La gravidanza è un periodo di profonde trasformazioni, ricco di attese e, talvolta, di preoccupazioni. Al centro di questo straordinario processo vi sono organi e strutture fondamentali, come la placenta e la camera gestazionale, che svolgono ruoli insostituibili per lo sviluppo e il benessere del bambino. Comprendere la loro funzione, le loro diverse configurazioni e i loro significati può aiutare le future mamme a vivere questa esperienza con maggiore consapevolezza. Spesso, interrogativi sorgono su aspetti specifici, come la percezione dei movimenti fetali o la posizione della placenta, che possono generare ansie naturali ma non sempre giustificate. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio questi temi, partendo dalle domande più comuni per arrivare a una panoramica completa, toccando anche aspetti più profondi e culturali.
Placenta Anteriore e la Percezione dei Movimenti Fetali: Chiarimenti su una Preoccupazione Comune
Molte future mamme, specialmente nelle fasi avanzate della gravidanza, possono essere preoccupate se non sentono muoversi molto il loro bambino. Una domanda frequente in questi casi è: "È possibile che abbia una placenta anteriore? Perché?". È importante sapere che la placenta anteriore indica che la placenta è localizzata sulla parte anteriore dell’utero, ma non significa che sia posizionata in modo anomalo oppure in basso. Questa è considerata una placenta normale e, pertanto, non può causare problemi durante la gravidanza o il parto.
Quando la posizione della placenta è anteriore, potrebbe essere più difficile percepire i movimenti fetali, specialmente quando il bambino è piccolo. Questo perché la placenta agisce come un cuscino tra l'utero e la parete addominale della madre, smorzando i calci e i movimenti. Tuttavia, è anche vero che ci sono bambini più agitati, che scalciano o fanno movimenti improvvisi che la mamma può notare, e altri che sono più calmi e si muovono di meno. In ogni caso, via via che il bambino cresce, la mamma imparerà a riconoscere la sua attività, abituandosi alle sue abitudini e ai suoi ritmi. Sebbene una placenta anteriore possa attenuare la percezione dei movimenti, non è di per sé motivo di allarme e, se è anteriore, non dovrebbe causare nessun sintomo particolare o avere a che vedere con i calci che il suo bambino può dare. È sempre consigliabile consultare il proprio medico o l'ostetrica per qualsiasi preoccupazione riguardante i movimenti fetali.
PLACENTA PREVIA, ANTERIORE, BASSA e POSTERIORE + DISTACCO DI PLACENTA - L' OSTETRICA RISPONDE
Cos'è la Placenta: Un Organo Meraviglioso e Fondamentale
La placenta è un organo meraviglioso e complesso, essenziale per il corretto sviluppo e la crescita di ogni mammifero, compreso il nostro amato bambino, durante la gravidanza. È un organo temporaneo, noto anche come "deciduo", che si forma all'interno dell'utero e funge da collegamento perfetto tra la madre e il bambino durante la gravidanza. La sua funzione, una volta conclusa, si separa dal corpo. Questa presenza accanto al piccolo è incredibilmente significativa.
La sua formazione inizia pochissimi giorni dopo la fecondazione e rappresenta un vero e proprio capolavoro dell'embrione. Subito dopo la fecondazione, il prodotto del concepimento è costituito da poche cellule che si replicano molto velocemente e che per quanto riguarda il nutrimento dipendono dal tessuto endometriale. L’endometrio viene preparato dall’effetto del progesterone: le ghiandole endometriali sono ricche di secreto, contenente glicogeno (la forma complessa del glucosio). La placenta ha origine sia dal corpo della mamma, per la precisione da modifiche dell’endometrio, sia dall’embrione. La sua origine è duplice, perché nasce da una sorta di "fusione" tra i tessuti della madre e quelli del bambino.
Trascorsi più o meno sette giorni dal concepimento, la blastocisti, ossia la forma più avanzata dello sviluppo embrionale, comincia la sua penetrazione nell’endometrio. Dopo un tempo che, in linea di massima, corrisponde ad altri sei giorni, la blastocisti viene avvolta dall’endometrio e prosegue con il suo sviluppo. A partire da alcune delle cellule dell’embrione, prende il via la formazione dei villi coriali che, penetrando nell’endometrio, vengono coinvolti in processi di ramificazione via via più complessi. La porzione di placenta che trae origine dall’embrione sono proprio i villi coriali. Inizialmente, l’embrione impiantato si nutre per diffusione delle sostanze nutritive, ma ben presto si stabilisce una rete vascolare, tramite la quale il trofoblasto si mette in rapporto con la circolazione materna.
