Il Latte Materno: Proprietà Straordinarie, Valori Nutrizionali Dinamici e Importanza Ineguagliabile

Il latte materno è l'alimento per eccellenza per il neonato, un nutrimento unico che, in autonomia e singolarmente, è capace di soddisfare tutti i bisogni di crescita del bambino. Non si tratta di un alimento qualunque, ma possiede un valore che va ben oltre il mero nutrimento, rappresentando un complesso equilibrio di sostanze che proteggono, nutrono e preparano il bambino a un futuro sano. La sua composizione straordinaria si evolve nel tempo, adattandosi con precisione millimetrica alle esigenze del piccolo, dalla nascita fino ai mesi e anni successivi. Questa adattabilità è una delle sue proprietà più sorprendenti e fondamentali.

Composizione dinamica del latte materno

Poiché è il primo nutrimento che il tuo bambino riceve, potresti pensare che il latte materno contenga sostanze nutritive di base essenziali quali carboidrati, proteine e grassi, oltre che acqua per mantenere l'idratazione. Ed è proprio così, ma il suo profilo va ben oltre. L'interesse scientifico per lo studio della composizione del latte materno sta crescendo e sempre più componenti vengono isolati e individuati. Una cosa che la scienza sta scoprendo è che la composizione non è univoca: quella del colostro è diversa da quella del latte maturo, e la composizione del latte maturo cambia da poppata a poppata, e persino durante una singola poppata. Si ritiene che il latte materno venga un po' modificato dalla madre per soddisfare le esigenze del suo bambino. Ad esempio, quando un bambino nasce prematuro, il latte della madre "tende ad essere più ricco di proteine e grassi".

Le Incredibili Componenti del Latte Umano

Il latte materno è un tessuto liquido prodotto dalla madre attraverso la propria mammella durante l'allattamento. È ricchissimo di sostanze nutritive che alimentano e proteggono il bambino, ma la sua composizione varia nel corso del tempo. Da cosa è composto il latte materno? Questo alimento "vivo" contiene un'ampia gamma di elementi che non possono essere riprodotti con la stessa efficacia in nessun'altra formula.

Tra le sue componenti principali troviamo:

