I Polifenoli: Un Alleato Fondamentale per la Fertilità Femminile e Maschile nell'Era dello Stress Ossidativo

Il concepimento naturale è un processo intrinsecamente complesso, che circa il 76%-85% delle coppie riesce a raggiungere globalmente(1). Tuttavia, la definizione di infertilità, come l'incapacità di concepire dopo un anno di regolari rapporti sessuali non protetti(2), viene diagnosticata sempre più frequentemente. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che quasi 190 milioni di persone in tutto il mondo affrontino problemi di infertilità, con un numero crescente di coppie che necessitano di assistenza medica specializzata(3).

L'Infertilità Maschile: Un Fattore Critico Spesso Sottovalutato

Tra le coppie che incontrano difficoltà nel concepimento, un fattore maschile è parzialmente o totalmente responsabile in circa il 50% dei casi(4). Paradossalmente, nonostante le valutazioni di routine, l'eziologia precisa dell'infertilità maschile rimane indefinita nel 30%-50% dei pazienti, i quali vengono quindi classificati come affetti da "infertilità idiopatica maschile"(5). Questa condizione viene diagnosticata in presenza di caratteristiche seminali alterate senza una causa identificabile e in assenza di fattori femminili di infertilità(5).

Diagramma che illustra le varie cause che influenzano il potenziale riproduttivo maschile, tra cui fattori ambientali, stile di vita, patologie e stress ossidativo

Lo Stress Ossidativo: Nemico Silenzioso della Fertilità Maschile

Esistono prove schiaccianti che lo Stress Ossidativo (OS) giochi un ruolo significativo nell'eziologia dell'infertilità maschile. Le specie reattive dell'ossigeno (ROS) seminali, prodotte principalmente dai leucociti o da spermatozoi anormali e immaturi, rappresentano un effetto secondario naturale delle vie metaboliche ossidative classiche, come quelle delle ossidasi del citosol e della membrana plasmatica. I ROS sono anche un naturale sottoprodotto della produzione di adenosina trifosfato (ATP) nei mitocondri delle cellule spermatiche.

Quantità minime di ROS sono necessarie per garantire le normali funzioni fisiologiche delle cellule, inclusa la spermatogenesi e le varie funzioni degli spermatozoi che precedono la fecondazione, come la capacitazione e la reazione acrosomiale. Tuttavia, quando i livelli di ROS aumentano fino a raggiungere un livello patologico, l'organismo impiega inizialmente gli antiossidanti introdotti con la dieta e quelli presenti nei sistemi endogeni per ristabilire l'omeostasi. Uno squilibrio tra queste forze opposte, dove i ROS superano gli antiossidanti, può provocare lo Stress Ossidativo (OS). Questo fenomeno interferisce con la capacitazione spermatica e può causare danni alla membrana e al DNA degli spermatozoi, compromettendo in ultima analisi la capacità dello spermatozoo di fecondare l'ovulo e la generazione di un embrione sano(7).

Schema che illustra il meccanismo dello stress ossidativo nell'infertilità maschile, mostrando ROS che danneggiano spermatozoi e DNA

Molti fattori possono incrementare lo Stress Ossidativo, come evidenziato da diverse fonti (Fig. 3). A seconda della metodologia di analisi impiegata, la letteratura recente suggerisce che dal 30% all'80% degli uomini infertili presentino livelli elevati di ROS seminali, una condizione potenzialmente pericolosa per la fertilità, ma attualmente affrontabile con l'utilizzo di antiossidanti(7).

Diagramma che mostra le fonti esogene ed endogene di ROS che portano alla disfunzione spermatica

Diagnosi Avanzate per l'Infertilità da Stress Ossidativo

L'analisi convenzionale dello sperma (spermiogramma), introdotta circa un secolo fa, rimane il test più utilizzato per misurare la produzione e la qualità dello sperma(8). Tuttavia, negli ultimi anni è diventato chiaro che il solo spermiogramma non è un'analisi adeguata alla valutazione della fecondità maschile, presentando criticità quali scarsa riproducibilità, soggettività e limitata capacità predittiva della fertilità maschile.

