Introduzione: Il Significato della Posizione Fetale nel Viaggio della Gravidanza
Comprendere la posizione del feto nella pancia è un argomento che solleva sempre molta curiosità, ed è di fondamentale importanza per il benessere della gravidanza e per una buona nascita. Le posizioni del feto nel corso della gravidanza variano man mano che prosegue lo sviluppo stesso del piccolo e in risposta agli stimoli esterni e uterini. Durante un parto gli elementi che entrano in gioco sono tantissimi: la salute di base di mamma e bambino, l’ambiente, la preparazione dei professionisti, la disponibilità di luoghi del parto favorenti la fisiologia e molto altro. Tuttavia, possiamo comunque lavorare sulla riduzione dei rischi, per quanto ci è possibile, e questa è già un’ottima cosa! Nell’articolo ti daremo delle indicazioni pratiche su cosa osservare e come fare per capire come è posizionato il feto nell’utero e che cosa puoi fare per aiutarlo a posizionarsi al meglio, poiché una buona posizione del feto nel pancione è importante per questi aspetti cruciali. Ti spiegheremo quanto e perché può essere utile per una persona in gravidanza essere consapevole della posizione del bambino o della bambina dentro al pancione.

La 25ª Settimana di Gravidanza: Uno Sguardo Dettagliato allo Sviluppo e ai Cambiamenti
A 25 settimane, il bambino misura circa 34 centimetri e pesa intorno ai 700 grammi. Il ritmo di crescita, da questa fase, diventa più individuale. È un periodo di grandi progressi per il bambino e di adattamenti per la mamma. Sei pronta a emozionarti?
Sviluppo del Feto a 25 Settimane
Entro la 25° settimana di gravidanza, gli occhi del tuo bambino sono completamente sviluppati e continua ad aprirli e chiuderli. Negli strati sottocutanei della pelle del feto, il suo sistema capillare, costituito da minuscoli vasi sanguigni chiamati capillari che trasportano il sangue ricco di ossigeno e forniscono alla pelle i nutrienti chiave, sta ora iniziando a svilupparsi, rendendo la pelle, prima trasparente, parte di un processo di cheratinizzazione. Quando è attivo, il bambino cambierà costantemente posizione. C'è un movimento costante nella tua pancia a 25 settimane di gravidanza e potresti essere in grado di dire quando le piccole braccia o i piedi del tuo bambino premono contro la parete addominale sotto forma di piccoli lividi o protuberanze. Il tessuto polmonare di un bambino di solito inizia a formarsi nella 16° settimana di gravidanza e, una volta che ciò accade, il complesso sviluppo dei suoi polmoni progredisce rapidamente. Tuttavia, i polmoni del feto non sono completamente sviluppati a 25 settimane di gravidanza, quindi non può ancora respirare in modo indipendente. Il medico può vedere molto chiaramente in un'ecografia come si stanno sviluppando i suoi polmoni, grazie alle immagini e ai video del feto. Con il passare delle settimane, noterai maggiormente i movimenti del tuo bambino, soprattutto di notte o quando sei rilassata.
Cambiamenti e Sensazioni Materne
La 25° settimana di gravidanza porta con sé diverse sensazioni e adattamenti per la futura mamma. Potresti aver notato la comparsa di smagliature su pancia, seno e fianchi, e in definitiva, non c'è modo di evitare completamente le smagliature in gravidanza: il tuo tessuto connettivo viene allungato durante la gravidanza come mai prima d'ora e mai più nella tua vita. Il bruciore e il reflusso gastrico possono intensificarsi a causa della pressione esercitata dall'utero sullo stomaco e dei cambiamenti ormonali; se hai bruciore di stomaco, prova a fare spuntini frequenti invece di assumere pochi pasti abbondanti. Il gonfiore e il dolore alle gambe e ai piedi possono essere fastidiosi in questa fase, perciò indossa scarpe con un sostegno adeguato. Se proprio desideri mettere i tacchi, evita le scarpe con i tacchi troppo alti.
