Partorire a Padova: Scelta tra Divisione e Clinica, Esperienze e Informazioni Essenziali

La decisione su dove dare alla luce il proprio bambino è un momento cruciale e spesso carico di interrogativi per ogni futura mamma. A Padova, il panorama delle strutture ospedaliere dedicate al parto offre opzioni significative, principalmente rappresentate dalla Divisione Ostetrica e dalla Clinica Ostetrica. Questa scelta ha generato nel tempo discussioni e pareri differenti tra le donne, che cercano la soluzione più adatta alle proprie esigenze e aspettative.

Mappa dell'Ospedale di Padova con evidenziate Clinica e Divisione Ostetrica

Il Contesto Storico delle Strutture Ostetriche di Padova

Per comprendere l'attuale dibattito e le differenze tra le strutture, è utile ripercorrere la loro origine. Un tempo, la Divisione Ostetrica è entrata in funzione alla fine del 1974. La sua costruzione all'epoca è stata resa necessaria per il numero elevato di nascite che non potevano più essere contenute nell'unica struttura della Clinica. In quegli anni, infatti, nascevano oltre 6mila bambini all'anno, un dato significativo che imponeva un ampliamento delle capacità assistenziali. Vennero così create due strutture gemelle, con l'unica differenziazione nella direzione, rispettivamente universitaria e ospedaliera. Questa duplicità ha caratterizzato per decenni l'offerta sanitaria padovana in ambito ostetrico.

La Divisione Ostetrica: Un Approccio Centrato sulla Mamma e sul Neonato

La Divisione Ostetrica di Padova si distingue per alcune pratiche e filosofie assistenziali particolarmente apprezzate dalle neomamme. Da diversi anni, solo in Divisione Ostetrica è stato implementato il rooming-in nelle 24 ore. Questa pratica, che prevede la permanenza costante del neonato nella stanza della madre, favorisce un legame precoce e un migliore avvio dell'allattamento. Inoltre, in reparto, in linea con le raccomandazioni regionali della "Rete per l'ospedale amico del bambino", vengono anche praticate le "Cure amiche della mamma". Questo approccio ha favorito la possibilità dell'allattamento precoce al seno e a richiesta del neonato, senza più orari standard prestabiliti, ponendo l'attenzione sui ritmi naturali del bambino e le esigenze della madre.

Molteplici sono le esperienze positive condivise da chi ha scelto di partorire in Divisione. Ad esempio, una neomamma ha dichiarato: "Io ho partorito in divisione a Padova e non ho nulla da dire… l'ostetrica che ho trovato Letizia e le sue specializzande sono state fantastiche! Parto bellissimo… con tante risate, giuro!". Questa testimonianza sottolinea come l'ambiente e il personale possano influenzare positivamente l'esperienza del parto, rendendola un ricordo gioioso. Un'altra mamma ha raccontato: "Il 28 giugno 2011, in divisione. Unico parto di quella notte. Leo è stato bravissimo. […] In 18 min… Cavoli complimenti…". L'efficienza e la serenità del personale sono aspetti che emergono con forza, contribuendo a dissipare le paure iniziali legate al parto. La possibilità di vivere un'esperienza così positiva, "veloce veloce e che tutto sia splendido", è un augurio condiviso tra le future mamme.

Tra i professionisti che operano in Divisione, il Dott. Stefano Trovò è stato menzionato positivamente: "Sia per i controlli annuali, sia per la durata della gravidanza, sono stata seguita molto bene e scrupolosamente dal dott. Stefano Trovò, che lavora in divisione. È una persona molto sensibile e non dà nulla per scontato. Naturalmente tutte le visite le ho fatte privatamente, perché lui quando è in servizio è prevalentemente in sala parto o in sala operatoria. È molto disponibile e risponde sempre al cellulare. Il parto è avvenuto in divisione e mi sono trovata molto bene e per di più era pure di turno il mio ginecologo." Questo evidenzia la presenza di professionisti attenti e la possibilità di essere seguiti anche privatamente da medici che operano nella struttura pubblica, garantendo una continuità assistenziale.

Da 0 a 30 giorni: cosa mangia - Intervista alla dott.ssa Spina

La Clinica Ostetrica Universitaria: Centro di Alta Specializzazione e Formazione

La Clinica Ostetrica, essendo una struttura universitaria, si caratterizza per la sua duplice funzione: assistenza medica e formazione. Questo implica una maggiore presenza di studenti e specializzandi, aspetto che a volte genera dubbi o preoccupazioni nelle future mamme. Una delle perplessità più comuni è che "in clinica c'è molto più caos perché può capitare che magari mentre sei sul più bello arrivino 6 specializzandi a vedere che succede". Tuttavia, è fondamentale chiarire che gli specializzandi "prendono parte, sì, ma è sempre presente uno strutturato nelle sale travaglio e parto". Questa supervisione costante garantisce la sicurezza e la qualità dell'assistenza.

