Il Svezzamento dei Piccioni: Dalla Cura Parentale all'Autonomia

Il mondo dell'allevamento e della cura dei piccioni, in particolare il delicato passaggio dallo svezzamento all'autonomia, è un argomento complesso che suscita molte domande e dibattiti tra gli appassionati e coloro che si imbattono in pulli in difficoltà. Comprendere le esigenze specifiche di questi volatili, dalle prime fasi di vita fino al raggiungimento della piena indipendenza, è fondamentale per garantirne la sopravvivenza e il benessere. Questo articolo si propone di esplorare in profondità il processo di svezzamento, affrontando le diverse metodologie, le sfide comuni e le considerazioni igienico-sanitarie che ruotano attorno a questa fase cruciale dello sviluppo del piccione.

Comprendere la Natura del Pullo di Piccione: Un'Origine Complessa

Il colombo di città e di piazza, spesso identificato come il piccione comune, discende, come tutte le altre razze di colombi domestici, dal colombo selvatico (Columba Livia). Tuttavia, è essenziale non identificarlo con esso. La sua origine prossima risiede in colombi domestici sfuggiti alla cattività e che si sono insediati nei centri urbani. La sua è dunque un'origine composita, il che spiega perché da città a città i colombi presentino spesso un aspetto ben riconoscibile e caratteristico, dovuto e connesso alle razze domestiche più comunemente allevate nelle vicinanze. Le costruzioni urbane stesse sono un surrogato dell'ambiente di elezione della specie - le pareti rocciose - costituendo un habitat ideale. Provenendo da razze domestiche selezionate per la produttività, il colombo urbano possiede un ciclo riproduttivo virtualmente ininterrotto lungo l'arco dell'anno, conferendogli quindi elevate capacità di propagazione. Il colombo di città è, in definitiva, da considerare specie commensale dell'uomo, a cui sottrae risorse sotto forma dell'enorme quantità di granaglie che giornalmente trova o che gli vengono distribuite da parte di cittadini zoofili.

Illustrazione anatomica di un piccione con evidenziato il gozzo

Il Ciclo Vitale e le Cure Parentali: Fondamenti Biologici Essenziali

La sopravvivenza dei pulli di piccione, proprio come per cani e gatti, dipende in larga misura dalle cure parentali. Contrariamente ad altri volatili da giardino, per i piccioni il periodo di nidificazione è molto più lungo. Dal momento della cova a quello dell'involo, trascorrono generalmente ben 40 giorni, il doppio rispetto alla maggior parte degli altri uccelli. A pochi giorni di vita, questi volatili presentano dimensioni di circa 3-4 cm. Il loro becco è sulle tonalità del grigio e del rosa, mentre il loro corpicino appare ricoperto da un rado piumaggio giallino. Durante il periodo dello svezzamento, i genitori nutrono i piccoli rigurgitando all'interno dei loro becchi una sostanza ricca di grassi e proteine, nota come "latte del gozzo". Questo nutrimento viene prodotto sia dal maschio che dalla femmina ed è parte integrante dell'alimentazione del neonato nei primi 18 giorni di vita. Successivamente, la sua dieta sarà costituita dalle prede catturate per lui dai genitori.

I piccioni sono definiti "animali inetti", poiché, al pari di cani e gatti, non potrebbero sopravvivere senza le cure parentali. Questa caratteristica distingue il "pullo" dal "pulcino". La parola "pullo" viene usata per riferirsi ai piccoli non ancora in grado di nutrirsi da soli durante i primi giorni di vita. I pulcini, invece, iniziano ad alimentarsi in maniera autonoma sin dal secondo giorno dalla nascita, essendo definiti "animali atti".

Identificare un Pullo in Difficoltà: Intervento Umano Necessario o Dannoso?

Prima di interrogarsi su come svezzare un pullo di piccione appena trovato, è consigliabile verificare nei paraggi la presenza del nido dal quale è caduto. A volte, basta poco perché ciò accada: raffiche di vento, l'intervento di un predatore, o persino il rifiuto del cucciolo da parte dei genitori. Se possibile, la soluzione migliore sarebbe quella di prendere delicatamente il volatile e reintrodurlo all'interno del nido, poiché è impossibile sostituirsi completamente alle cure parentali.

Tuttavia, laddove ciò non sia possibile, sarà necessario prendersi cura del piccolo. Senza un intervento umano, l'animale non sarebbe in grado di sopravvivere. In prima istanza, è bene informarsi sull'esistenza di associazioni specializzate nella propria città. Affidare il cucciolo a mani fidate e sicure è la scelta migliore, soprattutto se il piccione appare ferito o malato. In caso contrario, sarà necessario portarlo a casa e provvedere alla costruzione di un riparo caldo e confortevole.

