La Riproduzione del Ghepardo: Sfide Genetiche e Progressi nella Conservazione

Il ghepardo (Acinonyx jubatus) è un felino unico nel suo genere, sopravvissuto a un passato evolutivo segnato da drastici "colli di bottiglia" genetici. La sua storia è un racconto di resilienza e fragilità, di una specie che, nonostante le sue straordinarie capacità di adattamento alla velocità, affronta oggi sfide immense per la sua sopravvivenza riproduttiva. L'areale di questi animali, che un tempo spaziavano anche in gran parte dell’Asia, è oggi molto ridotto. In Africa, oggigiorno, occupano quello che è un misero 10% rispetto all’areale di diffusione originario. Questa drastica contrazione territoriale è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui la perdita di habitat, i conflitti con gli esseri umani e la competizione con altri carnivori per le prede.

Un Patrimonio Genetico Fragile: Le Origini del Bottleneck

Mappa delle migrazioni antiche del ghepardo

La storia evolutiva del ghepardo è profondamente legata a una significativa perdita di variabilità genetica. Studi genetici hanno rivelato che la loro variabilità genetica è del 90-99% inferiore rispetto a un qualsiasi altro mammifero. Tra le cause identificate vi è una lunga migrazione che hanno affrontato nel Pleistocene. L'analisi del genoma suggerisce che questo sia la conseguenza della perdita di numerosi geni, tra cui alcuni legati specificamente alla risposta immunitaria. La variabilità è talmente limitata da essere inferiore a quella osservata nei cani e nei gatti endogamici, ovvero quelli nati dall’accoppiamento di animali imparentati tra loro.

Il viaggio del ghepardo parte da ben più lontano, parliamo di 100.000 anni fa, quando una migrazione lo ha portato ad allontanarsi dal Nord America causando un’enorme perdita di variabilità genetica. La scoperta, che ha ripercorso gli spostamenti della specie nel corso del tempo, è dei ricercatori della St. Petersburg State University russa, del BGI cinese e del CCF, in Namibia, che hanno sequenziato il genoma di sette ghepardi.

Illustrazione del Pleistocene

Questa specie, che discende da un parente dei puma americani, ha dovuto riprendersi da due eventi bottleneck, collo di bottiglia, nei quali le popolazioni sono state ridotte drasticamente. Il primo, spiegano i ricercatori, ha avuto luogo 100.000 anni fa (nel tardo Pleistocene) quando tra una glaciazione e l’altra questi grandi felini si sono spostati in direzione dell’Asia attraverso il ponte di terra, lungo circa 1.000 chilometri, che collegava l’Asia al Nord America, il Bering land bridge. Una volta arrivati si sono spinti verso Sud, in direzione dell’Africa, ma la migrazione è costata cara al patrimonio genetico: si tratta di animali molto territoriali, il che ha probabilmente inasprito, durante il viaggio, accoppiamenti frequenti tra gli stessi individui.

L'Inbreeding e le Sue Conseguenze sulla Riproduzione

Il fattore principale ad aver portato a questa condizione critica sembrerebbe proprio la scarsa variabilità genetica. L’accoppiamento tra animali imparentati (inbreeding) ha determinato nel tempo una scarsa qualità dello sperma dei maschi, spesso difettoso e incapace di fecondare, riducendo di molto il successo riproduttivo e la sopravvivenza dei cuccioli. Nell’ultimo studio gli scienziati hanno identificato mutazioni in 18 geni diversi, con uno in particolare, AKAP4, che mostra mutazioni multiple.

Queste problematiche genetiche hanno un impatto diretto sulla capacità riproduttiva dei ghepardi sia in natura che in cattività. Circa un terzo dei ghepardi che vivono negli zoo non è in grado di riprodursi a causa dell’età, della salute o di disturbi del comportamento. La ridotta variabilità genetica rende inoltre i ghepardi più suscettibili alle malattie e meno capaci di adattarsi ai cambiamenti ambientali. Un ghepardo potrebbe vedersi trapiantata la pelle di un altro ghepardo come se si trattasse di un suo clone, spiegano i ricercatori.

