Insomma, la prima impressione è che si tratti di grandi e alti alberi che vivono esclusivamente in natura e che difficilmente possono essere coltivati nel giardino di casa. In realtà, diverse piante con foglie aghiformi possono essere coltivate nei nostri spazi all'aperto. Naturalmente, non tutte le aghiformi possono assolvere a questo compito. Sappiamo che le caratteristiche di ogni tipo di pianta hanno origini in tempi remoti e hanno a che fare con il luogo dal quale provengono. È ciò che è successo anche alle piante aghifoglie o agli alberi. Se le foglie fossero state piatte, il rischio di rami spezzati o altri danni alla pianta sarebbero stati inevitabili. Le prime, come abbiamo visto, hanno sviluppato delle foglie dalla forma molto particolare. Le seconde si contrappongono alle aghifoglie. Le latifoglie, infatti, sono dotate di foglie ampie e piatte.

Ma le piante aghifoglie quali sono? Si tratta, per la maggior parte, di alberi che, come già accennato, vivono principalmente in zone dove gli inverni sono molto rigidi. È il caso, per esempio, di alcune piante aromatiche. D'altra parte, piante aromatiche come timo e rosmarino possono essere coltivate in vaso, ma anche piantate in piena terra. Per fare solo qualche esempio, piante come ginepro o l'erica carnea sono perfette per donare un tocco selvaggio e colorato agli spazi esterni. Non si tratta di piante molto esigenti.
Il mondo delle piante tappezzanti e striscianti
Con il termine piante tappezzanti, piante striscianti o coprisuolo, si intendono tutte quelle piante perenni che presentano la caratteristica di crescere soprattutto in larghezza mantenendo allo stesso tempo un portamento contenuto in altezza. A seconda della specie possono avere uno sviluppo più o meno basso, vegetare bene in diverse esposizioni e produrre interessanti fioriture dal marcato impatto estetico. Normalmente le piante tappezzanti perenni sono piante che crescono di poche decine di centimetri in altezza che con il caratteristico sviluppo allargato, talvolta aderente al suolo, creano una densa copertura della superficie in cui vengono coltivate.

Le piante tappezzanti perenni possono quindi essere adoperate in diversi contesti, a seconda della propria necessità. E’ comune, ad esempio, utilizzarle per coprire una striscia di giardino lungo un vialetto creando una bordura oppure tappezzare aree di aiuole e giardini. E’ anche possibile coltivarle in vaso e fioriere, ne sono un’esempio le piante ricadenti, ma anche in scarpate per appunto coprire con un denso fogliame il suolo difficilmente coltivabile. La densità del fogliame è sicuramente la caratteristica più apprezzata, alcune piante tappezzanti sono sempreverdi mentre altre sono a foglia caduca.
Selezione di specie sempreverdi e striscianti
Una pianta tappezzante sempreverde, anche chiamata pianta strisciante sempreverde, è apprezzata soprattutto per le foglie persistenti che si mantengono per tutto l’anno, ma anche per la colorazione e forma di queste ultime.
- Ginepro strisciante: Anche conosciuto come Juniperus strisciante, esistono molti Ginepri striscianti che differiscono tra loro principalmente per altezza massima raggiunta, colorazione e morfologia della foglia ma il metodo di coltivazione rimane sempre lo stesso. I ginepri sono conifere nane a crescita lenta, non temono il freddo, tollerano tutti i tipi di terreno, anche quelli aridi, e sopportano bene l’ombra purchè non eccessiva. Tra le specie di ginepri tappezzanti che raggiungono altezze massime non superiori a 50 cm, consigliamo Juniperus horizontalis Glauca. Questo ginepro tappezzante raggiunge i 3 metri di diametro, aderisce molto bene al terreno e il fogliame è grigio-blu acciaio.
- Timo selvatico: Chiamato anche comunemente Serpillo o timo selvatico strisciante, è un'erbacea perenne alta non più di 10-20 cm che si sviluppa in larghezza per 40-50 cm. Presenta piccole foglie ovali accompagnate, in estate, da numerosi fiorellini color porpora. E’ una delle specie di timo più utilizzate, a scopi culinari e anche ornamentali.
- Cotoneaster: Il Cotoneaster dammeri radicans è una delle specie sempreverdi, cresce non più di 30-40 cm in altezza e si estende fino al metro in larghezza. Il portamento è arcuato e strisciante e le foglie persistenti sono ovali, dure e lucenti. E’ la pianta tappezzante con bacche rosse per eccellenza.
Consolidamento dei terreni e scarpate
Gestire scarpate e terreni in pendenza non significa solo renderli esteticamente più gradevoli, ma anche proteggerli dall’erosione. Il ginepro strisciante (Juniperus horizontalis e affini) è una delle migliori scelte per consolidare scarpate soleggiate e terreni poveri. I suoi rami bassi e fitti creano una vera “rete” vegetale che trattiene il suolo, limitando il dilavamento dovuto alla pioggia. Ama il pieno sole, sopporta bene la siccità una volta ben radicato e non teme il freddo.
Tutto sui ginepri tappezzanti - Piantagione per il controllo dell'erosione su un pendio
Il Cotoneaster (in particolare le forme prostrate come C. dammeri) è un arbusto tappezzante ideale per pendii e aiuole inclinate. Le sue ramificazioni legnose si espandono in larghezza aderendo al terreno, stabilizzandolo grazie a un apparato radicale fitto. Per le scarpate in ombra o mezz’ombra, la Vinca (o pervinca) è una soluzione resistente e poco esigente. Sia Vinca minor che Vinca major formano lunghi stoloni che radicano lungo il percorso, creando un manto sempreverde che trattiene il terreno e soffoca le erbe infestanti. Tra le piante aromatiche, il rosmarino prostrato (Rosmarinus officinalis prostratus) e il timo (Thymus spp.) sono perfetti per consolidare le scarpate esposte al sole.
Piante aghiformi acquatiche: l'ossigenazione del laghetto
La Crassula recurva, nota anche come crassula acquatica, è una pianta ossigenante indispensabile per un laghetto sano. Rilascia ossigeno nell'acqua, aiuta a tenere sotto controllo le alghe e favorisce l'equilibrio naturale. Grazie alla sua crescita compatta, spesso non è necessaria una pompa o un filtro. L'agrocarpa cresce bassa, si diffonde rapidamente come tappezzante e presenta sottili foglioline aghiformi che possono assumere una colorazione che va dal verde fresco al rosa chiaro. La pianta attecchisce facilmente nel substrato per stagno e cresce a un ritmo controllabile, garantendo risultati rapidi senza diventare invadente. Per una crescita controllata, consigliamo di collocarla in un cesto da laghetto.
Gestione stagionale del verde
Agenda Ottobre racchiude in sé tutta la magia, i colori e le atmosfere proprie dell’autunno. Il 31 Ottobre anche in Italia si festeggia Halloween, che è ormai l’occasione per esorcizzare la morte e tutto ciò che di macabro è ad essa collegato.
- Bulbi: Con luna crescente, interrare da metà mese i bulbi primaverili: tulipani, narcisi, giacinti, allium.
- Dalie e canne: Iniziare a toglierle dalla terra come anche gladioli, gloriose, gigli e lasciarli asciugare in un luogo fresco e asciutto, poi pulirli e spazzolarli per eliminare i residui di terra.
- Attrezzi: Riporre gli attrezzi al coperto e provvedere alla loro cura, riparazione e manutenzione (decespugliatori, tosaerba, trattorini, tosasiepi, ecc.).
- Frutteto: È il momento di mettere a dimora le piantine da frutto con la zolla nelle buche preparate a settembre. Da inizio ottobre a fine maggio si possono mettere a dimora i piccoli frutti: ribes, lamponi, more, mirtilli, uva spina, cranberry, bacche di goji.

