Posizioni Sicure per il Sonno: Comprendere le Specificità nei Bambini Autistici e le Linee Guida Generali

Il sonno rappresenta una componente fondamentale per la crescita e il benessere di ogni bambino. Tuttavia, per molti genitori di bambini autistici, assicurare un riposo adeguato può diventare una delle sfide più complesse da affrontare. Comprendere sia le esigenze specifiche dei bambini con spettro autistico sia le raccomandazioni generali per un sonno sicuro è essenziale per garantire un ambiente protettivo e favorire un riposo ristoratore.

I Disturbi del Sonno nell'Autismo: Una Sfida Complessa e le Strategie di Supporto

I disturbi del sonno sono estremamente comuni nei bambini con autismo e possono manifestarsi in modi diversi. Tra i problemi più frequenti si trovano difficoltà nell’addormentarsi, risvegli notturni ripetuti, risvegli precoci al mattino e una generale riduzione della durata e della qualità del sonno. Queste problematiche non si esauriscono nella notte, ma si manifestano anche durante il giorno successivo: irritabilità, difficoltà di concentrazione, aumento dei comportamenti ripetitivi o crisi di frustrazione possono infatti essere aggravati da un sonno disturbato.

Le cause di questi disturbi sono multifattoriali e possono derivare da diversi elementi legati all’autismo stesso. Molti bambini con Disturbo dello Spettro Autistico sono ipersensibili a luci, suoni e stimoli tattili. Inoltre, alcuni tratti tipici dell’ASD, come l’ansia o la difficoltà ad affrontare cambiamenti nella routine quotidiana, possono complicare ulteriormente il momento di andare a dormire. È importante creare un ambiente di sonno sicuro e tranquillo per il proprio figlio, ovunque esso dorma, perché ha bisogno di uno spazio che sia tutto suo e dovrebbe essere lo stesso luogo ogni notte.

Per riuscire a far addormentare un bambino autistico, o per lo meno per facilitare il processo, esistono diverse strategie che possono aiutarli, purché implementate con pazienza e coerenza. I bambini autistici traggono grande beneficio da una routine stabile e ripetitiva. La coerenza negli orari di sonno è essenziale per sincronizzare il ritmo circadiano del bimbi con autismo. Andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora aiuta il corpo a stabilire un ciclo sonno-veglia più stabile. La routine si dovrebbe svolgere nella camera dove il bimbo dormirà, e imparerà a calmarsi durante la routine se sarà fatta nello stesso modo ogni notte.

Tabella di routine serale visiva per bambini autistici

Per quanto riguarda l'ambiente, la camera da letto deve essere confortevole (non troppo calda, non troppo fredda), tranquilla e quanto più possibile buia, perché i bambini ADS sono ipersensibili a luci, suoni e stimoli tattili. Se la stanza è troppo buia, si può aggiungere una luce notturna soffusa e lasciarla accesa per tutta la notte. La stanza dovrebbe essere silenziosa durante la notte; è meglio evitare la musica e altri suoni aggiunti per conciliare il sonno, perché questi possono interrompersi durante la notte e svegliare il bambino. Alcuni bambini possono trarre beneficio da un “rumore bianco” o un suono di sottofondo basso e continuo che non cessa per tutta la notte.

I bambini piccoli o i bambini con Disturbo dello Spettro Autistico possono beneficiare di un supporto visivo o di una “lista delle cose da fare” per anticipare loro ogni passaggio. Questo aiuterà il bambino a vedere che la sua routine di buonanotte è costituita dagli stessi eventi nello stesso ordine ogni sera. Un supporto visivo aiuterà anche gli altri membri della famiglia ad aderire alla routine più facilmente. I bambini che non rispondono bene all’uso delle immagini possono trarre vantaggio dall’utilizzo di oggetti.

