La medicina riproduttiva moderna si trova costantemente di fronte alla complessità biologica del sistema riproduttivo femminile. Una delle diagnosi che molte donne devono affrontare quando consultano uno specialista dell'infertilità è il fattore ovarico. Questa diagnosi genera molti dubbi e preoccupazioni. La riserva ovarica è la capacità dell'ovaio di rispondere alla stimolazione. Quando si effettua un trattamento di FIVET (Fecondazione in Vitro), una delle fasi più importanti è la stimolazione delle ovaie. Per un periodo che varia tra i 7 e i 12 giorni, la paziente dovrà assumere dei farmaci con il fine di produrre vari ovuli che saranno poi fecondati.
Il numero degli ovuli ottenuti è ciò che viene chiamato risposta alla stimolazione. Questo processo viene effettuato per ottenere un numero appropriato di ovociti che ci permetta di avere una previsione favorevole di embrioni. È possibile che pazienti a cui è somministrata la stessa posologia di farmaci ottengano risposte molto diverse e, a volte, il numero di ovociti ottenuto è così basso che le possibilità di successo si riducono considerevolmente. Noi di Equipo Juana Crespo sappiamo che ogni infertilità ha una causa e concentriamo i nostri sforzi sulla diagnosi accurata.

Comprendere la Riserva Ovarica e la Bassa Risposta
Alla nascita, ciascuna donna possiede tutti gli ovuli di cui disporrà nell’arco della vita. Per riserva ovarica si intende la quantità di ovociti vitali contenuti nelle ovaie di una donna in un dato momento; tale riserva influenza il numero di ovuli che saremo in grado di ottenere con un trattamento di FIVET. Come detto in precedenza, la riserva ovarica diminuisce progressivamente con l’età fino ad esaurirsi; pertanto, l’età costituisce il principale fattore di rischio per una scarsa riserva.
Tuttavia, non tutte le donne della stessa età hanno una riserva simile, quest’ultima infatti varia molto da donna a donna. Alcune donne hanno una scarsa riserva ovarica anche in giovane età, mentre altre che hanno superato i 40 anni hanno una riserva normale e rispondono bene alla stimolazione ovarica ottenendo un buon numero di ovociti nei trattamenti di FIVET. È sempre più frequente vedere pazienti, anche molto giovani, con bassa riserva ovarica, cioè con un basso AMH (ormone antimulleriano).
Indicatori Clinici di Riserva Ovarica
Per valutare la riserva follicolare, vengono utilizzati diversi parametri diagnostici:
- Ormone Anti-Mülleriano (AMH): Prodotto dai follicoli ovarici, il suo livello fornisce un’indicazione della quantità di ovuli rimasti. Maggiore è la presenza dell’AMH nel sangue, maggiore sarà la riserva ovarica disponibile.
- FSH (Ormone Follicolo-Stimolante): Prodotto dall'ipofisi, alti livelli all'inizio del ciclo (tra il 2° e il 4° giorno) indicano che l'ipofisi deve fare uno sforzo importante, spesso correlato a una bassa riserva.
- Conteggio dei Follicoli Antrali (AFC): Si esegue un'ecografia all'inizio del ciclo per contare i follicoli con dimensioni comprese tra 2 e 8 mm. Questo valore indica indirettamente il numero di follicoli che possono essere reclutati.
La Bassa Risposta Ovarica: Definizione e Diagnosi
La bassa risposta ovarica si riferisce alla scarsa raccolta di ovuli maturi dopo la puntura follicolare in un trattamento di FIVET. Si stima che fino al 25% delle donne possa avere una bassa risposta, e questo fatto non è sempre prevedibile. In generale, si considera che una donna abbia una bassa risposta quando, dopo due cicli di stimolazione, si ottengono 3 o meno ovuli.
È importante distinguere tra riserva ovarica (il "deposito" di ovuli) e risposta ovarica (come l'ovaio reagisce ai farmaci). Il fatto di non avere una buona risposta alla stimolazione non è direttamente correlato al fatto di avere una bassa riserva ovarica; ci sono donne che hanno pochi ovuli ma che rispondono molto bene al trattamento, e viceversa.

