Pianto Inconsolabile Dopo FIVET Fallita: Un Percorso di Supporto, Resilienza e Nuove Speranze

Il cammino verso la genitorialità attraverso la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è spesso costellato di speranze intense e, talvolta, di profonde delusioni. L'esperienza di una FIVET (Fecondazione In Vitro) fallita, come un "biochimica" o un mancato impianto, può lasciare un segno indelebile, generando un "pianto inconsolabile" e un senso di sconfitta che colpisce l'individuo e la coppia nella loro immagine di sé e nel sogno di un figlio. Molte donne si trovano a dire: "Buonasera … vengo da una Fivet a dicembre … biochimica …. Io credo che chi vuole essere davvero mamma prima o poi lo diventerà…" e allo stesso tempo confessano: "Come ti capisco…io ho fatto la mia prima Fivet questo scorso mese…il ciclo è arrivato questa settimana…mi sono sentita così sconfitta che penso di non rifarla." Questo dualismo tra speranza e disillusione è una costante in un percorso che mette a dura prova la resistenza fisica e psicologica.

Il Dolore Inconsolabile: L'Impatto Emotivo del Fallimento FIVET

Il fallimento di un ciclo di fecondazione in vitro è un evento che innesca reazioni molto diverse, sia nella coppia che nei singoli componenti. La sensazione di essere "distrutta fisicamente e psicologicamente già dopo la prima" è comune, portando a riflettere sulla capacità di "riprovare tante volte". La convinzione iniziale che "andasse bene", soprattutto quando "non ho problemi, mio marito solo spermini un po’ lenti" e "Ci hanno detto di provare con la Fivet che le nostre chance erano buone", rende il colpo ancora più duro, lasciando un individuo "super demoralizzata".

Questa esperienza è un "mondo sommerso di dolore". L'arrivo del ciclo, mese dopo mese, viene percepito come una "badilata di m… in faccia!", e a ciò si aggiungono "le badilate dei continui annunci di persone a me care, incinte!". Si tratta di un dolore forte e profondo, difficile da gestire. Il fallimento del trattamento conduce a una rivisitazione dell’immagine di sé come genitori e del bambino idealizzato, creando un vuoto. "In SHOCK, la mente non è pronta a ricevere questa notizia ed entra in modalità blocco per far fronte alla situazione." Si sperimenta un "VUOTO dentro", vivendo "come un piccolo lutto", provando "dolore per la perdita di aver potuto rimanere incinta con questo trattamento". La tristezza è palpabile, accompagnata dalla sensazione di "non poter continuare", dalla convinzione che "sia ingiusto", e dalla domanda ricorrente: "Perché a me?". Il senso di colpa può subentrare, portando a guardare indietro e ad analizzare, "ancora e ancora, cosa potrebbe aver causato il negativo, se ho fatto qualcosa che ha influito, se non ho seguito bene il trattamento o se avrei dovuto farlo prima …". La "PAURA" guarda al futuro, temendo di "non riuscire mai a raggiungerlo".

Anche l'età può essere fonte di ansia, con domande come "Quanti anni hai? L'età incide molto sull attecchimento..", e la consapevolezza che "alla mia età si dovrebbe restare incinta facilmente" può aggravare il senso di inadeguatezza. Una donna di 22 anni, ad esempio, può sentirsi "a pezzi" dopo il fallimento del suo primo tentativo, nonostante l'età giovane. Questo dimostra che il dolore non ha età e colpisce con la stessa intensità. In questi momenti, il conforto delle parole altrui, come "voi mi date forza …vi leggo e penso che nel 2018 ci sono tanti modi per restare incinta anche se nn dovessi riuscirci naturalmente …", diventa essenziale.

Emozioni post-transfer FIVET

La Montagna Russa Emotiva Durante la "Cova": Ansia, Irritabilità e Paure

Il periodo post-transfer, comunemente chiamato "cova", è intrinsecamente un tempo di grande vulnerabilità emotiva. È un "percorso che viene affrontato con una fivet/icsi è emotivamente coinvolgente", dove "credo possa essere comprensibile un pò di nervosismo e agitazione". Le testimonianze abbondano di esperienze di forte stress e alterazioni emotive. Ad esempio, una persona racconta: "Mi trovo al 3° giorno post transfer, ho litigato con mio marito e pianto per 1 ora, è capitato a qualcuna?". Altre riportano: "io ho pianto col tremolìo nel ventre subito dopo il transfer, ed ero ancora sul lettino clinico. Un pò per l'agitazione, un pò per l'emozione, un pò per le aspettative che avevo riposto nella mia prima icsi, anche io avevo creduto che fosse andato tutto a monte, e più piangevo, più mi agitavo." Un'altra esperienza comune è: "al IV giorno di cova, una brutta lite con mio marito (col quale solitamente ho un rapporto "tranquillo") e quella volta con tanto di pianto lungo e continuato!".