A partire da questa fase, dovresti sentire dei movimenti regolari. Un'altra cosa che potresti notare nella 25° settimana di gravidanza è che il tuo utero si indurisce o si stringe per brevi periodi di tempo. Queste sono le contrazioni di Braxton Hicks, un tipo di contrazioni sporadiche dell'utero che sono indolori, anche se un po’ fastidiose, mentre le contrazioni del travaglio sono ritmiche e progressive. Anche se questa contrazione potrebbe impedirti di fare quello che stavi facendo, non sarà dolorosa. È risaputo che le contrazioni preliminari possono essere influenzate anche dallo stato mentale della futura mamma: essere stressate o caricate emotivamente può rendere le contrazioni di Braxton Hicks più intense o più frequenti. Se non sei sicura che le tue contrazioni preliminari siano davvero innocue, chiedi al tuo medico o all'ostetrica.
In media, l'aumento di peso alla 25a settimana dovrebbe essere compreso tra 7 e 10 chili dall'inizio della gravidanza, a seconda del tuo peso iniziale. Parlane con il tuo medico per assicurarti che il tuo incremento sia corretto. Tra la 24a e la 28a settimana, è probabile che ti venga effettuato il Test O'Sullivan, uno screening per il diabete gestazionale. Per la realizzazione di un OGTT, è necessario che la donna si presenti a digiuno. Inizialmente, verrà prelevato un primo campione di sangue alla gestante che, in seguito, ingerirà una preparazione liquida contenente 100 grammi di glucosio. Un risultato alterato non significa che tu ne sia affetta, ma piuttosto indica che esiste un rischio maggiore di svilupparlo. Ci sono diverse possibili cause del mal di stomaco durante la gravidanza: la pressione che il tuo utero esercita sugli organi circostanti, uno stomaco sovraccarico, una vescica molto piena o dell’aria nell’intestino. Avrai sicuramente tutti i tipi di pensieri, sentimenti e preoccupazioni che ti passeranno per la testa a 25 settimane di gravidanza.
Consigli Pratici per la Futura Mamma
Ecco alcuni consigli che ti saranno utili per affrontare al meglio queste 25 settimane di gravidanza: assicurati di avere momenti di riposo regolari, trova una posizione comoda per dormire su un fianco, in modo che il peso dell'utero non eserciti pressione sugli organi interni o sui vasi sanguigni. Rafforza i muscoli del pavimento pelvico con esercizi di Kegel mirati per la 25° settimana di gravidanza, e chiedi consiglio al medico o all’ostetrica. Se si verificano perdite, non indossare salvaslip profumati per evitare ulteriori irritazioni nell’area intima. La tua ostetrica può darti consigli su quali abitudini alimentari dovresti avere dalla 25° settimana di gravidanza per assicurarti che tu e il tuo bambino otteniate i nutrienti di cui avete bisogno e vi sentiate bene. Un ottimo modo per ottenere una rapida botta di energia è provare a rompere e tritare datteri, fichi, anacardi, cacao in polvere e olio di cocco e metterli insieme per formare una "palla di energia". Le “palle di energia” sono ricche di fibre, aiutano la digestione e forniscono importanti vitamine e minerali. La coppia potrà continuare ad avere rapporti sessuali durante il secondo trimestre di gravidanza, purché non ci siano complicazioni, prendendo in considerazione alcune raccomandazioni, come la scelta di posizioni comode che non esercitino pressione sull'addome. Vale la pena sapere che quasi tutte le donne incinte prima o poi avranno una scansione CTG, di solito a partire dalla 29° settimana di gravidanza. Il battito cardiaco del tuo bambino verrà controllato ogni volta che vai a fare una visita e poiché non è possibile ascoltarlo con uno stetoscopio fino a una fase relativamente avanzata della gravidanza, il medico utilizzerà un monitor fetale o un CTG per ascoltarlo; questo ha il vantaggio che puoi sentirlo anche tu.
