La Sessualità in Gravidanza: Tra Miti Culturali, Evoluzione Psichica e Nuove Frontiere del Desiderio

La gravidanza rappresenta una delle fasi più trasformative nella vita di una donna e, di riflesso, dell'intera coppia. Nonostante la sua naturalità, questo periodo è spesso circondato da una coltre di tabù, credenze popolari e paure inconsce che possono incidere significativamente sull’intimità. Gli innumerevoli cambiamenti corporei che la gravidanza comporta celano spesso il timore da parte delle donne di non essere più attraenti e, creano nell’uomo la difficoltà a rapportarsi non più ad un’amante bensì alla madre del proprio figlio.

Coppia in attesa che si scambia un momento di tenerezza

Dinamiche relazionali e il peso dei condizionamenti socio-culturali

La prassi clinica, purtroppo, segnala, che l’evento gravidanza è spesso caratterizzato dalla diminuzione dei rapporti sessuali anche sulla base di aspetti di tipo familiare, culturale, religioso e sociale che impongono tabù e condanne all’attività sessuale. La coppia che si trova ad affrontare una gravidanza, man mano che trascorrono i mesi della gestazione può rilevare eventuali dinamiche disfunzionali, che riguardano condizionamenti o false credenze socio-culturali. Numerose sono le coppie che arrivano in terapia lamentando un improvviso calo dei rapporti sessuali concomitante all’inizio della gravidanza. L’uomo, infatti, continua ad avvertire stimoli sessuali, che lo spingono, talvolta, verso un’avventura extraconiugale.

In una ricerca sulle puerpere post partum anche Battacchi e De Aloysio (1981) sottolineano la difficoltà delle donne a riconoscere un miglioramento della vita sessuale, pur individuando una netta differenza tra desiderio sessuale e soddisfacimento sessuale. Il primo sembra non diminuire così drasticamente come il secondo. Al giorno d’oggi la sessualità è ancora vissuta come un tabù, soprattutto in alcune situazioni più intime e delicate come la gravidanza. Durante la gestazione, credenze popolari e paure personali e di coppia possono influenzare il comportamento sessuale dei futuri genitori. Questo può portare spesso all’astensione dal sesso o a rapporti più saltuari, generando nei partner sentimenti di rifiuto, vergogna e frustrazione.

Il comportamento sessuale della donna: tra corpo e psiche

Il desiderio sessuale di una persona che sta per diventare mamma può essere molto variabile, risultando meno presente nel primo e terzo trimestre di gravidanza e fortemente influenzato da diversi fattori. Le modificazioni somatiche giocano un ruolo importante: il corpo cambia, la pancia diventa più pesante, e la donna può sentirsi goffa, meno in armonia con se stessa, percepirsi meno attraente e, di conseguenza, sentirsi meno desiderata. Anche sintomi come nausea, stanchezza, dolori muscolari e perdite vaginali contribuiscono al calo del desiderio sessuale. In effetti, il 50,4% delle donne in gravidanza ha riferito una diminuzione dell'interesse sessuale durante la gestazione (García-Duarte et al., 2023).

Non vanno poi sottovalutate le paure di natura psicologica, come quella di far male all’embrione, dell’aborto, di essere rifiutata o abbandonata, che possono ulteriormente influenzare il desiderio sessuale in gravidanza. Inoltre, i cambiamenti ormonali possono portare a stanchezza, sonnolenza, insonnia e soprattutto a repentini sbalzi di umore. Durante la gravidanza si osserva una riduzione significativa del numero di rapporti sessuali, della frequenza dell'orgasmo sia con penetrazione che con masturbazione, così come della frequenza del sesso orale (García-Duarte et al., 2023).

La prospettiva del futuro papà e le inibizioni erotiche

Anche nell’uomo numerosi fattori psicoaffettivi possono influenzare il comportamento sessuale. In alcuni casi, l’astensione dall’erotismo della partner può non essere condivisa dall’uomo, che, sentendosi rifiutato, potrebbe inibire a sua volta il proprio desiderio. Il futuro papà può vivere con timore l’atto sessuale quando la donna con il pancione viene percepita come una figura estremamente fragile e il sentimento di protezione prevale sul desiderio erotico. In altri casi, l'uomo si rende conto di provare disinteresse verso il corpo in trasformazione della compagna e non si sente più attratto fisicamente, oppure non si sente all’altezza del nuovo ruolo, con pensieri rivolti al bambino e alla cura della famiglia.

Può accadere che l'uomo si senta escluso dal legame speciale che si crea tra mamma e bambino, vivendo come un estraneo l’evolversi della gravidanza, o ancora che il solo pensiero della penetrazione provochi la paura di arrecare danni al feto, sebbene esso sia ben protetto da sacco amniotico e tappo mucoso. Infine, la tensione nasce quando vive con timore e perplessità il cambiamento della relazione di coppia e dell’atteggiamento della compagna, che può essere più concentrata sul bambino in arrivo e meno sulle esigenze del partner.