Una novità nel campo dell'infertilità è il test ORP (Oxidation-Reduction-Potential), che misura la discrepanza tra ROS e antiossidanti. Basato su una misura galvanostatica degli elettroni, il test ORP fornisce una misurazione completa degli ossidanti e degli antiossidanti presenti nel liquido seminale(9). Una metanalisi del 2024(10) ha confermato l'efficacia dell'ORP nella diagnosi di infertilità maschile, mostrando livelli di ORP più elevati negli uomini infertili rispetto ai fertili. L'ORP è dunque un nuovo approccio diagnostico che valuta lo Stress Ossidativo seminale ed è menzionato nella VI edizione del manuale dell'OMS per l'analisi dello sperma, nella sezione dedicata alle procedure di ricerca(11). Studi come quello di Christoforaki et al. hanno associato negativamente i livelli di ORP alla presenza di fertilità maschile, alla concentrazione spermatica, al numero totale di spermatozoi, alla motilità totale e progressiva e alla percentuale di morfologia normale. Al contrario, livelli elevati di ORP sono risultati positivamente associati alla percentuale di spermatozoi immobili.

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Gli Antiossidanti: Scudo Protettivo per la Riproduzione

Per contrastare gli effetti dello Stress Ossidativo, l'attuale letteratura raccomanda un'integrazione mirata di antiossidanti(12). I benefici di tale integrazione comprendono il miglioramento della qualità e vitalità dello sperma, la prevenzione della frammentazione del DNA, l'aumento del tasso di fecondazione degli ovociti e il blocco della reazione acrosomiale prematura(12).

Ma cosa sono esattamente gli antiossidanti? Sono sostanze capaci di prevenire o ritardare l'ossidazione di biomolecole come proteine, lipidi, carboidrati e DNA nei sistemi biologici. Essi agiscono come un sistema di difesa che protegge le biomolecole e l'organismo dagli effetti nocivi dei radicali liberi, riducendo o riparando i danni causati dai ROS alle molecole bersaglio. Questo sistema è noto come difesa antiossidante. Gli antiossidanti possono essere classificati come enzimatici o non enzimatici, primari o secondari.

Illustrazione dei diversi tipi di antiossidanti e delle loro funzioni protettive

Gli antiossidanti primari enzimatici, come la Catalasi (CAT), la Glutatione Perossidasi (GPx) e la Superossido-dismutasi (SOD), rappresentano la difesa più potente del nostro organismo contro i radicali liberi. Gli antiossidanti secondari, sia enzimatici che non enzimatici, agiscono convertendo gli idroperossidi in prodotti non radicalici, non reattivi e termicamente stabili. Spesso vengono utilizzati in combinazione con gli antiossidanti primari per ottenere effetti sinergici di stabilizzazione. Tra questi troviamo il glucosio-6-fosfato deidrogenasi, la glutatione reduttasi, il Coenzima Q10 e le glutatione-transferasi. Elementi come ferro, rame, zinco, manganese e selenio sono anch'essi cruciali poiché aumentano l'attività degli enzimi antiossidanti.

L'Impatto dei Polifenoli sulla Fertilità

L'interesse verso gli antiossidanti nell'infertilità maschile è in costante crescita. Gli spermatozoi possiedono una struttura della membrana plasmatica unica, ma purtroppo molto vulnerabile all'attacco dei ROS. La compromissione di questa membrana ne riduce l'integrità, diminuendo la motilità degli spermatozoi e, di conseguenza, la fertilità. Inoltre, i ROS causano un significativo danno al DNA spermatico. Da tutto ciò si evince un crescente interesse per gli antiossidanti nell'uomo infertile con ossidazione del liquido seminale.

In questo contesto, i polifenoli emergono come una classe di composti di eccezionale importanza. Fenoli e flavonoidi, ampiamente presenti nella Dieta Mediterranea, possono essere assunti regolarmente attraverso l'alimentazione, fornendo un prezioso supporto alla salute riproduttiva.

Resveratrolo: Un Polifenolo dalla Dieta Mediterranea

Appartenente al gruppo degli stilbeni, il resveratrolo, contenuto nell'uva, è un potente antiossidante con molteplici benefici. Sostiene la forza muscolare, tratta le infiammazioni, regola il metabolismo corporeo e riduce il rischio di insorgenza di malattie neurodegenerative. Sebbene presente principalmente in noci, uva e prodotti derivati, il resveratrolo mostra un elevato assorbimento, una bassa biodisponibilità e una rapida eliminazione dal flusso sanguigno. Tuttavia, regola in modo significativo molecole di segnalazione e geni chiave nei tessuti adiposi. Recentemente, è stato segnalato che il resveratrolo migliora il controllo glicemico in animali e esseri umani con insulino-resistenza.