Sei Forte Mamma - Episodio 18 - Il Secondo Trimestre
Le Dinamiche della Posizione Fetale: Un Viaggio dall'Inizio alla Nascita
La capacità del feto di cambiare posizione all’interno dell’utero è più elevata durante i primi stadi della gravidanza, solitamente entro la metà del secondo trimestre. Durante questo periodo, infatti, lo spazio che il feto ha a disposizione dentro l’utero è maggiore e può consentire al piccolo di muoversi più liberamente. Man mano che la gravidanza prosegue, invece, lo spazio diminuisce e il feto potrebbe trovarsi in una posizione più stabile o spostarsi con minor frequenza e velocità. Il feto in utero non è statico, al contrario, cambia posizione molto spesso in relazione alle settimane di sviluppo. Nelle ultime settimane di gravidanza la posizione fetale invece tende a rimanere la stessa; il feto continua a muoversi anche se lo spazio è ristretto ma avrà difficoltà a fare grosse capriole!
Primo Trimestre: Libertà di Movimento
Durante il primo trimestre, che va dalla settimana 1 alla settimana 12, il feto ha dimensioni ancora ridotte e ha abbastanza spazio nell’utero per muoversi senza restrizioni. Inizialmente, il feto è relativamente piccolo e ha spazio sufficiente nell’utero per muoversi liberamente. La sua posizione non è stabilita e può variare notevolmente. Questa fase è caratterizzata da una grande dinamicità.
Secondo Trimestre (13-27 Settimane): Crescita e Stabilizzazione Iniziale
Nel secondo trimestre, che copre le settimane dalla 13 alla 27, il feto comincia a crescere più velocemente. Durante questo periodo, il feto inizia a crescere più rapidamente. La maggior parte dei feti assume la posizione cefalica (con la testa rivolta verso il basso) o, in alcuni casi, la posizione podalica. Tuttavia, poiché lo spazio nell’utero cresce, il feto può ancora cambiare posizione occasionalmente. La 25ª settimana rientra pienamente in questo periodo, in cui il bambino è molto attivo e la sua posizione può ancora variare significativamente, anche se si inizia a osservare una tendenza verso posizioni più stabili.
Terzo Trimestre (28-40 Settimane): Consolidamento della Posizione
Nel terzo trimestre, che va dalle settimane 28 alla 40, nella maggior parte delle gravidanze, specialmente verso il termine, il feto si stabilizza in una posizione più definitiva. Anche se ci sono diversi casi in cui si muove fino alle ultime settimane di gravidanza, il consolidamento della posizione è un aspetto cruciale. Se il feto ha assunto una posizione podalica, che mantiene anche in prossimità del parto, dopo aver valutato i rischi e i benefici possibili, si ricorre a manovre per favorire una posizione cefalica anteriore e quindi facilitare un parto naturale.
Classificazione delle Posizioni Fetali: Una Guida Completa
Per non rischiare fraintendimenti, non basta fare prevenzione, in questo caso sulla malposizione, per assicurarsi un parto “facile, veloce, indolore” ma neppure per garantirsi una nascita fisiologica. Devi sapere che non è sufficiente che il tuo bimbo o bimba si trovi a testa in giù per considerarlo ben posizionato. I termini che descrivono il feto in relazione all'utero, alla cervice e alla pelvi materna sono ben definiti. Si definisce presentazione la parte del corpo del feto che per prima si immette nel canale del parto, chiamata parte presentata; si tratta in genere della testa, ma in alcuni casi possono essere i glutei, i piedi o una spalla. La postura che può assumere il feto in utero, in gergo ostetrico, si classifica secondo: posizione, situazione e presentazione. La presentazione fetale indica la parte fetale che ricopre l'ingresso pelvico materno, che può essere vertice (cefalico), volto, fronte, podalica, spalla, funicolare (cordone ombelicale), o composta (più di una parte, per esempio, spalla e mano). La posizione fetale è la relazione della parte presentata con un asse anatomico; per la presentazione del vertice, si distinguono occipitale anteriore, occipitale posteriore, occipitale trasversa. La situazione fetale, invece, è la relazione del feto con l'asse lungo dell'utero, e può essere longitudinale, obliqua o trasversale. La normale situazione del feto è longitudinale, la presentazione normale è di vertice e l'occipitale anteriore è la posizione più frequente.

Ecco le posizioni fetali in utero, ognuna delle quali può all’interno contenere delle varianti: posizione cefalica o “a testa in giù”, posizione trasversa, posizione obliqua e posizione podalica o “a testa in su”. Anomalie di posizione o di presentazione fetale possono verificarsi in presenza di sproporzione fetopelvica (feto troppo grande per l'ingresso pelvico), anomalie congenite fetali, anomalie strutturali (come fibromi, sinechie) o gestazione multipla.
