Il parto per via vaginale è spesso descritto come la scelta ottimale per la madre e il bambino, un processo fisiologico che dovrebbe concludersi senza complicazioni significative. Tuttavia, l'esperienza di molte donne, come quella di Giuseppina T., evidenzia una realtà diversa: "Si fa presto a dire che il parto per via vaginale è meglio per la donna e per il bambino! Per me non è stato così: mi hanno fatto un gran taglio, che poi ho capito che si chiama episiotomia, che per giunta si è infettato. È passato un anno e ancora ho dolori che mi impediscono di avere una normale vita sessuale. Le garantisco: non c’è niente di psicologico. Ho solo un male cane. Che cosa devo fare per riprendere una vita normale, visto che qui al sud più di dirmi di usare un lubrificante non sanno fare?!”. Queste parole riflettono una problematica spesso trascurata: il dolore post-parto, in particolare quello sessuale, e le conseguenze di lacerazioni o interventi chirurgici come l'episiotomia.
Il Perineo: Struttura e Funzione Fondamentale nel Parto
C'è molta confusione su questa parte del corpo femminile, che però ha un ruolo da protagonista nel parto. Il perineo non è un muscolo come spesso si pensa e non è una piccola parte del corpo compresa tra la vagina e l’ano, come spesso si sente dire e si trova scritto. È molto di più. Il perineo è il complesso delle parti molli, cioè muscoli e fasce di tessuto connettivo, coperte dalla cute, che chiudono in basso il bacino. Sta in mezzo tra la radice delle cosce, e ha una forma di losanga. È una zona del corpo ricca di muscoli e di terminazioni nervose, molto importante perché coinvolta nell’attività sessuale e riproduttiva, nella minzione ed evacuazione.
Il bacino umano, sia delle donne sia degli uomini, è aperto nella parte inferiore. Si tratta di un dettaglio fondamentale: grazie a questa peculiarità, infatti, si può parlare di supporto alle funzioni fisiologiche e di assolvimento di diversi compiti nel corso dell’esistenza. In corrispondenza della suddetta parte inferiore, il bacino è sorretto da un insieme di strutture - si parla di fasci sia nervosi, sia muscolari - con un’architettura anatomica a dir poco meravigliosa. Questo insieme di strutture è il pavimento pelvico o perineo. La localizzazione, ripeto, è la parte inferiore del bacino. Il perineo è presente nel corpo femminile, ma anche in quello maschile. Ovviamente funziona in maniera diversa nella donna e nell’uomo. Il motivo? Le donne sono fatte per partorire. Il pavimento pelvico femminile ha delle forme e delle consistenze adatte ad accompagnare il momento della nascita.

Comprendere le Lacerazioni Perineali
Può accadere che le strutture del perineo possano lacerarsi, cioè rompersi, nella parte finale del parto, cioè in fase espulsiva. Le cause delle lacerazioni perineali possono essere varie e combinate tra loro, ma nessuna è ancora certa. Le lacerazioni perineali di sicuro non piacciono alle donne che preferiscono partorire nel miglior modo, anche se purtroppo sono abbastanza frequenti nei parti vaginali, dove possono arrivare anche fin oltre il 70%! Queste lacerazioni o incisioni vengono curate dopo il parto con punti di sutura solubili e un anestetico locale, pertanto non sono dolorose.

Tipi di Lacerazioni Perineali
Esistono quattro diversi gradi di lacerazioni:
- Lacerazione di primo grado: È la meno grave e interessa solamente la pelle; solitamente guarisce da sola.
- Lacerazione di secondo grado: Interessa la pelle e il muscolo del perineo, e in genere richiede l’applicazione di punti di sutura.
- Lacerazione di terzo grado: Si estende in basso verso lo sfintere anale (l’anello muscoloso che circonda l’orifizio anale).
- Lacerazione di quarto grado: Si estende ancora oltre fino al canale anale e al retto.