  • Milioni di cellule vive: Queste includono globuli bianchi, che aiutano a rinforzare il sistema immunitario del bambino, e cellule staminali che favoriscono lo sviluppo e l'eventuale guarigione degli organi. Queste cellule offrono una protezione fuori dal grembo materno, fornendo una difesa attiva contro le infezioni.
  • Più di 1.000 proteine: Le proteine sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo del bambino, attivano il suo sistema immunitario e favoriscono lo sviluppo e la protezione dei neuroni cerebrali. Le proteine del latte umano sono di altissima qualità biologica e, nonostante siano presenti in basso contenuto rispetto ad altri latti, vi è comunque un rapporto ottimale tra caseina e sieroproteine. Tutti gli aminoacidi essenziali, importanti per la crescita e la salute del piccolo, sono contenuti nel latte materno. Questi sono 3-4 volte maggiori rispetto al latte di mucca nel primo mese di vita, quando la velocità di crescita è massima.
  • Oltre 200 zuccheri complessi, gli oligosaccaridi: Conosciuti come HMO (Human Milk Oligosaccharides), questi zuccheri fungono da prebiotici, introducendo "batteri buoni" nell'intestino del bambino. A differenza delle altre specie, il latte umano presenta una varietà eccezionale di oligosaccaridi, più di duecento. Essi, inoltre, prevengono il rischio di infezioni del sangue e riducono il rischio di infiammazione cerebrale.
  • Più di 40 enzimi: Gli enzimi sono catalizzatori che accelerano le reazioni chimiche nel corpo. Quelli contenuti nel latte materno facilitano la digestione del bambino e ne rafforzano il sistema immunitario, oltre a favorire l'assorbimento del ferro.
  • Fattori di crescita: Questi elementi favoriscono uno sviluppo sano, interessando molte parti del corpo del bambino come l'intestino, i vasi sanguigni, il sistema nervoso e le ghiandole secretorie degli ormoni.
  • Ormoni: Il latte materno ne contiene molti. Queste sostanze chimiche intelligenti trasmettono messaggi tra organi e tessuti per assicurarne il corretto funzionamento. Alcuni di essi aiutano a regolare l'appetito e i ritmi del sonno del bambino, e giovano persino al legame tra madre e figlio.
  • Vitamine e minerali: Queste sostanze nutritive, inclusi ferro, rame e zinco, e le vitamine A, C, D, E, K e le vitamine del gruppo B, sono in grado di favorire una crescita sana e il corretto funzionamento degli organi, oltre che a promuovere lo sviluppo dei denti e delle ossa del bambino. Il colostro è particolarmente ricco di questi, con una concentrazione di vitamine A, E e K maggiore rispetto a quella presente nel latte materno maturo. Il magnesio rafforza le ossa e regolarizza il ritmo cardiaco, mentre lo zinco promuove lo sviluppo cerebrale e rafforza il sistema immunitario del neonato. Sebbene il latte umano contenga poco ferro, questo ha un'alta biodisponibilità, e la presenza di vitamina E svolge una preziosa azione antianemica e antiossidante.
  • Anticorpi, anche detti immunoglobuline: Esistono cinque forme principali di anticorpi e il latte materno le contiene tutte. Proteggono il bambino da malattie e infezioni, neutralizzando batteri e virus. Nel latte passano anche gli anticorpi che la mamma si è “fabbricata” superando le infezioni avute prima della gravidanza.
  • Acidi grassi a catena lunga: Questi svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso del bambino, oltre a favorirne lo sviluppo sano di cervello e occhi. In particolare, gli acidi grassi contenuti nel latte materno sono importanti per lo sviluppo del cervello, del sistema nervoso e della vista (in particolare della retina). L'apporto di DHA (acido docosaesaenoico) deve avvenire attraverso la dieta alimentare della madre. Per questo motivo, per la mamma è così importante seguire una dieta alimentare bilanciata, che comprenda un apporto adeguato di DHA, spesso presente in pesci come aringhe, sgombri, salmone e sardine. Il latte materno è ricco di acidi grassi insaturi e di acidi grassi essenziali, in particolare l'acido linoleico, che non può essere prodotto dall’organismo stesso. Essi non solo lo rendono facilmente digeribile, ma svolgono anche importanti funzioni tra cui la nutrizione delle strutture cerebrali, il trofismo cutaneo e la maturazione del sistema immunitario.
  • 1.400 microRNA: Regolano l'espressione genetica, prevengono o bloccano lo sviluppo di malattie, aiutano il sistema immunitario del bambino e contribuiscono al rimodellamento del seno.
  • Nucleotidi: Composti da amminoacidi, il latte materno contiene più di 20 di questi composti; alcuni, i nucleotidi, aumentano durante la notte e, secondo gli scienziati, possono conciliare il sonno. Nella prima infanzia, caratterizzata dal rapido sviluppo del bambino, la sintesi corporea naturale dei nucleotidi è insufficiente; pertanto è necessaria una fonte di alimentazione esterna. Ed è proprio per questo motivo, che i nucleotidi contenuti nel latte materno sono così importanti per il bambino. Secondo le ultime ricerche, i nucleotidi hanno anche una funzione di stimolo nei confronti del sistema immunitario: favoriscono la formazione di LCP (Long Chain Polyunsaturated Fatty Acids) e riducono la frequenza di malattie gastroenteriche, come conseguenza del loro coinvolgimento nella maturazione dell'apparato digerente del bambino.

Nonostante sia già lungo, questo elenco comprende solamente alcune delle componenti contenute nel latte materno; senza contare che gli scienziati continuano a scoprirne di nuove. Sorprendentemente, il livello di ingredienti può variare nel corso del tempo in base alle esigenze e all'età del bambino.

Il latte materno a cura della Dottssa Carolina Girolami

Le Fasi del Latte Materno: Una Trasformazione Dinamica

La composizione del latte materno è un equilibrio complesso che si modifica per soddisfare le mutevoli esigenze di un bambino in crescita. Questa evoluzione si manifesta attraverso diverse fasi ben distinte.

I Primissimi Giorni: Il Colostro, l'Oro Liquido

Partiamo dall'inizio. Il primo fluido prodotto subito dopo il parto prende il nome di colostro e si differenzia dalle altre fasi per volume, aspetto e composizione. Il primo latte che i seni producono dopo il parto è denso e appiccicoso. Viene spesso chiamato "oro liquido", non soltanto per il suo colore giallo-arancione, ma anche perché è importantissimo per la nutrizione e la protezione del neonato ancora vulnerabile.

