Nel panorama attuale della medicina riproduttiva, è fondamentale comprendere che la fertilità non è una questione esclusivamente femminile. Nel 40% dei casi, i problemi di fertilità di una coppia dipendono da fattori maschili. Le cause possono essere di diversa natura e spesso emergono solo a seguito di una difficoltà di concepimento prolungata nel tempo. È bene specificare che, a differenza della sterilità, condizione in cui procreare è impossibile, esistono cure per l’infertilità maschile capaci di risolvere il problema in almeno la metà dei casi. Molto spesso, quando si parla di concepimento, si pensa solo ed esclusivamente al benessere femminile. Tuttavia, anche il benessere maschile merita una particolare cura e molte attenzioni. La buona riuscita di un concepimento non dipende solo ed esclusivamente dalle funzioni ovariche femminili ma anche dalla qualità dello sperma.

Il ruolo chiave del testosterone
Il testosterone è un ormone steroideo appartenente alla classe degli androgeni. Viene prodotto principalmente nei testicoli negli uomini e in minor misura nelle ovaie nelle donne. Nell'uomo, il testosterone svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute generale e della funzione sessuale. È essenziale per lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari maschili, come la crescita dei peli corporei, l'abbassamento della voce e l'aumento della massa muscolare.
Dal punto di vista della fertilità maschile, il testosterone riveste un'importanza fondamentale. Esso contribuisce alla spermatogenesi, ossia la produzione di spermatozoi nei testicoli. Livelli adeguati di testosterone sono necessari per garantire la produzione di spermatozoi sani e mobili, che sono cruciali per la fecondazione dell'ovulo femminile. Inoltre, il testosterone influisce sulla libido, migliorando il desiderio sessuale e contribuendo a mantenere una vita sessuale attiva. Un deficit di testosterone può portare a numerosi problemi di salute, tra cui una riduzione della massa muscolare, affaticamento cronico, depressione e diminuzione del desiderio sessuale. Tali sintomi possono avere un impatto negativo sulla qualità della vita e sulla fertilità maschile.
Diagnosi e accertamenti: cosa deve fare l'uomo
Per individuare cure che combattano l’infertilità maschile in modo efficace sarà indicato eseguire una diagnosi tempestiva: in caso di diagnosi tardiva, infatti, alcune cause sono più difficili da trattare. Una visita andrologica parte da un’anamnesi del problema al fine di individuare le soluzioni più adeguate al caso specifico. Al paziente vengono poste domande sulle malattie contratte in età infantile, su malattie croniche, su interventi chirurgici subiti, sull’assunzione di stupefacenti o farmaci che possono causare sterilità. La visita è poi utile per valutare la presenza o meno di patologie testicolari come il varicocele, l’assenza di deferenti, un tumore, oppure un deficit dello sviluppo testicolare.
L'esame cardine è lo spermiogramma, che analizza il liquido seminale per valutare la concentrazione, la motilità e la morfologia degli spermatozoi. In questo contesto, è bene tenere a mente alcuni punti fermi:
- Un esame seminale non va mai giudicato da solo, ma vanno fatti almeno 2 o 3 spermiogrammi.
- Una incompleta raccolta o un trasporto errato (raffreddamento del campione) può dare risposte falsate.
- Lo spermiogramma va fatto in centri esperti, tipicamente dotati di biologi specializzati.
L’analisi ormonale, che include la misurazione dei livelli di testosterone, FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante), completa il quadro diagnostico. Questi ormoni giocano un ruolo cruciale nella produzione di spermatozoi ed eventuali squilibri possono influire negativamente sulla fertilità. L'ecografia testicolare rappresenta un ulteriore strumento diagnostico importante attraverso il quale è possibile identificare anomalie strutturali come varicocele, cisti o tumori. Infine, in alcuni casi, si può ricorrere a test genetici per individuare eventuali mutazioni o anomalie cromosomiche.
L'importanza decisiva dello spermiogramma
Cause comuni dell'infertilità maschile
Le cause dei problemi di fertilità negli uomini possono derivare da disturbi ormonali, ostruzioni a livello dell’apparato genitale, traumi o infezioni. È necessario distinguere tra azoospermie (mancanza assoluta di spermatozoi) e oligoastenoteratozoospermia (OAT), ovvero una condizione in cui gli spermatozoi sono pochi, si muovono poco e hanno una forma alterata.
La mancanza di spermatozoi potrebbe essere dovuta a:
- Mancata produzione: il testicolo non è in grado di produrre spermatozoi per fattori genetici o danni subiti. La conferma avviene con agoaspirato o biopsia testicolare.