Gli specializzandi non sono semplici studenti; sono "medici già abilitati all'esercizio della professione, che si stanno perfezionando nella specializzazione scelta". Spesso, quando "prendono parte", sono già all'ultimo anno del loro percorso formativo, il che indica un livello avanzato di competenza. Talvolta, "sono più attenti e meticolosi di quelli più anziani", portando un'energia e una dedizione particolari. La loro presenza non è limitata alla Clinica; "risulta poi che la presenza di specializzandi ci sia anche in divisione, perché le 2 strutture collaborano e studenti e specializzandi fanno turni anche lì".

La Clinica, essendo parte dell'Azienda Ospedaliera convenzionata con l'Università di Padova, è un reparto di Ostetricia e Ginecologia classificato come centro di III livello. Questo significa che, oltre ad assistere i parti naturali, fornisce l’assistenza ostetrica e psicologica per le gravidanze con complicazioni e per i parti prematuri. La sua integrazione con le unità di terapia intensiva neonatale e con tutte le strutture specialistiche e di emergenza necessarie la rende un punto di riferimento per le situazioni più complesse. "Ricordiamo che le strutture di Padova sono di terzo livello, perciò in grado di intervenire in qualsiasi periodo della gravidanza anche in stretta sinergia con la Clinica pediatrica". In ambito ginecologico, il reparto si occupa anche della diagnosi precoce e terapia della patologia benigna e dei tumori dell’apparato genitale, nonché della patologia ginecologica delle bambine e delle adolescenti.

Tra i professionisti della Clinica, il Dott. Cosmi è stato segnalato come "molto bravo e scrupoloso ed estremamente disponibile con tutti, ti dà tranquillamente il suo numero di cellulare per qualsiasi problema". Anche se la Clinica, "essendo universitaria, vede circolare parecchi specializzandi e può capitare che assistano anche al parto (comunque si può chiedere che escano se uno non se la sente)", l'attenzione ai pazienti rimane alta. Per le gravidanze gemellari, ad esempio, una mamma ha riferito: "Anche il mio ginecologo, vista la gravidanza gemellare, mi ha dirottata alla Clinica universitaria a Padova, mi sto trovando bene, unica pecca che non c'è un numero telefonico dove chiamare in caso di qualche dubbio… però c'è il prontosoccorso ostetrico che è sempre disponibile." Questo sottolinea l'importanza del pronto soccorso come punto di riferimento per le emergenze o per le incertezze improvvise.

Illustrazione del ruolo dello specializzando medico in sala parto sotto supervisione

Il Ruolo Cruciale dell'Ostetrica e la Supervisione del Ginecologo

Durante il travaglio e il parto, "se non ci sono problemi particolari, la figura più importante non è quella del ginecologo ma dell'ostetrica!!!". Le ostetriche sono professioniste formate per gestire la fisiologia della nascita, offrendo supporto emotivo, fisico e pratico alla donna. La loro presenza costante e la loro esperienza sono fondamentali per un'esperienza di parto positiva e naturale. In situazioni complesse o quando insorgono complicazioni, il ginecologo assume un ruolo preminente. Tuttavia, anche in questi casi, l'ostetrica rimane un punto di riferimento essenziale.

Riguardo alla presenza degli specializzandi, le rassicurazioni sono univoche: "Ciao, gli specializzandi sono molto attenti e se ti visitano o altro è perché già sono capaci di farlo! Poi dietro c'è sempre un medico, stai tranquilla!". La presenza di un medico "strutturato" garantisce che ogni procedura venga eseguita con la massima sicurezza e competenza. Questi giovani medici, come già menzionato, sono "ragazzini" solo anagraficamente, ma professionalmente sono "medici già abilitati all'esercizio della professione", spesso con una grande motivazione e attenzione.

Donna in travaglio assistita da un'ostetrica

Il Problema del Trasferimento Post-Parto e la Proposta di Unificazione

Un punto di criticità nel sistema attuale, che ha generato "grande disagio per tutte le donne e per i loro bambini che partoriscono in Clinica", è il trasferimento dopo il parto. Queste madri e i loro neonati "sono trasferite nella Divisione Ostetrica attraverso i corridoi sotterranei che uniscono le due strutture". Questo percorso può essere lungo e disorientante per una neomamma, appena uscita dal travaglio e dal parto, con un neonato. "Appare evidente che, con l'unificazione ipotizzata dalla Direzione, questo grave disagio si moltiplicherà, perché interesserà tutte le donne che partoriranno a Padova nell'unico Punto nascita: successivamente essere trasferite in un altro edificio (separato da due ascensori e da un lungo sotterraneo di 300 metri) dove sarà prevista la loro degenza e dove si trova il nido."