Solo il 10% delle donne subisce lacerazioni gravi di terzo o quarto grado. Le lacerazioni di ogni tipo devono essere curate da un operatore sanitario dopo il parto e, se si tratta di casi gravi, possono richiedere un intervento chirurgico.
L'Episiotomia: Un Intervento da Valutare con Cautela
L’episiotomia è un’incisione chirurgica che ha lo scopo di allargare l’apertura vaginale per far uscire il bambino. In altre parole è un taglio che viene praticato, con delle speciali forbici, nel perineo, cioè quella porzione di pelle e muscoli tra l’apertura vaginale e l’ano. L’episiotomia ha origini antichissime: fu introdotta nella pratica ostetrica nella seconda metà del ‘700. Negli anni ’80 del secolo scorso era diffusissima e veniva fatta praticamente “a tappeto” a tutte le donne al primo parto. Oggi c’è la tendenza a ricorrervi meno, ma le percentuali non sono scarse, tutt’altro. E viene fatta soprattutto al sud Italia.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’episiotomia «dannosa, tranne in rari casi». Non è raccomandata dall’OMS come tecnica da effettuare di routine. Non dovrebbe superare il 10 per cento dei parti, anche se, come abbiamo visto, questa percentuale è quasi sempre superata di molto. Secondo la massima autorità sanitaria mondiale, non andrebbe bene neppure il suo utilizzo ad ampio raggio. Dovrebbero quindi esserci sempre indicazioni oggettive, come ad esempio la necessità di far nascere il bambino in tempi rapidissimi. Anche la cosiddetta manovra di Kristeller non è raccomandata dall’OMS. Si tratta di una compressione addominale sul fondo uterino, fatta per facilitare il parto. A quanto dicono le donne che ci sono passate non è proprio piacevole. E tra l’altro non è esente da rischi.
Perché si pratica l’Episiotomia?
Il vero obiettivo dell’episiotomia sarebbe quello di agevolare l’uscita del bambino (infatti viene praticata proprio in fase espulsiva, una delle 4 fasi del parto), evitare le lacerazioni (in certi casi possono essere anche più gravi del semplice taglio effettuato con l’episiotomia) e anche il ricorso all’uso del forcipe, della ventosa o alla manovra di Kristeller. Potrebbero essere motivi validi per farla anche la sofferenza fetale, una presentazione anomala del bambino oppure se è molto grande. In genere è comunque una decisione che viene presa dall’ostetrica o dal ginecologo a seconda dell’evoluzione del parto.
Possibili Conseguenze dell’Episiotomia
Le evidenze raccolte fino a questo momento dimostrano che l’episiotomia di routine non dà benefici certi. Limitarne l’uso significa avere maggiori possibilità di avere un perineo intatto e quindi meno suture e complicanze. Inoltre, non si riduce il pericolo di incontinenza urinaria e fecale, né i dolori. In più, l’incisione che viene fatta può essere più ampia di quella di una lacerazione “naturale”. Ricordiamoci tra l’altro che ci sono donne che non si lacerano assolutamente, neanche al primo parto. Infine, l’episiotomia indebolisce il pavimento pelvico e provoca un maggior numero di complicazioni (ad esempio infezioni). I tempi di guarigione sono più lunghi di un parto completamente naturale e non medicalizzato.
Studi indicano che, molto spesso, il taglio del perineo comporta una ripresa più lenta dei rapporti sessuali. Ci vuole tempo prima che i punti si riassorbiscano e la cicatrice si rimargini per bene. Le donne a cui viene praticata soffrono frequentemente di dispaurenia, cioè provano dolore durante il rapporto. Ci vuole molta pazienza. Tutto tornerà alla normalità, ma non subito: per essere davvero in forma vi servirà più o meno un mese.
