Il personaggio di Peter Pan, figura iconica che simboleggia l'innocenza giovanile e l'evasione, ha trascenduto le pagine dei romanzi per diventare un vero e proprio fenomeno culturale globale. Creato da J. M. Barrie, Peter Pan ha affascinato generazioni, evolvendo attraverso innumerevoli produzioni di varia natura, dai film ai cartoni animati, dai fumetti al merchandising, e ispirando persino innovativi metodi di apprendimento e attività terapeutiche, inclusi percorsi specifici per l'insegnamento dell'inglese ai più piccoli attraverso il gioco e le canzoni.
Le Origini Letterarie e la Nascita del Mito di Peter Pan
La storia di Peter Pan ha inizio con la penna di J. M. Barrie, che lo ha presentato per la prima volta al pubblico nel 1902. Peter Pan è un personaggio letterario creato da J. M. Barrie nel 1902, che compare per la prima volta nel romanzo L'uccellino bianco e poi in altre opere dello stesso autore come la pièce teatrale Peter Pan. Il bambino che non voleva crescere, nel 1904, opera che venne poi riscritta e pubblicata come romanzo nel 1911, e nel romanzo Peter Pan nei Giardini di Kensington, del 1906, come dettagliato da Stella Grillo su Metropolitan Magazine e Margherita D'Amico nell'Enciclopedia dei ragazzi [1][2].
Nel romanzo L’uccellino bianco del 1902, la prima versione del personaggio viene accennata, descritta come un neonato di sette giorni. Questa concezione iniziale si evolve nella successiva pièce teatrale del 1904, Peter Pan. Un elemento distintivo del mito di Peter Pan è la sua connessione con i Kensington Gardens di Londra, un luogo reale che Barrie amava. A testimonianza di questo legame, Barrie commissionò una statua di Peter Pan allo scultore George Frampton, che fu eretta nei Kensington Gardens durante la notte del 30 aprile 1912 come sorpresa per i bambini di Londra, un evento riportato da Alma Cattleya su Fiabe in Analisi e ITV [3][4]. Altre sei statue sono state fuse dallo stampo originale ed esposte in tutto il mondo, perpetuando il suo ricordo in diverse città. Peter Pan nasce in un'isola sita al centro del lago di Kensington, a Londra.
La genesi più completa del personaggio è narrata in Peter Pan nei Giardini di Kensington. Qui viene raccontato che il corvo Salomone vive nell'Isola degli Uccelli dove riceve le suppliche di donne che vorrebbero diventare madri. Salomone quindi invia a queste dei volatili i quali diventeranno dei bambini una volta giunti a destinazione. Peter è uno di questi. La narrazione prosegue spiegando che accidentalmente la madre adottiva lascia una finestra aperta e lui ne approfitta per volare via per far rientro all'Isola degli Uccelli. Qui, Salomone gli spiega che ormai è a metà strada tra uccello e bambino e quindi non può più tornare a essere quello che era prima. Peter perde poi anche la capacità di volare e, non sapendo neppure nuotare, è condannato a rimanere per sempre sull'isola. Tuttavia, Peter vorrebbe tornare nei Giardini di Kensington e, grazie all'aiuto dei tordi, riesce ad andare e venire dall'isola. I Bimbi Sperduti, figure centrali nelle sue avventure, sono descritti come "i bambini che cadono dalla carrozzina quando la loro bambinaia non fa attenzione."
Il nome stesso del personaggio deriva da due fonti significative: Peter Llewelyn Davies, uno dei cinque figli di Sylvia Llewelyn Davies che hanno ispirato la storia, e Pan, una divinità minore della mitologia greca che suona il flauto alle ninfe ed è in parte umano e in parte capra. Questo legame è esplicitamente menzionato nelle opere di Barrie, dove Peter Pan suona il flauto omonimo e cavalca una capra, elementi che rafforzano la sua natura mitologica e la sua essenza selvaggia.
L'Essenza Psicologica di Peter Pan: Il Bambino che Non Voleva Crescere
La figura di Peter Pan è ben più di un semplice personaggio fiabesco; rappresenta un profondo archetipo psicologico, quello del bambino che non vuole crescere. Peter è uno stereotipo esagerato del ragazzo vanaglorioso, avventuroso, noncurante e spensierato. Egli sostiene la propria grandezza, anche quando tali affermazioni sono discutibili, come quando si congratula con sé stesso per aver riattaccato la sua ombra. Nella commedia e nel romanzo, Peter incarna la spensieratezza dell'infanzia, il piacere di avventure immaginarie e spesso violente senza preoccupazione o comprensione del pericolo reale, ed è descritto come smemorato ed egocentrico, come evidenziato da Ilaria Gaspari su Il Libraio e dal sito Spulcialibri [7][8]. Peter ha un atteggiamento disinvolto e spensierato, ed è coraggioso, audace e arrogante quando si tratta di mettersi in pericolo.
