Pepe Nero in Allattamento: Benefici, Controindicazioni e Consigli per le Madri

Pepe nero e allattamento

Il pepe nero, spezia celebre e diffusa globalmente, è apprezzato per il suo sapore intenso e per le sue notevoli proprietà benefiche, attribuibili in larga parte alla piperina, un alcaloide che ne costituisce il principio attivo. Anticamente, il pepe nero era considerato il re di tutte le spezie e il suo valore commerciale era così elevato da essere usato persino come moneta, non solo per il suo gusto ma anche per le sue qualità medicinali. Tuttavia, come per molti alimenti e spezie durante l'allattamento, è fondamentale comprendere i benefici e le potenziali controindicazioni, soprattutto in relazione alla salute della madre e del bambino.

Il Latte Materno: Un Alimento Unico e Adattabile

Il latte materno è un alimento altamente specifico e non può essere sostituito da alcun altro cibo, eccezion fatta per il latte di altre nutrici umane o per il latte formulato. La ghiandola mammaria è in grado di preservarne molte caratteristiche essenziali anche quando la dieta della madre non è perfetta. Il bambino è, infatti, abbastanza abituato ai sapori della dieta normale poiché trascorre nove mesi a contatto con il liquido amniotico, presente anche nel cavo orale della creatura. Nonostante ciò, il rapporto tra la dieta materna e la reazione del bambino non è sempre chiaro e la risposta varia da individuo a individuo.

L'importanza della dieta materna in allattamento

Durante l'allattamento, se durante la gestazione avviene un aumento di peso fisiologico, è naturale che succeda il contrario. L'accumulo adiposo del seno, delle cosce e dei glutei è una fonte essenziale di energia cellulare per l'organismo della madre e di acidi grassi da riversare nel latte. È addirittura consigliato consumare da 450 a oltre 500 kcal in più del normale al giorno. La riduzione delle riserve lipidiche avviene automaticamente, senza imporre uno stimolo catabolico. Anche desiderando fortemente di recuperare la propria silhouette, ritardare di qualche mese la dieta per garantire la salute del bambino è l'unica scelta ragionevole.

Il Pepe Nero e le sue Proprietà

Il pepe nero, ottenuto dalle bacche acerbe del Piper nigrum, a differenza del pepe bianco che viene estratto dalle bacche mature, è la spezia più diffusa al mondo. Sebbene venga utilizzato prevalentemente in campo alimentare per rendere più piccanti i cibi, trova largo impiego nella preparazione di farmaci e di cosmetici, come conservante e come insetticida.

La Piperina: Il Principio Attivo del Pepe Nero

La piperina è una sostanza contenuta nel pepe nero ed è un alcaloide. Questa molecola non ha né odore né sapore, ma modifica significativamente l'intensità del gusto e quindi la percezione dei sapori, in particolare dell'amarezza e dell'acidità. Studi scientifici hanno dimostrato che la piperina ha un interessante potenziale immunomodulatore. Ad esempio, è stato osservato un miglioramento delle condizioni immunitarie in soggetti con leucopenia trattati con piperina. Inoltre, negli esami di laboratorio si sarebbe evidenziata un'interessante attività antiallergica, per esempio contro la rinite allergica indotta dall'ovoalbumina nei topi.

Effetto termogenico e digestivo

Un altro interessante beneficio generato dall'assunzione della piperina sarebbe relativo alla produzione di glutatione ossidato epatico: si tratta di una molecola che a livello epatico ha la funzione di proteggere gli epatociti dalle sostanze tossiche e di mantenere un equilibrio cellulare. Con effetto termogenico si intende la capacità di stimolare quei processi fisiologici che inducono l'organismo a produrre calore e che, bruciando calorie, favoriscono il dimagrimento. La piperina sarebbe una sostanza con proprietà tali da indurre questo fenomeno, motivo per cui viene utilizzata negli integratori che si usano per dimagrire.

La piperina avrebbe, inoltre, un interessante effetto antinfiammatorio: recenti studi scientifici sui ratti hanno dimostrato come essa abbia un effetto antinfiammatorio, antinocicettivo, ovvero in grado di diminuire la sensazione di dolore, e antiartritico. Proprio per questo motivo, i risultati degli studi consigliano di proseguire la ricerca per valutare l'impiego come farmaco o integratore alimentare nel trattamento dell'artrite reumatoide.