La Posizione Cefalica: L'Ideale per il Parto Naturale
La posizione più comune è quella cefalica, cioè a testa in giù, appoggia il capo con il collo flesso sul collo dell’utero, la sua colonna è più o meno parallela a quella materna e lui/lei “guarda” verso la schiena della mamma. Il 96% dei feti in utero dopo le 34 settimane si posiziona a testa in giù, pronto per tuffarsi nel mondo extrauterino! Questa posizione agevola la nascita fisiologica poiché i diametri del capo sono i più importanti e nascere distendendo il canale da parto con la testa è l’opzione più sicura fra tutte.
- Cefalica Anteriore: Quella ideale per un parto naturale (vaginale), in questo caso la testa del feto è rivolta verso il basso, con la nuca posizionata verso la parte anteriore dell’utero (occipito-anteriore). Nella presentazione cefalica anteriore, la testa del feto è rivolta verso il basso, con l’occipite posizionato anteriormente nell’utero e il volto rivolto verso il dorso della mamma. Il viso e il corpo sono girati su un lato e il collo è flesso. La posizione cefalica anteriore è la più frequente nei giorni antecedenti al parto, riguardando circa il 94% delle gravidanze.
- Cefalica Posteriore (o con Occipite Posteriore): Il feto che invece “guarda” in avanti è meno frequente e in alcuni casi presenta un rischio maggiore per la fisiologia del parto, anche se dobbiamo sempre considerare che il feto si posiziona al meglio delle sue capacità secondo le condizioni del momento: se in quel momento è rivolto in avanti probabilmente ha i suoi motivi. La posizione anomala più frequente è quella con occipite posteriore. Nella presentazione cefalica posteriore o con occipite posteriore, la testa del feto è rivolta verso il basso, con l’occipite posizionato posteriormente nell’utero e il volto rivolto frontalmente. Questa posizione è considerata anomala: il collo è esteso anziché flesso e la testa richiede uno spazio maggiore per attraversare il canale del parto. Se il bambino assume una posizione cefalica, con il volto rivolto verso la schiena materna, la mamma potrebbe percepire dei piccoli calci a livello delle costole e una maggiore pressione a livello della vescica. Queste posizioni tendono a correggersi in modo spontaneo.
La Posizione Podalica: Sfide e Considerazioni
Il feto podalico è posizionato con i piedi, le ginocchia o i glutei rivolti verso il fondo dell’utero, ovvero con la testa in su e appoggiano i piedi o il culetto sul collo dell’utero (cioè la loro strada d’uscita). La presentazione podalica rende difficile il parto, principalmente perché la parte presentata non permette una buona dilatazione. La presentazione podalica può portare a una dilatazione cervicale incompleta, poiché la parte presentata è più stretta della testa che segue. La testa, la parte con il diametro maggiore, può quindi essere intrappolata durante il parto. Inoltre, la testa bloccata del feto può comprimere il cordone ombelicale se esso è visibile all'orifizio vaginale, soprattutto nelle primipare i cui tessuti pelvici non sono stati dilatati da precedenti parti. La compressione del cordone ombelicale può causare un'ipossiemia fetale. La presentazione podalica è presente nel 3-4% delle gravidanze a termine, mentre è più frequente nelle epoche gestazionali pretermine: il 25% a 28 settimane, l'11% a 32 settimane e il 5% a 34 settimane. Circa il 15% dei tagli cesarei indicano la posizione podalica come motivazione all’intervento. In caso di presentazione podalica il parto mediante taglio cesareo a termine (cioè dopo le 39 settimane) è la modalità attualmente raccomandata perché mostra una riduzione percentuale di morte fetale e danni neurologici.
- Tipologie di presentazione podalica: Esistono diversi tipi di presentazione podalica. Nel 50% circa dei casi si ha la varietà natiche, dove il feto appoggia il culetto (detto podice) sul collo dell’utero e tiene i piedi in alto. Nei restanti casi, si presenta la varietà piedi, dove i piedi sono posizionati più in basso rispetto al podice, come se il feto stesse accucciato o inginocchiato. Una presentazione di piede singola o doppia si verifica quando una o entrambe le gambe sono completamente estese e si presentano prima delle natiche.