Cura delle rose e altre aromatiche
Le rose temono principalmente l’attacco degli afidi che sono voraci e organizzati in colonie. Le buche devono essere leggermente più profonde dell’altezza del vaso perchè la rosa ama affondare le proprie radici in profondità. A novembre e per tutto l’inverno, in assenza di ghiaccio, è possibile la messa a dimora di esemplari a radice nuda con il punto d’innesto un poco sotto terra.
Per quanto riguarda le erbe aromatiche, la moltiplicazione è tempo di moltiplicare e rinnovare le aromatiche sia in piena terra che in vaso per: menta, timo, salvia, maggiorana, origano, melissa e altre, attraverso la divisione dei cespi, operazione da effettuare usando una paletta da giardinaggio o una vanga a seconda delle dimensioni della pianta originaria. La raccolta ed essiccazione avviene nel mese di giugno, periodo migliore per essiccare le piante aromatiche più comuni, per averle a disposizione durante l’inverno. Le aromatiche da essiccare vanno raccolte perfettamente asciutte prima della loro fioritura, legate in mazzi e appese a testa in giù in luogo abbastanza buio, fresco, asciutto e ventilato.
Il Cardo pallottola: una rarità morfologica
È una pianta di tipo cespitoso; raggiunge l'altezza di 1 metro (normalmente è di 30 - 80 cm). Le foglie sono decidue e lungo il fusto sono disposte in modo alterno; la forma è lobato - pennatifida suddivisa in diversi segmenti lobati percorsi da visibili nervature; il margine è dentato - spinoso e termina in una debole spinula. L'infiorescenza (di colore blu metallico) è terminale ed è formata da numerosi capolini riuniti a formare una struttura sferica (o globosa). Ogni capolino è unifloro, ossia possiede un solo fiore tubuloso circondato da diverse squame cigliate ai bordi. Tali strutture morfologiche sono proprie di questo tipo di fiori e vengono chiamate da alcuni botanici florula. Per ottenere una più abbondante fioritura, in primavera è buona cosa somministrare alla base del cespo del concime granulare a lento rilascio, specifico per piante da fiore.

Il tappeto erboso richiede anch'esso attenzioni specifiche: è importante sapere che la vita media di un prato è di circa 10 anni. La gestione corretta del giardino, passando dalla scelta delle specie aghiformi più resistenti alla cura stagionale delle rose e delle aromatiche, permette di creare un ecosistema equilibrato e capace di affrontare le sfide climatiche. Che si tratti di consolidare una scarpata o di riempire un vaso, la conoscenza delle esigenze specifiche di ogni pianta resta il pilastro fondamentale per un giardino rigoglioso in ogni stagione.
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