Questi episodi di nervosismo e pianto sono talmente diffusi che si riconosce che "L 'irritabilità è un classico della cova,complici anche i farmaci che assumiamo." È rassicurante sapere che "No, non puoi aver arrecato alcun danno…stai serena. stai tranquilla, tra stess da pma, ormoni e cavoli vari è facile essere pò "labili"…". La solidarietà tra chi vive questa esperienza è fondamentale, come espresso da un utente: "Grazie mille ragazze mi avete consolata, è bello che ci sia tanta solidarietà, è bastata la vostra parola per tranquillizzarmi, ma a voi capita di avere scatti di nervi improvvisi o sono io che reagisco così?". La risposta è chiara: "Avere scatti di nervosismo, piangere o altro è normale in cova, e che diamine! Mica è una passeggiata! Coraggio, l'attecchimento non ha a che vedere con le crisi di pianto." Diversi pareri professionali e aneddoti confermano che "non è sicuramente una litigata che può compromettere la tua cova" e che "non hai compromesso proprio nulla!" anche con "litigate pesanti" o "pianto per quasi un'ora piena di nervoso!!!".

La paura di aver "rovinato tutto" a causa di ansia e tensione è molto presente. Un esempio lampante è: "è iniziato tutto dal momento del transfer(venerdì 17?!), spasmi e tremori all'addome che mia hanno accompagnato almeno fino al 2° giorno PT… Mi sono sentita meglio solo domenica quando ho capito che ormai avevo rovinato tutto. Sono depressa e piango sempre. solo i vostri messaggi mi aiutano." O ancora: "sono al 7pt,e oggi sto veramente fuori di me, non sopporto nessuno, e ho dovuto chiedere scusa a mio marito per il mio pessimo comportamento!". Persino eventi esterni come una "discussione molto accesa con mia madre" o una "notizia terribile della morte improvvisa" di un amico possono innescare profonde crisi di pianto e la preoccupazione di aver compromesso l'impianto. Tuttavia, "Pianto ripetuto e liti furiose non impediscono agli embrioni di impiantarsi."

È importante notare che molti sintomi percepiti come allarmanti, come "la sensazione di disagio addominale, nausea, stanchezza o sonnolenza", sono "correlati all’effetto dei farmaci usati e possono apparire anche in assenza di gravidanza." Persino il "sanguinamento vaginale" non è di per sé indicativo di un risultato negativo. L'unico test diagnostico affidabile per stabilire il successo o il fallimento del trattamento di riproduzione assistita è il test di gravidanza con beta hCG. La realtà per chi attende è che "non c'è niente che possa incidere davvero sull'esito di un transfer, se non la BDC." In questo contesto, anche se "certo agitarsi ed essere così giù da fare un lungo pianto …. non fa bene a nessuno !!!", è altrettanto vero che "l'attecchimento non ha a che vedere con le crisi di pianto." La saggezza comune tra le pazienti è: "Se è possibile …. cerchiamo di essere il più serene possibili … che già la cova ci manda in iper ansia !!!".

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Dalla Sconfitta alla Rinascita: La Ricerca di Speranza e la Forza di Riprovare

Nonostante la profonda delusione, il desiderio di genitorialità spinge molte a trovare la forza di riprovare. "Io credo che chi vuole essere davvero mamma prima o poi lo diventerà… Credo nella forza della speranza che tramuta i sogni in realtà.. nel 2018 la scienza fa miracoli, per qualcuno purtroppo ci vuole un po' più di tempo, ma prima o poi il positivo arriva sempre!". Questa fiducia nella scienza e nella propria resilienza è un motore potente. Dopo un iniziale sconforto, "man mano che passano i giorni mi ritorna la positività e forse anche la voglia di riprovare…". I medici spesso incoraggiano a non arrendersi, specialmente quando fattori come la fertilità della donna e la qualità degli ovuli sono buoni, dicendo che "è un peccato non ritentare visto che io sono fertile e le mie uova erano buone."

