Peg Perego a San Donà di Piave: Tra Trasferimenti e Incertezza Lavorativa

La storia della Peg Perego nel sito di San Donà di Piave sembra avviarsi verso un epilogo amaro, segnato da decisioni aziendali che preannunciano un drastico ridimensionamento delle attività e un futuro incerto per i lavoratori rimasti. Un atteso incontro tra i vertici aziendali, le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) dello stabilimento e le segreterie territoriali di Fim Cisl e Fiom Cgil di Venezia ha messo in luce piani che rischiano di svuotare ulteriormente il polo produttivo veneto.

Fabbrica Peg Perego

Il Trasferimento delle Linee di Montaggio e il Ridimensionamento Occupazionale

I piani annunciati prevedono il trasferimento, entro il mese di giugno, di tutte le linee di montaggio attualmente operative nello stabilimento di San Donà di Piave. Questa mossa comporterebbe lo spostamento delle 35 lavoratrici ancora impiegate nel sito veneto verso la casa madre dell'azienda, situata ad Arcore, in provincia di Monza. La notizia assume un peso ancora maggiore se si considera che solo un anno fa, Peg Perego aveva ottenuto l'approvazione per la gestione di 53 esuberi su un totale di 111 persone impiegate nel sito, con la promessa di garantire la continuità della produzione.

Il trasferimento di 35 unità lavorative ridurrebbe drasticamente la presenza di Peg Perego a San Donà. A seguito di queste operazioni, infatti, rimarrebbero impiegati nel sito veneto appena una dozzina di dipendenti, le cui mansioni sarebbero circoscritte all'ambito dell'officina e degli uffici. Una presenza così esigua rende difficile, se non impossibile, immaginare un futuro di rilancio per lo stabilimento di San Donà di Piave.

"Impegni Traditi" e la Mancanza di Progetti di Rilancio Efficaci

Le organizzazioni sindacali hanno espresso con forza la loro contrarietà a questa decisione, definendola un "tradimento degli impegni" presi. Le rassicurazioni aziendali, fornite sia nei tavoli di confronto a livello regionale che nazionale, sembrano essere state disattese. I sindacati sottolineano come questa mossa rappresenti un ulteriore impoverimento per la zona industriale di San Donà di Piave. La preoccupazione è acuita dal fatto che la forza lavoro interessata dal trasferimento è in gran parte femminile, e il suo riassorbimento nel tessuto industriale del Veneto Orientale potrebbe rivelarsi particolarmente complesso.

I sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil di Venezia hanno proclamato otto ore di sciopero per l'11 marzo, definendo la situazione un "grido d'allarme" rimasto inascoltato. La crisi Peg Perego non è un fenomeno recente; da diversi anni si discute delle difficoltà che l'azienda sta affrontando, eppure, secondo le rappresentanze sindacali, nessun progetto di rilancio efficace è stato concretamente messo in atto. Allo stato attuale, nonostante le continue esortazioni da parte sindacale, non sembrano emergere soluzioni alternative all'orizzonte per salvare il futuro produttivo del sito di San Donà.

Tutta la verità sulle politiche di reindustrializzazione

La Garanzia dei Siti Produttivi e l'Incertezza sulla Reindustrializzazione

Un punto critico sollevato dai sindacati riguarda le dichiarazioni rilasciate dall'azienda il 3 febbraio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). In quella sede, Peg Perego aveva garantito il mantenimento di entrambi i siti produttivi. Questa promessa sembra ora essere venuta meno, alimentando la sfiducia e la preoccupazione tra i lavoratori.

L'azienda ha comunicato ai sindacati di aver individuato un advisor specializzato nel processo di reindustrializzazione del sito di San Donà. Tuttavia, le informazioni a riguardo sono estremamente frammentarie. I sindacati lamentano una totale mancanza di dettagli specifici su questo accordo, il che aumenta ulteriormente il senso di incertezza riguardo al futuro dello stabilimento e alle reali intenzioni dell'azienda.

Prossimi Passi: Sciopero e Presidio

Di fronte a questo scenario, i sindacati hanno organizzato un presidio con assemblea pubblica per l'11 marzo. L'iniziativa, che si svolgerà dalle ore 8.00 davanti ai cancelli dell'azienda, vedrà la partecipazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori Peg Perego dello stabilimento di San Donà di Piave. Lo sciopero di otto ore è stato indetto per manifestare il disappunto e la ferma opposizione alle decisioni aziendali e per chiedere risposte concrete e impegni seri riguardo al futuro occupazionale e produttivo del sito. La speranza è che questa mobilitazione possa finalmente portare a un dialogo costruttivo e a soluzioni che tutelino i posti di lavoro e il tessuto industriale della regione.

Manifestazione operaia

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