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La realtà scientifica: indicazioni e benefici

Gli studi effettuati hanno evidenziato che, tranne che in casi particolari come minacce d’aborto o gestosi, non esistono controindicazioni all’attività sessuale e al coito, almeno fino alla trentunesima settimana. Secondo la ricerca scientifica, addirittura, lo stato di gravidanza crea una situazione psico-fisica favorevole ad un arricchimento dell’esperienza sessuale. All’interno di un atteggiamento intimo e affettuoso dell’uomo e della donna in gravidanza è necessaria un’identificazione del partner con la donna incinta e il desiderio di quest’ultima di condividere la gravidanza con il proprio compagno (Ciolli et al., 1996; Scarselli et al., 2002).

La dottoressa Maria Rossi, ginecologa presso l’Ospedale San Camillo di Roma, afferma: "Nella maggior parte dei casi, il sesso non comporta rischi per il bambino, che è protetto dal sacco amniotico e dal tappo mucoso. È importante che la coppia si senta libera di esprimere i propri bisogni e di adattare la sessualità ai cambiamenti del corpo e delle emozioni". Studi recenti hanno dimostrato che l'esperienza, la frequenza e il momento dei rapporti sessuali durante la gravidanza non hanno avuto alcun impatto significativo sugli esiti ostetrici o neonatali (Kong et al., 2019). Anche gli psicologi specializzati in perinatalità consigliano di mantenere un dialogo aperto: "Parlare delle proprie paure e desideri aiuta a ridurre l’ansia e a rafforzare la complicità".

Analisi per trimestri e benefici fisiologici

Le esigenze e le precauzioni legate al sesso in gravidanza variano a seconda del trimestre. Nel primo trimestre, l'astensione è consigliata solo in caso di minaccia d'aborto (perdite ematiche, dolori). Nel secondo trimestre, generalmente il periodo più sereno e sicuro, la stabilità ormonale favorisce il desiderio. Nel terzo trimestre, si raccomanda cautela in presenza di rischio di parto prematuro, placenta previa o gravidanze gemellari.

Il sesso in gravidanza offre notevoli benefici:

  • Circolazione e ossigenazione: Favorisce l’apporto di sangue alla placenta.
  • Pavimento pelvico: Le contrazioni dell'orgasmo mantengono tonica la muscolatura, facilitando il recupero post-parto (Bø, 2015).
  • Benessere psicologico: Il rilascio di endorfine riduce lo stress e consolida il legame di coppia.

La Maieusofilia e il concetto di perversione

Di forme di perversioni sessuali ce ne sono veramente tante, ma che esistesse una legata ai pancioni delle mamme incinte è sicuramente tra le più strane e forse tra le meno conosciute. La Maieusofilia, così viene chiamata scientificamente l'attrazione sessuale verso le donne incinte, sembra essere una forma di perversione verso gli "oggetti" definita minore dal DSM IV, solo perché più rara rispetto ad altre. Dal punto di vista psicologico, la nozione di perversione si costituisce da sempre come tra le più complesse, confuse e dibattute questioni dell’intera psicopatologia.

Nei Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), Freud vedeva le perversioni come attività che vanno oltre le zone del corpo deputate all’unione sessuale. La McDougall (1986) ha invece parlato di neosessualità, sottolineando l’aspetto creativo e l'investimento dell'individuo. Stoller (1985), d’altro canto, definisce la perversione come una "forma erotica dell’odio", dove la crudeltà e il desiderio di umiliare sono centrali. Il DSM 5 ha cercato di superare il giudizio morale sostituendo il termine perversione con disturbi parafilici, definendoli come tali solo quando causano disagio clinicamente significativo o coinvolgono persone non consenzienti.

Illustrazione schematica che mostra l'evoluzione del concetto di parafilia nella psichiatria moderna

La rivoluzione dei significati nelle scienze della mente

In questi anni si è sempre più affermata una riflessione critica che ha messo in discussione i modelli antropologici della clinica tradizionale. Le psicologie costruttivistiche hanno evidenziato come la realtà sia il risultato dei processi di significazione operati dalle persone nell’incontro intersoggettivo. La gravidanza, da questo punto di vista, non è solo un fatto biologico, ma un'esperienza narrata e vissuta che trasforma profondamente gli equilibri relazionali.

Il lavoro di riassestamento che la coppia affronta è fondamentale. Il 90,6% delle donne intervistate desidererebbe ricevere una maggiore educazione sessuale durante la gravidanza (García-Duarte et al., 2023). Confidandosi, esprimendo le proprie fantasie e aprendosi al dialogo, il rapporto può diventare più intimo, autentico e persino più divertente. La sessualità non deve essere vista come un obbligo o una performance, ma come un linguaggio in continua evoluzione, specialmente in un momento di transizione vitale come l'attesa di un figlio, dove l'identità di coppia si espande per accogliere la nuova vita.

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