Un altro importante effetto benefico della piperina riguarda la sua capacità di favorire la digestione. La sua azione, infatti, sarebbe quella di stimolare l'attività dei succhi gastrici e di aiutare l'organismo ad assimilare i nutrienti. Questo avviene anche con altri principi attivi, come per esempio la curcumina, di cui potenzia gli effetti. La curcumina, sebbene sia una sostanza dai mille effetti benefici, ha una bassa biodisponibilità che ne rende difficile l'assorbimento. Usata in associazione con la piperina, la sua efficacia aumenta sensibilmente.

Assorbimento dei nutrienti

Analogamente alle altre spezie, il pepe aumenta la secrezione dell'amilasi salivare, della lipasi pancreatica, dell'amilasi, della tripsina, della chimotripsina e della lipasi intestinale. L'oleoresina che si estrae dal pepe contiene l'olio essenziale che gli conferisce l'aroma, e soprattutto la piperina. Inoltre, secondo i risultati di studi sperimentali, la piperina interagirebbe con i lipidi di membrana delle cellule intestinali, modificandone la struttura, aumentando la lunghezza dei microvilli, e quindi della superficie assorbente, e la permeabilità. Il pepe nero promuove l'assorbimento dei principi nutritivi come vitamine, minerali, aminoacidi.

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Controindicazioni e Precauzioni d'Uso del Pepe Nero in Allattamento

A fronte di tutta una serie di effetti positivi generati sull'organismo dalla piperina, ci sarebbero anche delle controindicazioni e degli effetti collaterali. Per chi si chiedesse se la piperina fa male, va detto che è bene non esagerare nell'assunzione di questo principio attivo e che bisogna valutare accuratamente se si rientra tra quelle persone che possono assumerla o meno. Dosi elevate di pepe nero possono causare irritazione della mucosa gastrica. È sconsigliato in caso di gastrite, ulcera, reflusso gastroesofageo, emorroidi, cistite, ipertensione.

Pepe nero in gravidanza e allattamento

In gravidanza l'uso deve essere sotto controllo medico e valutato di caso in caso: un'assunzione eccessiva, infatti, può provocare aborto spontaneo. In caso di allattamento al seno, può essere usato il pepe nero a livello alimentare, ma senza esagerare. È fondamentale evitare l'assunzione di integratori di pepe nero in gravidanza e allattamento, mentre è consentita l'assunzione a dosi moderate nella abituale alimentazione.

Sensibilità individuale del bambino

Statisticamente, provocano più spesso reazioni avverse alcuni cibi: latte, yogurt, formaggi, ricotte, soia, frumento, uova, noci e mais o sciroppo di mais. Può accadere che, inserendo certi cibi nella dieta della madre, il bambino rifiuti la poppata o mostri una certa complicazione gastrointestinale; i prodotti coinvolti sono quelli assunti dalla madre nelle 2-6 ore prima. In tal caso, dopo averli identificati, è consigliabile escludere questi prodotti uno per volta reinserendoli gradualmente. La verità è che nei primi mesi di vita non ci è dato sapere perché il lattante pianga; talvolta è stanchezza, può essere il pannolino sporco, talvolta caldo, o freddo, o è un momento di rapida crescita, o il cambio dell'aria dopo un viaggio, o troppo silenzio, o troppo rumore, o una colica intestinale, o i denti che iniziano a spuntare.

Dieta varia per la mamma che allatta

Consigli per una Dieta Equilibrata in Allattamento

I cibi "problematici" non vanno eliminati in modo sistematico. Non ci sono cibi vietati in allattamento, eccezione fatta per l'alcol, che non va assunto neanche in piccole dosi. Per il resto, si dovrebbe avere una dieta varia, sana e completa. Moderazione è richiesta per le sostanze eccitanti, come caffeina o teina, e per gli altri cibi non ci sono divieti.