Studi su modelli animali hanno evidenziato un ruolo positivo del resveratrolo sull'infertilità maschile, incoraggiando ricerche su cellule umane. Studi condotti su spermatozoi umani hanno dimostrato che, a basse concentrazioni, il resveratrolo ha un effetto positivo sulla motilità spermatica, mentre concentrazioni elevate producono l'effetto opposto. È inoltre capace di proteggere il DNA spermatico dai danni causati dallo stress ossidativo, suggerendo potenziali effetti terapeutici per uomini con infertilità idiopatica. Uno studio pilota ha indicato che alimenti contenenti resveratrolo aiutano ad aumentare il numero totale, la concentrazione e la motilità degli spermatozoi, senza influenzare la morfologia, il volume dell'eiaculazione o il pH. Il resveratrolo sembra offrire benefici anche contro i disturbi della fertilità legati all'obesità e proteggere gli spermatozoi dai danni indotti dal congelamento durante la crioconservazione. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi su modelli umani per valutare appieno la sua efficacia terapeutica, in particolare nei pazienti obesi(Mongioi et al., 2021).

Immagine di acini d'uva e bacche, fonti comuni di resveratrolo

Quercetina: Un Flavonoide Multifunzionale

La quercetina è un flavonoide noto per le sue eccellenti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Può prevenire malattie cardiovascolari, avere effetti antiulcera, antiallergici e antiproliferativi, oltre a regolare l'espressione genica. L'assunzione giornaliera di quercetina varia tipicamente tra 5-40 mg/die, ma può aumentare fino a 200-500 mg/die. Si trova in frutta e verdura ricche di flavonoidi come mele, uva, pomodori e verdure a foglia verde. Studi ipotizzano un ruolo significativo della quercetina nella regolazione del profilo lipidico del sangue, con il consumo di alimenti ricchi di quercetina in grado di diminuire le concentrazioni sieriche di glucosio, colesterolo totale e lipoproteine ad alta densità (HDL). In modelli animali, la quercetina migliora i sintomi del diabete agendo sullo stress ossidativo e protegge il sistema cardiovascolare dagli effetti dell'invecchiamento. Può anche ridurre il rischio di formazione di cataratta, una patologia oculare legata all'età.

Nel considerare i potenziali effetti terapeutici della quercetina, è fondamentale valutare le dosi farmacologiche rispetto a quelle nutraceutiche, la specificità del suo meccanismo d'azione rispetto ad altre sostanze fitochimiche e l'identificazione di bersagli cellulari diretti.

Catechina: Il Tesoro del Tè Verde

La catechina è un composto fenolico presente soprattutto nel tè verde, ma anche in mele, uva, pere e ciliegie. L'assunzione giornaliera stimata varia tra 18-50 mg al giorno. Sebbene non essenziali per l'alimentazione umana, le catechine contribuiscono a migliorare la salute prevenendo varie malattie. L'epigallocatechina gallato (EGCG), un derivato della catechina, è responsabile di molte delle sue azioni benefiche. L'EGCG inibisce diversi enzimi e modifica l'organizzazione lipidica della membrana plasmatica, influenzando la distribuzione delle proteine, potenzialmente associato all'inibizione di EGFR e HGFR. In modelli animali, l'EGCG riduce il danno epatico, i trigliceridi epatici e le citochine infiammatorie, oltre a diminuire l'espressione di iNOS e COX-2, riducendo fenomeni infiammatori nelle cellule epatiche.

Immagine di foglie di tè verde e frutti di bosco, ricchi di catechine

Rutina: Un Flavonolo Abbondante

La rutina, un'altra importante forma glicosidica (3-O-rhamnoglucoside) della quercetina, è il flavonolo più abbondante in frutta e verdura. La dose raccomandata varia tra 400-1000 mg/die. La sua biodisponibilità è circa il 20% di quella dei glucosidi di quercetina, principalmente a causa della scarsa solubilità in acqua. Per migliorare la biodisponibilità della quercetina e della rutina sono stati sviluppati sistemi di rilascio avanzati come liposomi e nanoparticelle.

Polifenoli e Fertilità: Evidenze Scientifiche

Lo stress ossidativo, il danno al DNA degli spermatozoi e l'apoptosi hanno implicazioni significative nell'infertilità maschile. Un'accurata valutazione dello stress ossidativo seminale tramite analisi specialistiche può aiutare nella diagnosi e gestione dell'infertilità maschile. I radicali liberi possono influenzare ovociti, liquido seminale ed embrioni nei loro microambienti (liquido follicolare, idrosalpingeale, peritoneale). L'aumento della generazione di ROS nel liquido seminale compromette la funzione spermatica e porta all'infertilità. Livelli elevati di ROS sono correlati negativamente con la concentrazione e la motilità spermatica, e in particolare con la morfologia.