- Fattori predisponenti e rischi: I fattori predisponenti per la presentazione podalica comprendono il travaglio pretermine, la gestazione multipla, anomalie uterine e anomalie fetali. In caso di parto vaginale, la presentazione podalica può aumentare il rischio di prolasso del cordone ombelicale, trauma da parto e decesso perinatale. È meglio rilevare una situazione o una presentazione anomala del feto prima del parto.
La Posizione Trasversa e Obliqua: Una Rara Presentazione
La posizione fetale si dice trasversa quando l'asse lungo del feto è obliquo o perpendicolare anziché parallelo all'asse lungo materno. Il feto è posizionato di traverso rispetto all’utero, generalmente con una spalla verso il basso. Non appoggia né la testa né il podice sul collo uterino ma una delle due spalle. La situazione trasversa è spesso accompagnata dalla presentazione della spalla, che richiede un parto cesareo. È più raro, con una percentuale che va dallo 0,5% all'1% delle gravidanze, che in prossimità del parto il feto possa presentarsi in questa posizione; generalmente si tratta di casi in cui sono presenti malformazioni uterine o fibromi. È una posizione più tipica in epoche gestazionali premature e con il proseguire della gravidanza si modifica in podalica o cefalica. Se viene mantenuta anche a termine di gravidanza richiede necessariamente un taglio cesareo in quanto non è possibile che il feto nasca in questa posizione.
Presentazioni di Faccia o di Fronte: Gestione delle Complessità
Le presentazioni anomale includono anche quelle di faccia e fronte. Nella presentazione di faccia, la testa è iperestesa, e la posizione viene definita dalla posizione del mento. Quando il mento è posteriore, la rotazione della testa è più difficoltosa, con minori probabilità di parto vaginale e probabile parto cesareo. La presentazione di fronte spesso si converte spontaneamente in presentazione di vertice o di faccia. La posizione occipitale posteriore, rivoltata verso l'osso pubico della gestante, è meno comune della posizione occipitale anteriore.
Decifrare la Posizione del Feto: Metodi Diagnostici e Autopercezione
La diagnosi di una situazione o presentazione fetale anomala avviene mediante l'esame clinico o l'ecografia. La terapia si basa sull'esecuzione di manovre manuali di riposizionamento del feto, sull'esecuzione di un parto operativo o sul taglio cesareo.
L'Esame Clinico: Palpazione Addominale
Per capire la posizione del feto, ancor prima degli esami clinici ci si può avvalere delle tecniche di palpazione. Ostetriche e ginecologi possono infatti eseguire un esame tattile sull’addome della futura mamma per capire la posizione della testa, delle spalle e dei glutei del feto. Uno studio ha mostrato come il controllo e il monitoraggio della posizione fetale con il metodo tattile migliori la consapevolezza materna e la percezione dei movimenti fetali, oltre ad avere benefici nel rapporto di fiducia con lo specialista che segue la gravidanza. Le tecniche tattili sono uno dei modi principali per valutare la posizione fetale senza eseguire un’ecografia. Attraverso la palpazione dell’addome materno, permettono di determinare la posizione della testa, della schiena e dei glutei del feto.
L'Ecografia: Uno Sguardo Dettagliato all'Interno
L’ecografia morfologica ovviamente fornisce una visione dettagliata del feto nell’utero, e quindi dà la possibilità di valutare la posizione con maggiore esattezza, incluso il posizionamento della testa, degli arti e della colonna vertebrale, oltre allo stato di salute e di benessere fetale. È un esame diagnostico essenziale nel corso della gravidanza, che può essere eseguito anche più frequentemente se la situazione generale lo richiede, se ci sono fattori di rischio o familiari, gravidanze gemellari o la presenza di malformazioni da monitorare. Le linee guida dell’OMS sulla gravidanza fisiologica raccomandano in generale almeno un’ecografia e otto visite prima della 24^ settimana di gravidanza. Lo studio della posizione fetale viene eseguito ad ogni ecografia ma diventa rilevante durante l’ecografia di accrescimento nel terzo trimestre di gestazione che si esegue tra le 32 e le 34 settimane di gravidanza. Con lo studio ecografico si evidenziano le parti fetali, si visualizza il capo e la colonna e le piccole parti (piedi e mani). Osservando l’operatore eseguirla non è semplice orientarsi ma un occhio esperto può facilmente raccontare ai futuri genitori la posizione che il loro bambino ha scelto in quel momento. Per capire se il feto si è girato il metodo più sicuro è quello dei controlli medici con ecografia, cardiotocografia e palpazione. Tuttavia, per valutare con attendibilità scientifica la posizione del feto, l’esame diagnostico di riferimento è l’ecografia.

