L'esperienza con un trio per bambini, come l'Inglesina Trilogy, è un percorso che per molte famiglie può durare pochi mesi o estendersi per anni, a seconda delle scelte e delle necessità. Le opinioni delle mamme che hanno utilizzato questo sistema di viaggio sono variegate, e spesso il motivo di un utilizzo limitato risiede nella scelta di un telaio percepito come eccessivamente pesante. Tuttavia, è fondamentale analizzare ogni componente e accessorio con attenzione, poiché la praticità e la sicurezza sono parametri che si evolvono con l'esperienza e la conoscenza.
La Culla Trilogy: Sicurezza in Movimento
Un accessorio spesso sottovalutato ma di fondamentale importanza è il kit auto per la culla. L'utilizzo di questo kit, come nel caso specifico della culla Inglesina Trilogy, ha dimostrato di essere estremamente comodo per i viaggi in macchina. Contrariamente ad alcune opinioni diffuse, questo sistema non è affatto insicuro; anzi, offre una soluzione sicura per trasportare il neonato fin dai primi giorni. La possibilità di viaggiare con la culla agganciata alla vettura principale elimina la necessità di trasferire il piccolo in un ovetti prematuramente, garantendo comfort e protezione.

L'Ovetto e la Base Isofix: Flessibilità per Brevi Spostamenti
Per gli spostamenti più brevi o per le commissioni dell'ultimo minuto, l'utilizzo della base ovetto con l'ovetto montato sul telaio del passeggino si presenta come una soluzione rapida e funzionale. Tuttavia, è importante notare che alcuni utenti hanno trovato l'ovetto, se utilizzato direttamente sul telaio senza la base, un po' troppo rigido. Questa percezione di rigidità può influenzare il comfort del bambino durante brevi tragitti, ma è un aspetto che va contestualizzato rispetto alla funzione primaria dell'ovetto, che è quella di garantire la massima sicurezza in caso di impatto.
Il Maniglione Unico: Un Cambio di Prospettiva
Le opinioni iniziali riguardo al maniglione unico su alcuni modelli di trio tendevano a sconsigliarlo. L'esperienza diretta, tuttavia, può portare a un ripensamento. Per le famiglie che prevedono un utilizzo prolungato o che hanno esigenze specifiche, come la gestione di più figli contemporaneamente, il maniglione unico può rivelarsi una scelta vincente in termini di maneggevolezza e controllo del passeggino, specialmente su terreni non perfettamente lisci.
L'Usura e l'Affidabilità: Testimonianza di un Uso Intenso
La longevità di un trio Inglesina, o di qualsiasi altro prodotto per l'infanzia, è direttamente proporzionale al suo utilizzo. Una testimonianza particolarmente eloquente riguarda un trio "stra usato" che è stato "distrutto" a causa di un carico eccessivo durante un viaggio a New York. In questa circostanza, il trio è stato impiegato per trasportare non solo un bambino di 18 mesi nella seduta principale, ma anche un bambino di 4 anni nello schienale abbassato, con tutto l'occorrente per la giornata stipato nel vano sotto la seduta e borse appese alle maniglie. Questo scenario, sebbene estremo, evidenzia la robustezza intrinseca del prodotto, capace di sopportare sollecitazioni notevoli, ma anche i limiti di ogni oggetto, che possono essere superati con un uso improprio o eccessivo.

Inglesina e la Visione Aziendale: Innovazione e Sostenibilità
L'evoluzione di un marchio come Inglesina non si ferma alla progettazione di prodotti per l'infanzia. La nuova brand vision dell'azienda italiana, come raccontato da Luca Tomasi, amministratore delegato, in un'intervista pubblicata su "Babyworld", pone un forte accento sull'innovazione e sulla capacità di adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato. La distribuzione della rivista, sia in formato cartaceo che digitale, sottolinea l'impegno dell'azienda nel raggiungere un pubblico ampio e diversificato.
