L'uso di prodotti fitoterapici a scopo preventivo o curativo è un fenomeno sempre più diffuso a livello mondiale. Questa tendenza è spesso alimentata dalla convinzione che "naturale" sia sinonimo di "sicuro", un'idea che richiede un'analisi approfondita, soprattutto in condizioni fisiologiche delicate come la gravidanza.

Fitoterapia: naturale è sempre sicuro?
La fitoterapia affonda le sue radici in tempi antichissimi. Già nell’era preistorica, l’uomo iniziò a utilizzare, in modo del tutto casuale, erbe, foglie, semi e radici non solo per scopi nutritivi, ma anche per favorire la guarigione delle ferite, ridurre il dolore o migliorare la digestione. Ovviamente, a quei tempi, non mancavano effetti nocivi e talvolta letali, dovuti all’ignoranza e all’inesperienza in tale settore. Nel corso del tempo, le ricerche e le applicazioni in ambito fitoterapico si sono evolute e approfondite, tanto da dar vita, in epoca moderna, a corsi di studio e scuole.
Le erbe medicinali sono rimedi molto antichi e di origine naturale, a cui solitamente si fa ricorso quando si vogliono evitare i classici farmaci di sintesi. Questi ultimi sono spesso ritenuti troppo "forti", potenzialmente pericolosi o capaci di causare troppi effetti collaterali. Tuttavia, è importante sottolineare che sono molte le segnalazioni di casi avversi registrati in seguito all'assunzione di prodotti fitoterapici. Tali reazioni non sono necessariamente dovute al prodotto in sé, ma spesso a un uso improprio, sbagliato ed eccessivo, basato essenzialmente sul "fai da te" e senza considerare il parere del proprio medico curante. È fondamentale tenere a mente questa affermazione: naturale non è sinonimo di sicuro, e qualunque prodotto, se impiegato in maniera errata, può provocare danni anche gravi.

Gravidanza e prodotti fitoterapici: un binomio possibile?
La gravidanza è una situazione fisiologica molto delicata, durante la quale è necessario prestare attenzione a ogni tipo di prodotto assunto. Questo a causa della permeabilità della barriera placentare, che permette il passaggio di numerose molecole verso il feto. Spesso accade che molte donne, durante la gravidanza, rifiutino o limitino l'uso di diversi farmaci di sintesi per risolvere i disturbi che normalmente possono manifestarsi nel corso della gestazione, come nausee, insonnia, fastidi gastrointestinali o stitichezza, poiché tali prodotti possono danneggiare il feto. Allo stesso tempo, però, si affidano a trattamenti non farmacologici, come i fitoterapici, con la certezza, infondata, che essendo naturali siano innocui sia per la propria salute, sia per quella della vita che portano in grembo.
Il problema della sicurezza dei prodotti naturali durante la gestazione deriva da una forte carenza di studi d’osservazione caso-controllo su grandi numeri. Per orientarsi meglio nel mondo delle erbe medicinali in gravidanza, è possibile fare riferimento al bollettino dell'AIFA Farmacovigilanza News - n. 12/13 - giugno 2005. Secondo questo documento, l'uso di erbe medicinali e derivati, compreso quello di prodotti erboristici, dovrebbe essere "evitato o comunque limitato ai casi di effettiva necessità e su prescrizione medica", in particolare nel primo trimestre di gravidanza. La Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia federale statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, invita le donne in gravidanza a non assumere prodotti a base di erbe officinali senza averne prima parlato con il proprio medico curante, così come a consultare un erborista esperto nel caso in cui si voglia farne uso. Questo perché le classificazioni della sicurezza di medicinali a base di piante possono essere spesso confuse e difficili da interpretare, e bisogna anche riuscire a distinguere in base all'utilizzo che se ne fa.
Webinar Curarsi in gravidanza: come fare scelte sicure
Come comportarsi durante la gravidanza?