Si forma così la placenta che, attorno alle dodici settimane di gravidanza, è in grado di sovrintendere pienamente ai suoi compiti di nutrimento e protezione di quello che, dal punto di vista medico, è ormai un feto. La placenta prosegue nella sua crescita, arrivando a misurare fino a 30 cm di diametro e a pesare fino a 600 grammi al momento del parto. Il diametro alla fine della gravidanza, invece, va dai 20 ai 30 centimetri. Per quel che concerne lo spessore, decisamente più consistente al centro, si parla di circa 4 centimetri. Durante la gravidanza, la placenta subisce una progressiva riorganizzazione, sia con lo sviluppo dell’embrione e del feto, sia con i cambiamenti dell’organismo materno.

Le Funzioni Vitali della Placenta: Sostegno Completo al Feto
La placenta svolge un ruolo vitale nel consentire gli scambi metabolici e gassosi tra il sangue del feto e quello della madre. È un organo davvero meraviglioso, che rappresenta il tramite tra il feto e la madre attraverso cui passano sostanze nutritive, ossigeno e sostanze di scarto fetali. La principale funzione riguarda la gestione degli scambi gassosi e metabolici tra il sangue materno e quello del feto in crescita. La comunicazione tra quest’ultimo e la placenta avviene grazie al cordone ombelicale.
Scambi Vitali: Nutrizione e OssigenazioneGrazie a questo organo straordinario, il feto riceve ossigeno e sostanze nutritive attraverso il cordone ombelicale. Al livello della placenta, ossigeno e sostanze nutritive come glicidi, lipidi e aminoacidi del sangue materno passano al sangue fetale che ne è poverissimo. Questo scambio non avviene solo per osmosi, cioè per differenza delle concentrazioni fra i due versanti, ma anche per veri e propri meccanismi di trasporto attivo o facilitato, piuttosto selettivo. I villi coriali hanno il compito di assorbire ossigeno e altre tipologie di nutrimento per il feto dal sangue della mamma. Per la diffusione di entrambi questi gas, è fondamentale il sottile strato di cellule che permette la separazione tra i villi coriali e il sangue della mamma.
Eliminazione dei Rifiuti e Funzione DepurativaAllo stesso tempo, la placenta elimina gli scarti e i prodotti del metabolismo fetale. Al contrario le sostanze di rifiuto come l’urea, e l’anidride carbonica (che dopo la nascita eliminiamo rispettivamente con le urine e con la respirazione), passano dal sangue fetale al sangue materno sempre attraverso la placenta. Il prezioso ruolo dei villi coriali non finisce qui, infatti, sono fondamentali per la cessione dell’anidride carbonica al corpo della mamma. Durante la vita intrauterina, le funzioni depurative che spettano ai reni vengono portate avanti dalla placenta. Lo stesso vale per l’omeostasi, termine tecnico che indica la capacità che gli organismi hanno di regolare l’ambiente interno anche a fronte di variazioni di quello esterno.
Il Ruolo Immunitario e di BarrieraLa placenta svolge anche una funzione immunologica, proteggendo il feto e prevenendo il rigetto della gravidanza da parte del corpo materno. Attraverso l’endocitosi, processo in cui le cellule, tramite la membrana plasmatica, inglobano molecole e altri corpi che si trovano nello spazio extracellulare, il fantastico organo di cui stiamo parlando consente il passaggio degli anticorpi al cucciolo. Questo organo fantastico è anche in grado di impedire il passaggio ad alcuni organismi patogeni. Alcuni virus, batteri e sostanze tossiche vengono “filtrati” dalla placenta, mentre altre purtroppo possono attraversarla, causando anche gravi problemi per lo sviluppo fetale. Attenzione: non a tutti! Esistono diverse eccezioni, tra cui il protozoo che causa la toxoplasmosi.