All'interno di pubblicazioni specializzate come "Babyworld", si trovano approfondimenti strategici sul settore della prima infanzia, con analisi di mercato condotte da esperti come Alessandra Negrello di GfK Consumer Choices. Queste analisi offrono uno spaccato sull'andamento del mercato e sulle tendenze emergenti, fondamentali per comprendere le dinamiche competitive e le opportunità di sviluppo.
L'Industria della Prima Infanzia: Strategie e Obiettivi
Il settore dell'Industria della Prima Infanzia è in continua trasformazione, influenzato da fattori economici, sociali e tecnologici. Eventi come "Kind und Jugend" diventano palcoscenici privilegiati per svelare in anteprima le strategie e gli obiettivi delle aziende leader. La comprensione del "nuovo consumatore", come analizzato da Chiara Scortegagna, autrice di "You are welcome. Vendere in negozio ai clienti di tutto il mondo", è cruciale per delineare percorsi di successo. Questo implica una maggiore attenzione alla personalizzazione, all'esperienza d'acquisto e alla costruzione di relazioni durature con i clienti.
Diversità e Inclusione: Il Ruolo di L'Inglesina Baby
L'impegno di Inglesina va oltre il prodotto, abbracciando anche temi di responsabilità sociale d'impresa. La sede di L'Inglesina Baby ad Altavilla Vicentina è stata teatro di un seminario di avvio del progetto DIMORE - Diversità di genere per Modelli Organizzativi sostenibili in REte. Questo progetto, finanziato dalla Regione Veneto, mira a contrastare il divario di genere nei contesti aziendali, un problema ancora sentito a livello nazionale e internazionale.
Le differenze di genere nei luoghi di lavoro
Il progetto DIMORE, con capofila Niuko Innovation & Knowledge, coinvolge una vasta rete di attori: associazioni di categoria, parti sociali, enti di formazione, università, enti pubblici e realtà del non profit. L'obiettivo è sviluppare e sperimentare modelli organizzativi che favoriscano la parità di genere e promuovano azioni di welfare territoriale in sinergia con le comunità locali.
Le Politiche di Genere e il Veneto
L'assessore regionale all'Istruzione, formazione, lavoro e pari opportunità, Elena Donazzan, ha sottolineato l'importanza di questo progetto, ricordando come il Veneto sia ancora in ritardo sull'indicatore legato al divario tra occupabilità maschile e femminile. La Regione ha scelto di investire risorse significative per sostenere progetti di rete, convinta che un cambio culturale sia possibile solo attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio. L'individuazione di buone pratiche esistenti e la loro messa a sistema rappresentano un altro obiettivo chiave dei progetti P.A.R.I. (Progetti e azioni di rete innovativi per la parità e l’equilibrio di genere).
L'Importanza della Rete e del Coinvolgimento
Pietro Sottoriva, Presidente di Niuko, ha evidenziato l'orgoglio di essere capofila di un'iniziativa così importante, definendola una sfida condivisa. L'obiettivo è aumentare la presenza femminile nelle imprese attraverso un lavoro congiunto a ogni livello. Susanna Casellato, responsabile progettazione di Niuko, ha illustrato gli obiettivi del percorso, che includono lo sviluppo e la sperimentazione di un modello innovativo di intervento per creare ambienti organizzativi e professionali favorevoli alla parità di genere.
Monica Fedeli, prorettrice dell'Università di Padova con delega ai rapporti con il territorio, ha fornito dati allarmanti sul tasso di occupazione femminile in Italia, significativamente inferiore alla media europea. Ha inoltre posto l'accento sulla qualità del lavoro femminile, spesso caratterizzato da contratti part-time o impieghi meno retribuiti rispetto a posizioni analoghe ricoperte da uomini.
Testimonianze Aziendali: Buone Pratiche e Certificazioni
L'evento ha messo in luce le buone pratiche di diverse aziende, dimostrando come l'impegno verso la parità di genere possa tradursi in azioni concrete.