Il metabolismo aerobico, essenziale per il fabbisogno energetico dei gameti, coinvolge anche i radicali liberi, che svolgono un ruolo importante nei processi fisiologici all'interno dell'ovaio. Molti studi hanno dimostrato il coinvolgimento dei ROS nel liquido follicolare, nella follicologenesi e nella steroidogenesi. L'espressione di mRNA di Cu-Zn SOD nel corpo luteo durante la gravidanza è significativamente più alta rispetto al corpo luteo di metà ciclo. I cambiamenti ciclici nell'endometrio sono accompagnati da variazioni nell'espressione di vari antiossidanti. Enzimi come la tioredossina mostrano una maggiore espressione nella fase secretoria iniziale, potenzialmente importante per l'impianto. Poiché l'impianto è un processo complesso che coinvolge interazioni tra embrione e ambiente uterino, un'esplosione di stress ossidativo placentare durante l'instaurazione della circolazione materna può causare la perdita precoce della gravidanza. L'aborto spontaneo è accompagnato da una significativa interruzione dell'equilibrio proossidante-antiossidante.

Durante la gravidanza, un aumento dei leucociti polimorfonucleati può comportare una maggiore generazione di ioni superossido, e lo stress ossidativo può modulare l'espressione dei recettori delle citochine nella placenta, nei citotrofoblasti, nelle cellule endoteliali vascolari e nella muscolatura liscia. L'aborto spontaneo in pazienti con storia di aborti ricorrenti è stato associato a livelli elevati di risposta TH1 e glutatione, mentre l'esaurimento del GSH porta all'inibizione delle citochine di tipo TH1, con conseguenti scarsi risultati di fertilità.

L'aumento della generazione di ROS da parte dei macrofagi del liquido peritoneale, con conseguente aumento della perossidazione lipidica, sembra essere presente nelle pazienti con endometriosi. È stato riportato in pazienti con endometriosi un aumento della generazione di autoanticorpi alle lipoproteine ossidativamente modificate, che sono antigeniche. Indagini su vari biomarcatori hanno rivelato la presenza di stress ossidativo localmente. Si ipotizza che la senescenza ovarica precoce possa essere causata anche dall'aumento dello stress ossidativo nel liquido follicolare. Nelle donne anziane, rispetto alle giovani, è stata osservata una riduzione dell'espressione dell'attività di glutatione e catalasi, accompagnata da una maggiore espressione dell'attività SOD. Con la ridotta espressione della glutatione reduttasi, lo stress ossidativo può causare disturbi dei fusi meiotici, che possono portare a degenerazione cellulare o apoptosi.

Bassi livelli di ROS svolgono un ruolo benefico nella fecondazione in vitro (FIV). Livelli di glutatione selenio-dipendente, perossidasi e glutatione S-transferasi sono significativamente diminuiti nei follicoli che producono ovociti che non si fecondano durante la FIV. Minimi livelli di ROS sono essenziali e sono indicativi dell'attività metabolica all'interno del follicolo. Alti livelli di ROS nel mezzo di coltura, tuttavia, la mattina dopo il prelievo degli ovociti, sono correlati a scarsa fertilizzazione e tassi di scissione, e a una maggiore frammentazione embrionale a seguito dell'ICSI, con un minore sviluppo di blastocisti. Prove indirette di stress ossidativo sono associate alla generazione di antifosfolipidi durante la FIV.

🇮🇹 Diagnosi di infertilità maschile: quali sono gli esami da fare? - Dr. Maurizio De Rocco

Dieta, Stile di Vita e Fertilità: Un Approccio Integrato

Una dieta sana, equilibrata e adeguata allo stile di vita e alle caratteristiche individuali non solo previene una vasta gamma di malattie associate a una cattiva alimentazione, ma contribuisce anche a migliorare la capacità riproduttiva. Una dieta scorretta può infatti influire negativamente sulla fertilità sia degli uomini che delle donne. L'OMS avverte sulla necessità di limitare il consumo di grassi saturi e acidi grassi trans, sale e zuccheri, aumentando al contempo il consumo di frutta, verdura e l'attività fisica nei paesi sviluppati. Tutti questi fattori rappresentano un alto rischio per l'aumento di malattie cardiovascolari, tumori, diabete e anche infertilità.