Quel TAGLIETTO là SOTTO - L'episiotomia, prevenzione e trattamento
Strategie Preventive per un Parto con Minime Lacerazioni
Il parto naturale è uno dei momenti più delicati nella vita di una futura mamma. Eppure, ancora oggi, noi gestanti non siamo preparate abbastanza ad affrontare ciò che accadrà in sala travaglio. Se ti stai avvicinando al termine della tua gravidanza, sei nel posto giusto. Vediamo insieme come evitare le lacerazioni da parto per avere un perineo intatto e senza dolori. Esistono fattori controllabili e non controllabili che incidono sulle lacerazioni da parto. Per facilitare un parto senza lacerazioni puoi, invece, adottare i metodi preventivi e funzionanti, sui quali hai concretamente potere d’azione.
Preparazione del Pavimento Pelvico Durante la Gravidanza
Prendersi cura del pavimento pelvico durante la gravidanza è nodale. Perché? Perché si tratta di una zona che, durante la dolce attesa, è interessata da cambiamenti profondi. Alla luce di ciò, è basilare prepararla al meglio a un lavoro per il quale, come già detto, è stata studiata dalla natura. Agendo in questo modo, si minimizza il rischio di avere a che fare con traumi come le lacerazioni perineali.
Gli studi degli ultimi anni hanno portato alla luce il fatto che, quando si parla di massaggio del perineo, è fondamentale partire attorno alle 34 settimane di gestazione e procedere almeno una volta al giorno per 5/10 minuti. Ribadisco: non deve essere un compito e non bisogna mettere una sveglia. Il massaggio al perineo deve essere vissuto con un approccio all’insegna del senso di scoperta e di ricerca del benessere. A tal proposito, è importante effettuarlo in una posizione comoda. Qualche idea? Quella semi accovacciata (la medesima posizione che si assume quando si utilizza il bidet). Ci si può anche sdraiare sul letto piegando le gambe.
Passiamo ora alla pratica. Prima di iniziare, è fondamentale capire dove bisogna andare a lavorare. È essenziale avere dita pulite e unghie corte, ma anche evitare stimoli improvvisi, che possono portare i muscoli a contrarsi. L’obiettivo è il contrario: con il massaggio del perineo in gravidanza, da effettuare con il dito perpendicolare rispetto al pavimento pelvico, si mira ad aprire, a preparare questa zona al passaggio del cucciolo senza traumatismi eccessivi. Bisogna concretizzare delle compressioni profonde e lente. Essenziale è avere cura di non lasciare la presa, andando avanti per almeno dieci volte. Archiviata questa fase, si passa a quella successiva, che prevede scivolamenti laterali e, ancora una volta, dei movimenti lenti. Anche in questo frangente, bisogna ripetere il tutto per almeno una decina di volte. Cosa succede dopo? Che si va avanti con un altro step, partendo sempre dal centro del perineo. Cosa bisogna fare di preciso? Disegnare dei semicerchi sia a destra, sia a sinistra. In questa circostanza, è essenziale impegnarsi per stirare i tessuti dei muscoli. Se non si avverte fastidio, si può andare avanti con la parte successiva. Si inserisce una falange del dito nell’introito vaginale, concentrandosi sulla parte inferiore della vagina, la cosiddetta forchetta. Appena dentro il suddetto orifizio, si esercita una contropressione, spingendo dall’interno verso l’esterno. Si eseguono a questo punto dieci compressioni, a seguito delle quali bisogna rilasciare. Sempre con una falange nell’introito vaginale, si procede eseguendo degli scivolamenti in corrispondenza della parte interna della vagina. Siamo giunte alla fine del massaggio. L’ultima fase prevede il focus sulla parte superiore del canale vaginale. Procedendo sempre verso l’interno, si disegnano dei semicerchi, con sollecitazioni meccaniche che non devono mai dare fastidio. Per ridurre l’attrito, si può utilizzare un olio di mandorla, di calendula o di iperico. Molto spesso, si ha a che fare con prodotti specifici per il massaggio del perineo, caratterizzati dalla presenza di tutti gli oli sopra menzionati. Nonostante sia una pratica estremamente diffusa, gli studi sul massaggio perineale non hanno portato abbastanza prove a supporto della sua efficacia nella prevenzione delle lacerazioni perineali.