La prima fase dell’allattamento, dal primo al quinto/sesto giorno circa, corrisponde alla produzione del colostro che è ricco di proteine e sali minerali. Per il bambino, il colostro è molto importante perché subito dopo la nascita accusa il calo fisiologico (perdita di peso dovuta alla perdita di liquidi). Queste energie riesce a recuperarle attraverso il colostro, che è ricco di proteine e sali minerali.

Inizialmente, la madre ne produrrà in quantità molto limitate, circa 40 o 50 ml ogni 24 ore, che saranno però sufficienti al bambino in quanto il suo stomaco sarà grande solamente quanto una biglia. Il colostro è anche molto facile da digerire e la sua qualità ne compensa le quantità ridotte.

La composizione del colostro è unica. È composto dagli stessi ingredienti presenti nel latte che verrà prodotto successivamente, ma la loro quantità è diversa e adeguata alle esigenze del neonato. Ad esempio, il colostro viene talvolta paragonato a un vaccino naturale grazie all'elevato contenuto di anticorpi e di globuli bianchi. Il primo latte ha bisogno di queste componenti per proteggere il bambino da infezioni e malattie in cui può incorrere dopo aver lasciato l'ambiente protetto del grembo materno. È un vero e proprio concentrato di fattori protettivi (anticorpi) e risponde pienamente alle esigenze nutritive del neonato. Viene, infatti, paragonato a un vaccino naturale, grazie al suo elevato contenuto di immunoglobuline, lattoferrina, globuli bianchi e lisozima.

Le qualità protettive del colostro sono importanti anche per il sistema digestivo del bambino. Le pareti intestinali dei neonati sono permeabili, e il colostro fa in modo di ricoprirle e sigillarle. Questa funzione del colostro è particolarmente importante nei neonati prematuri, che sono maggiormente soggetti a enterocolite necrotizzante (NEC), una pericolosa patologia dell'intestino. È un prezioso alimento anche per il sistema digestivo del piccolo, ricoprendo e sigillando le pareti dell’intestino ancora permeabili nel neonato, proteggendolo da pericolose enteriti.

Il colostro è ricco di vitamine e minerali, e la sua concentrazione di vitamine A, E e K è maggiore rispetto a quella presente nel latte materno maturo. Anche la sua percentuale di proteine è superiore e svolge una funzione lassativa che aiuta il bambino a fare la sua prima popò, il meconio. Inoltre, contiene minerali come il magnesio, che rafforza le ossa e regolarizza il ritmo cardiaco, e lo zinco che promuove lo sviluppo cerebrale e rafforza il sistema immunitario del neonato.

Le Due Settimane Successive: Il Latte di Transizione

Subito dopo la prima fase, il latte materno subisce una trasformazione. Durante la prima settimana di vita del bambino, tra il secondo e il quarto giorno circa, la quantità di latte materno cambia. La madre potrebbe sentire il seno diventare più pieno e più rigido, un cambiamento conosciuto con il nome di "montata lattea". Verso il terzo giorno dal parto, il latte diventa più chiaro e cremoso. Dieci-quindici giorni dopo il parto, il seno produce un latte perfetto che, seppur apparentemente più acquoso, offre al bambino tutto il nutrimento di cui ha bisogno.

La consistenza e il colore diventano più cremosi e il contenuto in grassi, calorie e lattosio (uno zucchero naturale) aumenta, rendendolo il nutrimento ideale per il neonato che cresce velocemente. Questo latte, noto come latte di transizione (transitional milk), vede una diminuzione dei sali minerali e delle proteine, ma allo stesso tempo aumentano grassi e zuccheri, così da permettere la crescita e lo sviluppo del neonato. La madre può stare tranquilla, il latte continua a essere ricco di anticorpi, cellule vive, batteri benefici e protettivi e di altri ingredienti bioattivi che aiutano a mantenere sano il bambino.

Dalle Quattro Settimane in Poi: Il Latte Maturo

Infine, dalla seconda settimana dopo il parto, si parla di latte maturo. Entro le quattro settimane di vita del neonato, il latte sarà diventato completamente maturo. Sarà ricco di proteine, zuccheri, vitamine e minerali e di numerosi componenti bioattivi, quali ormoni, fattori di crescita, enzimi e cellule vive, che favoriscono la crescita e lo sviluppo in salute del bambino.