Alimentazione e diversità culturale

L'alimentazione è cultura, diversa tra i popoli. Qualcosa che è d'uso comune per qualcuno può essere "strano" per qualcun altro. Il cibo piccante o speziato è poco comune in Europa, normale in Africa o in Asia, ad esempio. L'olio d'oliva, per noi mediterranei considerato sano e indispensabile in cucina, per i nord europei risulta, a volte, di difficile digestione. Via libera al peperoncino, alle spezie, al cioccolato, all'aglio, alla cipolla, ai cavolfiori o agli asparagi, un tempo vietati, almeno da noi. Purché con buon senso: il latte materno cambia il proprio sapore con il cambiare della dieta della mamma, e questo è un bene, abitua il lattante a sapori diversi. Il piccolo può apprezzare oppure no: sarà lui a dirlo alla sua mamma.

Alimenti da non escludere dalla dieta

Per completezza, riportiamo le considerazioni che, un tempo, si facevano in riferimento alla dieta della nutrice. In realtà, oggi si consiglia di non escludere alcun alimento dalla dieta e di far sì che questa sia abbastanza simile al regime nutrizionale consuetudinario della gravidanza.

Frutta e verdura

Evitare le diete che escludono frutta e verdura: sono gli alimenti che apportano la maggior parte di acqua, potassio, vitamina C, pro-vitamina A, vitamina K e acido folico.

Prodotti di origine animale

Evitare le diete che escludono i prodotti di origine animale: carne, pesce, uova, latte e derivati sono le fonti principali di proteine ad alto valore biologico (la nutrice deve assumere almeno 17g di proteine in più del normale al giorno), grassi polinsaturi essenziali del gruppo omega 6 e zinco. Per evitare questa carenza senza apportare particolari modifiche alla dieta, è sufficiente conservare almeno uno di questi nella dieta. Inoltre, la carne fornisce grandi quantità di ferro biodisponibile (necessario in quantità parecchio superiori al normale, ovvero 18 mg/die) e quasi tutte le vitamine del gruppo B; il pesce, inoltre, è anche ricco di iodio, vitamina D e metaboliti attivi dell'acido alfa linolenico (omega 3). Le uova sono un concentrato di quasi tutti i nutrienti essenziali per l'uomo ma, essendo ricche di colesterolo, meglio non eccedere.

Alimenti da limitare o evitare

È sconsigliato l'uso della piperina anche ai pazienti affetti da morbo di Crohn, da diverticolite e da emorroidi.

Spezie e loro impatto sulla salute

La provenienza e la sicurezza degli alimenti

È senz'altro frustrante ma inevitabile: evitare tutti i prodotti raccolti o di provenienza non garantita, soprattutto estera: sono maggiormente coinvolti la frutta secca (semi oleosi) e certi cereali o derivati. Evitare di consumare frutta e verdura o altri cibi di provenienza casalinga sconosciuta: per lo più, le coltivazioni autonome non vengono sottoposte ad alcun controllo. Evitare di consumare uova, latte, carne e pesce di dubbia provenienza. Gli allevamenti domestici e le creature cacciate o pescate non sono sottoposti ad alcuna analisi. In realtà si tratta di un insieme di cibi che "potrebbero" rilasciare alcune molecole nel latte (anche definite tossine). Tuttavia, in merito a quelli disponibili in commercio, si tratta di alimenti sicuri, non potenzialmente nocivi, purché in porzioni e con frequenza di consumo adeguati.

Prodotti confezionati e additivi

Evitare una dieta esclusivamente basata su alimenti confezionati, quindi ricchi di additivi: sappiamo che tutti i prodotti commercializzati vengono sottoposti a controlli severissimi. D'altro canto, questi non tengono in considerazione che la dose massima tollerabile di ciascun additivo (un limite rigorosamente rispettato da tutti i cibi sul mercato) può essere facilmente oltrepassata dalla somma dei singoli prodotti consumati.

Integratori e farmaci

Evitare integratori e farmaci, così come i rimedi fitoterapici, se al di fuori delle prescrizioni mediche: i principi attivi di questi prodotti possono infiltrarsi nel latte e interessare l'organismo del bambino.

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Alcolici e allattamento

Evitare quantità abbondanti di alcolici, soprattutto in corrispondenza della poppata: l'alcol sembra passare facilmente la barriera mammaria e contaminare il latte. Per un periodo si è creduto che certi alcolici, soprattutto la birra scura, potessero aumentare la lattazione. In realtà è esattamente l'opposto. Sono tollerate piccole quantità anche di vino e caffè, purché occasionali, ai pasti e lontano dalla poppata.