L'Importanza degli Esercizi Mirati e della Preparazione
Sì, se la donna ha genitali e muscolo elevatore elastici e capaci di ottima distensione per facilitare il passaggio del bambino; sì, se il muscolo elevatore dell’ano è stato “preparato” con opportuni esercizi, automassaggi e stretching già durante la gravidanza: per questo una brava ostetrica è essenziale; sì, se le è stato insegnato a spingere correttamente già durante i corsi di preparazione al parto.
Fare esercizi per il pavimento pelvico aiuta a migliorare il flusso sanguigno, accelerando così il processo di guarigione. Chiedi consiglio su come farli correttamente a un esperto, come un fisioterapista, spesso disponibile anche negli ospedali.
Posizioni Libere e Tecniche di Spinta Efficaci
Un altro capitolo da aprire quando ci si chiede come evitare lacerazioni perineali durante il parto è quello delle posizioni libere in travaglio. Bisogna scendere dal lettino e assumere posizioni in grado di favorire la distensione e l’apertura del bacino. Ciò si traduce in un lavoro mirato ed efficace sulla zona perineale, che si prepara al meglio al passaggio del piccolo. Sono diverse le posizioni a cui si può fare riferimento. Giusto per citarne due, chiamo in causa quella carponi, che può prevedere anche il ricorso alla fitball, e la posizione eretta, senza dimenticare quella sdraiata su un fianco (bisogna scegliere il sinistro). Sono diverse le posizioni a cui si può fare riferimento.
Sono diverse le posizioni a cui si può fare riferimento. Giusto per citarne due, chiamo in causa quella carponi, che può prevedere anche il ricorso alla fitball, e la posizione eretta, senza dimenticare quella sdraiata su un fianco (bisogna scegliere il sinistro). Uno sgabello olandese, molto utilizzato quando il parto avviene in casa, può essere un valido aiuto. La posizione ginecologica, va evitata senza se e senza ma.

Smetti di spingere! Mantenere la posizione ginecologica durante le spinte (anche semiseduta) porta a un rischio più alto di lacerazioni spontanee o episiotomia. È importante che tu sappia che in ogni momento del parto la priorità è sentirti comoda e a tuo agio, anche nelle posizioni che assumi. Mettere in pratica la combinazione di principi, tra posizioni del corpo e tecniche di spinta, basate sulla Meccanica della Spinta può fare la differenza.
Gestione Post-Partum: Cura della Ferita e Recupero Funzionale
Dopo ogni parto, già alla dimissione sarebbe bene spiegare alle signore:
- La corretta igiene per una più rapida guarigione della ferita, usando saponi a base di salvia e timo, che ha un potere disinfettante capace di rispettare l’ecosistema vulvare.
- L’opportunità di un automassaggio con creme o gel appositi (a base di aliamidi) o olio di iperico, per ridurre il rischio di infiammazione e migliorare la cicatrizzazione.
- Come ridare tono ed elasticità al muscolo che circonda la vagina, chiamato elevatore dell’ano, spesso traumatizzato o lacerato durante il parto, con esercizi mirati.
- Quanto gli ormoni locali possono essere amici dell’intimità. Estrogeni (estradiolo o estriolo) applicati solo in vagina due volte la settimana, in minima quantità, possono aiutare la mucosa a riprendere la normale elasticità e lubrificazione, senza interferire con l’allattamento e senza rischi per il seno.
Cura della Ferita e Igiene
Dopo il parto, lacerazioni e punti di sutura possono lasciarti sensazioni di fastidio e di essere ferita, è normale. Per guarire completamente i punti di sutura possono impiegare fino a sei settimane. All’inizio, possono dare la sensazione di una ferita e creare fastidi per una settimana.
- Mantieniti pulita: È importante tenere pulita l’intera zona vaginale, quindi fai il bagno o la doccia almeno una volta al giorno. Evita prodotti profumati che possono causare irritazione. Cambia frequentemente gli asciugamani intimi per ridurre il rischio di infezione. Dopo averli sostituiti, lavati le mani.