Ciclo Riproduttivo e Cura dei Cuccioli

Le femmine di ghepardo sono creature solitarie, dove maschi e femmine si uniscono solo per accoppiarsi. In periodo fertile, le femmine di ghepardo sono solite aggirarsi per il territorio demarcandolo di frequente con la propria urina. La scia odorosa che viene a crearsi attira i maschi che ne seguono la pista, fino a raggiungere la femmina. Tuttavia, più di un maschio può raggiungere la stessa femmina e, in questo caso, sarà una zuffa a decretare chi potrà accoppiarsi con lei. Quando una femmina e un maschio si accoppiano, trascorrono 2-3 giorni accoppiandosi più volte. I maschi sono soliti accoppiarsi con altre femmine e dunque, da una sola gravidanza, è possibile che nascano cuccioli concepiti con animali diversi.

Femmina di ghepardo con i suoi cuccioli

Una volta fecondata, la femmina torna alla sua vita solitaria; la sua gravidanza dura circa 100 giorni. Con l’approssimarsi del parto, la femmina comincia a scegliere un luogo adatto allo scopo, riparato e caratterizzato da fitta vegetazione così da partorire in sicurezza. I ghepardi non hanno una stagione riproduttiva e partoriscono durante tutto l'anno. Le cucciolate hanno da 2 a 6 cuccioli che nascono completamente ricoperti di pelliccia, con un disegno a macchie indistinto che li fa apparire grigi. Un cucciolo pesa meno di mezzo chilo e nasce cieco e indifeso. Le madri trascorrono gran parte del loro tempo coccolando e facendo le fusa per confortare i cuccioli. I cuccioli aprono gli occhi tra i 10 giorni e le 2 settimane.

L'infanticidio è comune tra altre specie di grandi felini come i leoni, ma questo comportamento non si verifica tra i ghepardi. Quando gruppi di maschi adulti (chiamati coalizioni) incontrano una madre e i suoi cuccioli, i maschi possono essere aggressivi, ma in realtà non fanno mai del male ai cuccioli. Data l'ampia gamma di territori dei ghepardi e la frequenza con cui possono riprodursi, non è mai certo per i maschi se i cuccioli siano loro prole o meno. È anche possibile che le femmine di ghepardo abbiano cucciolate con paternità multiple e che le madri adottino cuccioli orfani.

Predatori una storia di famiglia - 01 storia di leopardi

Le madri tengono i cuccioli nascosti nella loro tana per 6-8 settimane per proteggerli da predatori come leoni, iene e leopardi. Il fattore principale che determina la sopravvivenza dei cuccioli nei primi due mesi è la loro capacità di nascondersi dai predatori. Durante questi primi mesi, le madri fanno attenzione a non rivelare la posizione dei cuccioli. Se i cuccioli vengono scoperti, le madri combattono contro i predatori, ma poiché i ghepardi sono strutturati per la velocità e non combattono, l'esito è raramente positivo.

Se i cuccioli sopravvivono ai loro primi due mesi cruciali, escono dalla tana con un manto di peli ritti lungo la schiena. Durante il periodo compreso tra i 2 e gli 8 mesi, i cuccioli sono giovani e sono ancora molto a rischio di predazione. Continuano a spostarsi frequentemente di tana e a comunicare attraverso cinguettii e guaiti simili a quelli degli uccelli. A questo punto, i cuccioli osservano la madre cacciare e iniziano a sviluppare la loro vista impressionante. Per quanto vitale sia questo processo, può essere dannoso per la caccia, poiché i cuccioli spesso rivelano la loro posizione e avvisano la preda. Sebbene rari, è noto che le madri ghepardi rovistano tra le carcasse quando troppe cacce falliscono.

I cuccioli giovani sono estremamente energici e iniziano a sviluppare le loro capacità di sopravvivenza attraverso il gioco. Si inseguono, si appostano e lottano tra loro, si arrampicano sugli alberi e "cacciano" animali più piccoli. Intorno ai 5 mesi, la madre introduce la carne e smette di allattarli coprendosi i capezzoli con le zampe posteriori, rotolando sulla pancia o sedendosi. Inizia anche a rilasciare la preda catturata affinché i cuccioli si esercitino nell'inseguimento e nella ricattura, ma deve comunque eseguire l'uccisione.