- Mancata uscita (Azoospermia ostruttiva): gli spermatozoi sono prodotti ma non riescono a uscire per ostruzioni dei dotti deferenti, talvolta legate alla Fibrosi Cistica o a infiammazioni pregresse.
L’infertilità può essere primaria (nessun concepimento pregresso) o secondaria (difficoltà insorte dopo un concepimento). In circa il 30% dei casi di infertilità maschile non è possibile individuarne la causa, rendendo difficile applicare una terapia specifica.
Stile di vita ed elementi utili alla fertilità
La fertilità maschile è influenzata da numerosi fattori, inclusi lo stile di vita e la dieta. Un’alimentazione sana, seguendo i principi della dieta mediterranea con molta verdura e pesce, è fondamentale.
- Attività fisica: deve essere moderata e regolare. Il sovrappeso e l’obesità peggiorano la qualità del liquido seminale poiché il tessuto grasso produce estrogeni.
- Temperatura: i testicoli devono stare a una temperatura inferiore ai 37 gradi. Evitare indumenti troppo stretti che li costringono a contatto con il corpo è una precauzione utile.
- Abitudini dannose: il fumo intossica i testicoli e l'eccesso di alcol o caffeina può compromettere la qualità del seme.
- Regolarità dei rapporti: un’attività sessuale regolare (ogni 3 giorni) aiuta la qualità degli spermatozoi. Non è necessario mirare al giorno esatto dell’ovulazione, poiché questo causa stress che può favorire difficoltà di erezione nel lungo periodo.
Integrazione e rimedi naturali
L’interesse per gli integratori che possono migliorare la qualità dello sperma è cresciuto significativamente. Tra gli elementi più supportati vi è il coenzima Q10 (CoQ10), un potente antiossidante che protegge le cellule dallo stress ossidativo e migliora la motilità e la concentrazione degli spermatozoi. Lo zinco, essenziale per la sintesi del DNA e la divisione cellulare, è spesso associato al selenio per potenziarne gli effetti. La L-carnitina aiuta invece nel metabolismo energetico delle cellule spermatiche.
È importante sottolineare che non esistono "pillole miracolose" per migliorare radicalmente numero, motilità o morfologia, ma gli antiossidanti possono migliorare la qualità del DNA spermatico, un aspetto cruciale nei mesi precedenti a una tecnica di procreazione medicalmente assistita. Prodotti come Neradin, Androprox 700, ErectoVir, Kolinpharma Almetax e Adenoprost offrono formulazioni studiate per supportare il benessere riproduttivo, ma è sempre necessario consultare uno specialista prima di intraprendere qualsiasi regime.

Trattamenti medici e chirurgici
Le opzioni di trattamento dipendono dalla causa sottostante. La terapia medica si basa spesso sull'uso di antiossidanti, antibiotici e antinfiammatori per trattare infezioni dell’apparato riproduttivo, o sulla terapia ormonale.
- Terapia ormonale: l’utilizzo di FSH (ormone follicolo-stimolante) può essere suggerito per uomini selezionati con oligozoospermia idiopatica o OAT, nel tentativo di migliorare i parametri quantitativi e qualitativi. I protocolli sono solitamente lunghi, poiché lo spermatozoo che si sta trattando oggi sarà quello presente nell'eiaculato tra tre mesi.
- Trattamento del varicocele: la correzione chirurgica del varicocele è indicata quando vi è un peggioramento dei parametri seminali o un'insufficienza testicolare progressiva. La varicocelectomia può aumentare il livello di testosterone totale e migliorare la qualità dello sperma.
- Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): nei casi più gravi si ricorre a tecniche di II livello. La FIVET (fecondazione in vitro) prevede la fecondazione in laboratorio, mentre la ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) consente di introdurre un singolo spermatozoo direttamente nel citoplasma dell'ovocita. Anche in caso di azoospermia, è possibile recuperare gli spermatozoi direttamente dal testicolo o dall'epididimo tramite aspirazione chirurgica o agoaspirato.
L’infertilità maschile può essere emotivamente impegnativa, influenzando l’autostima e le relazioni. Cercare supporto psicologico è una parte integrante e fondamentale di una strategia globale per la fertilità. Identificare le cause alla radice, sia attraverso aggiustamenti dello stile di vita, farmaci o interventi chirurgici, permette di migliorare significativamente i risultati, trasformando una condizione complessa in un percorso gestibile verso il concepimento.
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