Produzione Ormonale: Il Sostegno Endogeno alla GravidanzaInoltre, la placenta ha funzioni endocrine, producendo ormoni che contribuiscono al proseguimento della gravidanza. Già dall’inizio del suo sviluppo, la placenta secerne l’ormone gonadotropina corionica umana (hCG), la cui frazione beta viene rilevata nel momento in cui si effettua il test di gravidanza. L’hCG ha un compito molto importante: sostenere i processi di sintesi del progesterone, che partono dal corpo luteo. Attorno alla settima settimana di gravidanza, la placenta è in grado di gestire in maniera autonoma la sintesi di tutto il progesterone che serve all’embrione. Il corpo luteo inizia quindi a degenerare e i livelli di hCG a ridursi.
Barriera Protettiva Contro Sostanze DannoseLa placenta, fungendo da barriera, protegge il feto da diverse sostanze dannose. Pure in questo caso, ci sono delle eccezioni. Tra queste spiccano la nicotina e altre sostanze cancerogene che si trovano nelle sigarette, le droghe e l’alcol, che purtroppo possono attraversarla e causare anche gravi problemi per lo sviluppo fetale.
In sintesi, in gravidanza la placenta è l’organo più importante per l’accrescimento e il benessere del feto, tra le altre funzioni ha quella di portare nutrimento e di favorire il passaggio e filtraggio delle sostanze di scarto, condizionando la futura salute del neonato fino all’individuo adulto. Gran parte delle complicanze ostetriche, fra cui aborti ricorrenti, il difetto di accrescimento del feto, la preeclampsia (gestosi), la sofferenza fetale, avvengono proprio per un deficit della placenta.
La Camera Gestazionale: Il Primo Ambiente di Sviluppo Embrionale
La camera gestazionale si forma nell’utero materno subito dopo l’impianto dell’embrione e rappresenta il nido all’interno del quale si svilupperà il bambino. È una sacca piena di liquido amniotico in cui il feto fluttua durante la gravidanza. Per quanto riguarda le caratteristiche della camera gestazionale, essa è delimitata dalla membrana amniotica, che protegge il piccolo dalla forza di gravità e da eventuali traumi grazie alla presenza del liquido amniotico. Il sacco amniotico svolge una funzione protettiva, permettendo al feto di muoversi liberamente e proteggendolo da eventuali urti esterni. La rottura del sacco amniotico (o quella che conosciamo meglio come rottura delle acque) avviene solitamente prima dell’inizio del travaglio, con perdite di liquido vaginale. In questi casi è bene iniziare a recarsi presso l'ospedale dove è stata seguita la gravidanza perché potrebbe mancare poco all'arrivo del vostro bambino.
Nelle primissime settimane, nella camera gestazionale è visibile il "sacco vitellino" prima ancora dell’embrione, una sorta di paracadute a cui è attaccato l’embrione stesso, che fornisce alle prime cellule i nutrienti essenziali per le prime fasi di sviluppo. Le funzioni di nutrimento spettavano prima al sacco vitellino, membrana extraembrionale visibile già dalle prime settimane di gestazione e fondamentale per la formazione delle cellule ematiche e germinali. Il sacco vitellino, che smette di crescere più o meno verso la dodicesima settimana, scompare attorno alla dodicesima.
Durante un controllo ecografico effettuato in epoca precoce è possibile riscontrare eventuali anomalie della camera gestazionale riguardanti la forma, il contenuto o la grandezza. Riscontrare una camera gestazionale vuota o irregolare o piccola per l’epoca gestazionale è un evento molto comune. Altre volte, invece, le anomalie della camera gestazionale dipendono dal fatto che la gravidanza non possiede le caratteristiche necessarie per progredire fisiologicamente ed è destinata a interrompersi. Rilevare le misure della camera gestazionale può essere utile per capire l’evoluzione della gravidanza quando questa sembra a rischio (quando compaiono, cioè, fattori negativi come perdite di sangue o dolori addominali anomali).
Le misurazioni della camera gestazionale vengono valutate insieme all’epoca di amenorrea (il mancato arrivo delle mestruazioni) ma, come abbiamo visto, è possibile che l’epoca gestazionale non sia corretta, dunque è normale riscontrare misurazioni più piccole rispetto al previsto. Per questo, ciò che bisogna valutare è l’evoluzione della misurazione a distanza di una settimana. Quando si rileva una camera gestazionale che misura 25 mm ci si aspetta di vedere anche l’embrione al suo interno. In una donna sana, senza fattori di rischio particolari, non c’è però motivo di effettuare un’ecografia in epoca così precoce.

