
Frédérick Leboyer (1918-2017) è stato un ginecologo e ostetrico francese, considerato il precursore del cosiddetto parto dolce, noto anche come “metodo Leboyer”. Mente brillante e anima nobile, dedicò tutta la sua vita alla nascita rispettata. Leboyer sostiene, ormai da molti anni, il diritto della madre a un “buon parto” e il diritto del bambino a una “buona nascita”.
L’autore, attraverso le sue opere, ha fatto tantissimo per le donne e spiega magistralmente cosa passa nella testa del bambino nel passaggio dalla protezione della pancia al vuoto e freddo del mondo esterno. Questo approccio fa molto riflettere e rende consapevoli di qualcosa che spesso non ci si ricorda: la nascita. Un libro che dovrebbe essere letto da tutti, che è stato utilizzato per tesi di diploma in naturopatia, parla di come dovrebbe essere una nascita affinché non sia un trauma per bimbo e mamma. Dovrebbe essere letto dalle persone che si occupano di far partorire e regalato a tutti i corsi pre parto.
La Filosofia del Metodo Leboyer: Ascoltare il Bambino

Questo libro è un vero capolavoro. Attraverso di esso il bambino parla. Gli viene data vita ancor prima della sua venuta al mondo. Durante la lettura rimane ben chiaro e sempre presente un concetto che nella frenesia e nella novità di gravidanza e parto si tende generalmente a far scivolare in secondo o terzo piano. L'autore è un ginecologo e ostetrico francese che ha ideato un nuovo modo per accogliere il neonato al momento del parto, nella maniera meno traumatica possibile.
Il pensiero di Leboyer, scritto così tanti anni fa, è eppure così attuale e moderno nei concetti e nella messa in pratica di molte sue “operazioni”. Racconta una verità e invita a fermarsi. I numerosi viaggi nei Paesi asiatici, l’India in particolare, gli hanno mostrato un approccio diverso al mistero della vita e alla nascita stessa. Così come gli hanno regalato una visione differente, più rispettosa, più amorevole, più a contatto, della crescita dei bambini. È questo che il ginecologo illuminato cercò di insegnare per tutto il corso della sua vita professionale.
La fretta, la smania di gestire, controllare, indirizzare mal si conciliano con un evento del tutto naturale e che richiede tempo.
Il Trauma della Nascita dal Punto di Vista del Neonato
Se ci pensate la nascita rappresenta, sia per la mamma che per il bambino, un momento particolarmente intenso. E traumatico lo è ancora di più per il bambino che, per nove lunghi mesi, ha vissuto dentro la pancia della mamma, in un ambiente completamente diverso rispetto a quello in cui viene, letteralmente, catapultato durante la nascita. Gli nove mesi trascorsi nel grembo materno sono stati dolci, sereni. I suoni venivano percepiti come ovattati, la luce filtrava tenue attraverso il pancione, le voci assomigliavano a dondolii musicali, il battito del cuore della mamma accompagnava il sonno e scandiva le giornate.

Abbandonare quella culla di amore e coccole non sarà semplice. Mamma e bambino dovranno danzare insieme, ascoltarsi, respirarsi, donarsi alla vita e al mondo senza riserve. È esattamente su questo che Leboyer pone l’accento e lo fa con grazia e, allo stesso tempo, autorevolezza. Il neonato si inserisce in un mondo nuovo, non più ovattato e protettivo ma ricco di luci, colori e suoni a lui sconosciuti che non possono che terrorizzarlo.
Metaforicamente possiamo definire il passaggio dalla vita intrauterina alla vita extrauterina come la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre. Il paradiso terrestre è un luogo perfetto dove tutto è stato creato per soddisfare le esigenze e i bisogni del bambino. Dove non c'è fatica, tutto viene ottenuto nel momento in cui il bambino lo chiede e ne ha bisogno. Dorme, mangia, si muove, entra in stretto contatto con la sua mamma con la quale vive una comunicazione unica e simbiotica. Il bambino vive uno stato di appagamento totale. Nulla gli manca e nulla può chiedere di più.
Alcuni bambini, appena nati, mostrano chiaramente segni di disorientamento e di paura di fronte ad una realtà che non li appartiene ancora. Si sentono spaesati e privi di un punto di riferimento costante. È per questo motivo che Frédérick Leboyer propone un metodo più attenuato e rispettoso del bambino in sala parto.
"Per una nascita senza violenza": Il Tempo del Neonato
"Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta e la lenta, maestosa gloria dell’aurora? Il nostro tempo ed il tempo del neonato sono pressoché inconciliabili. Il secondo è di una lentezza prossima all’immobilità. Il primo, il nostro, è di un’agitazione prossima alla frenesia. Del resto noi non siamo mai “lì”. Siamo sempre altrove. Nel passato, nei nostri ricordi. Nel futuro, nei nostri progetti. Siamo sempre prima e dopo. “Adesso”, mai. Per poter incontrare il neonato occorre uscire dal nostro tempo, che corre furiosamente." (Frédérick Leboyer “Per una nascita senza violenza”).
Questa celebre citazione di Frédérick Leboyer, ostetrico francese noto per avere introdotto il metodo della nascita dolce negli ospedali, riassume l'essenza della sua filosofia. A sentirlo così sembra semplice: ai nostri giorni, per definire un buon parto basta che ci si trovi nella struttura giusta con l'assistenza adeguata e tutto pare scontato. Ma per il maestro della nascita senza violenza non si tratta esattamente di questo.
I Principi Fondamentali del Metodo Leboyer
In che cosa consiste la nascita dolce? Frédérick Leboyer, ginecologo e ostetrico francese, ripeteva che "la madre ha diritto ad un buon parto e il bambino ha diritto ad una buona nascita". Questo metodo si basa su una serie di accorgimenti volti a rendere il momento della nascita meno traumatico per il neonato.