J. M. Barrie stesso, nel delineare la psicologia di Peter, scrive che quando Peter pensò che sarebbe morto alla Roccia dei Naufraghi, si sentì spaventato, eppure provò solo un brivido. Con questo atteggiamento spensierato, la sua famosa frase recita: "Morire sarebbe una grande avventura" [9]. Questo dimostra una profonda disconnessione dalla realtà delle conseguenze, tipica di un'infanzia eterna. Si preoccupa per Wendy Darling, ma riesce a vederla solo come una figura materna, invece di una dolce metà. Barrie attribuisce questo all'"enigma del suo stesso essere", sottolineando la sua incapacità di comprendere relazioni adulte o di invecchiare. La qualità archetipica di Peter è la sua giovinezza senza fine.

La capacità di volare di Peter viene spiegata, ma in modo incoerente. In L'uccellino bianco, è in grado di volare perché si dice che sia in parte uccello, un tratto che lega la sua natura alla libertà e all'istinto primordiale, secondo Focus Junior e Prima Bergamo [10][11]. Peter, quando presente, ha un effetto sull'intera Isola che non c'è e sui suoi abitanti. Barrie afferma che sebbene appaia diversa a ogni bambino, l'isola "si sveglia" quando Peter torna dal suo viaggio a Londra, rivelando un legame quasi simbiotico tra il ragazzo e il suo mondo fantastico.
Nel capitolo La laguna delle sirene, tratto dal libro Peter e Wendy, Barrie scrive che non c'è quasi nulla che Peter non possa fare. Egli è un abile spadaccino, rivaleggiando anche con Capitan Uncino, a cui ha tagliato la mano in un duello. Peter possiede una vista e un udito straordinariamente acuti, che gli permettono di navigare con destrezza nelle sue avventure. Peter Pan è uno spirito libero, essendo troppo giovane per essere gravato dagli effetti dell'istruzione o per avere un'idea adulta della responsabilità morale, come discusso da Eva Cabras per il Corriere della Sera [12]. In quanto "intermedio", che sa volare e parlare la lingua delle fate e degli uccelli, Peter è in parte animale e in parte umano. Secondo la psicologa Rosalind Ridley, confrontando il comportamento di Peter con gli adulti e con altri animali, Barrie solleva molte domande post-darwiniane sulle origini della natura e del comportamento umano [16][17]. Questa prospettiva offre una lettura più profonda del personaggio, che va oltre la semplice narrazione per bambini, toccando temi filosofici e psicologici complessi.
Le Molteplici Trasposizioni di Peter Pan: Dal Palcoscenico al Grande Schermo
La popolarità di Peter Pan ha portato a innumerevoli adattamenti che ne hanno consolidato il mito attraverso i decenni, raggiungendo diverse generazioni e pubblici.
Peter Pan a Teatro: Le Origini Sceniche
Il viaggio di Peter Pan nel mondo dello spettacolo ha avuto inizio sul palcoscenico. La produzione originale londinese, apertasi il 27 dicembre 1904 al Duke of York Theatre, vide il debutto dello spettacolo teatrale Peter Pan. Il bambino che non voleva crescere, con Nina Boucicault nel ruolo di Peter Pan, Gerald du Maurier come Capitan Uncino e Hilda Trevelyan nel ruolo di Wendy. Secondo le convenzioni teatrali dell'epoca, il ruolo del protagonista maschile fu affidato all'attrice Nina Boucicault, figlia del drammaturgo Dion Boucicault. Poco dopo, nel 1905, Peter Pan arrivò anche negli Stati Uniti, con uno spettacolo teatrale che vide Maude Adams interpretare Peter Pan e Ernest Lawford nel ruolo di Capitan Uncino, all'Empire Theatre di Broadway (New York) [18].
Altri importanti allestimenti teatrali includono:
- 1924 - Marilyn Miller in Peter Pan, spettacolo teatrale di James Matthew Barrie, al Knickerbocker Theatre di Broadway (New York).
