Quando la vita irrompe anziché con la sua potenza, arriva in punta di piedi, indossando le vesti della vulnerabilità e attaccata a un filo, ci troviamo di fronte alla nascita prematura. Se il bambino nasce prima della 37ª settimana di gravidanza viene classificato come prematuro. Non sempre si conoscono le cause del parto prematuro, ma alcuni fattori ne aumentano la probabilità. Tra essi si annoverano la gravidanza gemellare o multipla, alcune condizioni di salute che interessano la mamma o il feto oppure il fatto di aver avuto un bambino prematuro in precedenza. La gravidanza, come afferma Rosaria Di Puorto, insegnante AIMI e autrice del libro “Allattamento per tutte. Strumenti, verità e miti da sfatare”, copre un tempo limitato, troppo breve per completare l’opera della vita nuova. Ce ne accorgiamo quando il bambino nasce, che necessita di un tempo durante il quale fare pace con la malinconia di ciò che ha perso e per creare armonia con quello che di nuovo ha incontrato. Questo periodo viene chiamato “esogestazione”, un tempo in cui a curare, a rispondere ai bisogni, a nutrire e a veicolare i messaggi non vi sono più utero e placenta ma la pelle, le mani e il corpo sia materno sia paterno.
Una gestazione diversa dalla precedente, dove il bambino scopre le voci, i colori, i profumi e una serie infinita di stimoli in continuo mutamento. Quando la gravidanza dura meno del previsto, la difficoltà del processo appena descritto si amplifica perché mentre i genitori costruiscono il proprio io materno e paterno e si avviano nello strutturare la relazione col piccolo, c’è da fare anche i conti con la sorpresa, con il loro bagaglio di aspettative immature e impreparate, con l’inaspettato minuto per minuto. Poiché i neonati prematuri hanno vissuto meno tempo nel grembo materno, devono finire il processo di crescita e possono essere più esposti a malattie e infezioni. Inoltre, potrebbero dover essere ricoverati in unità di terapia intensiva neonatale (UTIN), un contesto che aggiunge complessità a questo delicato inizio di vita. È in questo scenario che il latte della propria mamma emerge come un elemento di vitale importanza, offrendo benefici unici e insostituibili per la salute e lo sviluppo del neonato prematuro.

Il Latte Materno: Un Elisir Personalizzato per la Fragilità Prematura
Il latte materno è importante per la crescita e lo sviluppo ottimale dei neonati a termine ed è ancora più importante per i neonati prematuri. Fino a qualche decennio fa, prematurità era sinonimo di alimentazione artificiale. Gli studi scientifici, poi, hanno evidenziato quanto sia importante, per non dire indispensabile, per i bambini prematuri assumere latte materno. Questa consapevolezza clinica ha generato una spinta da parte dei sanitari ad incoraggiare le mamme ad allattare.
Il nutrimento con il latte della propria mamma è per il neonato prematuro di vitale importanza poiché conferisce una maggiore protezione contro le infezioni, che il bambino pretermine è a maggior rischio di sviluppare data l’immaturità del suo sistema immunitario. Il latte materno promuove inoltre il corretto sviluppo del bambino oltre a favorirne la maturazione dell’intestino che, a sua volta, determina una migliore tolleranza alla somministrazione di nutrienti per bocca. I neonati prematuri presentano anche tratti gastrointestinali immaturi, che possono causare problemi di digestione e assorbimento delle sostanze nutritive; pertanto, questi neonati hanno bisogno di un alimento facilmente gestibile dai loro delicati intestini.
Il latte della mamma di un bambino prematuro è intrinsecamente diverso e si adatta in modo specifico alle esigenze del neonato. Fattori importanti, come il DHA (un acido grasso vitale per il corretto sviluppo di cervello e occhi) e l'immunoglobulina G (un anticorpo), durante la gravidanza vengono trasportati dalla mamma al feto attraverso la placenta. Nascendo precocemente, i bambini prematuri non ricevono tutti questi importanti fattori nel grembo materno. Tuttavia, il latte delle mamme dei neonati prematuri contiene più grassi e immunoglobulina secretoria rispetto al latte delle mamme dei bambini nati a termine, una compensazione straordinaria della natura. La mamma di un prematuro produce un latte differente da quello di una madre a termine, con maggiori quantitativi delle sostanze necessarie al neonato, proteine innanzitutto.
Il latte materno contiene enzimi che aiutano il bambino nella digestione, nonché il fattore di crescita epidermico che a propria volta favorisce la maturazione del suo intestino. I neonati prematuri alimentati principalmente con latte materno presentano una permeabilità intestinale significativamente ridotta rispetto a quelli alimentati prevalentemente con latte artificiale, il che significa che il numero di particelle (potenzialmente patogene) che riesce a passare attraverso il rivestimento del loro intestino nel flusso sanguigno è ridotto. Questa peculiarità immunologica del latte materno è supportata da prove consistenti e dal ruolo importante che riveste. Il colostro, il primo latte, delle madri dei bambini prematuri, rispetto a quello delle madri che partoriscono a termine, ha concentrazioni significativamente più alte di elementi che rafforzano i meccanismi di difesa come immunoglobuline, lisozima e lattoferrina, macrofagi, linfociti e neutrofili. Durante le prime 3-4 settimane, infatti, dovendo favorire lo sviluppo di un bambino prematuro, il colostro e poi via via il latte di transizione, è molto più ricco di acidi grassi polinsaturi a catena lunga e lattosio, indispensabili per la maturazione del sistema neuro-cognitivo e del sistema visivo, ed è anche più calorico, con 58/70 calorie contro le 48/64 del latte prodotto per il bambino nato a termine. Queste caratteristiche rendono ogni goccia preziosa e il latte materno la fonte nutrizionale ottimale per tutti i neonati, e ancora di più lo è per i nati pretermine.