La resilienza emerge chiaramente dalle esperienze condivise: "leggendo la delusione di molte di noi… mi rendo sempre più conto di questo mondo sommerso di dolore… ma individuo sempre più spesso la grande forza che ci contraddistingue!!! Forza e coraggio a tutte noi… e tanta pasiensa…". La convinzione che "Ma la paura non puo' fermarci!" e l'esortazione a "Non mollare!!!" sono un mantra per molte. Persino dopo un fallimento, la speranza può riaccendersi in modi inaspettati, come quando una donna che si sentiva "super sconfortata" ha raccontato: "invece il successivo sono rimasta incinta naturalmente e adesso sono di 17 settimane 😍😍😍 è un sogno, dopo tutti i mesi di speranze fallite un miracolo è arrivato! Ragazze non buttatevi giù, tutto è possibile…bisogna crederci e non mollare mai!!!". Queste storie di successo, dove "il positivo arriva sempre!", diventano un faro di speranza per chi si sente scoraggiato.

Simbolo di speranza e famiglia

Comprendere il Fallimento: Le Possibili Cause Mediche di una FIVET Negativa

Per superare il fallimento e intraprendere un nuovo percorso, è fondamentale cercare di comprenderne le ragioni mediche. La FIV, o fecondazione in vitro, è una procedura di riproduzione assistita che mira a facilitare il concepimento attraverso la combinazione di ovuli e spermatozoi in laboratorio, ma "nonostante i progressi tecnologici, non sempre si ottiene una gravidanza." Le cause di una FIVET negativa possono essere diverse e complesse, e vanno dalla qualità degli ovuli e degli spermatozoi ai problemi uterini e di impianto degli embrioni. È importante ricordare che "ogni caso è unico e che un risultato negativo non significa la fine del percorso verso la genitorialità."

Le principali ragioni mediche includono:

  1. Qualità degli Ovuli e degli Spermatozoi: Questo è un fattore cruciale, poiché "anomalie dello sperma possono impedire la fecondazione o lo sviluppo sano dell’embrione." Anche "l’età incide molto sull attecchimento", e "l’effetto dell’avanzare dell’età provoca un calo del numero e della qualità degli ovociti." Se "si parte con un fattore maschile alterato", le probabilità possono diminuire.
  2. Fattore Ovarico: A seconda di come è stata la risposta ovarica in un ciclo precedente, i medici possono "modificare e / o personalizzare un nuovo tentativo basato su determinati livelli ormonali. Inoltre, i livelli di progesterone possono aiutarci a sapere se la recettività endometriale è ottimale."
  3. Problemi Uterini e Fattore Endometriale: Condizioni come "anomalie anatomiche o condizioni come l’endometriosi, possono ostacolare l’impianto dell’embrione." Nello specifico, "Anomalie nella cavità intrauterina, endometrio scarsamente proliferato, endometrite, fattori immunologici e trombofilia; sono le cause del fallimento ripetuto dell’impianto."
  4. Impianto Embrionale: "La fase di impianto dell’embrione è critica e può essere influenzata da fattori immunologici o endometriali che impediscono all’embrione di annidarsi correttamente nell’utero." Non tutti gli embrioni si impiantano e "il risultato negativo non ci obbliga a cercarne la causa" immediata in ogni singolo caso, ma piuttosto a una valutazione complessiva.
  5. Qualità Embrionaria: "Gli embrioni che raggiungono lo stadio di blastocisti sono classificati in base al loro grado di espansione e qualità delle loro cellule. Di conseguenza, un embrione di buona qualità avrà un tasso di previsione della gravidanza più elevato."
  6. Indice di Massa Corporea (IMC): "Nelle donne, l’IMC ideale è tra 19 e 30. Le loro deviazioni, in particolare l’IMC> 30, possono portare a un basso tasso di fecondazione e gravidanza. In questo caso, tendono ad avere problemi ovulatori e un aumentato rischio di aborto. Anche negli uomini, l’obesità influisce negativamente sul loro sistema riproduttivo ed è stato dimostrato che tende ad aumentare i livelli di estrogeni e abbassare i livelli di testosterone."
  7. Fattori Genetici e Tossici: Possono contribuire al fallimento, così come la presenza di "malattie genetiche che i genitori non desiderano trasmettere" possono portare a considerare opzioni diverse.
  8. Controllo di Qualità in Laboratorio: "Questa categoria comprende la qualità dell’aria, il pH, il tipo e le caratteristiche degli incubatori, l’uso di scarsa luminosità e il tipo di terreno in cui vengono coltivati ??gli embrioni."