- 1928 - Eva Le Gallienne in Peter Pan, spettacolo teatrale di James Matthew Barrie, al Civic Repertory Theatre di Broadway (New York).
- 1950 - Jean Arthur in Peter Pan, musical di Leonard Bernstein, basato sull'opera teatrale di James Matthew Barrie, di nuovo a Broadway, presso l'Imperial Theatre.
- 1954 - Mary Martin in Peter Pan, musical di Mark "Moose" Charlap basato sull'opera teatrale di James Matthew Barrie, regia di Jerome Robbins, al Winter Garden Theatre di Broadway (New York).
- 1979 - Sandy Duncan in Peter Pan, musical di Mark "Moose" Charlap, regia di Rob Iscove, al Lunt-Fontanne Theatre di Broadway (New York).
- 1990 - Cathy Rigby in Peter Pan, musical di Mark "Moose" Charlap, regia di Fran Soeder, al Lunt-Fontanne Theatre di Broadway (New York).
- 1998 - Cathy Rigby in Peter Pan, musical di Mark "Moose" Charlap, regia di Glenn Casale, al Marquis Theatre di Broadway (New York).
Il Prolungamento della Narrativa: Dai Romanzi ai Film
Dopo il successo teatrale, Barrie continuò a esplorare il mondo di Peter Pan attraverso la letteratura. Opere come Peter Pan nei Giardini di Kensington (GB, 1906) di J. M. Barrie hanno approfondito le sue origini. Successivamente, The Peter Pan Picture Book (GB, 1907) di Daniel O' Connor, illustrato da Alice B. Woodward, si presentò come un primo breve adattamento romanzato dell'opera teatrale di Barrie, oltre che la prima versione illustrata della storia. Barrie continuò a rivedere la trama della storia per anni, dopo il suo debutto avvenuto in teatro, e solo nel 1911 ritenne di esserne pronto a darne la versione definitiva in forma di romanzo con Peter e Wendy, illustrato da Francis Donkin Bedford. Non per questo cessò l'opera di limatura del testo teatrale che fu pubblicato in versione definitiva solo nel 1928; in questa versione cartacea venne aggiunto anche il finale alternativo intitolato "Quando Wendy crebbe". Ulteriori adattamenti romanzati autorizzati da Barrie includono Peter Pan and Wendy (GB 1915) di May Byron, in seguito illustrato nel 1921 da Mabel Lucie Attwell.
Il grande schermo ha offerto nuove dimensioni al personaggio. Peter Pan (1924), un film muto statunitense diretto da Herbert Brenon, vide Betty Bronson nel ruolo di Peter Pan, Ernest Torrence come Capitan Uncino, Mary Brian come Wendy, Jack Murphy come John e Philippe De Lacy come Michael [23]. Secondo la tradizione nelle rappresentazioni teatrali dell'epoca, il personaggio di Peter Pan fu affidato a una giovane attrice, Betty Bronson, scelta personalmente dall'autore J. M. Barrie stesso.
L'evoluzione di Peter Pan in spettacoli e film (1953-2023)
Nel 1953, le Avventure di Peter Pan (Peter Pan), un film d'animazione statunitense diretto da Clyde Geronimi, Wilfred Jackson e Hamilton Luske, introdusse Peter Pan a una nuova generazione. Nella versione della trasposizione animata della Disney, Peter venne caratterizzato come un bambino che trascorre la sua vita di eterna infanzia all'Isola che non c'è, come riportato da The Disney Compendium e La Mente è Meravigliosa [6][13]. Qui è capo di una banda di Bambini Perduti, in compagnia di sirene, indiani, fate e pirati; occasionalmente incontra bambini nel mondo reale. Nel film Disney del 1953, Peter indossa un abito composto da una tunica verde a maniche corte, dei collant apparentemente fatti di stoffa e un berretto con una piuma rossa. Ha orecchie a punta da elfo, occhi castani e capelli rossi, un'immagine che è diventata iconica. Il successo di questa versione ha portato a sequel come Peter Pan - Ritorno all'Isola che non c'è (Return to Never Land), film d'animazione statunitense del 2002, diretto da Robin Budd e Donovan Cook.
Altre importanti produzioni cinematografiche includono:
- Il film Hook - Capitan Uncino del 1991, in cui Peter è rappresentato, in versione adulta, con occhi blu e capelli castano scuro, e il suo abbigliamento ricorda il vestito Disney, seppur senza il cappello.