Da questo momento in poi, il contenuto nutrizionale e il livello di ingredienti del latte maturo rimarranno sostanzialmente costanti, ma la composizione può comunque variare di giorno in giorno e di poppata in poppata. Per soddisfare le mutevoli esigenze di un bambino in crescita, la composizione del latte materno cambia con il passare delle settimane e la natura si assicura che il bambino riceva gli anticorpi e i nutrienti specifici di cui ha bisogno per svilupparsi. I componenti bioattivi del latte materno, tra cui immunoglobuline e macrofagi, proteggono i bambini dalle infezioni, rafforzano il sistema immunitario e consentono di affrontare le infiammazioni. Sono presenti anche cellule staminali per riparare eventuali danni.

Se, ad esempio, la madre o il bambino si ammalano, il corpo materno produce anticorpi per combattere quella particolare malattia e li trasmette al bambino attraverso il latte. Sorprendentemente, in coincidenza con il maggiore interesse del bambino per il mondo e con il momento in cui inizia a mettere i giocattoli in bocca, il livello di enzimi protettivi che combattono i batteri e che sono contenuti nel latte materno aumenta. Questa variazione nella composizione del latte materno dimostra la sua capacità di adattamento alle diverse esigenze del bambino. Non esiste un latte materno “troppo leggero” o poco buono; è fonte di acqua, dato che la composizione corporea del neonato è per l’80% occupata da acqua, e contiene tutte le sostanze nutritive per garantire uno sviluppo sano del bambino e gettare le basi per la sua salute futura. Il latte materno è un alimento “vivo”, che matura e si modifica in base alle necessità nutrizionali del bambino che cresce giorno dopo giorno.

Tipi di latte materno: colostro, transizione, maturo

Il "Primo Latte" e il "Secondo Latte": Una Questione di Densità e Composizione

Verso la fine della poppata, potresti accorgerti che il latte è più denso e più cremoso. Ciò accade perché, col progredire della poppata, la composizione di grasso aumenta gradualmente per effetto del meccanismo del movimento del latte nel seno. Questo viene spesso chiamato "secondo latte", mentre il "primo latte" è quello che lo precede e ha una consistenza più acquosa. L'esistenza di due nomi potrebbe indurre a pensare che avvenga una trasformazione del primo nel secondo, ma non è così. Il cambiamento è un processo graduale. All’inizio della poppata il latte (primo latte) è più ricco di acqua e zuccheri, per calmare la sete del piccolo e soddisfare la sua fame. Man mano che succhia, gli zuccheri diminuiscono e aumentano i grassi, mattoncini importanti per la sua crescita e per un apporto calorico maggiore.

Il campione di sinistra, proveniente da una mammella piena, è primo latte. Ha un maggiore contenuto d'acqua e un minore contenuto di grassi per soddisfare la sete. Il contenuto di grassi nel latte dipende da quanto il seno è drenato. Il seno sarà più pieno all'inizio di alcune poppate (latte a ridotto contenuto di grassi) e meno pieno all'inizio di altre (latte ad alto contenuto di grassi). Entrambi sono parti essenziali di una poppata completa e sono ricchi di vitamine, minerali, proteine e zuccheri. Non è necessario preoccuparsi troppo del primo e del secondo latte; il bambino consumerà una quantità di grassi simile nelle 24 ore. All'inizio della suzione il latte è molto più ricco di proteine e zuccheri, mentre alla fine diventa più carico di grassi, ed è anche questo che influenza la sua apparenza, passando da quasi trasparente a più bianco. Il colore non è indicativo della qualità del latte, anche il latte trasparente è un buon alimento dall’alto valore nutrizionale.

Composizione del Latte Materno Oltre i Sei Mesi

Ti starai chiedendo cosa succede al tuo latte se continui ad allattare al seno a lungo termine. Il tuo corpo sarà in grado di continuare a produrre latte maturo di qualità così elevata per mesi o addirittura anni? La risposta è: non sottovalutare il tuo seno! L'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'UNICEF raccomandano vivamente alle mamme di allattare solo con latte materno per i primi 6 mesi, a partire da 1 ora dopo la nascita. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita di un bambino, con un'introduzione graduale dei cibi solidi intorno a quest’età quando il bambino ne è apparentemente pronto.

Anche se a sei mesi si dovrà iniziare a introdurre i cibi solidi per accrescere le riserve del bambino di alcune sostanze nutritive, come il ferro, il latte materno costituirà ancora gran parte dell'alimentazione del bambino. A sette mesi, ad esempio, il bambino riceverà ancora il 93% delle calorie dal latte materno, come sottolineato a cura del Tavolo Tecnico Allattamento SIP. La natura si assicura che il bambino riceva gli anticorpi e i nutrienti specifici di cui ha bisogno per svilupparsi, anche mentre cresce.