È importante sottolineare che "Inquadrare una causa certa di infertilità è estremamente complicato, vista anche la forte eterogeneità della patologia; pertanto, sarà altrettanto difficile stabilire come mai il trattamento FIV attuato abbia fallito."

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Approfondimenti Diagnostici Post-Fallimento: Percorsi per Comprendere e Agire

Dopo una FIVET con esito negativo, la fase successiva implica spesso una serie di indagini per individuare le cause e ottimizzare le possibilità di successo in futuri tentativi. "In una clinica della fertilità, dopo una FIVET con esito negativo, vengono eseguiti diversi test per diagnosticarne la causa." Questi esami aiutano a identificare i fattori specifici che possono aver contribuito al risultato negativo e a orientare il trattamento futuro.

Tra gli studi e i test più comuni rientrano:

  • Test Ormonali: Essenziali per "valutare la funzione ovarica".
  • Qualità dello Sperma: Un'analisi approfondita per identificare eventuali anomalie.
  • Test Genetici: Per "individuare eventuali anomalie cromosomiche" sia negli ovuli, negli spermatozoi o negli embrioni.
  • Studi della Cavità Uterina: Vengono condotti esami come "l’isteroscopia e l’ecografia transvaginale per esaminare l’utero e le tube di Falloppio". L'isteroscopia, ad esempio, può essere raccomandata "per vedere se c'è qualche altro problema alle pareti dell'utero per il quale gli embrioni non hanno attecchito". Molte si chiedono se sia dolorosa; le esperienze indicano che "non è dolorosa, più che altro fastidiosa.. Ti inseriscono un tubicino dotato di telecamera e guardano se hai polipi fibromi.. Quindi è importante.. Dopo hai doloretti tipo ciclo. L' esame dura 5/10 minuti..".
  • Valutazione dell’Endometrio: Per "verificarne la ricettività" e la sua preparazione all'impianto.

Una "valutazione del vostro caso da parte del team medico (ginecologi, andrologi ed embriologi)" è fondamentale per "capire se è necessario eseguire ulteriori test specifici per ampliare la diagnosi della mancata implantazione." Tuttavia, non sempre un risultato negativo richiede uno studio immediato e approfondito. "Non tutti gli embrioni si impiantano e il risultato negativo non ci obbliga a cercarne la causa" in ogni singolo fallimento. "Un primo risultato negativo non significa necessariamente un fallimento dell’impianto. Quindi, si può avviare una nuova procedura senza la necessità di nuovi esami o di aspettare un periodo di riposo." La decisione di procedere con ulteriori indagini o con un nuovo tentativo dipende dalla valutazione complessiva del team medico.

Isteroscopia diagnostica

Il Ruolo Cruciale del Supporto Psicologico nel Percorso PMA

Il percorso di PMA è un viaggio intenso e, in caso di esito negativo, "un passo importante da effettuare davanti un esito negativo, è richiedere una consulenza psicologica." Questa non è una debolezza, ma una risorsa fondamentale. La consulenza psicologica pone l’attenzione alla tutela dell’assetto psicologico già prima dell’inizio del trattamento, sostenendo e supportando tutti i risvolti emotivi e relazionali paralleli alle tecniche mediche della fecondazione assistita. Dunque, "aiutare la coppia ad accettare la diagnosi, sostenerla nel percorso, ma soprattutto, accompagnarla nell’elaborazione del lutto in caso di insuccesso, è ciò che avviene durante la consulenza con le coppie."

"Condividere il dolore è fondamentale. La verbalizzazione delle proprie emozioni è molto importante, sia attraverso il confronto con lo psicologo in sedute individuali o di coppia, sia all’interno di sedute di gruppi d’incontro." Questi incontri sono specificamente "mirati alla partecipazione di coppie che vivono la stessa condizione. Ascoltare le esperienze altrui, condividere pensieri e sentimenti, prendersi cura dei loro vissuti, permette innanzitutto di sentirsi capiti ed accettati." In questo contesto, "nel condurre il gruppo d’incontro, il ruolo dello psicologo è quello di favorire l’interazione tra i partecipanti, al fine di facilitare un vissuto di universalità delle varie esperienze, rispettandone contemporaneamente, le loro unicità."