- Peter Pan (2003), film diretto da P.J. Hogan, con Jeremy Sumpter nel ruolo del protagonista.
- Una rivisitazione più recente e decisamente inaspettata si trova nel film Cip & Ciop agenti speciali (Chip 'n Dale Rescue Rangers) del 2022, regia di Akiva Schaffer. Qui, il personaggio di Peter Pan è l'antagonista principale del film, che però nessuno vuole più per lavorare in quanto è diventato grande e adolescente ed è diventato un famigerato boss del crimine e il capo della Banda della Valle, chiamato Sweet Pete, dopo essere stato licenziato e cacciato da Hollywood.
Peter Pan nella Cultura Contemporanea: Fumetti, Videogiochi e Televisione
L'influenza di Peter Pan si estende ben oltre il cinema e il teatro, permeando il mondo dei fumetti, dei videogiochi e delle serie televisive, dove il suo mito viene costantemente reinterpretato e arricchito.
Peter Pan a Fumetti: Nuove Prospettive narrative
Nel 2002 Peter Pan è il protagonista del fumetto omonimo pubblicato dalla Disney, la cui trama è fedelmente ispirata al cartone animato. Tuttavia, l'immaginario di Peter Pan ha ispirato anche narrazioni più mature e complesse, come quelle che hanno visto coinvolto Dylan Dog. Tra i vari personaggi dei fumetti, Dylan Dog si è trovato ad avere a che fare con Peter Pan in più occasioni: nell'albo 115 intitolato L'Antro della Belva e successivamente nel 154, Il Battito del Tempo.
Nel primo albo, si vede come Peter Pan, una volta cresciuti Wendy, John, Michael e tutti i Bambini Perduti, si trovi sempre più solo perché tutte le bambine che ha portato con sé all'Isola che non c'è sono invecchiate e hanno perso la capacità di volare. Questo offre una visione malinconica del "ragazzo che non voleva crescere" confrontato con l'ineluttabilità del tempo per gli altri. Nel secondo albo, si immagina che la storia abbia un seguito subito dopo l'inseguimento di Capitan Uncino da parte del Coccodrillo. L'isola è stata svuotata di tutti i personaggi che hanno intrapreso altre carriere (in una vignetta si vedono addirittura le sirene che fondano un gruppo musicale diventando le Spice Girls) e tra questi ci sono anche Peter Pan e Campanellino che hanno deciso di vivere sulla Terra mantenendo però il loro aspetto giovane. Non solo: Campanellino, per tenerlo sempre con sé, ha fatto un incantesimo alla mente di Peter, lasciandogliela bloccata all'età infantile mentre il suo corpo è quello di un uomo. Gli ex Bambini Perduti, fattisi anziani, sentono una forte invidia per loro e decidono di violentare la fata per riacquistare la loro giovinezza. Solo l'intervento di Dylan Dog può salvare la strage dettata dalla vendetta di Campanellino, una narrazione che esplora temi di invecchiamento, gelosia e le conseguenze oscure dell'eterna giovinezza.
Anche la serie Martin Mystère si è occupata della vicenda di Peter Pan, in particolare negli albi nn. 85 e 86, rispettivamente I misteri di Londra e La terra che non c’è. In seguito la vicenda viene ripresa nell'albo n. 280, "Ritorno alla terra che non c'è". Nei primi due albi, i protagonisti conoscono Peter Pan oramai invecchiato in quanto ha deciso di abbandonare la sua terra e vivere nel mondo moderno. Scoprono che l'Isola che non c'è è in realtà un quartiere di Londra che nell'Ottocento viene isolato tramite muri e recinzioni dal governo inglese. Con il tempo il quartiere viene dimenticato da tutti e i suoi abitanti vivono in una vita immortale, offrendo un'interpretazione urbana e misteriosa dell'Isola che non c'è.
Peter Pan nel Mondo Digitale: Videogiochi e Televisione
Nel panorama videoludico, Peter Pan ha volato in diverse avventure:
- Hook (1992), una serie di adattamenti per Arcade, SNES, Genesis, Sega CD, Game Boy, PC e Amiga, ispirati al film omonimo diretto da Steven Spielberg.
- Kingdom Hearts (serie, dal 2002 ad oggi), dove Peter Pan e L'Isola che non c'è appaiono come mondo visitabile in vari capitoli (Kingdom Hearts, Chain of Memories, 358/2 Days), permettendo ai giocatori di interagire direttamente con il suo universo.