Il passaggio dall’addormentarsi con il genitore a da solo dovrebbe essere fatto gradualmente, nel corso di un paio di settimane. Se di solito ci si sdraia con il bambino al momento di andare a dormire, si può cambiare il modo di essere presenti sedendosi sul letto per un paio di notti e poi sedendosi su una sedia accanto al letto nelle notti successive. Si può continuare a sedersi sulla sedia, ma ogni sera si potrebbe spostarla più lontano dal letto fino ad uscire dalla stanza.

Molti bambini con autismo traggono beneficio dall’integrazione di semplici tecniche di rilassamento nella routine serale, evitando le forti fonti di luce artificiale. L'implementazione della melatonina, sotto supervisione medica, può determinare un lieve ma significativo miglioramento dei problemi comportamentali legati al sonno, come evidenziato da pubblicazioni come quella di Damiens et al. (2015), Dott. Gaétane Deliens & Rachel Leproult2 & Rémy Schmitz & Arnaud Destrebecqz1 & Philippe Peigneux2. L’approccio comportamentale può includere il rinforzo positivo, ossia premiare il bambino con lo spettro autistico per piccoli progressi nella routine del sonno. Se, nonostante l’impegno e l’applicazione di queste strategie, i disturbi del sonno persistono, è consigliabile rivolgersi a un esperto. Il Centro Autismo GAM Medical, ad esempio, è un punto di riferimento a livello nazionale per la diagnosi e il trattamento delle persone con disturbi dello spettro autistico (DSA), così come altri Centri Clinici che offrono diagnosi, consulenze e percorsi personalizzati. Si ricorda che questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista.

Le Posture "Speciali" e l'Autoregolazione Neurofisiologica nel Bambino Autistico

Molte persone autistiche hanno una caratteristica che salta all’occhio e che non smette mai di sorprendere chi guarda da fuori: stanno in posizioni strane. Questo non è per pigrizia o svogliatezza, ma è una forma attiva di autoregolazione, una strategia neurofisiologica. Il corpo autistico non sempre riesce a stare nei canoni della postura “neutra”, “corretta”, “funzionale”, perché neutro non vuol dire nulla se il sistema nervoso è troppo attivato, o troppo disconnesso, o troppo tutto. Il corpo si adatta, trova un angolo in cui si sente vivo, una posizione che dà pressione, sollievo, contorno, respiro. Adottare posture “strambe” è un modo per regolarsi, per rendersi presente e connesso quando spesso si è solo orientati altrove. Quella posizione può fare la differenza tra il panico e la calma, tra il DEFCON 1 e la sopravvivenza.

Diagramma dei sistemi sensoriali (vestibolare, propriocettivo, interocettivo)

Per capire perché certe posizioni possono essere considerate “salvifiche”, bisogna guardare cosa succede dentro. Il corpo è sottoposto a una valanga di stimoli, dentro e fuori, e non sempre riesce a “stare composto” mentre regge tutto questo. I diversi modi in cui siamo fatti cambiano anche nell’arco di una giornata, di un’ora. Ci sono momenti in cui lo stress, l’allegria, la rabbia, un suono, un ricordo, una consistenza, e altri fattori, cambiano il modo in cui percepiamo e processiamo. Conta anche ovviamente dove siamo, cosa stiamo facendo, l’umore, lo stato di salute.

Il Ruolo dei Sistemi Sensoriali nella Postura del Sonno e non Solo

  1. Il sistema vestibolare: Questo sistema è una rete di sensori interni, situati nell’orecchio interno, che serve a dire dove siamo nello spazio, se siamo in equilibrio, se ci stiamo muovendo o stiamo fermi e quanto il nostro corpo è inclinato. Nelle persone autistiche, questo sistema può essere alterato o altamente sensibile.