Le tisane in gravidanza possono rappresentare un'abitudine piacevole e utile per mantenere una buona idratazione e ritagliarsi un momento di benessere. Tuttavia, non tutte le erbe sono adatte durante i nove mesi: alcune piante sono più delicate e compatibili, altre invece possono risultare sconsigliate, soprattutto se assunte in miscele concentrate o con frequenza elevata. Le tisane in commercio sono spesso miscele multi-pianta, quindi è fondamentale verificare sempre l'elenco degli ingredienti. Più erbe contiene una miscela, più è difficile valutare l'effetto complessivo.
Molte donne in dolce attesa ricorrono spesso a preparati erboristici e medicinali fitoterapici per alleviare diversi disturbi associati alla gravidanza, come nausee mattutine, insonnia, stitichezza, infezioni urinarie e lombalgia. Trattandosi di prodotti naturali, la convinzione comune è che siano innocui, e quindi preferibili ai farmaci comuni. Tuttavia, non tutte le erbe medicinali sono sicure in gravidanza. Le tisane considerate non sicure sono, generalmente, quelle che contengono quantità eccessive di erbe (maggiori di quelle presenti nei comuni alimenti o bevande) e quelle realizzate con erbe notoriamente tossiche. Le tisane potrebbero inoltre essere contaminate da metalli pesanti e pesticidi. Va ricordato che diverse erbe medicinali possono causare aborto spontaneo.
È vero che alcune erbe possono avere degli effetti sulla gravidanza, come il prezzemolo o la salvia, ma tutto dipende dalla dose e anche dalla modalità di assunzione di queste erbe.
Erbe e tisane generalmente considerate sicure o da assumere con cautela
Alcune erbe sono generalmente considerate più sicure di altre durante la gravidanza, ma è sempre consigliabile consultare il proprio medico o un esperto di fitoterapia prima dell'uso.
- Camomilla e Tiglio: sono tra le tisane più scelte per favorire una sensazione di calma, aiutare il rilassamento serale e supportare il sonno. Sebbene la camomilla sia comunemente usata per le sue proprietà calmanti e digestive, alcuni specialisti la sconsigliano in gravidanza poiché si ritiene che possa stimolare le contrazioni dell'utero. Dipende, però, dalla propria storia clinica, dalla quantità consumata e da altri fattori. Come per qualsiasi altra cosa nella dieta durante la gravidanza, è consigliabile quindi chiedere un consulto al proprio medico.
- Malva e Altea: sono ricche di mucillagini e vengono spesso apprezzate per il loro effetto delicato.
- Zenzero: è uno degli ingredienti più citati durante la gravidanza perché può aiutare in caso di nausea, specialmente al mattino.
- Menta: in gravidanza, la risposta sulla sicurezza della menta dipende soprattutto da quantità e sensibilità personale. La menta in gravidanza è una delle ricerche più frequenti.
- Erbe aromatiche in cucina: le erbe usate in cucina per insaporire le pietanze non sono controindicate in gravidanza; anzi, il loro impiego permette di limitare le quantità di sale (che fa innalzare la pressione del sangue) a tutto vantaggio della salute. Le erbe aromatiche usate per insaporire i piatti, come prezzemolo, salvia, rosmarino, basilico, maggiorana, timo, generalmente non sono pericolose in gravidanza. L'importante è consumarle con moderazione. Ad esempio, il rosmarino è considerato sicuro se assunto come spezia per insaporire gli alimenti, mentre va evitato in gravidanza sotto forma di integratori. Alcuni specialisti raccomandano di evitare coriandolo e prezzemolo in grandi quantità poiché in rari casi potrebbero causare un aborto.

Erbe medicinali controindicate in gravidanza: quali sono e perché evitarle?