La Percezione Materna: Ascoltare il Proprio Corpo
Ma la mamma da sola può riuscire a capire la posizione del feto senza ecografia o l’aiuto dello specialista? In realtà, anche se è possibile percepire i movimenti fetali, osservare il solco del piedino che scalcia, o avere la percezione che il bambino si stia spostando, non ci sono metodi certi “fai da te”. Molto utile può essere anche la capacità della mamma di riuscire a percepire i movimenti e la posizione fetale. Se il bambino assume una posizione cefalica, con il volto rivolto verso la schiena materna, la mamma potrebbe percepire dei piccoli calci a livello delle costole e una maggiore pressione a livello della vescica. Se invece, toccando la pancia, si riesce a percepire una protuberanza dura che spinge contro lo stomaco, si tratta della testa del feto che si trova in posizione podalica. Ma al di fuori di queste procedure che richiedono l’intervento di specialisti, la mamma ha la possibilità di capire sulla base dei movimenti fetali la posizione del proprio bambino? Vale la pena ribadire, tuttavia, che queste manifestazioni possono variare da caso a caso e non sempre sono facilmente distinguibili.
Ecco che ho introdotto un nuovo elemento da considerare, il tempo. Ma c’è dunque un modo per sapere come è messo anche senza ecografia, prima o dopo quest’ultima ecografia? Sì, è possibile farlo grazie alla palpazione addominale. Le mani sono uno degli strumenti più importanti e utili per chi assiste le gravidanze e ci permettono di conoscere molto del feto che abita l’utero: non solo la sua posizione, anche le sue preferenze, il suo tono, la sua attività, i suoi ritmi. La cosa ancor più bella è che anche i futuri genitori possono utilizzare il tocco per conoscere e comunicare con il loro bimbo o bimba e per scoprirne la posizione.
- Tecniche di Palpazione "Fai da Te" per i Genitori: Se hai aperto questo articolo è perché sei curiosa di capire come il tuo bebè si è posizionato nella pancia… sappi che anche per me è una cosa sempre così affascinante! Siamo abituate a pensare che sia necessario un macchinario iper evoluto per capire qualsiasi cosa che riguardi il feto. In realtà grazie alla palpazione addominale possiamo già capire una marea di cose…ma quanto è bello? Se ti sembra pura magia ci credo! Lo pensavo anch’io la prima volta che ho toccato un pancione durante il mio tirocinio universitario: non ci capivo niente. Per esercitare la sensibilità al tocco è importante avere pazienza e praticare molto. Sei fortunata perché hai il tuo pancione a disposizione, puoi esercitarti anche ogni giorno! Ecco i miei consigli: tocca la tua pancia, massaggia il tuo bimbo. È normale che palpando l’utero questo possa attivarsi e irrigidirsi, è un buon segno! Se invece percepisci contrazioni dolorose o sei a rischio di parto prematuro meglio evitare troppe stimolazioni. Prova stando in una posizione eretta oppure seduta con la schiena ben distesa, puoi provare anche stesa a letto a pancia in su ma se il letto è molto morbido potresti fare più fatica. Per capire la posizione del feto nel pancione dovrai innanzitutto ascoltare i suoi movimenti, segnarli su un foglio e capire quali movimenti sono dati dai piedini e quali invece saranno dati dalla testa o dal corpo che ruota (i primi sono colpetti decisi, gli altri causano più che altro bozzi grossi nella pancia). Dovrai poi indagare in ogni zona del pancione palpando e affondando un po’ le mani per individuare in quali zone c’è liquido amniotico (le percepirai come “vuote”, “cedevoli”) e in quali altre zone invece ci sarà più resistenza (lì si troverà il tuo bimbo, la testa e il tronco le sentirai come più dure e grandi, le parti come i piedini, le gambe, le manine e le braccia invece li sentirai piccole e mobili).