Il Latte Materno per Neonati Vulnerabili: Benefici Cruciali

È risaputo che la somministrazione del latte materno ai bambini ricoverati in ospedale con peso alla nascita molto basso (VLBW) (≤1500 g) in terapia intensiva neonatale offre benefici per la salute a breve e lungo termine. Il Vermont Oxford Network Quality Collaborative ha mostrato che l’allattamento materno alla dimissione tra i bambini VLBW è aumentato dal 44% nel 2008 al 52% nel 2017. Il latte materno, opportunamente fortificato, è la fonte di nutrimento ottimale per i bambini VLBW.

Ogni madre dovrebbe ricevere informazioni sull’importanza fondamentale del proprio latte materno per la salute di un neonato VLBW. Gli operatori sanitari possono sostenere l’allattamento in terapia intensiva neonatale favorendo la spremitura precoce e frequente del latte e promuovendo il contatto pelle a pelle e l’allattamento diretto al seno, quando possibile.

Vengono analizzate molte variabili tese a migliorare l’allattamento nel tempo, tra cui le componenti educative; il precoce inizio della spremitura del seno materno entro 6-8 ore dal parto con un tiralatte elettrico doppio, preferibilmente al capezzale dei bambini con protezione della privacy; la conservazione e il trasporto del latte; il contatto pelle a pelle, anche nei neonati ventilati; l’uso del colostro per accelerare la nutrizione enterale; il ruolo di team multidisciplinari; l’uso di fortificanti del latte materno (HMF) per ridurre l’impatto di EUGR (Extrauterine Growth Restriction), enfatizzando nella comunicazione alle mamme il ruolo critico del latte materno, malgrado la necessità di integrazioni per favorire una buona crescita neonatale. Per i neonati prematuri che non possono attaccarsi al seno immediatamente, l'utilizzo delle tazze per l'allattamento con il latte precedentemente tirato e con altri integratori comporta un grado e una durata maggiori dell'allattamento al seno rispetto all'alimentazione tramite un biberon o un sondino. Per le donne che non producono abbastanza latte, potrebbe essere efficace il latte umano donato pastorizzato. Se il latte umano donato pastorizzato non è disponibile, viene offerta come alternativa la farina lattea.

Latte Materno vs. Latte Vaccino: Differenze Fondamentali

La natura ha perfezionato il latte materno per soddisfare specificamente le esigenze dei neonati umani. Uno dei latti animali che più si avvicina a quello umano è il latte di vacca, ma le differenze cruciali permangono e sono di grande importanza nutrizionale.

La quota calorica è praticamente uguale tra i due, come pure quella lipidica. Tuttavia, ciò che distingue i due tipi di latte è il tipo di acido grasso contenuto: mentre nel latte di donna c'è una prevalenza di acidi grassi insaturi (55%), in quello vaccino tale quota è solo del 25%. I macronutrienti - carboidrati, proteine e grassi - costituiscono gran parte del latte materno. In effetti, in 100 ml di latte materno ci sono 3-5 g di grassi, che rappresentano il 40-55% delle calorie del latte materno.

La differenza più eclatante è comunque quella del contenuto proteico: 1,2 g del latte umano contro 3,3 g del latte vaccino. Si tratta praticamente di un rapporto 3 a 1. Quindi, dovendo usare il latte vaccino per alimentare un neonato, esso va assolutamente diluito, perché le proteine sono troppo elevate nel latte vaccino, e precipitano a livello dello stomaco in grossi fiocchi (flocculazione massiva), creando una specie di massa nodulare che verrà rigurgitata dal neonato. La componente proteica maggiormente coinvolta in questo fenomeno è la caseina, che è presente nel latte vaccino con una quota di 2,9 g, contro lo 0,48 g del latte umano.

Tuttavia, diluendo il latte vaccino per ridurre la quota proteica, si riduce anche la quota lipidica; di conseguenza, la percentuale di acidi grassi insaturi raggiunge un livello insignificante dal punto di vista nutrizionale. La quota di glucidi, nel latte vaccino, è inferiore; per portarla a un valore simile a quello del latte umano, basta aggiungere degli zuccheri, per esempio il saccarosio. Il latte materno è anche particolarmente ricco di un tipo di zucchero chiamato lattosio. Questo svolge importanti funzioni per la salute del neonato. L’elevata quantità di lattosio, favorendo lo sviluppo della flora batterica intestinale del neonato, impedisce la crescita di enterobatteri patogeni e di germi anaerobi. Inoltre, l’adeguata quantità di galattosio risulta favorevole allo sviluppo del Sistema Nervoso Centrale (SNC).