    • Quando è ipersensibile: Il sistema vestibolare percepisce ogni minimo spostamento come eccessivo o instabile, portando a vertigini anche da fermi, fatica a guardare in alto o in basso senza perdere l’orientamento, disagio su scale o mezzi di trasporto e un bisogno di stare attaccatə a qualcosa o in posizioni molto “basse” (accovacciatə, rannicchiatə, sedutə per terra).
    • Quando è iposensibile: Il corpo non percepisce abbastanza il movimento e, per sentirsi, ha bisogno di dondolarsi, sbilanciarsi, muoversi da una posizione all’altra continuamente o fare gesti ripetitivi (saltare, ruotarsi, oscillare). Spesso questo porta a posture in continua variazione e posizioni “strambe” come strategia per ricordarsi dov’è il corpo.
    • Quando è disregolato: Il sistema vestibolare oscilla tra iper e ipo-sensibilità. A volte tutto gira, a volte non si sente nulla. Il corpo risponde cambiando spesso posizione - non per noia o agitazione, ma per compensare. Questo può generare posture “non sostenibili” mantenute troppo a lungo, il bisogno di ancorarsi a oggetti (pareti, angoli, mobili) e una ricerca continua del “punto giusto” che cambia ogni dieci minuti. In sintesi, il sistema vestibolare è una specie di livella interna; quando è disallineata, il corpo si muove o si storce per trovare l’equilibrio. Non è mancanza di disciplina, è il tentativo di non cadere, anche quando nessuno ti vede vacillare.
  2. La propriocezione: Questa si riferisce alle informazioni sulla posizione del corpo.

    • Quando è ipo-percepita: Le informazioni sulla posizione del corpo arrivano poco o in ritardo. Il corpo cerca pressioni forti per “sentirsi”, come sedersi sulle mani, stringere le gambe, tenere i polsi sotto al mento, assume posture che creano attrito o contatto costante con superfici, si annoda, si incastra, si rannicchia per sapere che c’è.
    • Quando è ipersensibile: Ogni piccolo movimento viene percepito in modo troppo intenso. Il corpo reagisce irrigidendosi o bloccandosi, sta fermo in posture che sembrano innaturali ma servono a “difendersi”, evita i movimenti fluidi e preferisce posizioni statiche e raccolte, sente disagio se non ha il corpo “sotto controllo”.
    • Quando è disregolata: Ci sono parti del corpo che si sentono troppo, altre quasi per niente. Il corpo allora adotta posture asimmetriche (una gamba piegata, l’altra no), cambia spesso appoggio o posizione, cercando un equilibrio che cambia, e cerca anelli chiusi: incrocia caviglie, stringe braccia, chiude il corpo intorno a sé. In sintesi, la propriocezione è una mappa interna; se è sfocata o troppo rumorosa, il corpo inventa posture creative per ritrovarsi.
  3. L'interocezione: Questa riguarda la percezione dei segnali interni del corpo.

    • Quando è ipo-percepita: I segnali interni arrivano poco o in ritardo. Non ci si accorge di avere sete, fame o dolore. Il corpo si rannicchia o si stringe per “dirlo” al posto di chi lo vive, comprime la pancia o il petto con mani, braccia, cuscini, assume posture protettive senza motivo apparente, ma in realtà sta segnalando un bisogno.
    • Quando è ipersensibile: Ogni segnale viene percepito in modo amplificato: la fame brucia, il battito rimbomba, il dolore diventa enorme. Il corpo allora si chiude in posture compatte (abbracciarsi, ginocchia al petto), cerca superfici dure o cuscini per premere e contenere, o si sdraia improvvisamente per spegnere il “rumore interno”.
    • Quando è disregolata: A volte niente, a volte troppo. I segnali oscillano senza logica apparente. Il corpo allora cambia posizione di continuo, apparentemente senza motivo, alterna chiusura e apertura, come se non trovasse mai pace, si stringe o si piega di colpo, perché il corpo sapeva già che qualcosa non andava. In sintesi, l’interocezione è la voce interna del corpo; se parla troppo piano, troppo forte o in modo confuso, il corpo traduce quei segnali in posture strambe. Da fuori sembrano goffaggini, da dentro sono strategie di sopravvivenza.
  4. Il tono muscolare: Questa è la tensione di base che i muscoli mantengono anche a riposo. In molte persone autistiche, il tono muscolare non è stabile, fluttua o non si attiva nel modo giusto. Il corpo allora non si “regge da solo”, oppure si irrigidisce troppo, con posture apparentemente assurde che sono in realtà tentativi di trovare una tenuta.

