L’occhio sulla realtà: il percorso cinematografico e l’impegno civico di Pierfrancesco Citriniti

Esordi e formazione: le radici termolesi

Pierfrancesco Citriniti, nato il 19 agosto 1981, è un volto noto del panorama televisivo e cinematografico italiano, ma la sua storia affonda le radici nella città di Termoli. Dopo aver conseguito il diploma come perito meccanico presso l’Itis Majorana di Termoli, il suo interesse si è spostato rapidamente verso il linguaggio dell’immagine. La svolta è avvenuta con l'iscrizione all’Accademia dell’Immagine de L’Aquila, una scuola d'eccellenza diretta dal premio Oscar Vittorio Storaro. «Facevo di tutto, dal portare il caffé allo smontare i proiettori. Tutto è cominciato in quel momento», ricorda Citriniti riguardo ai primi passi compiuti in un ambiente stimolante e rigoroso.

set cinematografico in fermento

Il passaggio dalla teoria alla pratica è stato segnato dalla volontà di apprendere ogni aspetto del set. L’esperienza come elettricista di scena per il film ‘Una piccola storia’ di Stefano Chiantini è stata fondamentale: «Mi serviva vivere il set, vedere come ci si muove. Ho sempre pensato che un bravo regista deve conoscere tutto ciò che rotola intorno al set. L’elettricista di scena è a stretto contatto con il regista e il direttore di fotografia».

Il cinema e la televisione: la costruzione di una carriera

Il battesimo professionale è avvenuto con il documentario ‘I compianti’ realizzato insieme a Elisabetta Sgarbi, direttrice della Bompiani. Da quel momento, Citriniti ha consolidato la propria posizione dirigendo ‘Amore e mare’, un documentario dedicato alla vita dei pescatori nel porto di Termoli, girato a bordo dell’imbarcazione “Nuovo silicio” e trasmesso su Sky.

La collaborazione con il network satellitare è proseguita intensamente: «Sì, ho prima fatto da assistente per un mese a Sky e poi sono passato alla regia sul canale Sky 906 di Ecotv. Ho seguito come regista i due V - Day e il Giorno del rifiuto di Beppe Grillo in diretta nazionale e mondiale, e nel 2007 a Roma ho girato le immagini del Gay Pride, ho ripreso gli spettacoli di Giobbe Covatta, Jacopo Fo e il concerto di Antonella Ruggiero». Tra le sue opere figurano anche il reality sul pugilato ‘Fuori i secondi’, ambientato nel torneo Pro Cup, e la trasmissione ‘Puntata zero’ legata al premio Cinque stelle per le fiction.

A Triglie - tratto da "Terra di Mare" storie dei pescatori di Porto Cesareo

Citriniti riconosce il ruolo cruciale svolto da Giulio Manfredonia, regista che ha influenzato profondamente il suo stile. L’incontro, avvenuto proprio a Termoli, ha permesso a Pierfrancesco di apprendere le basi della regia cinematografica e televisiva. Il loro sodalizio ha portato Citriniti a collaborare come aiuto regista nel film ‘Qualunquemente’.

Oggi, il nome di Pierfrancesco Citriniti è indissolubilmente legato a programmi di grande successo come ‘Gazebo’ e successivamente ‘Propaganda Live’, il format ideato e condotto da Diego Bianchi, in arte Zoro. In questo contesto, Citriniti non è solo regista, ma anche protagonista di reportage in giro per il mondo, diventando un volto imprescindibile per il pubblico di La7.

Lo sport come palestra di vita

Parallelamente al percorso artistico, Citriniti ha coltivato una significativa esperienza sportiva, nata proprio durante gli anni a L’Aquila: «E’ nata a L’Aquila su incoraggiamento di mio fratello Antonello. Ho iniziato a giocare nel L’Aquila Rugby, per il campionato under 21. A Termoli mi hanno sempre detto che ero troppo grasso per fare qualcosa, mentre per il rugby paradossalmente sono troppo macilento». La sua carriera rugbistica è proseguita in serie C con il Torvaianica Rugby, in serie B con il Paganica Rugby e infine in serie A con la Mantovani Lazio Rugby, dimostrando una resilienza e una disciplina che ha poi trasposto nel lavoro cinematografico.

giocatori di rugby in mischia

La visione del regista: estetica e responsabilità

Per Citriniti, fare regia significa andare oltre la mera tecnica: «Chi decide di fare questa vita e non ammette di voler diventare famoso mente. L’idea mia è quella di lasciare un segno. Un regista deve curare i contenuti e non buttarsi sui classici film. Deve lanciare un messaggio che inviti a riflettere». Il suo modello di riferimento, per capacità tecnica e sensibilità umana, rimane Gabriele Muccino.

La quotidianità di questo lavoro è fatta di sacrifici, di ritmi serrati negli studi di Monte Mario e di una costante ricerca di autenticità: «E’ un lavoro di sacrifici. Giro di continuo, senza mai fermarmi. Il bello è conoscere i posti più assurdi. Quando la troupe cinematografica arriva in un piccolo paese è festa».

L’impegno civico: il richiamo a Termoli

Nonostante il successo nella capitale, il legame con la città natale rimane profondo e critico. Citriniti ha recentemente assunto un ruolo attivo nel dibattito politico termolese, muovendo critiche al sistema di gestione del territorio: «Ho deciso di far sentire la mia voce perché non mi piace più questo modo di gestire il nostro territorio e soprattutto la nostra città. La politica di Termoli è marcia. Io non sto parlando per un mio interesse personale come qualcuno crede».

Il regista ha lanciato un appello accorato ai concittadini e alle forze politiche, chiedendo una maggiore partecipazione e un ritorno alle decisioni prese sul territorio, lontano da logiche imposte dall'alto: «Le decisioni di Termoli devono rimanere ai termolesi. Termoli è più di un semplice luogo sulla mappa, è il cuore pulsante di una comunità viva e vibrante, composta da persone con storie, bisogni e aspirazioni uniche».

panorama urbano di Termoli dal mare

La sua visione del futuro della città è venata di preoccupazione per la mancanza di prospettive per i giovani, costretti a fare le valigie per vedere realizzate le proprie ambizioni: «Ci sono grosse potenzialità, ma i ragazzi a un certo punto preferiscono fare le valige. Ho una seria paura per il futuro della mia città. A Termoli si possono fare le stesse cose che si fanno fuori, ma nessuno è interessato a promuovere nulla».

L’approccio comunicativo e la sfida politica

Citriniti utilizza oggi le competenze acquisite nel mondo della comunicazione e della regia per stimolare una riflessione collettiva. Il suo appello non è solo una critica, ma una chiamata all'azione per costruire un percorso basato sull'ascolto e sulla trasparenza. La sua partecipazione alle dinamiche locali, pur in un contesto di democrazia e libertà di candidatura, mira a denunciare quello che definisce un "sistema da bloccare", in cui i nomi dei rappresentanti politici rischiano di diventare meri strumenti di decisioni prese lontano dal territorio.

Attraverso lo strumento dell'intervista e del videomessaggio, il 42enne termolese cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica, sottolineando che il progresso passa per l'inclusione e la valorizzazione del potenziale umano presente in città. Il suo percorso, partito dai set cinematografici e approdato alla riflessione sociale, rappresenta un esempio di come l'occhio della cinepresa possa essere utilizzato non solo per documentare la realtà, ma anche per cercare di modellarla, invitando la comunità a farsi parte attiva del proprio destino.

tags: #pierfrancesco #citriniti #data #di #nascita