Diverse Localizzazioni della Placenta: Dalla Normalità alle Condizioni Particolari
La posizione della placenta all’interno dell’utero dipende dal punto in cui avviene l’impianto dell’embrione. Queste posizioni sono tutte fisiologiche, anche se alcune sono più comuni di altre. La posizione della placenta può variare, ma in generale non causa problemi alla gravidanza.
Ecco le principali localizzazioni:
- Placenta Anteriore: La placenta viene definita anteriore quando aderisce alla parete anteriore dell’utero, quindi più vicina alla parte addominale. Questa posizione è considerata normale e solitamente non causa problemi alla mamma o al bambino. Come già discusso, può rendere più difficile percepire i movimenti fetali.
- Placenta Posteriore: Quando la placenta è localizzata sul retro della cavità uterina viene definita posteriore, e quindi più vicina alla colonna vertebrale. Anche questa è una posizione normale e comune.
- Placenta Fundica: La placenta viene definita fundica quando si trova a livello del fondo uterino, che al contrario di quanto sembrerebbe indicare il nome rappresenta la parte superiore dell’utero, opposta alla cervice.
- Placenta Laterale: Si parla invece di placenta laterale quando l’inserzione è sulla parete destra o sinistra dell’utero.
Ricordo anche l’esistenza di svariate posizioni intermedie e soprattutto il fatto che l’importante è che la placenta si trovi al di sopra del feto per non ostacolare il canale del parto.
In alcuni casi, tuttavia, può accadere che la placenta sia posizionata in basso. Si parla di placenta bassa quando si trova vicina all’orifizio inferiore dell’utero. Si tratta di un quadro preoccupante? Non per forza. Molto spesso, infatti, quest’organo tende a spostarsi verso l’alto con il procedere della gravidanza, in seguito alla progressiva crescita dell’utero. Può succedere, infatti, che il cucciolo, assumendo la posizione cefalica, sposti la placenta in posizione laterale o verso l'alto.

La Placenta Previa: Una Condizione che Richiede Attenzione Medica
Quando l’impianto dell’embrione avviene nel segmento uterino inferiore (tra il corpo dell’utero e l’orifizio uterino interno) e la placenta raggiunge o ricopre, parzialmente o completamente, l’orifizio uterino interno, viene definita placenta previa. Questa condizione si verifica quando la placenta cresce nella parte inferiore dell'utero, in corrispondenza della cervice. In questo caso la futura mamma deve prendere delle particolari precauzioni durante la gravidanza.
Definizione e TipologieLa placenta occlusiva, che si trova nel segmento inferiore e occlude completamente l'uscita dell'utero, è la condizione più seria tra le varie forme di placenta previa, poiché impedisce un parto vaginale. Esistono anche forme di placenta previa parziale, dove l'orifizio è solo parzialmente coperto.
Fattori di RischioLa placenta previa è favorita da fattori di rischio come la medesima diagnosi nelle gravidanze precedenti, il parto cesareo, il tabagismo, l’età superiore ai 35 anni e, giusto per citarne un altro tra i numerosi, la gestazione insorta a seguito di una procreazione medicalmente assistita (PMA).
Rischi per Madre e FetoIl rischio principale della placenta previa è che, con il travaglio e la conseguente dilatazione del collo dell’utero, la placenta si stacchi e il cucciolo, che non ha più la sua fonte di nutrimento, non sopravviva o subisca gravi conseguenze. Questa condizione può essere la causa della non corretta discesa dell’estremo cefalico del feto e di conseguenza di presentazioni anomale. Sanguinamenti vaginali indolori, spesso improvvisi, sono il sintomo più comune della placenta previa.
Gestione Clinica: Dal Monitoraggio al PartoNel caso di placenta previa sintomatica è opportuno ricoverare la gravida fino al taglio cesareo da effettuare tra le 37 e 38 settimane di gestazione. Stabilizzare la paziente (infondere cristalloidi e ripristinare la volemia, ad esempio tramite trasfusioni) è una priorità in caso di sanguinamento significativo. In base all’età gestazionale si può pensare ad una condotta di attesa o all’espletamento del parto considerando che più si è prossimi alle 36 settimane di gestazione più l’espletamento del parto diventa la scelta migliore. La diagnosi di placenta previa può essere fatta in maniera definitiva dopo le 32 settimane, e una volta accertata, si opta per la nascita con taglio cesareo. Si procede prima delle 40 settimane, così da evitare che la placenta raggiunga il periodo in cui non è più in grado di gestire al meglio le sue funzioni o che parta naturalmente il travaglio. Se la placenta fosse sulla parete uterina anteriore, l’incisione può essere fatta o sul corpo dell’utero oppure sul segmento uterino inferiore estraendo il feto per via transplacentare il più velocemente possibile per ridurre la perdita ematica. Generalmente, la posizione della placenta non causa problemi alla gravidanza, tranne nel caso della placenta previa che potrebbe essere un'indicazione per effettuare un parto cesareo.