Cause di Bassa Risposta e Scarsa Qualità Ovocitaria
Presso Equipo Juana Crespo, sappiamo che la scarsa qualità delle uova ha sempre una causa sottostante. Spesso, la mancata fecondazione dopo ICSI può essere dovuta alla "incompetenza" dell'ovocita che, pur mostrando i segni della maturità nucleare, non ha nel citoplasma tutto quello che serve per la fecondazione, oppure è troppo maturo.
Le cause principali includono:
- Età: Fattore inversamente proporzionale alla riserva ovarica.
- Processi Autoimmuni: Recettori FSH sulle cellule della granulosa bloccati dagli anticorpi (es. Tiroidite di Hashimoto).
- Fattori Chirurgici: Riduzione della massa ovarica mediante chirurgia o presenza di endometriosi.
- Fattori Genetici: Molteplici contributi genetici, epigenetici e ambientali, come nel caso della SOP (Sindrome dell'Ovaio Policistico).
Strategie di Trattamento e Personalizzazione
Presso Equipo Juana Crespo offriamo la visita diagnostica iniziale più completa, a partire dalla quale viene elaborata l'intera strategia. La stimolazione deve essere altamente personalizzata, adattata ai profili ormonali di ciascuna paziente.
Protocolli e Tecniche Avanzate
- Pretrattamento Androgeno: Si può tentare con testosterone transdermico o DHEA, sebbene la loro efficacia sia ancora oggetto di studio.
- Flare-up Protocol: Il breve protocollo con gli agonisti di GnRH offre risultati migliori, poiché evita la soppressione ovarica profonda e sfrutta l'effetto di rilascio immediato di FSH e LH.
- Accumulo di Ovociti (Vitrificazione): Al fine di ottenere un numero maggiore di ovuli, vengono eseguiti diversi cicli di accumulo. Si vetrificano tutte le uova ottenute fino a raggiungere un numero ottimale, per poi procedere all'ICSI.
- Doppia Stimolazione (DuoStim): Consiste nell'effettuare due stimolazioni e due prelievi in un unico ciclo mestruale.
- Plasma Ricco di Piastrine (PRP): Trattamento di somministrazione di plasma ricco di fattori di crescita per favorire l’attivazione di “follicoli addormentati” e migliorare la risposta ovarica.
Personalizzazione dei protocolli di stimolazione ovarica #IVFWEBINARS
Il Ruolo Cruciale dell'ICSI e del Laboratorio
La fecondazione in vitro è la tecnica di riproduzione assistita che permette la fecondazione dell'ovulo al di fuori del corpo femminile. In caso di fattore maschile - che è direttamente coinvolto nel 47% dei casi di sterilità - l'ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo) rappresenta la soluzione d'elezione.
Tuttavia, la gestione del laboratorio è una responsabilità fondamentale. Il trasferimento embrionale è, senza dubbio, la fase più delicata di un trattamento di procreazione assistita. Consiste nel preparare e condizionare l'interno dell'utero per facilitare l'impianto dell'embrione. Nei centri di riferimento, si utilizzano sistemi come il time-lapse (incubatore GERI) per monitorare costantemente lo sviluppo degli embrioni.
Quando Considerare l'Ovodonazione
Quando diversi cicli di FIVET sono stati cancellati a causa della scarsa risposta o della scarsa qualità ovocitaria legata all'età, l'alternativa più efficace è la donazione di ovuli. Con questo tipo di maternità condivisa, entrambe le donne della coppia sono una parte fondamentale e cruciale per il successo del trattamento, ed entrambe saranno madri biologiche. Presso Equipo Juana Crespo, le pazienti raggiungono la gravidanza con una media di soli 1,2 trasferimenti, segno che una diagnosi corretta e un trattamento altamente specializzato possono fare la differenza.

Affrontare una diagnosi di bassa riserva ovarica non significa rinunciare al sogno di diventare madre. Grazie all’aiuto della scienza, è possibile ottenere una gravidanza attraverso percorsi personalizzati, supportati da un’équipe multidisciplinare di specialisti in medicina riproduttiva, genetica e biologia della riproduzione.