Il principio guida dovrebbe essere quello di emulare madre natura. Pertanto, la soluzione ideale è costruire una sorta di nido, utilizzando materiale reperibile a portata di mano. Vista la scarsità di piumaggio del pullo, sarà importante posizionare accanto alla struttura una borsa dell'acqua calda o una bottiglia contenente liquido a temperatura elevata, ma non bollente. Per evitare il contatto diretto con la pelle dell'uccellino, la borsa dell'acqua calda dovrà essere avvolta in un panno morbido.

Immagine di un pullo di piccione in un nido artificiale con una bottiglia d'acqua calda avvolta in un panno

Metodi di Alimentazione per i Pulli: Dalle Siringhe ai Sistemi Innovativi

Spesso i piccioni sono animali sottovalutati, ma è importante ricordare che, al pari di altre specie in difficoltà, questi volatili hanno un estremo bisogno del nostro aiuto. Per svezzare correttamente i pulli di piccione, è opportuno evitare categoricamente latte e pane. Il latte potrebbe provocare conseguenze gravi, fino alla morte, nei volatili. I prodotti lievitati, invece, hanno scarse proprietà nutritive e non garantiscono una crescita completa dell'animale.

Per un pullo di pochi giorni di vita, l'alimento più indicato da somministrare è il tofu al naturale, sbriciolato leggermente e posizionato sulla punta delle dita, avvicinandole al piccolo. Normalmente, in breve tempo l'uccellino dovrebbe imparare a prelevarlo direttamente dalla mano. Per i piccioni più grandi, invece, è possibile reperire nei negozi specializzati un apposito pastone. In caso di urgenza o impossibilità di acquistarlo, si può preparare in casa con un mix di cereali e legumi, come orzo, mais e lenticchie.

Un metodo spesso discusso e utilizzato, soprattutto da chi ha piccioni viaggiatori e li trasporta frequentemente in auto, implica un approccio più diretto e rapido. Questo sistema, osservato per la prima volta in Spagna, una nazione con una forte cultura dei piccioni viaggiatori e premi cospicui, è considerato un lavoro più che un hobby da molti. La tecnica consiste nel prendere una manciata di mangime, circa un paio di cucchiai da minestra, e metterla in bocca. Successivamente, da una bottiglia si prende un sorso d'acqua. Con il tutto in bocca, si prende il pullo o l'adulto, lo si tiene per il becco, prestando attenzione che il collo sia ben dritto in senso verticale, proprio come avviene quando viene "boccato" dai genitori. Si apre il becco del piccione, tenendo una parte con le dita di una mano e l'altra parte con le dita dell'altra mano, si avvicinano le labbra al becco spalancato e si soffia dentro con una discreta forza. Una parte del mangime che si ha in bocca viene così trasferita nel becco del piccione. Di solito, con 2-3 soffiate consecutive, la dose è completa. Il piccione ha mangiato e bevuto; per sicurezza, si può sentire il gozzo per verificare che sia pieno.

Diagramma che illustra il metodo di alimentazione

Un'alternativa, quando si tratta di nutrire un numero elevato di piccioni, come una decina, l'utilizzo della siringa per un'ora non è praticabile. Il metodo descritto, pur potendo sembrare poco igienico o inusuale a prima vista, è ritenuto da molti allevatori semplice e veloce, specialmente quando si trasportano pulli che mangiano da poco da soli o che stanno iniziando l'alimentazione autonoma.

Quando si parla di prodotti specifici, il "Nutribird" (sia nella formulazione 19 che 21) è considerato ottimo. Va preparato con acqua tiepida e somministrato. La quantità da dare, con l'espressione "alcuni giorni", non è quantificata in modo preciso, ma i pulli non muoiono di fame se non per altre cause, principalmente malattie. Il controllo dello stato del gozzo è sempre sufficiente per rendersi conto della situazione.

Per quanto riguarda la preparazione domestica del "pappa", si consiglia di usare acqua calda, ma non bollente, e di ottenere una consistenza simile a quella dello yogurt, quindi non eccessivamente liquida. Questo tipo di preparazione rende il processo di alimentazione meno stressante sia per l'animale che per chi se ne prende cura.

Un sistema alternativo, che può essere preparato in casa, prevede l'uso di una siringa dalla quale rimuovere l'ago. L'apertura della siringa viene rivestita con un guanto in lattice o carta da cucina, fissato con un elastico. Al centro si realizza un piccolo buco per permettere al cibo di passare. Il pastone preparato viene inserito delicatamente nella siringa e poi nel becco del piccione. In breve tempo, il piccolo dovrebbe comprendere il meccanismo e iniziare ad ingurgitare il pastone spontaneamente.