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Il Distacco Intempestivo di Placenta: Un'Urgenza Ostetrica
Il distacco di placenta è un’emergenza ostetrica che si verifica quando, prima del tempo, la placenta si stacca dalle pareti dell’utero. Questa è un'evenienza che si concretizza raramente e in gestazioni già problematiche - a favorirla, per esempio, sono l’età elevata della madre e l’ipertensione.
Sintomi e Fattori PredisponentiIn acuto, il distacco di placenta ha come sintomo un dolore improvviso, costante e localizzato. Per descriverlo meglio, ricordo che è totalmente diverso da quello delle contrazioni, che aumenta e si arresta e che coinvolge tutto l’utero. Sempre nei quadri acuti di distacco di placenta, possono insorgere perdite di sangue. Altri fattori di rischio includono traumi addominali, abuso di sostanze e rottura prematura delle membrane.
Importanza dell'Intervento ImmediatoCosa fare? Recarsi subito in pronto soccorso ostetrico è l'unica azione possibile e necessaria. L'intervento medico è urgente per stabilizzare la madre e valutare le condizioni del feto, spesso richiedendo un parto d'emergenza, solitamente tramite taglio cesareo, per prevenire complicazioni gravi per entrambi.
Il Cordone Ombelicale e il Secondamento: La Conclusione di un Ciclo
Il cordone ombelicale rappresenta il collegamento tra la placenta e il feto. Esso è composto da tre vasi sanguigni: una vena che trasporta il sangue ricco di ossigeno e sostanze nutritive dalla placenta al feto e due arterie che trasportano il sangue privo di ossigeno e i rifiuti metabolici dal feto alla madre. Il cordone ombelicale è il canale attraverso cui avvengono tutti gli scambi vitali mediati dalla placenta.
Il Secondamento: Il Distacco Post-PartoDopo il parto, la placenta di solito si stacca dall'utero e viene espulsa dalla madre. Questo processo è chiamato, in gergo ostetrico e ginecologico, secondamento. Dopo il parto, la placenta viene espulsa nella grande maggioranza dei casi in maniera spontanea a circa mezz’ora dalla nascita del cucciolo. Ciò avviene grazie a delle vere e proprie contrazioni che, però, sono meno intense in confronto a quelle del travaglio. Tramite queste ultime, avviene il distacco dei cotiledoni, ossia i vasi ematici che mantengono la placenta ancorata all’utero, dalle pareti del suddetto organo. Subito dopo la nascita del bambino, il cordone ombelicale viene tagliato (dal partner, se è presente in sala, può effettuare questa semplice operazione con l'aiuto del medico e di un'ostetrica).
In alcuni casi, possono rimanere dei lembi di placenta attaccati all'utero, e in questo caso sarà necessario un intervento medico per rimuoverli per prevenire emorragie o infezioni. Una corretta gestione del secondamento è cruciale per la salute post-parto della madre.

Oltre la Biologia: Il Profondo Significato Culturale e Spirituale della Placenta
Al di là delle sue funzioni fisiologiche vitali, la placenta porta con sé un significato che trascende la pura biologia, toccando corde profonde nell'inconscio collettivo e nelle tradizioni culturali. Questo pensiero ci fa comprendere come possa essere recepito l’allontanamento da una presenza tanto speciale: il clampaggio del cordone ombelicale. Tanti di noi vivono portandosi dentro un’eco di nostalgia, come se percepissero una mancanza.
La Placenta come "Angelo Custode" e "Sorella"Immagini che fanno parte del nostro inconscio collettivo in maniera così potente da accomunare culture diverse e spesso diametralmente opposte, suscitano nel nostro essere più profondo sentimenti simili: l’angelo custode è una di queste. Se pensiamo a tutto quello che fa la placenta per noi e alla connessione fisica e spirituale che abbiamo con essa, forse iniziamo a capire che effettivamente siamo stati allontanati da una sorta di sorella senza aver avuto modo di salutarla. La placenta, in effetti, ha la stessa formazione genetica del feto, e infatti il secondamento è proprio un secondo parto con il quale la diamo alla luce. Possiamo considerarla a tutti gli effetti sua sorella. Immaginiamo dunque questa presenza accanto al nostro piccolo o alla nostra piccola e pensiamo al suo ruolo: non potrebbe ricordarci a tutti gli effetti un angelo custode?