Assumere farmaci in gravidanza può essere controindicato per il bambino che nascerà. Allora le future mamme preferiscono curarsi con le erbe. Ma anche le erbe medicinali possono avere effetti indesiderati e provocare reazioni avverse, soprattutto in gravidanza. Ecco un elenco dettagliato di erbe medicinali controindicate in gravidanza, a cura degli esperti di Medicina e Farmacologia Gioacchino Calapai, Giovanni Polimeni e Achille P., e dal bollettino di Farmacovigilanza dell'AIFA:
- Bardana: è una pianta medicinale utilizzata soprattutto per le sue proprietà diuretiche e di purificazione del sangue. Viene indicata in caso di acne, problemi della pelle e insufficienza epatica.
- Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens): viene prescritto soprattutto in caso di malattie infiammatorie articolari. Viene utilizzato, tra l'altro, come rimedio naturale per il trattamento di mal di testa, infiammazioni, mal di schiena, dolori cervicali, tendinite e artrite. Nonostante i suoi benefici, l'artiglio del diavolo può avere effetti negativi sul feto. Proprio per questo, è sconsigliato il suo utilizzo nelle donne incinte. Le ricerche suggeriscono anche che può contribuire ad alleviare il mal di schiena e i sintomi dei disturbi degenerativi delle articolazioni, come l'artrite (tuttavia, sono necessari ulteriori studi al riguardo).
- Ginseng: di solito viene consigliato per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, oltre che antidepressive. Può essere utile per stimolare la circolazione sanguigna e in caso di fisico debilitato, per ridurre il senso di stanchezza. Sebbene abbia molte proprietà benefiche, alcuni specialisti sconsigliano il consumo di ginseng in gravidanza, così come in allattamento, mentre altri suggeriscono di assumerlo con cautela, soprattutto durante il primo trimestre. Uno studio di coorte del 2008 ha però evidenziato che il Panax ginseng sia stato erroneamente riportato in letteratura come causa di androgenizzazione del feto, mentre in realtà il caso riportato era dovuto a un adulterante.
- Iperico: a livello medico, l'iperico può essere indicato in caso di depressione medio-lieve. Viene utilizzato in sinergia con altre erbe medicinali se alla depressione si uniscono anche una componente ansiosa o disturbi del sonno. Esistono prove scientifiche molto deboli, basate su un caso clinico, che dimostrano che l'iperico comporti un rischio minimo se assunto durante la gravidanza. Prove in vitro, derivanti da studi su animali, hanno dimostrato che l'iperico in gravidanza non influisce sullo sviluppo cognitivo né causa difetti comportamentali a lungo termine, ma può ridurre il peso alla nascita del bambino.
- Ortica (Urtica dioica): viene utilizzata come pianta medicinale in caso di malattie infiammatorie articolari. Il consumo di ortica è indicato a tutti coloro che soffrono di anemia o carenza di ferro, con particolare riferimento alle donne in età fertile. Viene inoltre consigliata per favorire la regolarità intestinale.
- Schisandra: viene utilizzata come rimedio naturale antistress. Le bacche di schisandra sono considerate un alimento supernutriente e un rimedio naturale universale dalla medicina tradizionale cinese. Aiutano a prevenire l'affaticamento mentale e migliorano la concentrazione al lavoro.
- Liquirizia (Glycyrrhiza glabra): viene indicata come rimedio naturale in caso di gastrite e ulcera. È però opportuno che coloro che soffrono di ipertensione consumino la liquirizia moderatamente, poiché ha l'effetto di innalzare la pressione sanguigna.
- Sedano: ha proprietà diuretiche, depurative e digestive. Viene indicato in caso di nefropatie, come depuratore del sangue e come protettore del fegato. Ha inoltre proprietà rimineralizzanti.
- Trifoglio (Trifolium pratense): viene utilizzato come coadiuvante della terapia ormonale sostitutiva in menopausa. Viene controindicato in gravidanza per via della sua attività simile a quella dei fitoestrogeni (agonista/antagoniste dei recettori per gli estrogeni).
- Noce moscata: ha un potere tossico e, se assunta in eccessiva quantità, può dare allucinazioni e convulsioni.

È importante consultare sempre il proprio medico curante o uno specialista prima di assumere qualsiasi prodotto a base di erbe durante la gravidanza. Il parere degli specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. Gli specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.