Allergie alimentari

Evitare gli alimenti verso i quali ci sono maggiori probabilità di reazione allergica: in teoria, i segmenti peptidici coinvolti nelle reazioni allergiche non giungono fino al latte; d'altro canto, la ricerca scientifica mostra dei risultati controversi nella correlazione tra la presenza degli alimenti nella dieta della madre e la corrispondente manifestazione dell'allergia alimentare nel bambino. Sappiamo che alcune allergie alimentari sono periodiche, altre definitive, e che la predisposizione è ereditaria ma non necessariamente legata allo stesso allergene. A tal riguardo ogni allergologo, ostetrico e pediatra esprime un'opinione discordante con quella degli altri.

Altre Spezie e Piante Officinali: Precauzioni in Allattamento

Spezie e erbe medicinali

Utilizzate da sempre soprattutto per insaporire o per conservare i cibi, le spezie possiedono interessanti proprietà digestive conosciute fino dall'antichità. Solo negli ultimi decenni, tuttavia, ricerche scientifiche, di base e cliniche, hanno studiato i meccanismi d'azione con cui le spezie agiscono, e hanno permesso di evidenziare la loro capacità di indurre un aumento della secrezione degli acidi biliari a livello epatico, migliorando la digestione e l'assorbimento dei grassi, e di stimolare significativamente l'attività di una serie di enzimi come la lipasi pancreatica, l'amilasi e alcune proteasi. Inoltre le spezie, essendo prive di valore energetico, non solo insaporiscono alimenti e bevande senza aumentarne l'apporto calorico, ma promuovono anche la termogenesi corporea e aumentano il senso di sazietà. Alcuni di questi composti, in particolare (come il pepe nero, lo zenzero e la capsaicina del peperoncino) potrebbero contribuire al mantenimento del bilancio energetico e alla prevenzione del sovrappeso.

Nigella (Cumino nero)

La Nigella (Nigella sativa), conosciuta anche come Cumino nero, è una spezia dal sapore piccante e speziato, i cui semi contengono olio essenziale, saponine, polifenoli, acidi grassi, alcaloidi. Le principali proprietà officinali della Nigella sono attribuite alla presenza di acidi grassi polinsaturi, dall'azione antiossidante, ipoglicemizzante, rinforzante del sistema immunitario e di prevenzione contro la formazione di calcoli urinari e biliari. L'uso della Nigella come spezia è conosciuto da lungo tempo specie in Oriente, nella cucina araba e indiana.

Precauzioni d'uso: La Nigella va adoperata con moderazione per uso interno, anche come spezia, in quanto gli alcaloidi in essa contenuti ad alte dosi possono risultare tossici.

Noce moscata

La Noce moscata (Myristica fragrans) è usata come spezia per il suo caratteristico aroma. Ha proprietà carminative, antisettiche, analgesiche, toniche.

Precauzioni d'uso: La Noce moscata deve essere usata alle dosi raccomandate. L'olio essenziale deve essere utilizzato con cautela perché un dosaggio eccessivo può essere tossico e provocare intossicazioni anche gravi; inoltre è controindicato in gravidanza e nell'infanzia, e non deve essere utilizzato per lunghi periodi.

Papavero selvatico (Rosolaccio)

Il Papavero selvatico (Papaver rhoeas) ha petali che svolgono proprietà antispasmodiche, ipnotiche, sedative, sudorifere, pettorali.

Precauzioni d'uso: Si devono rispettare le dosi consigliate in quanto un dosaggio eccessivo di Papavero selvatico può causare intossicazioni.

Peperoncino

Il Peperoncino (Capsicum annuum), contenente capsaicina, è antiossidante e svolge attività spasmolitiche, carminative, eupeptiche, antibatteriche, vasodilatatrici, vitaminizzanti, diaforetiche.

Precauzioni d'uso: Il Peperoncino, a piccole dosi, ha nette proprietà digestive ma, essendo irritante per le mucose dell'apparato gastroenterico e delle vie urinarie, è controindicato in caso di infiammazioni. Sconsigliato ai bambini, è da usare con cautela nelle donne in gravidanza.

Perilla

La Perilla (Perilla frutescens) ha foglie con azione antinfiammatoria e immunomodulante, mentre i semi svolgono un'attività antireattiva grazie agli Omega-3. Agisce come antistaminico naturale.