La Nascita Lotus: Un Approccio alla SeparazioneAlcune famiglie decidono di non recidere il cordone ombelicale (il clampaggio ritardato permette al bebè di assumere tutto il sangue che il cordone contiene) e di mantenere la placenta attaccata al proprio bebè fino a quando egli o ella non decide di staccarsi in maniera naturale: questo tipo di scelta può essere fatta se si partorisce in casa (con una gravidanza fisiologica ovviamente) e comporta la cura e la conservazione della placenta per diversi giorni. La nascita Lotus porta a vivere una separazione meno traumatica e repentina dalla placenta e, al di là dei benefici fisiologici, porta un messaggio fondamentale: è stato concesso il giusto tempo per salutarsi, per vivere questa prima separazione in maniera naturale e serena. Al tempo stesso anche la famiglia può avere modo di ringraziare e onorare questo organo incredibile. Pertanto, è sempre bene affidarsi alla propria ostetrica o a una doula; infatti la placenta è comunque un organo con un rischio biologico e va maneggiata in sicurezza.
La Placenta Racconta: Lettura e InterpretazioneLa placenta appartiene alla madre, al bambino, a tutta la famiglia e porta con sé una serie di informazioni preziosissime. La placenta racconta la storia della gravidanza e del parto, dei propri antenati, del mondo degli spiriti, di eventuali fratelli o sorelle che potrebbero arrivare e tanto altro ancora. Farsi fare una lettura può aiutare a comprendere molte caratteristiche del proprio bebè, ma soprattutto supportare la rielaborazione del parto e il complesso percorso di genitorialità che inizia quando si scopre di essere in attesa (se non prima!) e che non ha mai fine. La placenta può dare informazioni rispetto alla missione che il nostro bebè è arrivato a compiere su questa Terra, rispetto agli insegnamenti e alle conoscenze che ci porta; può dire se il bambino è stato desiderato o se è arrivato in maniera inaspettata e, a seconda di come si è posizionata nell’utero, può narrare la storia della relazione tra i genitori al momento del concepimento.
Come si Legge una PlacentaPer leggere una placenta è necessario avere una foto chiara dell’organo. L’operatore o l'operatrice la analizzerà dividendola in settori e, interpreterà una serie di elementi quali linee, macchie, inserzione cordonale e tanto altro ancora. Spesso andando a ingrandire le sezioni ci si accorge di immagini chiari e perfettamente leggibili che richiamano un animale e che può essere considerato l’animale guida del nostro piccolo o della nostra piccola. Chi effettua una lettura ne offre la propria interpretazione in maniera rispettosa e mai assolutistica. Se, in aggiunta alla foto della placenta si conosce anche la sua nascita, il modo in cui si era posizionata, il modo in cui è avvenuto il distacco dal bebè, si hanno tanti altri elementi utili ai fini di una lettura più completa ed esaustiva.
Onorare la Placenta: Tradizioni e Significati PersonaliPoterla almeno guardare o fotografare dopo averla partorita dovrebbe essere naturale. Inoltre, compilando gli appositi moduli che può fornire la struttura ospedaliera o chi accompagna la donna nel percorso della gravidanza, si può portare a casa propria, seguendo la normativa vigente e una serie di regole fondamentali per il trasporto, la conservazione e lo smaltimento. Come in tutti i momenti da celebrare, ciascuno ha la piena libertà di scegliere o di creare per sé la modalità più affine per un rito e, anche nel caso della placenta questo può essere fatto purché si rispettino determinate condizioni. Alla placenta si può dare un nome, se non si vuole portare a casa la si può semplicemente salutare con gratitudine, se si porta a casa, ma non si ha intenzione di produrre alcun tipo di rimedio si può mettere in un vaso con della terra per poi piantare qualcosa di speciale. Queste pratiche, sebbene non scientifiche, rispondono a un bisogno umano di celebrare e onorare un organo che ha rivestito un ruolo così cruciale nella creazione di una nuova vita.