Le modificazioni del latte vaccino sono valide se fatte a livello industriale: in questo caso, viene separata la quota proteica, vengono inseriti lattosio, acidi grassi insaturi vegetali e ridotti i saturi. Nonostante il prodotto artificiale abbia il grande merito di ovviare alle richieste nutrizionali del neonato, esso crea sicuramente uno sforzo metabolico; pertanto, qualsiasi condizione di equilibrio precario del bambino, come una malattia per esempio, può scatenare fenomeni di tipo infettivo (enterite) anche se, fortunatamente, questi sono molto più rari che in passato.

Un'altra differenza tra latte materno e artificiale riguarda la b-lattoglobulina che, nell'ambito delle proteine, è la più allergizzante: ne consegue una notevole incidenza di allergie al latte che, invece, raramente compaiono nei lattanti al seno. Qualora queste dovessero verificarsi nei bambini allattati al seno, anche se in casi estremamente rari, non si tratta di allergie al latte materno, bensì di allergie a proteine veicolate dal latte materno stesso. Per esempio, se la donna consuma latte vaccino, nel latte da lei prodotto si possono ritrovare alcune proteine bovine ancora praticamente intatte; questa è la spiegazione di come esistano dei casi in cui l'intolleranza al latte vaccino si manifesti anche in un bambino allattato al seno. La terapia consiste nel modificare la dieta della donna; fatto ciò, il bambino può riprendere senza alcun problema l'allattamento al seno.

Il latte materno contiene le sostanze nutritive che gettano le basi per lo sviluppo e la salute futura del bambino, favorendo il buon funzionamento del sistema digestivo. Si tratta di un metabolismo sano fin da subito. Dal ferro, rame e zinco alle vitamine A, C, D, E, K e alle vitamine del gruppo B, il bambino riceve una carica di micronutrienti fin da subito, a partire dal colostro. Si tratta di vitamine e minerali che il nostro organismo non è in grado di produrre (ad eccezione della vitamina D, che viene sintetizzata dalla pelle grazie alla luce solare). Le proteine e gli altri macronutrienti sono essenziali per la crescita del tratto gastrointestinale e agiscono come probiotici per promuovere un microbioma intestinale sano: un'ulteriore spinta alla capacità del bambino di combattere le infezioni e mantenere un metabolismo sano, anche in età adulta!

Benefici per la Madre e Raccomandazioni Pratiche

La produzione del latte materno e la pratica dell’allattamento al seno non costituisce un beneficio solo per il bambino: la mamma, nel soddisfare uno dei bisogni primari del suo bambino, prova una sensazione di benessere.

Il latte di donna è un alimento completo ed ottimale per il lattante e non richiede alcuna integrazione. Vi fa eccezione la somministrazione di vitamina D, poiché appare poco probabile che nei primi mesi di vita il fabbisogno (notoriamente non coperto dalla vitamina D contenuta nel latte) possa essere compensato dall'esposizione al sole del lattante (l'esposizione solare stimola la produzione di questa vitamina nell'uomo).

Alcuni neonati, svegli e sani, sono capaci di attaccarsi al seno della madre entro un'ora dalla nascita, ma a livello globale, 3/5 bambini non vengono allattati entro la prima ora dalla nascita. Cogliere l'attimo, come suggerito dall'UNICEF, è cruciale. Il latte materno può anche essere estratto dal seno della madre usando un tiralatte ed essere dato al bambino con un biberon, una tazza e/o un cucchiaio, un sistema di allattamento integrativo o un sondino nasogastrico. A circa un mese di età, i bambini hanno bisogno da 90 a 120 ml di latte per una poppata. Per la madre non ci si deve preoccupare della dieta, allattare non preclude nessun alimento, anzi, una dieta varia aiuta il bambino ad abituarsi ai nuovi sapori.

Studi sui volumi di riempimento del latte materno e sulle sue complessità sono ancora oggetto di indagine da parte della scienza. Mentre riflettiamo e impariamo di più sulle complessità e i benefici del latte materno, le madri e i professionisti che si occupano di loro hanno una solida base da cui partire per prendere decisioni sulla salute dei loro figli.

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