- Disney Infinity (serie, 2013-2016), in cui Trilli è un personaggio giocabile, ampliando la presenza dei personaggi dell'Isola che non c'è nel gaming.
- Disney Magic Kingdoms (2016, iOS/Android), un gioco di gestione parco a tema dove è possibile sbloccare Peter Pan e Wendy, integrando la fantasia in un contesto di costruzione virtuale.
Nel mondo televisivo, la serie C'era una volta (Once Upon a Time, 2011-2018) a partire dalla seconda stagione ha introdotto l'Isola che non c'è con i personaggi di Capitan Uncino, Spugna e i Bambini Perduti, reimmaginando le loro storie in un contesto fiabesco moderno.

Peter Pan e la Musica: Emozioni e Apprendimento attraverso le Note
La storia di Peter Pan ha ispirato anche numerosi artisti musicali, che hanno saputo catturare l'essenza del suo mondo in canzoni ed opere teatrali.
Canzoni Ispirate: Tributi e Riflessioni
Alla figura del bambino che non voleva crescere, nel 1973 la cantante Patty Pravo ha dedicato la canzone I giardini di Kensington, incisa nell'album Pazza idea, con testo italiano originale di Maurizio Monti, cover del brano Walk on the wild side di Lou Reed. Questa canzone riflette un'interpretazione artistica del mito di Peter Pan, rievocando le suggestioni dei celebri giardini londinesi.
Più recentemente, il 6 ottobre 2017 il cantautore Ultimo ha pubblicato il suo primo album d'esordio intitolato Pianeti, all'interno del quale è presente una canzone intitolata Wendy [24]. Ultimo stesso la definisce così: «Wendy è la donna che sogno mentre torno dallo studio a casa, è lo spazio di luce tra le siepi, è la bellezza rassicurante che mi culla ogni notte. Il blu nei suoi occhi mi conosce come nessuno. Io non mi ritengo un ragazzo romantico, ma mi ritengo abbastanza fragile da potere capire che solo immaginando l'amore lo si può vivere in modo perfetto. Mai e poi mai vorrei Wendy vicino e parlare di cose stupide con lei, perché lei è perfetta così: tra il sogno e la speranza». Nel 2018 Ultimo pubblicò il suo secondo album dedicato interamente alla storia di Peter Pan, testimoniando il profondo impatto che il personaggio e il suo universo hanno avuto sull'immaginario collettivo e sulla produzione artistica contemporanea.
Peter Pan - Il Musical: Un Fenomeno Nazionale e Internazionale
Un capitolo significativo nella storia musicale di Peter Pan è rappresentato dal musical italiano dedicato al personaggio. Si torna a volare verso l’Isola che non c’è con un’edizione speciale di PETER PAN - IL MUSICAL, che celebra i vent’anni dalla sua nascita. Nato nel 2006 dall’incontro fortunato tra il produttore Gianmario Longoni, il regista Maurizio Colombi e il genio creativo di Edoardo Bennato, Peter Pan il musical si appresta a celebrare i suoi vent’anni di vita tornando sul palco dove tutto ha avuto inizio, il TAM Teatro Arcimboldi Milano.
Questa produzione rappresenta un’intuizione visionaria tutta italiana, che in pochi anni è diventata un fenomeno nazionale, un vero e proprio Must-see show, che ha insegnato a volare a tre generazioni di spettatori e ha conquistato oltre un milione di persone. Dalle prime repliche all'Augusteo di Napoli fino al prestigioso sbarco in lingua inglese alla Royal Opera House di Muscat in Oman nel 2018, il musical ha dimostrato la forza dell'eccellenza teatrale italiana nel mondo.
Anima dello spettacolo è la musica, eseguita per l’occasione dal vivo, che accompagna e amplifica ogni emozione del racconto. La colonna sonora è interamente costruita sui brani senza tempo di Edoardo Bennato, tratti in gran parte dallo storico album del 1980 Sono solo canzonette, un disco che ha segnato intere generazioni. Ancora oggi, a 80 anni, Bennato riempie i teatri con la sua musica, dimostrando quanto queste canzoni siano ormai parte integrante dell’immaginario collettivo. In PETER PAN - IL MUSICAL, le sue composizioni diventano la voce stessa dell’Isola che non c’è, un inno alla libertà, al sogno e al rifiuto di crescere in una fusione perfetta con il mito di James Matthew Barrie. Con questa edizione speciale per il ventesimo anniversario, lo spettacolo celebra non solo la propria storia, ma anche il potere del teatro musicale di creare mondi, emozioni e ricordi condivisi. Perché, dopo vent’anni, una cosa è certa: finché ci sarà qualcuno disposto a sognare, PETER PAN - IL MUSICAL continuerà a volare.