    • Quando è ipotono (tono troppo basso): I muscoli sono troppo rilassati. Il corpo si affloscia, si piega, si sdraia, si scioglie. Mantenere una posizione “corretta” richiede una fatica enorme, come se ogni volta che ci si siede si dovesse tenersi in piedi dentro. Tipiche posture sono seduti a “mezza sdraio”, busto appoggiato sul banco, testa sulle braccia, sdraiati senza forza né intenzione.
    • Quando è ipertono (tono troppo alto): I muscoli sono costantemente in tensione, anche da fermi, anche mentre si cerca di dormire. Il corpo si chiude, si irrigidisce, si comprime, come se si preparasse a qualcosa di minaccioso anche nel silenzio. Tipiche posture sono gambe serrate, braccia incrociate, spalle alzate, mandibola contratta, una postura “in difesa”, come se si dovesse sopportare qualcosa.
    • Quando il tono è instabile (fluttuante): Il tono cambia continuamente, da troppo poco a troppo. Il corpo non sa mai come stare, quindi continua a spostarsi, con posture che si modificano ogni due minuti e posizioni strane che sembrano instabili ma sono le uniche sostenibili. In sintesi, il tono muscolare è il sostegno invisibile; quando non c’è o è troppo, il corpo lo rimpiazza con strategie sue: si scompone, si rannicchia, si appoggia, si tende.

Esempi di Posizioni Neurodivergenti nel Sonno e la Loro Funzione

Stare sdraiati è un compromesso, ma dormire è un atto di fiducia. Le persone neurodivergenti, spesso, non riescono a cedere facilmente al sonno, anche quando sono sdraiate da ore o sembrano tranquille, perché il corpo è ancora in allerta e i sensi funzionano. Il corpo, anche di notte, cerca pressione profonda, contenimento, scarico, protezione, oppure un modo per non esplodere. Se si mette storto, contorto, sdraiato a metà, o con i piedi sul soffitto, è perché così si sente meglio e così si regola. Le posizioni che il corpo prende di notte per sentirsi al sicuro, reale e intero raccontano storie intere.

Le posture neurodivergenti da sdraiati sono molteplici e tutte valide se aiutano a riposare:

  • La Trave Respiratoria: Consiste nel tenere le gambe in alto contro la parete o il soffitto, sdraiata a letto o sul divano. La sua funzione sensoriale è il raffreddamento dei piedi, il contatto solido e l'inversione sensoriale. La frase guida che la descrive è: “Appoggio i piedi al soffitto per non perdermi in me stessa.”
  • Il Burrito Sensoriale: Il corpo è completamente avvolto da coperta o lenzuolo. Offre pressione profonda, contenimento e protezione. La frase guida è: “Se mi avvolgo bene, sparisco ma resto viva.”
  • La Stella Marina: Distesə a pancia in su, con braccia e gambe spalancate. Questa posizione permette uno scarico completo, un reset corporeo e una decompressione. La sua frase guida è: “Ho bisogno di non toccare niente. Nemmeno me stessa.”
  • Il Caduto Senza Ritorno: Il corpo è abbandonato in diagonale, scomposto e svuotato. Simboleggia dissociazione, mancanza di tono e una fase post-crisi. La frase guida è: “Non mi sono sdraiatə. Mi sono lasciatə cadere.”
  • La Tana da Pavimento: Sdraiata a terra accanto a un mobile o a una parete. Fornisce grounding, sicurezza ambientale e contenimento sensoriale. La frase guida è: “Il pavimento non si muove. Io neanche.”
  • Il Mezzobusto Dissociato: La parte superiore del corpo è afflosciata, mentre le gambe sono ancora attive. Indica una dissociazione parziale e una transizione mente-corpo. La frase guida è: “Il corpo si è arreso, ma la mente ha ancora due pensieri da finire.”
  • Il Tetto del Sistema Nervoso: Il corpo è disteso sotto una coperta ponderata o pesante. Garantisce pressione profonda, coerenza corporea e quiete interna. La frase guida è: “Il peso mi tiene insieme. Così non devo farlo io.”
  • Il Cuscino Contro il Rumore del Mondo: Un cuscino è posizionato sopra la testa invece che sotto. Serve a bloccare udito e vista, creando un oscuramento sicuro. La frase guida è: “Se chiudo fuori il rumore, posso rientrare dentro me.”
  • Il Solo Naso: Tutto il corpo è sotto le coperte, tranne il naso. Offre il massimo contenimento con il minimo contatto. La frase guida è: “Solo il naso respira. Il resto si protegge.”