Dai 14 mesi in poi, i cuccioli non sono più adolescenti e la madre li abbandona. I cuccioli rimangono insieme per alcuni mesi, finché la femmina (o le femmine) non rivendica territori separati ma adiacenti tra loro e con quelli della madre. I maschi rimangono insieme per il resto della vita, o cercano un'altra coalizione maschile, e si allontanano dai territori della madre e delle sorelle. La maturità sessuale viene raggiunta in tempi diversi dai due sessi; se per le femmine è prevista intorno ai 2 anni di età, per i maschi ciò avviene intorno all’anno di vita anche se saranno in grado di procreare solo a partire dai tre anni.

Progressi nella Conservazione: La Fecondazione In Vitro

Immagine di cuccioli di ghepardo nati da fecondazione in vitro

La situazione critica del ghepardo, con soli circa 7.500 esemplari rimasti allo stato brado, ha spinto la comunità scientifica a cercare soluzioni innovative per garantirne la sopravvivenza. I ghepardi sono attualmente elencati come specie vulnerabili dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), ma i ricercatori di uno studio effettuato nel 2016 hanno affermato che i ghepardi dovrebbero essere classificati come “in via di estinzione”.

In questo contesto, la fecondazione in vitro (FIV) rappresenta un enorme progresso scientifico. Per la prima volta, due adorabili cuccioli di ghepardo sono nati con fecondazione in vitro da madre surrogata. I cuccioli, nati il ​​19 febbraio allo zoo di Columbus, in Ohio (USA), sono stati partoriti da una madre surrogata di nome Izzy, un ghepardo di 3 anni. La loro madre biologica si chiama invece Kibibi e ha 6 anni e mezzo.

Gli scienziati dello Smithsonian Conservation Biology Institute e dello zoo di Columbus avevano raccolto lo sperma da un ghepardo maschio che viveva al Fossil Rim Wildlife Center in Texas e lo avevano conservato a bassa temperatura. A novembre hanno poi raccolto gli ovuli da Kibibi e li hanno fecondati con lo sperma precedentemente prelevato. Gli embrioni sono stati trasferiti su Izzy e, dopo una gravidanza di tre mesi, sono nati i due cuccioli.

È importante notare che sono 15 anni che gli scienziati studiano la fecondazione in vitro e il successivo trasferimento di embrioni nei ghepardi. Questo è stato il terzo tentativo fatto, ma la prima volta che un esperimento ha avuto successo. La nascita dei due cuccioli di ghepardo è di straordinaria importanza perché negli ultimi 50 anni i ghepardi si sono estinti in almeno 13 paesi.

La fecondazione in vitro fa sperare che possa garantire la riproduzione di un maggior numero di ghepardi e contribuire alla diversità genetica della popolazione. Questo approccio offre una speranza concreta per aumentare il numero di ghepardi e mitigare le conseguenze devastanti dell'inbreeding e della perdita di variabilità genetica.

L'Impegno per la Conservazione

Ghepardo che corre nella savana

La conservazione del ghepardo è un impegno globale che coinvolge istituzioni scientifiche, organizzazioni non governative e governi. Grazie alla collaborazione con il Cheetah Conservation Fund (CCF) in Namibia e Somaliland, si stanno compiendo sforzi significativi per salvare il ghepardo dall'estinzione. Il CCF opera in prima linea nella lotta al commercio illegale di fauna selvatica e fa la differenza ogni giorno.

Il ghepardo è un animale che ha superato ostacoli insormontabili e continua a sopravvivere sia come predatore che come preda. La sua storia evolutiva, segnata da migrazioni epiche e drastici colli di bottiglia genetici, è un monito sulla fragilità della vita e sull'importanza degli sforzi di conservazione. I progressi nella fecondazione in vitro offrono una nuova luce di speranza per il futuro di questa specie iconica, ma la lotta per la sua sopravvivenza richiede un impegno continuo e coordinato a livello mondiale.

tags: #placentati #ghepardo #con #piccoli