Dopo una FIVET con esito negativo, "è fondamentale prendersi cura di sé sia fisicamente che emotivamente. Innanzitutto, permettete a voi stessi di provare ed esprimere le vostre emozioni; è naturale provare tristezza o frustrazione. Cercate il sostegno del vostro partner, dei familiari più stretti o di un gruppo di supporto, dove potrete condividere le vostre esperienze e sentirvi compresi. Considerate anche l’aiuto di un professionista della salute mentale specializzato in fertilità."

Il supporto psicologico fornisce strumenti pratici per affrontare il dolore e la ripartenza:

  • Ascoltare il proprio corpo e lasciare che tutto fluisca: "Concediti il ??tempo di digerire la situazione, ognuno ha bisogno di un ritmo diverso. Lascia che le emozioni emergano man mano che arrivano, senza giudicarle, senza aspettarti di sentirle in un modo specifico, lascia che fluiscano e che la tua energia si adegui gradualmente. Lasciati coccolare ascoltando ciò che il tuo corpo ti chiede."
  • Focalizzarsi su se stessi: "Osserva i tuoi sentimenti, le tue emozioni e svolgi attività che ti generano tranquillità. Cerca di non ricreare il tempo in pensieri di questo tipo: “In che cosa ho sbagliato?”, “Se non avessi fatto una tal cosa …” perché sono accompagnati da sensi di colpa e possono generare disagi."
  • Connettersi con il presente: "Dopo una b-hcg negativa, non è necessario prendere decisioni, né porci domande future in termini assoluti come “e se non riuscissi a diventare mai mamma?” Al contrario, è tempo di incanalare bene la tua energia prendendo giorno per giorno; reindirizza il tuo pensiero a “oggi ho possibilità, ci proverò ancora …”."
  • Avere fiducia: "ABBI FIDUCIA in te stessa, nel tuo corpo, verso i professionisti a cui ti sei affidata e nelle possibilità che la fecondazione in vitro ti offre."
  • Prepararsi per un nuovo benvenuto: "Analizza se sei pronta per il prossimo trasfert. Controlla le tue abitudini alimentari, l’esercizio fisico, il sonno, l’igiene mentale … per migliorarle se necessario. Ti aiuteranno a sentirti meglio."
  • Prendere decisioni: "Dopo alcuni giorni, e con una spiegazione medica sulla tua diagnosi, è tempo di prendere decisioni."

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Decisioni Future e Nuove Opportunità: Quando e Come Riprovare

Una volta elaborato il fallimento e ricevuta la consulenza medica e psicologica, si apre la fase di decisione sui passi futuri. "Prima di decidere i passi successivi, come ripetere il ciclo di FIV o esplorare altre opzioni di trattamento come la ovodonazione, date al vostro corpo e alla vostra mente il tempo di riprendersi." Gli specialisti in riproduzione assistita affermano che "ci sono diverse alternative da considerare."

Le opzioni di trattamento dopo una FIVET non andata a buon fine includono:

  1. Ripetere il Processo di FIV: "Si può scegliere di ripetere il processo di FIV, adattando il trattamento in base all’analisi del precedente fallimento." La clinica stessa, se i fattori come la fertilità e la qualità ovocitaria sono buoni, può suggerire che "è un peccato non ritentare".

