Satta e Luciano Zani, offrendo una prospettiva intima e storica su uno dei periodi più bui del Novecento.

Un altro libro di rilievo è "Cominciammo così la nostra vita. Storia di una donna libera nella Milano del dopoguerra" (Terre di mezzo, 2025) di Albertina Castellazzi, vincitrice del Premio Pieve 2024. Questo lavoro offre uno sguardo sulla rinascita e sull'affermazione femminile in un'Italia che si ricostruiva. Inoltre, "La storia sono loro. Un secolo di Toscana nei diari di dieci donne" (Millepagine, La Repubblica, 2025) sarà oggetto di discussione con Guido Barbieri, Barbara Gabbrielli, Emanuela Lucchetti, Gianluca Monastra e Irene Rodica Rudin. Queste opere mettono in luce le molteplici sfaccettature dell'esperienza femminile nella storia regionale.

Infine, l’editore Nicola Fano presenterà, con Marcello Flores e Monica D’Onofrio, "Liberazione quotidiana" (Succedeoggi Libri, 2025) di Nicola Maranesi e Pier Vittorio Buffa, quest'ultimo presente all'incontro. Brani del testo di Levi Zagari saranno inoltre interpretati da Paola Roscioli nella prima delle performance "Tra voci di carta", allestite nell’Asilo Umberto I. Queste presentazioni sottolineano il continuo impegno dell'Archivio nel trasformare le memorie private in patrimonio pubblico, arricchendo il dibattito culturale e storico.

Premio Città del Diario: Omaggio all'Impegno Culturale

Il Premio Città del diario è un riconoscimento prestigioso destinato a personalità del panorama culturale che si distinguono per il loro lavoro sulla memoria, contribuendo in modo significativo a mantenerla viva e a indagarne le diverse sfaccettature. Quest'anno, questo importante premio sarà assegnato allo scrittore Antonio Scurati.

Antonio Scurati è universalmente riconosciuto per il suo straordinario sforzo intellettuale e per le vette narrative che ha toccato attraverso il romanzo storico e biografico. Tra le sue opere più celebri si annoverano "Una storia romantica" (2007) e "Il tempo migliore della nostra vita" (2015). Tuttavia, è soprattutto con la pentalogia di "M." che Scurati ha lasciato un'impronta indelebile, raccontando la storia di Benito Mussolini, dalla conquista del potere fino alla morte, basandosi su documenti storici e offrendo una narrazione profonda e complessa di uno dei periodi più controversi della storia italiana. La sua capacità di analizzare la storia attraverso la lente della letteratura, rendendola accessibile e stimolante, lo rende un degno vincitore di questo premio. La cerimonia di premiazione di Antonio Scurati si svolgerà domenica 21 settembre, alle ore 16:00, al Campo alla Fiera di Pieve Santo Stefano, nell'ambito della manifestazione conclusiva del 41° Premio Pieve Saverio Tutino.

Un Mosaico di Eventi: Mostre, Installazioni e Spettacoli Teatrali

Il programma del Premio Pieve Santo Stefano è un mosaico ricco e variegato di iniziative che vanno oltre la premiazione dei diari, offrendo al pubblico un'esperienza culturale completa e immersiva.

Un incontro speciale è dedicato alla "Lista d’onore", che evidenzia gli autori di memorie degne di nota ma non entrate in finale. Queste sono state selezionate dalla Commissione di lettura coordinata dalla direttrice Natalia Cangi. Nella mattinata conclusiva del Premio, la Commissione incontrerà alcuni di questi autori: Maria Anici, scelta da Rosanna Innocenti e Giada Poggini; Primo Carducci, scelto da Antonio Magiotti e Riccardo Pieracci; Paolo Casalini, scelto da Antonella Brandizzi e Natalia Cangi; Mario Ciacci, scelto da Ivana Del Siena e Luisa Oelker; Elena De Luca, scelta da Patrizia Dindelli; Wanda Montanelli, scelta da Giulia Mori; Alberto Noli, scelto da Elisabetta Gaburri e Valeria Landucci; Uliano Ragionieri, scelto da Stefano Leandro. Questo momento offre un importante riconoscimento a storie che, pur non essendo state premiate, meritano di essere ascoltate e valorizzate.

Le esposizioni giocano un ruolo fondamentale nel dare un volto alle pagine più belle arrivate a Pieve Santo Stefano. L'Asilo Umberto I ospiterà la mostra "In acque profonde" e permetterà di ascoltare alcuni podcast realizzati a partire da testimonianze conservate dall’Archivio dei diari. "Il tesoro dell’Archivio", a cura di Cristina Cangi, presenterà le pagine più significative, mentre "disegnami", a cura di Pietro Battistella, Giovanni Cocco, Lorenzo Marcolin, Marina Marin, Maria Virginia Moratti, Mihaela Šuman e Fausto Tormen, darà forma alle pagine migranti attraverso l'arte visiva. A queste due storiche esposizioni si aggiunge quest’anno "Persistenze. Ciò che resiste ritorna", a cura di Matilde Puleo, con opere di Max Fish, SOFUA e Sandra Stocchi. Sarà inoltre presente un workshop sull’affascinante lavoro di Valente Assenza, tenuto da Elena Merendelli, coinvolgendo artisti chiamati ad esplorare una diversa dimensione del ricordo, della testimonianza collettiva, del rito personale e della tensione percettiva.

Mappa del centro storico di Pieve Santo Stefano con indicazione dei luoghi degli eventi

Diversi racconti e progetti sono in calendario, arricchendo ulteriormente l'offerta culturale. "Se queste parole potessero parlare" è un’opera dell’artista pugliese Francesco Petrone, a cura di Chiara Guidoni, che verte sull’analisi simbolica del respiro come prima e ultima manifestazione della vita. Il percorso in divenire "I muri parlano", ideato da Diego Della Ragione, permette l’accesso a contenuti audio e video legati alla memoria di Pieve e dei suoi abitanti attraverso un QRcode installato sulle mattonelle. Il percorso sarà anticipato da un primo appuntamento il 23 agosto, data simbolica della liberazione di Pieve, mentre l’incontro al Premio inaugurerà la manifestazione con Giacomo Benedetti, Silvana Baldini e Stefano Silvestri.

Le storie di emigrazione che riguardano da vicino gli abitanti di Pieve, minata nel ’44, sono argomento della performance di Andrea Merendelli "La linea dell’Acqua: oceani e fiumi, andate e ritorni nell’Archivio di Pieve", offrendo una riflessione sul rapporto tra luogo e movimento. I successivi appuntamenti al Campo alla Fiera vedranno in scena due drammaturghi, registi e interpreti tra i più vicini all’Archivio di Pieve e celebrati della scena teatrale italiana: Marco Baliani con "Corpo eretico. Dialogo in tempo presente con Pier Paolo Pasolini" e Mario Perrotta con "Nel blu". Questi spettacoli offrono prospettive contemporanee e creative sulla memoria e sulla sua rielaborazione artistica.

Il Premio Pieve Saverio Tutino, con la sua ricchezza di eventi e la profondità delle storie che porta alla luce, si conferma un appuntamento irrinunciabile per chiunque desideri connettersi con la memoria collettiva, comprendere le sfumature della storia attraverso le voci individuali e celebrare l'impegno civile e culturale.

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