Interventi e Strategie per Ottimizzare la Posizione Fetale
La normale situazione del feto è longitudinale, la presentazione normale è di vertice e l'occipitale anteriore è la posizione più frequente. Tuttavia, può capitare che il piccolo assuma anche posizioni diverse, che richiedono manovre esterne o la necessità di scegliere un parto cesareo, al fine di evitare inutili rischi. La posizione fetale più favorevole al parto naturale - e la più frequente - è quella cefalica anteriore.
Gestione della Posizione Podalica: Il Ruolo del Tempo e degli Interventi
Se durante una visita ti viene comunicato che il tuo bimbo o bimba si trova in posizione podalica la prima cosa che ci si deve chiedere è: a che settimana di gravidanza ci si trova? Se non si è ancora raggiunto le 32 settimane di gestazione non c’è nulla che si deve fare, soprattutto non ci si deve preoccupare. Infatti nei mesi di gravidanza il feto cambia posizione molte volte e prima di arrivare a 32-33 settimane ha davvero moltissimo spazio che gli permette di fare le capriole anche più volte al giorno. Superate le 32 settimane si può iniziare attivamente ad assumere posizioni che favoriscano un buon posizionamento fetale. Il gruppo di ricerca ostetrico Spinning babies si occupa da anni di studiare e divulgare questi temi.
La Versione Cefalica Esterna (VCE): Una Manovra Specialistica
In alcuni casi, soprattutto in presenza di una posizione podalica, è possibile adottare alcune misure per aiutare il feto a mettersi in posizione corretta. Si ricorre cioè alla versione cefalica esterna (VCE), anche detta “manovra esterna”. Questa manovra, effettuata da professionisti sanitari esperti e formati, è possibile solo in determinate circostanze e a partire dalla 36^-37^ settimana di gravidanza, sotto monitoraggio ecografico e in ospedale, con disponibilità di una sala operatoria per un eventuale parto cesareo, qualora necessario. Se viene rilevata una presentazione podalica, la versione cefalica esterna a volte può portare il feto alla presentazione di vertice prima del travaglio, di solito a 37 o 38 settimane. Questa tecnica prevede una leggera pressione sull'addome materno per riposizionare il feto. Una dose di tocolitico a breve durata d'azione (terbutalina 0,25 mg sottocute) può aiutare. La percentuale di successo è del 50-75% circa. Per una situazione o una presentazione anomala persistente, il parto cesareo viene di solito eseguito a 39 settimane o quando la donna si presenta in travaglio. Come si interviene in caso di presentazione podalica? Prima della manovra vengono valutate le condizioni di benessere di mamma e bambino e attraverso una ecografia viene confermata la posizione fetale, la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta. Mediante guida ecografica il medico procede ad applicare una pressione sull’addome materno per favorire la rotazione del bambino. La procedura, ad ogni modo, dura pochi minuti ed è molto efficace, pertanto merita di essere valutata come alternativa al taglio cesareo.
- Controindicazioni della VCE: Come abbiamo accennato, ci sono diverse situazioni in cui la versione cefalica esterna potrebbe non essere raccomandata o addirittura risultare controindicata. Tali situazioni includono la gravidanza gemellare/multipla, poiché in questo caso, la versione cefalica esterna può essere più complessa e rischiosa, avendo a disposizione uno spazio minore. Sono altresì controindicate le complicanze legate alla placenta (ad esempio, placenta previa), il polidramnios o oligodramnios, ovvero troppo o troppo poco liquido amniotico. Anche pregressi parti cesarei e/o interventi all’utero, insieme a condizioni mediche specifiche sia della madre che del feto, possono influire sulla sicurezza e sulla fattibilità della procedura.