    • Tempi di attesa: "Nei casi in cui la strategia da seguire è un’altra stimolazione ovarica, si consiglia di attendere 2 o 3 mesi." Questo periodo permette al corpo di recuperare dagli stress ormonali e fisici. "Quando il primo tentativo è fallito e si opterà per una seconda stimolazione ovarica, è consigliato attendere almeno 2-3 mesi."
    • Criotransfer: "In alternativa e senza dubbio, non è necessario attendere questi mesi se il piano prevede di eseguire un criotrasfert dopo fecondazione in vitro negativa. In questo caso le ovaie non sono necessarie e con le mestruazioni l’endometrio si sarà completamente rigenerato." Analogamente, "Al contrario, non è necessario aspettare questi mesi, qualora il piano preveda un criotransfer, in quanto non è necessario stimolare le ovaie e con le mestruazioni l’endometrio sarà già rigenerato."
    • Gestione del ciclo mestruale: In seguito a un risultato negativo della FIV, "il ciclo mestruale di una donna può subire temporanei disturbi. In genere, le mestruazioni dovrebbero iniziare entro due settimane dal risultato negativo, anche se i tempi esatti possono variare a seconda della risposta della donna al trattamento e del suo ciclo ormonale. È essenziale mantenere una comunicazione aperta con il proprio specialista della fertilità per monitorare la propria salute riproduttiva e ricevere consigli sui passi successivi." Quando vengono somministrati "farmaci di natura ormonale, il ciclo tende a tornare due o tre giorni dopo la sospensione del farmaco."
    • Dopo un aborto: "È diverso se si è verificato un aborto dopo una tecnica di riproduzione assistita; in tal caso, si può ricominciare il trattamento dopo tre mesi. Ovviamente, se è necessario effettuare qualche esame complementare per determinare la possibile causa dell’aborto, questo periodo potrebbe essere prolungato."
  2. Altre Tecniche di Riproduzione Assistita: "Altre tecniche di riproduzione assistita, come l’iniezione intracitoplasmatica di sperma (ICSI), possono essere consigliate a seconda della causa di infertilità sottostante." Questa opzione può essere particolarmente rilevante se la "qualità del liquido seminale" è un fattore.

  3. Ovodonazione o Adozione di Embrioni: "L’ovodonazione o l’adozione di embrioni sono opzioni praticabili per le coppie con problemi di qualità degli ovociti o degli spermatozoi." L'ovodonazione può essere "un’opzione valida nelle situazioni in cui la riserva ovarica di una donna è insufficiente per il successo del trattamento FIV." I casi tipici includono "Insufficienza ovarica precoce, Menopausa precoce, Dopo diversi tentativi di FIVET non riusciti con i propri ovuli" o "Casi di malattie genetiche che i genitori non desiderano trasmettere." Optare per la donazione di ovociti "è una decisione profondamente personale che non si limita a considerazioni mediche, ma tocca il cuore di ciò che significa essere madre. Nel contemplare questo percorso, si aprono emozioni, speranze e sogni sulla maternità e sulla possibilità di avere un figlio."

È sempre "importante discutere queste alternative con uno specialista della fertilità per determinare la migliore linea d’azione”. La valutazione del team medico multidisciplinare è cruciale, poiché "cercano sempre di raccogliere il maggior numero di informazioni per evitare che il problema si ripeta in un nuovo tentativo."

Opzioni riproduttive dopo FIVET

La Speranza non si Arrende: Storie di Successo e Resilienza

Nonostante le sfide e le delusioni, il percorso della PMA è anche un inno alla resilienza umana e alla forza della speranza. Le storie di chi ha perseverato e ha raggiunto il proprio sogno sono fonte di grande incoraggiamento. "Dai allora c’è un pó di speranza!! Qui si legge solo di fallimenti e viene lo sconforto!!", ma è proprio in queste discussioni che si trovano anche "miracoli". Come il racconto di chi, "dopo fivet che ero super sconfortata…invece il successivo sono rimasta incinta naturalmente e adesso sono di 17 settimane 😍😍😍 è un sogno, dopo tutti i mesi di speranze fallite un miracolo è arrivato!". O la giovanissima di 22 anni che, dopo il primo fallimento, riceve l'incoraggiamento "tranquilla!!! Hai solo 22 anni!!! Vedrai che succederà presto!!!" e poi può condividere un gioioso "aggiornamento : sono alla 30 settimana …".

Queste esperienze dimostrano che "tutto è possibile…bisogna crederci e non mollare mai!!!". Gli specialisti stessi considerano "un risultato negativo è considerato “normale” perché il tasso di gravidanza è solo un dato statistico." Quindi, "se è il vostro caso, è normale sentirsi giù di morale, ma anche se i trattamenti di procreazione assistita hanno un alto tasso di successo, spesso è necessario fare più di un tentativo per ottenere una gravidanza." "La chiave è non perdere la speranza e ricordare che ci sono più strade per diventare genitori", come afferma la dottoressa Spies. La capacità di ritrovare la "positività" e la "voglia di riprovare" è una testimonianza della straordinaria forza interiore di chi affronta questo viaggio, sapendo che, nonostante le difficoltà, la possibilità di realizzare il proprio sogno è sempre presente.

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