L’assistenza alla nascita e la salute della donna rappresentano pilastri fondamentali nel sistema sanitario territoriale. Presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, la Unità Operativa Complessa (UOC) di Ostetricia e Ginecologia si impegna quotidianamente per garantire standard elevati, unendo una solida tradizione chirurgica a un percorso di accompagnamento alla maternità che pone al centro il benessere fisico e psicologico della paziente.

L'accesso ai servizi e il ruolo dell'URP
Per tutte le persone che necessitano di orientarsi all'interno della struttura, è essenziale comprendere come interfacciarsi con l'organizzazione. L’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) costituisce il punto di contatto fondamentale tra la struttura e il paziente/utente. Il suo compito è quello di garantire e semplificare l’accessibilità e la trasparenza dei servizi, supportando le famiglie in ogni fase. Se vieni da fuori, puntare il mouse sull’indirizzo della Struttura (alla voce “Posizione” in alto a sinistra), cliccare e inserire il proprio indirizzo o posizione.
È opportuno prestare attenzione: l’accesso di parenti ed amici ai vari reparti delle strutture è spesso soggetto a variazioni correlate alla tipologia di attività dei reparti, pertanto si consiglia sempre di verificare le disposizioni vigenti al momento della necessità. I dati di valutazioni delle aree cliniche individuate derivano da Programma Nazionale Esiti (PNE).
Il Percorso Nascita: Approcci e innovazioni
Il reparto si occupa di gestire le diverse modalità di parto, adattandosi alle esigenze cliniche e alle scelte consapevoli della donna. Si distingue tra:
- Parto naturale: E’ il parto in cui la donna non riceve alcun farmaco o anestesia per alleviare il dolore.
- Parto indotto: E’ il parto provocato mediante l’utilizzo di farmaci oppure con la rottura programmata e controllata delle membrane amniotiche (amnioressi).
La percezione del dolore è variabile e influenzata da condizioni fisiche del momento, dalle emozioni, dalle circostanze sociali, culturali e assistenziali. Per affrontare al meglio queste variabili, la ASL di Latina ha attivato il percorso di introduzione della partoanalgesia - ovvero l’analgesia epidurale per il controllo del dolore durante il travaglio - nei reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali Santa Maria Goretti di Latina, San Giovanni di Dio di Fondi e Dono Svizzero di Formia.
Come sottolinea il Direttore Generale della ASL di Latina, Sabrina Cenciarelli, l’introduzione di tale metodica rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le donne, riconoscendo il diritto a vivere il momento della nascita con maggiore serenità e consapevolezza, senza dover necessariamente affrontare il dolore in modo passivo. Si tratta di un obiettivo importante, frutto di un lungo lavoro di programmazione, formazione e coordinamento tra équipe ostetriche, anestesiologiche e pediatriche.
Video informativo sull’anestesia peridurale in travaglio di parto
L'accompagnamento alla nascita
Le future mamme riceveranno tutte le informazioni necessarie durante i corsi di accompagnamento alla nascita, già attivi nei Consultori Familiari della ASL e presso i reparti ospedalieri. Il percorso prevede incontri strutturati:
- Primo incontro con il ginecologo: Ha lo scopo di indagare se ci sono indicazioni mediche al parto con T.C. o quali preoccupazioni per rischi ostetrici possono indurre nella gestante tale scelta. In quest’occasione, si compila la cartella ostetrica utilizzata per l’ambulatorio delle gravidanze a termine, nel caso la gestante non sia già clinicamente assistita dal Consultorio Familiare o dall'ambulatorio delle gravidanze a rischio o a termine della Struttura Ospedaliera.
- Secondo incontro con l’ostetrica: Deve portare alla luce emozioni, fantasmi, paure, l'ignoto del percorso che la donna sta per affrontare.