Illustrazione di un bambino in una posizione di sonno neurodivergente (es. gambe al muro)

Tuo Figlio Può Imparare a Dormire: Consigli di Sonno Infantile

Fondamenti di Sicurezza nel Sonno per Ogni Neonato: Le Linee Guida Essenziali

Mentre si considerano le specificità posturali e sensoriali dei bambini autistici, è di vitale importanza aderire anche alle raccomandazioni generali per un sonno sicuro, valide per ogni neonato, per prevenire la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) e altri incidenti correlati al sonno. La morte improvvisa di un bambino apparentemente sano durante il sonno nel primo anno di vita può essere dovuta a SIDS, a soffocamento o strangolamento accidentale, a malattie o traumi, e la maggioranza avviene in ambienti non sicuri per il sonno del piccolo, con un picco tra i 2 e i 4 mesi (il 95% dei decessi avviene entro i 6 mesi). La SIDS si verifica quando vi siano dei difetti della maturazione dei circuiti cerebrali che governano la “capacità di risvegliarsi” (arousal), in seguito ad apnee e in condizioni pericolose, come ad esempio in carenza di ossigeno (dovuta a infezioni respiratorie o ostruzione delle vie aeree). Per riuscire a ridurre le morti in culla e aumentare la sicurezza nel sonno vengono redatte delle raccomandazioni da organismi come l’Accademia Americana di Pediatria (AAP), l’UNICEF e La Leche League.

La Posizione Supina: Il Pilastro della Sicurezza nel Sonno

Il piccolo deve essere in posizione supina, cioè a “pancia in su” durante il sonno, per la nanna e per tutti i pisolini. Circa cinquant’anni fa, si raccomandava di addormentare i neonati a pancia in giù, in particolare per ridurre il dolore associato alle coliche, ma ci si rese conto che c’era un rischio molto elevato di soffocamento, poiché i neonati non sono in grado di alzare la testa, dato che i muscoli del collo non sono sufficientemente sviluppati. Poi è arrivata la moda di sdraiarsi su un lato, che è più sicuro, soprattutto in caso di vomito. Oggi, i pediatri sono tutti d’accordo che la posizione più sicura per i bambini è sulla schiena.

I bambini che dormono a pancia in giù hanno la guancia sul materasso e i pugnetti su entrambi i lati della testa, sono raggomitolati e le vie aeree non sono così aperte come i bambini che dormono sulla schiena. Dormire proni può anche aumentare la temperatura corporea del bambino, surriscaldandolo. Dopo la campagna Back to Sleep (A pancia in su) lanciata negli anni ’90 negli Stati Uniti, i tassi di morte improvvisa infantile si sono dimezzati. Potrebbe aver sentito che è più sicuro far dormire il bambino a pancia in giù nel caso di rigurgito, ma in realtà è il contrario. Quando un bambino è supino e rigurgita, può girare la testa da sinistra a destra per liberare le vie aeree, ma se è a pancia in giù può solo girare la testa nel materasso. Inoltre, quando è sulla schiena, il rigurgito ritornerà facilmente nell’esofago, piuttosto che nella sua trachea e quindi nei polmoni. Per i bambini che soffrono di rigurgito, si consiglia di aspettare almeno mezz’ora dopo la fine del biberon prima di mettere il bambino a letto. In alcuni casi, l’uso di una pendenza può essere raccomandato. Questo accessorio ha un’inclinazione di circa il 15%, che permette di sollevare la parte superiore del corpo del bambino quando è sulla schiena, pur lasciandolo libero di muoversi, facilitando così la digestione. L’inclinazione rende anche più facile per i bambini respirare quando hanno il raffreddore.