Le Attività Ispirate a Peter Pan: Gioco, Terapia e Apprendimento per i Bambini
Il mondo di Peter Pan non è solo fonte di intrattenimento, ma anche un catalizzatore per lo sviluppo di attività educative e terapeutiche rivolte ai bambini e, in senso più ampio, al benessere delle famiglie. Queste iniziative mirano a stimolare la fantasia, favorire l'apprendimento e offrire momenti di svago e cura.
L'Inglese attraverso il Gioco e le Canzoni: Un Progetto per i Più Piccoli
Tra le attività più innovative e pertinenti al tema, spicca l'apprendimento dell'inglese. L’inglese attraverso il gioco, le attività manuali, le canzoni, il divertimento rappresenta un progetto a cura della Dott.ssa Adriana Cantisani che risponde alla domanda: "Come hanno imparato a parlare i Vs. bambini?". Questo approccio didattico sfrutta la naturale propensione dei bambini al gioco e alla musica per facilitare l'acquisizione di una nuova lingua, rendendo l'esperienza divertente e immersiva, proprio come un viaggio nell'Isola che non c'è. Le canzoncine in inglese, in questo contesto, diventano strumenti potenti per memorizzare vocaboli e strutture linguistiche in modo spontaneo e gioioso, trasformando l'apprendimento in un'avventura.
Attività Ricreative e Terapeutiche per il Benessere
Il concetto di "cura" si estende ben oltre l'aspetto linguistico. Sono tante le attività correlate ai giardini terapeutici che sono diventati “parte della cura” e accompagnano le terapie più propriamente mediche. Questi spazi verdi offrono un ambiente rilassante e stimolante per attività manuali e di contatto con la natura. Inoltre, gli amici a 4 zampe negli incontri di pet therapy offrono in tantissime situazioni di disagio e di difficoltà, una fonte per migliorare lo stato di salute e agevolare la guarigione, dimostrando il potere del legame uomo-animale.
Le opportunità di espressione creativa sono altrettanto importanti. Attività come stencil, terracotta, pennelli, colori, ceramica permettono ai bambini di esplorare la propria manualità e fantasia, trasformando materiali semplici in opere d'arte. Non solo bambini, ma anche tanti adolescenti sono ospiti nella Grande Casa. Per loro, L’Altana è uno spazio tutto per loro, un piccolo rifugio con pc, console, giochi e un bellissimo panorama su Trastevere, offrendo un ambiente sicuro e stimolante per la loro età.
Le celebrazioni e le feste giocano un ruolo fondamentale nella socializzazione e nel divertimento. Halloween, Carnevale, Natale e i compleanni dei bambini sono occasioni in cui, con i nostri volontari nella Grande Casa, si brinda, si gioca, ci si maschera e a volte si balla anche, creando ricordi felici e rafforzando il senso di comunità.
Prendersi cura di sé è molto importante, un concetto che vale sia per i bambini che per gli adulti. Fa bene ai genitori per distrarsi e fa bene ai figli perché dimostra loro che non bisogna abbattersi, insegnando l'importanza della resilienza e dell'equilibrio personale. Che sia fuori o dentro le Case, fa bene distrarsi, sottolineando la necessità di momenti di leggerezza e svago nella vita quotidiana.
Per i più piccoli, e non solo, le letture ad alta voce sono un mezzo prezioso per trovare un po’ di svago e per fuggire qualche ora in un mondo di fantasia, stimolando l'immaginazione e l'amore per i libri.

Anche l'esplorazione e la scoperta sono parte integrante di queste attività. Bambini, mamme e papà possono visitare la città eterna con i nostri volontari e professionisti, scoprendo la cultura e la storia in un contesto guidato e accogliente. E per chi guarda alle stelle, “Seconda stella a destra…” ma anche tutte le altre e persino i pianeti! Ad Astropeter Pan si fa sul serio, con attività che uniscono la curiosità scientifica all'incanto del cielo notturno, richiamando il famoso riferimento di Peter Pan e ampliando l'orizzonte della fantasia ben oltre l'Isola che non c'è.