La Sociedad Española de Dietética y Ciencias de la Alimentación (SEDCA) raccomanda di seguire la ruota degli alimenti per una dieta sana ed equilibrata, privilegiando alimenti naturali non trasformati come frutta e verdura. Questi alimenti forniscono un maggiore apporto di vitamine, antiossidanti e minerali che aiutano a proteggere i gameti (ovuli e spermatozoi) dai danni ossidativi. Nutrienti come il triptofano (precursore della serotonina, che riduce stress e ansia), lo zinco (fondamentale per la produzione e qualità dello sperma e la regolarità del ciclo mestruale), gli Omega-3 (con proprietà antinfiammatorie che creano un ambiente uterino più favorevole), il ferro (essenziale per la prevenzione dell'anemia e il trasporto di ossigeno) e i carboidrati (fonte di energia fondamentale) giocano ruoli cruciali.

Il mantenimento di un peso corporeo adeguato è fondamentale per la fertilità, sia femminile che maschile. Il sovrappeso e l'obesità, che colpiscono una persona su due in Europa secondo l'OMS, possono alterare la maturità ovocitaria e influire sulla qualità degli ovociti. Allo stesso modo, donne eccessivamente magre possono avere problemi con la funzione degli ormoni LH e GnRH.

I problemi di concepimento, indipendentemente dalla loro origine (maschile, femminile o entrambi), devono essere affrontati come coppia. Entrambi i partner hanno un ruolo fondamentale e possono migliorare le loro possibilità di concepimento consultando un medico e apportando cambiamenti nella loro vita quotidiana.

Infografica che illustra i

Superfood per la Fertilità: Nutrienti Chiave

La dieta ha un impatto diretto sulla salute riproduttiva. Molti nutrienti presenti nei cosiddetti "superfood", come antiossidanti, omega-3, vitamine del gruppo B, vitamina E e acido folico, sono essenziali per regolare l'equilibrio ormonale, migliorare la qualità degli ovociti e degli spermatozoi e creare un ambiente favorevole alla fertilità.

  • Salmone selvaggio: Eccellente fonte di omega-3, essenziali per migliorare il flusso sanguigno agli organi riproduttivi e ridurre l'infiammazione.
  • Uova: Ricche di colina, nutriente fondamentale per la salute riproduttiva e lo sviluppo fetale.
  • Zenzero: Possiede proprietà antinfiammatorie naturali che migliorano il flusso sanguigno agli organi riproduttivi.
  • Maca: Radice peruviana nota per le sue proprietà adattogene, aiuta a gestire lo stress e migliora la libido e la regolazione ormonale.
  • Mandorle e Noci: Fonte di vitamina E (protegge le cellule riproduttive dai danni ossidativi) e omega-3 (essenziali per la qualità dello sperma, migliorando motilità e morfologia).
  • Lenticchie: Buona fonte di proteine vegetali, folati e ferro, nutrienti fondamentali per la fertilità femminile.
  • Quinoa: Pseudo-cereale completo che fornisce tutti gli aminoacidi essenziali, ideale per migliorare i livelli di energia e la funzione riproduttiva.
  • Semi di Chia: Ricchi di omega-3, fibre e proteine, contribuiscono a ridurre l'infiammazione e a mantenere l'equilibrio ormonale.
  • Asparagi: Ricchi di glutatione, un antiossidante che protegge le cellule riproduttive dallo stress ossidativo.
  • Spinaci: Fonte primaria di folati, essenziali per la salute riproduttiva femminile e la prevenzione di difetti del tubo neurale.
  • Melograno: Alto contenuto di antiossidanti (Vitamina C, K) che migliorano il flusso sanguigno all'utero e la qualità degli spermatozoi (Aviram & Rosenblat, 2013).
  • Mirtilli: Ricchi di antiossidanti che proteggono le cellule riproduttive, migliorano la qualità di ovociti e spermatozoi (Catani et al., 2021).
  • Avocado: Fonte di grassi monoinsaturi per l'equilibrio ormonale e vitamina E, un potente antiossidante.
  • Bacche di Goji: Ricche di antiossidanti, supportano la funzione ovarica e migliorano la qualità degli ovociti (Zhang et al., 2016).

Integrare questi alimenti in una dieta bilanciata e varia può fornire i nutrienti essenziali per ottimizzare la salute riproduttiva, regolare i livelli ormonali e promuovere un concepimento di successo.

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