Per i genitori che temono la sindrome della testa piatta, è importante sapere che la posizione di riposo sulla schiena non è un fattore aggravante finché il bambino può muoversi nel suo letto. Se la testa del bambino gira sempre nella stessa direzione, è consigliabile cambiare la direzione del sonno ogni due notti o durante un pisolino. Si può anche appendere un piccolo peluche colorato alle sbarre del letto e cambiare regolarmente i lati per incoraggiare il bambino a muovere la testa ed evitare che gli venga il torcicollo.

L'Ambiente del Sonno: Creare uno Spazio Protettivo e Libero da Rischi

Il bambino dovrebbe dormire in un lettino (con le sbarre vicine tra loro), in una culla, in un lettino da viaggio o in un box per bambini, su una superficie rigida, piana e non inclinata, su un materasso delle dimensioni giuste e non più piccolo, coperto da un lenzuolo con angoli e senza altre lenzuola o oggetti morbidi. È importante che il bambino dorma su una superficie solida e piana sulla schiena per ogni pisolino e prima di coricarsi per evitare il rischio di soffocamento o aspirazione del rigurgito. La raccomandazione di dormire su una superficie non inclinata (al massimo 10 gradi) serve a evitare il rischio di soffocamento e/o intrappolamento/incuneamento (ossia quando il piccolo rimane con il capo incastrato tra due superfici, ad esempio tra materasso e muro). È dimostrato che ciò non aumenta il rischio di inalazione anche in caso di malattia da reflusso gastroesofageo. Nel caso in cui il bambino si addormenti su supporti inclinati (seggiolini e passeggini), deve essere sorvegliato e spostato su una superficie piana non appena possibile.

Ambiente della culla sicuro e senza oggetti

I materassi morbidi e quelli in memory foam aumentano la possibilità di ri-respirare il proprio respiro o soffocare se il bambino viene posizionato o rotola in posizione prona (a pancia in giù). Dormire su una superficie morbida e soffice può essere pericoloso se un bambino rotola e la biancheria da letto finisce sopra il naso e la bocca del bambino. Un ottimo modo per verificare se una superficie è troppo morbida è premere la mano verso il basso e poi sollevarla. Ciò che c’è nel lettino è altrettanto importante! Potrebbe sembrare freddo e poco invitante un lettino vuoto, ma tutto ciò di cui il bambino ha bisogno è un materasso piatto e rigido con un lenzuolo aderente in un lettino, una culla o un box con nient’altro nell’area in cui dorme. Affinché il bambino possa muoversi liberamente nel suo letto, tutti i giocattoli, i peluche e le coperte devono essere rimossi.

È essenziale mantenere sempre una temperatura della stanza non elevata. Inoltre, non fumare mai nella camera in cui dorme il bambino né mai in sua presenza. Il divieto di fumare dovrebbe comunque essere esteso a tutta la casa, anche quando il piccolo non è presente.

Altri Fattori per un Sonno Sicuro

Il ciuccio può essere usato una volta che l’allattamento al seno è ben avviato o già dai primi giorni di vita in caso di allattamento artificiale; il ciuccio infatti è uno dei fattori che riducono il rischio di SIDS. L’introduzione del ciuccio al momento dell’addormentamento, che riduce il rischio di SIDS, va ritardato fintanto che l’allattamento sia ben avviato e stabilizzato (l’attacco al seno è efficace, con un buon trasferimento di latte e il bambino cresce in modo adeguato). Il tempo è variabile e non viene più detto di aspettare “dopo il primo mese”.