Questa situazione ha portato organizzazioni sindacali come Cgil, Spi Cgil e Fp Cgil a proporre una riorganizzazione volta a creare "UN UNICO SITO" per il "Punto nascite, puerperio e nido". L'obiettivo è chiaro: "limitare i disagi per mamme, neonati e personale, e costituire un centro specializzato ed efficiente, con sede nell'attuale Divisione Ostetrica, più all'avanguardia ed attenta alle esigenze delle neomamme e dei loro bambini". Questa proposta si inserisce nel più ampio contesto del "NUOVO OSPEDALE" e suggerisce la necessità di uno "studio di fattibilità condiviso, che individui il percorso più favorevole per una vera pianificazione dei punti nascita di Padova e che risponda alle reali esigenze delle mamme dei bambini".

Patologie Trattate e Monitorate

L'Ospedale di Padova, con le sue strutture di Clinica e Divisione, è attrezzato per gestire un'ampia gamma di condizioni durante la gravidanza e il parto, oltre a fornire assistenza ginecologica generale. Tra le patologie e le condizioni trattate o monitorate, sono state segnalate:

  • Anomalie durante la morfologica.
  • Accorciamento del collo dell'utero.
  • Sindrome di Hellp al 5° mese di gravidanza, che ha richiesto un taglio cesareo d'urgenza per rischio vita, seguito da 3 giorni di recupero intensivo.
  • Parto naturale indotto per ipertensione.
  • Mioma uterino sottomucoso.
  • Ipertensione gravidica.
  • Gestosi.
  • Parti fisiologici e controlli di routine.

La capacità di gestire sia parti fisiologici che situazioni ad alto rischio, grazie anche all'integrazione con altre specialità come la Clinica pediatrica e le terapie intensive neonatali, ribadisce lo status di centro di terzo livello dell'Azienda Ospedaliera di Padova.

Diagramma di flusso delle decisioni per il parto in caso di complicanze

I Medici e le Esperienze Individuali

La scelta del medico curante è un altro aspetto fondamentale per le future mamme. Tra i professionisti menzionati nell'ambito dell'Ospedale di Padova, oltre al Dott. Stefano Trovò e al Dott. Cosmi, fanno parte dell'equipe operativa della Ginecologia e Ostetricia: la Dott.ssa Maria Teresa Gervasi (Direttore responsabile), la Dott.ssa Chiara Alessi, la Dott.ssa Gianna Bogana, la Dott.ssa Chiara Infantolino, la Dott.ssa Luisa Marcato, la Dott.ssa Arianna Riva, la Dott.ssa Alessandra Ruffatti, la Dott.ssa Silvia Rusconi, la Dott.ssa Daniela Truscia e la Dott.ssa Paola Veronese.

Le esperienze personali con i medici sono variegate e spesso molto positive. Una utente ha condiviso una storia significativa, citando l'eccellenza di Padova: "Non è buono… è OTTIMO! Mia madre, prima di avere me, ha perso 4 bimbi e tutti tra il 6° ed il 9° mese di gravidanza. Solo a Padova, dove io sono nata 33 anni fa, sono stati in grado di capire cosa non andava: aveva carenza di estriolo ed i bimbi, a partire dal 4° mese di gravidanza, crescevano 'denutriti'. Io sono nata con cesareo programmato, pesavo 1 Kg 350 (e credetemi, per essere il 1974 era davvero eccessivamente poco), ho subito 2 trasfusioni totali appena uscita dalla pancia e sono stata in terapia intensiva neonatale per i tre mesi successivi." Questa testimonianza storica evidenzia la lunga tradizione di eccellenza e la capacità di affrontare casi complessi, salvando vite anche in condizioni difficili.

Un'altra esperienza positiva è stata quella con la Dott.ssa Di Lenardo, che ha seguito una paziente per tre anni: "Io a Padova sono seguita da tre anni dalla dott.ssa Di Lenardo. Fino all'anno scorso era ospedaliera, ma adesso è andata in pensione e riceve in ambulatorio privato. Inoltre effettua villocentesi ed amniocentesi ad Abano Terme. Io mi sono sempre trovata bene, la trovo scrupolosa e conosco tante persone che in gravidanza sono state seguite da lei, sicuramente ha una notevole esperienza." Questo dimostra come l'esperienza e la professionalità dei medici possano rassicurare le pazienti, anche quando la loro pratica si sposta verso il settore privato.

Le scelte e le esperienze personali, dunque, variano ampiamente, ma il comune denominatore è la ricerca di un ambiente sicuro, professionale e umano per un evento così significativo come la nascita di un figlio.

tags: #partorire #in #diviaione #ladpva