Tecniche Posturali e Stile di Vita: Un Approccio di Supporto
Da qualche tempo si discute sulla validità delle tecniche posturali per favorire il posizionamento del feto, senza manovre esterne o nel caso queste non siano possibili. Si tratta di una serie di esercizi e metodi utili a risolvere i problemi legati alla postura e allo sbilanciamento del corpo dovuti alla gravidanza stessa. Sono mirati a mantenere un buon tono muscolare, camminare, non avere una vita sedentaria, sedersi con la schiena dritta, e sono tutte strategie di “prevenzione” per evitare affaticamento e dolori nella zona lombare. Il problema è dato dai pochi studi scientifici che ne dimostrano la validità su larga scala. Uno di questi non esclude i benefici delle tecniche posturali per la mamma e per il feto con malposizionamento, anche se non si osserva una significativa riduzione dei parti cesarei nelle donne che hanno partecipato alla ricerca. Un altro studio si è focalizzato invece sui benefici che la postura laterale materna durante il sonno può avere sul posizionamento corretto del neonato.
- L'Importanza del Movimento e della Postura: Come aiutare il feto a mettersi in posizione cefalica? Prima fra tutte le cose da fare per aiutare il posizionamento fetale ottimale è evitare le posizioni sbagliate. La vita sedentaria influisce negativamente sulla salute materna e sul posizionamento fetale. Cerca di includere nella tua giornata momenti di movimento, stretching, yoga e camminate. Se per lavoro o necessità spendi molto tempo seduta ricordati di intervallarlo alzandoti e stiracchiandoti ogni 15-20 minuti circa. Anche una palla da pilates può aiutarti se la sostituisci alla tua classica sedia, questo ti permetterà di mantenere il bacino in movimento anche nelle ore più sedentarie. Riserva ogni giorno un tempo di movimento a terra, magari a quattro zampe, durante il quale lascerai muovere il bacino e la schiena in modo libero. Se senti contratture, in gravidanza sono più frequenti pubalgie, sciatalgie e lombalgie o tensioni o dolori al pavimento pelvico, prenditene cura anche con l’aiuto di professionisti.
- Esercizi Specifici per Favorire il Posizionamento: In diversi casi si sono rivelati efficaci anche alcuni esercizi quotidiani, come assumere per qualche minuto una posizione fetale o ruotare il bacino, oppure praticare per 10 minuti al giorno un leggero sollevamento del bacino con un cuscino.
Sei Forte Mamma - Episodio 18 - Il Secondo Trimestre
I Segnali del Cambiamento: Quando il Feto si Gira
Puoi accorgerti che il feto si è girato notando alcuni cambiamenti. La maggior parte delle donne racconta di aver proprio percepito il momento della capriola descrivendolo come una grande terremoto nella pancia che poi si è assestato. Per alcune donne è il momento in cui scompaiono alcuni fastidiosi sintomi: mal di schiena, acidità di stomaco o nausea. Riescono a riposare più facilmente, sono sostanzialmente più comode. Altre donne raccontano di aver visto la pancia cambiare forma e percepiscono i movimenti fetali in modo e in punti diversi. Questo è un dialogo continuo tra il corpo materno e quello fetale, che danzano insieme dal giorno del concepimento al momento della nascita.
L'Incanalamento: Il Feto si Prepara alla Nascita
Il momento in cui il feto si incanala nel bacino materno è fondamentale nel processo di preparazione al parto. Si verifica nelle settimane o nei giorni finali della gravidanza, con tempistiche che possono variare notevolmente da gravidanza a gravidanza. In questa fase, che si è soliti chiamare “impegno”, la testa del bambino - se si tratta di un feto con una presentazione cefalica - si sposta più in basso nel bacino, assumendo una posizione ottimale per il parto. Durante le ultime visite ostetriche l’ostetrica o il ginecologo valuterà la posizione del bambino e il livello di incanalamento della testa nel bacino. Verso la fine della gravidanza, il feto si sposta in posizione per il parto. Normalmente, la presentazione è di vertice (prima la testa), e la posizione è occipitale anteriore (rivolta verso la colonna vertebrale della paziente incinta) con il viso e il corpo angolati su un lato e il collo flesso. La terapia si basa sull'esecuzione di manovre manuali di riposizionamento del feto, sull'esecuzione di un parto operativo o sul taglio cesareo.