«Per quanto riguarda l’ostetricia, nel nostro reparto vengono svolti circa 500 parti l’anno, che è il limite che ci viene posto dalla Regione. Ma quest’anno li supereremo ampiamente», spiega il personale di reparto. L’introduzione della partoanalgesia è un traguardo importantissimo, appartenendo ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e rappresentando un diritto della donna. Le pazienti possono accedere attraverso un ambulatorio dedicato, telefonando ad un numero presente nel protocollo aziendale, oppure attraverso i medici di base, che sono stati istruiti da parte dell’azienda. Viene comunicato quali sono i numeri da contattare prima della 34° settimana per poter accedere all’ambulatorio della partoanalgesia.
Attività ambulatoriale e screening
I servizi ambulatoriali sono molto attivi nella UOC. Vengono infatti visitate 20 pazienti al giorno, includendo:
- Ambulatorio della gravidanza a termine.
- Ambulatorio della gravidanza a rischio.
- Ambulatorio dell’endometriosi e della menopausa.
- Ambulatorio ginecologico.
- Ampliamento di secondo livello per lo screening oncologico (cancro della cervice).
Tradizione chirurgica e chirurgia oncologica
L'attività di Fondi non è soltanto ostetrica, ma anche e soprattutto ginecologica, grazie a una grossa tradizione chirurgica presente nella struttura. Da un punto di vista ambulatoriale, sono disponibili ambulatori di isteroscopia diagnostica, con prenotazione attraverso il servizio CUP.
L’attività chirurgica si svolge due giorni a settimana, coinvolgendo il personale della sala operatoria e di reparto. Vengono effettuati interventi in recovery day hospital per piccole patologie: polipi dell’utero, miomi ed endocavitari. Anche la conizzazione, parte dello screening oncologico per la cervice, rientra nelle attività di day hospital.
Per gli interventi maggiori, come isterectomie laparoscopiche e laparotomiche, si ricorre al ricovero ordinario. La struttura è specializzata anche nella chirurgia oncologica, in particolare per il cancro dell’endometrio, patologia sempre più diffusa ma anche sempre più diagnosticabile. La degenza media per questi interventi è di circa tre giorni.
Organizzazione e gestione del personale
L'equipe è ben organizzata nonostante le sfide legate alla carenza di personale medico, fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale. Attualmente, l’organico operativo è composto da cinque unità a tempo indeterminato, con l'azienda impegnata a colmare le lacune attraverso concorsi e l'inserimento di medici a partita IVA.
I medici sono molto affiatati e ciascuno possiede una specializzazione specifica: colposcopia, screening oncologico, gestione della sala operatoria o attività ambulatoriale, pur mantenendo tutti solide competenze come ostetrici e ginecologi. Il lavoro è supportato da un grande spirito di squadra che include le ostetriche, strette collaboratrici, e il personale infermieristico, educato negli anni a gestire la specificità del reparto unico.
Il fast track, ovvero il pronto soccorso ostetrico collegato al pronto soccorso di base dell’ospedale di Fondi, gestisce in 24 ore una media di 30 chiamate, garantendo le necessarie consulenze con i due medici di guardia.

Il feedback come strumento di miglioramento
L’attenzione alla qualità del servizio passa attraverso un costante dialogo con l’utenza. Durante il giro visite, viene sempre richiesto alle pazienti: “Come vi siete trovate nella nostra struttura? C’è qualcosa che non ha funzionato?”. Questo feedback è considerato fondamentale per individuare quelle piccole accortezze che fanno bene alle pazienti e permettono di correggere eventuali criticità, garantendo un servizio sempre più vicino alle esigenze reali delle donne.
Per la permanenza in reparto, alle pazienti è richiesto di premunirsi dei prodotti per l’igiene personale necessari durante il ricovero. L’impegno della Direzione Generale, supportato dalla Regione, ha permesso di rendere concreto un diritto fondamentale, segnando una svolta storica nell’organizzazione dei servizi sanitari territoriali e una forte assunzione di responsabilità nei confronti delle esigenze di salute delle donne.