Precauzioni d'uso: Se si assumono anticoagulanti di sintesi, non bisogna eccedere nel consumo di olio di Perilla, per l'azione anticoagulante naturale svolta dagli Omega-3 in essa contenuti.

Pomodoro

Il Pomodoro (Solanum lycopersicum Linneo) è ricco di acqua, vitamine e minerali, in particolare licopene, un potente antiossidante. Apporta anche acidi organici che agevolano la digestione.

Precauzioni d'uso: Il Pomodoro è controindicato in caso di gastrite, acidità di stomaco, reflusso gastroesofageo, per la presenza degli acidi organici. Può favorire inoltre reazioni di intolleranza o allergia alimentare.

Salice bianco

Il Salice bianco (Salix alba) contiene salicina nella corteccia, che si trasforma in acido salicilico, con proprietà febbrifughe, analgesiche, antiflogistiche, antireumatiche.

Precauzioni d'uso: La salicina, o acido salicilico, possiede un'azione antiaggregante piastrinica, per cui il Salice bianco è controindicato in chi assume terapie anticoagulanti. Deve essere assunto con cautela anche da chi è allergico ai salicilati e, per prudenza, non è consigliabile l'utilizzo durante la gravidanza e l'allattamento.

Curcuma

La curcumina è stata isolata per la prima volta nel 1815, e già all'inizio del secolo scorso veniva utilizzata per la cura delle malattie biliari, come antibatterico e per ridurre i livelli di glucosio nel sangue. Negli ultimi 10 anni il mondo scientifico si è sempre più interessato alle proprietà di questa spezia, che si è rivelata anche un efficace antiossidante, antivirale, antiproliferativo ed antinfiammatorio. Studi in vitro, in particolare, hanno dimostrato la capacità della curcumina di inibire la COX2, la Lipossigenasi e la Nitrossido sintasi, gli enzimi principali coinvolti nell'Infiammazione. L'osservazione che molti tipi di cancro sono più comuni in occidente che non in India, dove si verifica un alto consumo di curcumina con la dieta, ha fatto pensare ad una sua potenziale attività antitumorale. Dosaggi compresi tra i 450 mg e i 3,6 g al giorno sono stati testati in pazienti con cancro colorettale. Poiché la perossidazione dei lipidi di membrana mediata dai radicali liberi è considerata, insieme all'Infiammazione, una delle cause principali di patologie croniche come quelle cardiovascolari e neurodegenerative, è stato ipotizzato che la curcumina possa trovare impiego preventivo o terapeutico in questo campo.

Cannella

La cannella comune (Cinnamomum verum, C. zeylanicum) e cassia (C. aromaticum) è da sempre una delle spezie più utilizzate, per una serie di impieghi. L'efficacia della cannella è stata esaminata nei confronti di diverse patologie, tra le quali il Diabete di tipo 2, l'infezione da Helicobacter pylori, la candidiasi associata all'HIV e la salmonellosi cronica. Le maggiori evidenze riguardano i benefici della supplementazione con cannella nel controllo del Diabete: in due trials clinici su tre, infatti, la cannella cassia si è dimostrata efficace nel ridurre la glicemia a digiuno del 10-40%. Un recente studio di intervento per il quale sono stati somministrati 6 g di cannella con un budino di riso ha permesso di evidenziare che la presenza della spezia riduce lo svuotamento gastrico, senza modificare il senso di sazietà, oltre a migliorare la risposta glicemica post-prandiale.

Zenzero

Studi in vitro hanno dimostrato che diversi componenti dello zenzero inibiscono in modo dose dipendente la produzione di nitrossido, di citochine infiammatorie e di alcuni enzimi che partecipano al metabolismo dell'acido arachidonico. Tutti questi composti sono mediatori coinvolti nel processo infiammatorio, che rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie croniche ed in particolare per le patologie coronariche. Il potere antiossidante dello zenzero è elevato grazie alla sua capacità di trasportare i radicali liberi e di proteggere i lipidi delle membrane cellulari dall'ossidazione. Ma l'impiego più tradizionale dello zenzero è per la cura di diversi tipi di nausea e malessere, primi tra tutti quelli associati al mal di mare. Una recente revisione Cochrane supporta l'efficacia dello zenzero nel controllo della nausea durante la gravidanza, senza lo sviluppo di fastidiosi effetti collaterali.

Consigli per l'allattamento

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