Frequenza e Segnali di Sazietà: Capire Quando il Pullo è Sazio

La frequenza con cui nutrire i pulli dipende dalla loro età e dimensione. Se il volatile è molto piccolo, sarà opportuno nutrirlo 2-3 volte al giorno. In generale, si può capire che è l'ora della pappa quando il gozzo del piccolo appare sgonfio, un chiaro segnale che l'animale ha digerito il pasto precedente.

Il gozzo è un organo fondamentale per il piccione, una dilatazione dell'esofago dove il cibo viene immagazzinato e parzialmente digerito prima di passare allo stomaco. La sua consistenza può variare: da pieno e teso dopo un pasto abbondante, a morbido e quasi vuoto quando l'animale è pronto per essere nutrito nuovamente. Monitorare il gozzo è quindi essenziale per evitare sia la sovralimentazione che la malnutrizione.

Età di Svezzamento e Involo: Verso l'Indipendenza

La domanda su quando svezzare un piccione di 15 giorni e come farlo per evitare che si "impronti" troppo e non mangi da solo è ricorrente. L'età di svezzamento ideale per i piccioni è generalmente intorno ai 25-30 giorni, quando hanno messo quasi tutte le penne sotto le ali. Se si aspetta troppo, molti piccoli possono fare fatica ad imparare a nutrirsi da soli, il che può essere dannoso.

Alcuni allevatori, per facilitare questo passaggio, mettono i piccoli da svezzare in una gabbia per 1-2 settimane con un piccione più grande che funga da "insegnante". Questo piccione più anziano mostra ai novelli come mangiare e bere autonomamente. Una volta che i giovani sono autosufficienti, vengono spostati nella voliera dei novelli.

La maturità sessuale nei piccioni viene raggiunta a circa 6 mesi. Il processo di involo, ovvero il momento in cui i giovani spiccano il volo per la prima volta, avviene tipicamente dopo circa 40 giorni dalla nascita, dopo il periodo di svezzamento. In condizioni meteorologiche favorevoli, una coppia può deporre 5-6 volte all'anno, con una sopravvivenza della prole allo svezzamento di circa il 45%, il che significa che la popolazione è in grado di raddoppiarsi nell'arco di un anno.

Montaggio Gabbia per Svezzamento polli

Conseguenze Igienico-Sanitarie e Malattie: Un Aspetto Cruciale

La presenza di colonie, anche numerosissime, di piccioni di città può determinare notevoli conseguenze igienico-sanitarie. Questo volatile è portatore di numerosi agenti patogeni in grado di interessare anche la salute umana. Tra le patologie conseguenti ricordiamo anzitutto l'Ornitosi, causata da un virus (Chlamydia psittaci) che provoca nell'uomo infezioni del sistema respiratorio. Vi è poi la Salmonellosi, il cui agente patogeno (Salmonella sp.), eliminato con le feci, può contagiare l'uomo per contatto diretto o indiretto, ad esempio attraverso l'assunzione di cibi precedentemente resi infetti dal contatto con insetti trasportatori come le mosche. Attraverso le feci, il colombo può inoltre eliminare uova di Ascaris che possono infestare animali domestici, come cani e gatti.

L'igiene urbana è un altro aspetto critico. Il guano prodotto dai colombi imbratta strade ed edifici e si accumula insieme a vecchi nidi, piume ed esemplari morti in soffitte e sottotetti. Questo accumulo attira ospiti indesiderati come topi e ratti e permette lo sviluppo, nel guano in fermentazione, di miceti patogeni. La presenza dei colombi nei depositi e nei mercati interferisce con la lavorazione e lo stoccaggio delle derrate alimentari, specialmente in quei punti vendita sotto tettoie che finiscono per dare rifugio preferenziale agli uccelli.

Per quanto riguarda le cause di mortalità dei pulli, è stato osservato che i piccoli non muoiono mai di fame, a meno che non intervengano due fattori principali: l'abbandono da parte dei genitori o patologie trasmissibili dai genitori stessi in quanto portatori ormai immuni. In tali circostanze, anche l'alimentazione forzata potrebbe non portare giovamento. L'unica soluzione in questi casi sarebbe far esaminare un pullo da un veterinario aviario. Purtroppo, i veterinari aviari in Italia sono pochi. In alternativa, si può fare riferimento all'ASL. Se è stato denunciato un allevamento, l'esame potrebbe non comportare costi, forse solo un ticket. Se non si è denunciato, è consigliabile evitarlo, ma poi procedere con la denuncia.

È importante notare che i coccidi possono essere trasmessi dalla madre ai piccoli persino nell'uovo, rendendo probabile che un pullo li abbia contratti. In questi casi, anche la gestione dell'ambiente e l'alimentazione devono tener conto di queste problematiche.