L'Inglesina: Il Presidente Ivan Tomasi e la legal manager Lara Stivanin hanno illustrato le iniziative aziendali. Tra queste, il riconoscimento di una mensilità aggiuntiva e di un set completo di prodotti (carrozzina, passeggino, ovetti) a tutti i neo-genitori. L'azienda offre inoltre la possibilità di part-time su richiesta e flessibilità oraria. Ai neopapà viene concesso un giorno di congedo aggiuntivo rispetto ai 10 previsti dalla normativa. Queste misure non solo migliorano il benessere dei dipendenti, ma rappresentano anche un fattore di attrazione e fidelizzazione del personale, in un'azienda che conta 120 dipendenti, di cui 66 donne.
Spac spa: Giovanni Cogo, hr manager, ha descritto il percorso dell'azienda verso la certificazione Parità di genere. Questo percorso ha permesso di raccogliere e sistematizzare pratiche già esistenti, aumentando la consapevolezza interna. Oltre alla flessibilità oraria, i 230 lavoratori beneficiano di permessi retribuiti aggiuntivi per visite mediche. Nonostante le donne siano una minoranza, ricoprono posizioni dirigenziali in aree tecniche. L'azienda ha inoltre verificato l'assenza di differenze retributive legate al genere e sta pianificando ulteriori misure per il 2024.
GDS Global Display Solutions: Questa azienda, già certificata Parità di genere, mira ad aumentare la presenza femminile (attualmente al 30%). Silvia Alessi, hr manager, sottolinea come la diversità aumenti la produttività. Per attrarre candidate nel settore elettronico, l'azienda investe in progetti che coinvolgono le scuole del territorio, con l'obiettivo di sfatare stereotipi e promuovere le diverse figure professionali presenti. L'iniziativa si estende dalle scuole secondarie di secondo grado a quelle di primo grado, per costruire una cultura di parità sul lungo periodo.

Reti di Aziende e Comuni Amici della Famiglia
Luciano Malfer, dirigente generale dell'Agenzia di coesione sociale Provincia autonoma di Trento, ha presentato il network nazionale di aziende e Comuni amici della famiglia. Valentina Cherubini, consulente Family Audit, ha approfondito il tema. Vecomp, azienda veronese aderente alla rete, ha condiviso la propria esperienza nel percorso di certificazione Family Audit iniziato nel 2016. Il progetto DIMORE prevede l'adozione del marchio "Comuni Amici della famiglia" da parte di almeno 6 Comuni e la creazione di un Distretto Amico della Famiglia nel Vicentino.
La Parità di Genere nel Mondo della Scuola
Lorenza Leonardi, consigliere IAL Anapia Veneto, e Francesco Monticelli, direttore dell'ente bilaterale E.Bi.Pro., hanno discusso del valore del dialogo sociale per la parità di genere. Lara Bisin, Vicepresidente Confindustria Vicenza, ha evidenziato l'impegno dell'associazione nella promozione delle materie STEM tra i giovani con il progetto Vicenza Making Future.
Nicoletta Morbioli, dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale VII - Ambito territoriale di Vicenza, ha sottolineato la necessità di costruire una nuova cultura fin dalle scuole. I dati indicano che il 57% dei docenti italiani affronta il tema della parità in classe, ma solo il 30% lo fa in modo strutturato. L'esperienza dell'ITIS Rossi, che in 10 anni ha aumentato la presenza femminile dal 1% al 10%, dimostra come sia possibile ottenere risultati concreti attraverso interventi mirati.
L'analisi delle diverse sfaccettature legate all'Inglesina Trilogy, dall'utilizzo pratico alle implicazioni sociali e aziendali, rivela un quadro complesso in cui la scelta di un prodotto per l'infanzia si intreccia con tematiche di innovazione, sicurezza, responsabilità sociale e parità di genere.