Non ci sono prove che la fasciatura (swaddling, come dicono gli anglosassoni) sia utile per ridurre il rischio di SIDS. C’è un alto rischio di morte se un bambino fasciato viene messo a dormire in posizione prona o se ci finisce rotolando. Se i bambini sono fasciati è bene posizionarli sempre sulla schiena. Fasciare con una coperta può essere complicato e può essere pericoloso se si allenta. Non sappiamo se fasciare previene la SIDS, ma è stato dimostrato che calma i bambini e li aiuta a dormire sulla schiena. In parole povere, fasciare è un ottimo modo per mantenere il bambino caldo, comodo e più sicuro rispetto all’uso di una coperta, ma va sempre fatto in sicurezza, assicurandosi che la copertina non possa ‘aprirsi’ e solo fin quando il bambino non rotola attivamente da supino a prono e viceversa.

È comodo fare le coccole e sdraiarsi con il bambino su un divano o una poltrona, ma se si è stanchi, è fondamentale metterlo nel suo lettino, poiché è facile che rotoli via e rimanga incastrato tra i cuscini o che cada a terra. Sembra che tenere il bambino accanto a sé sia il posto più sicuro per proteggerlo e tenerlo sotto controllo, ma anche il bambino più piccolo può ribaltarsi e trovarsi con la faccia contro un cuscino o contro il corpo, finire sotto una coperta, o sprofondare nel materasso o rotolare nell’angolo tra il muro e il letto. Vi è pieno accordo sul fatto che il bed sharing promuova l’allattamento al seno, uno dei principali determinanti della salute umana, ma la sua sicurezza resta dibattuta. Si ricorda che la fascia e il marsupio non sono raccomandati come luogo abituale del sonno in casa per bambini di meno di 4 mesi e quando dorme il bambino va controllato, deve avere la testa sollevata e vie aeree sempre ben visibili.

Addormentarsi su un dispositivo di seduta può ostacolare la respirazione. Tutti questi prodotti (come seggiolini auto, dondoli, sdraiette) sono ottimi per quando il bambino è sveglio e sorvegliato, ma non per dormire. Seguire sempre le istruzioni del produttore per un uso sicuro e corretto. Se si è stanchi e/o si ha bisogno di mettere giù il bambino per fare qualcosa e si sa che non si sarà in grado di tenerlo d’occhio, metterlo in una zona notte sicura come una culla, un box o un lettino. I bambini si addormentano spesso in macchina, ma una volta arrivati a destinazione dovrebbero essere spostati su una superficie piana e rigida.

Qualsiasi prodotto commercializzato o destinato al sonno infantile (incluse amache, culle per bambini, nidi, culle da viaggio, da campeggio ecc.) deve aderire agli standard di sicurezza federali approvati nel giugno 2021 dalla Commissione per la sicurezza dei prodotti di consumo (CPSC), che garantiscono un ambiente di sonno sicuro per i bambini sotto i 5 mesi. Non ci sono dati che sostengano l’utilità dell’uso domiciliare di monitor cardiorespiratori per ridurre il rischio di SIDS. Le informazioni sulla sicurezza del sonno vanno date ai genitori a partire dall’inizio della gravidanza. I messaggi pubblicitari e contenuti nei media devono seguire le linee guida per la sicurezza del sonno. La comunicazione tra professionisti e genitori deve sempre essere culturalmente appropriata, rispettosa e non giudicante.

Inoltre, oltre alla raccomandazione di essere nutriti esclusivamente con latte materno per i primi 6 mesi e proseguire l’allattamento per 1 anno o più, come desiderato da genitore e bambino, viene raccomandato particolare impegno nel sostegno dell’allattamento materno in neonati pretermine e di basso peso alla nascita, a partire dalla Terapia Intensiva Neonatale.

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