Infografica sui principali agenti patogeni trasmessi dai piccioni all'uomo

Considerazioni sull'Allevamento e la Gestione: Un Approccio Olistico

La gestione dei piccioni, sia quelli d'allevamento che quelli urbani, richiede un'attenzione particolare alle loro esigenze fisiologiche e comportamentali. Il colombo di città adulto ha un peso corporeo di 300-400 grammi ed è caratterizzato da livree di colorazione variabile. Ha bisogno di ingerire dai 60 ai 90 grammi di acqua al giorno. La vita media della specie è di circa cinque anni. Gli adulti sono rigidamente monogami, pur vivendo in gruppi numerosi. I due sessi non sono morfologicamente ben differenziati (dimorfismo sessuale) e l'accoppiamento si realizza dopo un complesso corteggiamento. Il nido, costituito in modo molto rozzo, viene collocato in anfratti o cavità che offrano sufficiente base di appoggio e protezione.

La femmina depone, circa dieci giorni dopo l'accoppiamento, un primo uovo, seguito a due giorni di distanza da un secondo. Lo sviluppo embrionale dura circa 18 giorni. Lo svezzamento dura circa 3 settimane, dopo di che i genitori possono impegnarsi in una nuova covata, spesso già iniziata prima dell'involo del primo piccolo. L'individuo giovane raggiunge la maturità sessuale a 6 mesi.

In alcuni casi, anche a 50-60 giorni di età, razze come Romagnoli, Romani, King, Lahore e Texani potrebbero dipendere ancora dall'alimentazione parentale o essere imboccati dagli adulti se disponibili. Questo sottolinea l'importanza di intervenire tempestivamente con lo svezzamento artificiale o assistito quando necessario, per favorire l'acquisizione di autonomia alimentare.

Per gli acquisti di prodotti ornitologici e accessori per uccelli, è consigliabile affidarsi a professionisti del settore.

Domande Frequenti e Dubbi Comuni nel Processo di Svezzamento

Le domande che sorgono durante il processo di svezzamento sono molteplici e riflettono le incertezze di chi non ha dimestichezza con la nutrizione dei volatili. Domande come "con quali prodotti li nutrite i piccioni appena nati?", "da esperienze passate ho visto che dopo alcuni giorni mi muoiono, sarà perché i genitori smettono di nutrirli?", "mi dite anche il sistema per nutrirli nel senso che usate la siringa o un semplice cucchiaino?" sono all'ordine del giorno. La preoccupazione che i pulli non mangino da soli o che si imprintino eccessivamente è concreta.

È fondamentale comprendere che i piccoli non muoiono di fame se le cause non sono patologiche o legate all'abbandono genitoriale. Il controllo del gozzo è un indicatore primario dello stato nutrizionale. La consistenza del gozzo, se morbido, suggerisce che l'animale ha digerito ed è pronto per un nuovo pasto.

La gestione dello spazio per i giovani piccioni è un altro aspetto da considerare. Alcuni suggeriscono di tenerli in un cartone, invece che in gabbia, per evitare che si facciano male alle ali. Una volta che iniziano a muoversi di più, potrebbero desiderare di esplorare l'ambiente circostante, anche in casa. In questi casi, si può considerare di lasciare loro una stanza dove muoversi liberamente, prendendo le dovute precauzioni, ad esempio impedendo l'accesso a potenziali pericoli come altri animali domestici (es. gatti).

L'alimentazione deve essere costante e adeguata. Un pullo visibilmente arzilla, che si alza sulle zampette per raggiungere la mano, è un buon segno di vitalità e appetito. Mantenere l'animale pulito è altrettanto importante per prevenire infezioni.

La domanda su quando lo svezzamento è completo e se il pullo è ancora "piccolino" richiede un'osservazione attenta. La siringa potrebbe essere richiesta ancora per un po', anche dopo che l'animale ha sviluppato le penne. L'autosufficienza alimentare è il vero traguardo.

È essenziale mantenere l'ambiente pulito e igienizzato, poiché la cacca di piccione può rappresentare un rischio per la salute. La defecazione regolare dell'animale è un ulteriore segnale di benessere digestivo.

Infine, è utile ricordare che l'alimentazione forzata, sebbene necessaria in certe fasi, ha lo scopo di traghettare il giovane verso l'autonomia. L'obiettivo finale è che il piccione sia in grado di procurarsi il cibo da solo, riconoscendo le fonti alimentari appropriate e gestendo autonomamente la propria nutrizione. L'intero processo di svezzamento è un percorso di apprendimento e adattamento, sia per il piccione che per chi se ne prende cura.

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