- Igiene intima: Utilizzate detergenti senza sapone e ultra delicati, non strofinate e tamponate con un asciugamano morbido. Dopo che vi lavate però non rivestitevi subito: le ferite guariscono meglio se esposte all’aria. Cambiate spesso l’assorbente per le perdite che si verificano dopo il parto, per non tenere la zona umida.
- Lenire dolore e gonfiore: Per lenire il dolore e il gonfiore si possono fare impacchi caldi con tintura di calendula. Meglio evitare il freddo perché rallenta la guarigione dell’infiammazione. Per il primo periodo è meglio evitare di sollevare pesi e di fare stretching. Dopo che i punti si sono riassorbiti (in genere ci vogliono 7-10 giorni), si possono fare dei massaggi del perineo con olio d’oliva o di mandorle dolci.
Alimentazione e Idratazione per Favorire la Guarigione
- Bevi molta acqua: Si dovrebbe bere da 2 a 3 litri di acqua al giorno per evitare la stitichezza. Più liquidi rendono anche meno concentrata l’urina e riducono così la probabilità di irritare la zona suturata.
- Dieta sana: Anche una dieta sana, che comprendente frutta, verdura, cereali, pane integrale e pasta, aiuta a evitare la stitichezza.
Riposo e Recupero
Il riposo è molto importante nelle prime settimane: è bene evitare di sollevare oggetti pesanti, fare lavori domestici o esercizi fisici impegnativi.
Quando Chiedere Aiuto Medico
Serve l’aiuto del medico? Rossore nella zona, aumento del dolore o un odore pungente possono essere segni di infezione: in questi casi è necessario chiedere assistenza medica. Altri problemi da considerare comprendono difficoltà nel controllare i movimenti intestinali, senso di urgenza nello scaricarsi o impossibilità di controllare la flatulenza.
A lungo termine, molte donne che hanno subito lacerazioni di terzo o quarto grado possono essere preoccupate in merito all’attività sessuale: questa non dovrebbe causare dolore, ma in caso contrario segnala la cosa al tuo medico. Continua a praticare gli esercizi per il pavimento pelvico, poiché possono aiutarti a evitare problemi di incontinenza urinaria.

Prevenzione e Informazione: Un Approccio Olistico
La prevenzione è meglio che curare: anche nel caso dell’episiotomia è un buon suggerimento. Allenare i muscoli del pavimento pelvico durante la gravidanza può certamente aiutarvi. Se sono elastici e si stendono bene al momento del parto, il taglietto potrebbe proprio non servire. Usate prodotti specifici per fare un massaggio del perineo e chiedete consiglio alla vostra ostetrica. Anche alcune posizioni per partorire, alternative a quella supina, possono allontanare il rischio di subire un’episiotomia.
Informarsi adeguatamente sulle procedure, sui propri diritti e sulle opzioni disponibili durante il travaglio è fondamentale. La consapevolezza permette alle donne di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano il proprio corpo e il proprio parto, promuovendo un’esperienza più positiva e con minori complicanze. La preparazione non riguarda solo il corpo, ma anche la mente, affrontando paure e dubbi con informazioni corrette e un supporto adeguato.
Il campione di donne TSB, che ha partorito col metodo Mamme in Movimento (Taddei Smart Birth), ha una prevalenza di primi parti e, nella maggior parte dei casi, non hanno avuto lacerazioni. Questo suggerisce che approcci innovativi e una preparazione mirata possano fare la differenza.
Il massaggio del perineo, come ricordo pure all’inizio di questa video-pillola, è uno degli espedienti da considerare quando ci si chiede come evitare lacerazioni perineali durante il parto. La sua funzione è allungare la muscolatura della vagina e del pavimento pelvico (allo stesso modo in cui allarghiamo un elastico per capelli con le dita), proprio come se fosse un esercizio di stretching.