Leboyer, tradizionalista, dal canto suo, si schiera assolutamente contro l'analgesia epidurale, che crea come una barriera tra mamma e bebè e non permette una nascita spontanea e assolutamente naturale, dove mamma e figlio sentono visceralmente la separazione.
La dottoressa Capasso è fautrice del “Metodo Leboyer” (parto dolce) pertanto garantisce alla donna un’assistenza di base qualificata basata sulla promozione della fisiologia, mantenendo uno stato di attenzione e di vigilanza per prevenire il rischio ostetrico o comunque individuarlo precocemente. Garantisce alla donna condizioni di massima tranquillità e riservatezza durante il travaglio e il parto, preserva l’intimità della coppia e si fa garante della privacy.
Ambienti Calmi e Rispettosi
L'applicazione del metodo Leboyer implica la creazione di un ambiente quanto più possibile simile a quello uterino, o comunque meno aggressivo rispetto alla tradizionale sala parto. Ciò significa utilizzare tono di voce basso, luci basse, e ridurre al minimo le visite ostetriche, limitandole solo a quelle strettamente necessarie.
Libertà di Movimento e Supporto Continuo

Durante il travaglio e il parto, la donna è incoraggiata ad assumere la posizione che preferisce, promuovendo il movimento e l'istinto. È fondamentale che percepisca quella vita calda, palpitante, e che si commuova mediante le sue mani, nella sua stessa carne. Accogliere una nuova vita è un “compito” che spesso ci sfugge di mano.
Inoltre, il metodo promuove e sostiene la presenza del partner durante il travaglio e il parto, coinvolgendolo nel collaborare attivamente per ridurre il dolore, nel mantenimento di posizioni antalgiche, e persino nel recidere il cordone ombelicale.
Clampaggio Tardivo del Cordone Ombelicale e Contatto Pelle a Pelle
Un aspetto cruciale del metodo Leboyer è il clampaggio tardivo del cordone ombelicale, che avviene dopo la cessazione delle pulsazioni. Questo ritardo nel taglio del cordone serve a rendere meno traumatico il passaggio del feto alla respirazione polmonare, permettendogli di ricevere una maggiore quantità di sangue ossigenato dalla placenta.

Immediatamente dopo la nascita, il neonato viene adagiato sul ventre materno, promuovendo il contatto pelle a pelle (skin-to-skin). Questa pratica favorisce l'instaurarsi del bonding tra madre e bambino, e le prime procedure neonatologiche vengono rimandate nel pieno rispetto della fisiologia neonatale. Tutto ciò è finalizzato a promuovere un imprinting primario di benessere e beatitudine per il neonato, la madre e il padre fin dalle primissime ore di vita.
Il "Cocktail dell'Amore" e la Fisiologia del Parto
Tutti i mammiferi, donne incluse, sono stati programmati per rilasciare durante il parto un complesso “cocktail ormonale” costituito soprattutto da ossitocina, endorfine, prolattina, vasopressina, il cosiddetto “cocktail dell’amore” di Michel Odent, pioniere del parto in acqua nel 1978.
Questo insieme di ormoni gioca un ruolo fondamentale nel processo del parto, facilitando il travaglio, riducendo il dolore e promuovendo l'attaccamento materno-infantile. Il metodo Leboyer, rispettando i ritmi naturali del corpo e le esigenze del neonato, contribuisce a non interferire con questo delicato equilibrio ormonale, permettendo al processo di svolgersi in modo più armonico e fisiologico.

La valorizzazione del senso della vista del neonato è un altro aspetto considerato: che percepisca quella vita calda, palpitante. Il metodo Leboyer, quindi, non si limita a una serie di tecniche, ma rappresenta una vera e propria filosofia che riconosce la nascita come un evento sacro e trasformativo, da vivere con consapevolezza e rispetto per tutti i protagonisti coinvolti.
La Visione del Neonato
L'importanza di accogliere il neonato in un ambiente che tenga conto anche del suo senso della vista è centrale. Immaginare un neonato che, dopo la penombra del grembo materno, si trova improvvisamente esposto a luci intense, può far comprendere il disagio che può provare. Il metodo Leboyer suggerisce di abbassare le luci in sala parto per permettere una transizione più graduale e meno traumatica per gli occhi sensibili del bambino. Si cerca di creare un'atmosfera più dolce, dove la percezione visiva sia meno aggressiva e più rassicurante. Questo contribuisce a rendere l'ingresso nel mondo esterno un'esperienza più serena e accogliente.