Benefici Clinici Straordinari: Una Protezione Inestimabile e un Futuro Migliore
Le società scientifiche pediatriche a livello globale raccomandano, quando possibile, l’uso del latte materno per alimentare il bambino prematuro, proprio in virtù dei suoi comprovati benefici. Il latte materno contiene agenti protettivi che possono aiutare a prevenire situazioni complesse a cui il tuo bambino è incline, come infezioni gravi, retinopatia del prematuro, che può causare la perdita della vista, e displasia broncopolmonare, una malattia polmonare cronica. I vantaggi del latte materno, da tempo noti per il neonato a termine, sono ormai certi anche nel neonato pretermine, che ne beneficia in maniera speciale, soprattutto per la ridotta incidenza di gravi patologie quali sepsi, meningite e enterocolite necrotizzante, e per il miglioramento dello sviluppo cognitivo.
L'impatto quantificabile di questo "oro liquido" è notevole: più latte materno riceve il bambino, più basso è il suo rischio di contrarre malattie. Ogni 10 ml di latte in più al giorno per kg del suo peso riduce il rischio di sepsi del 19%. Inoltre, il rischio di enterocolite necrotizzante (NEC), una patologia intestinale potenzialmente fatale, è fino a dieci volte più basso nei bambini prematuri che ricevono latte materno rispetto a quelli che vengono alimentati con latte artificiale. Pertanto ogni goccia è preziosa!
Ma, aspetto ancora più importante, i neonati prematuri alimentati con il latte della loro mamma tendono a essere dimessi in media due settimane prima rispetto a quelli alimentati con latte artificiale. Inoltre, nel primo anno di vita, hanno quasi il 6% di probabilità in meno di essere ricoverati in ospedale. Infine, un vantaggio a lungo termine è che il latte materno migliora lo sviluppo mentale e fisico. Le ricerche mostrano che i neonati sottopeso alla nascita che hanno ricevuto latte materno in terapia intensiva presentano un QI più alto di cinque punti rispetto a quelli che non lo hanno ricevuto, oltre ad avere una migliore funzionalità cardiaca in età avanzata. Tutti questi dati sottolineano l'importanza fondamentale di supportare le madri di neonati prematuri nell'allattamento.
Giornata Mondiale della Prematurità
Avviare e Mantenere la Produzione di Latte: Una Sfida Possibile e Necessaria
Una delle domande che ci si pone più spesso quando si soppesa l’idea dell’allattamento al seno per un bambino prematuro è se il seno sarà in grado di produrre latte prima del termine della gravidanza. La risposta è sì: il corpo inizia a prepararsi già nella fase della gestazione. Le mamme sono pronte a produrre il latte a metà della gravidanza. Infatti, il progesterone prodotto dalla placenta induce la proliferazione delle cellule produttrici di latte all’interno del seno della madre, che è quindi in grado di allattare in qualsiasi momento dopo la sedicesima settimana. Dopo il parto, con l’espulsione della placenta, i livelli di progesterone (ormone della gravidanza) diminuiscono, permettendo al seno di iniziare a produrre il colostro, il primo latte.
Di solito, la produzione di latte materno si innesca quando il neonato si attacca al seno e succhia ritmicamente; tuttavia, se il tuo bambino nasce prematuramente, in un primo momento potrebbe non essere in grado di alimentarsi al seno. È quindi importante iniziare il prima possibile a estrarre il latte per simulare la richiesta del piccolo, meglio se entro le prime 6 ore dalla nascita: il mancato avvio precoce della spremitura è infatti associato negativamente con la produzione successiva di latte materno. Anche per questo motivo è importante iniziare a estrarre il latte materno il più presto possibile. Solitamente, il latte materno "arriva" due o quattro giorni dopo il parto, ma se il parto avviene prematuramente a volte il latte compare in ritardo. Tuttavia, un recente studio ha mostrato che nelle madri che estraevano il latte entro un'ora dal parto il latte si presentava nel momento previsto.
Per riprodurre le sensazioni che innescano la produzione di latte, si può stimolare il seno e i capezzoli con le mani o utilizzando un tiralatte che può aiutare a raccogliere il colostro ricco di sostanze nutritive da somministrare al bambino. Come per ogni donna, i primi giorni dopo la nascita è possibile raccogliere solo quantità molto piccole di colostro, quindi inferiori ai 30 ml, e occorre qualche tempo perché questo cambi. Per misurare il latte nei primi giorni è meglio usare una siringa da 1 cc o 5 cc. Trascorrerà qualche giorno ancora prima che le ripetute raccolte portino a un aumento della quantità del latte prodotto. L'estrazione dovrebbe iniziare già sei-dodici ore dopo il parto. Secondo il sito swissmom bisognerebbe tirare il latte almeno otto volte nell’arco di 24 ore. Dopo circa due settimane sarebbe sufficiente tirarlo sei volte al giorno per mantenere il flusso del latte. Ma non bisogna scoraggiarsi se all’inizio esce solo una quantità ridotta di latte, l’importante è che lo si tiri regolarmente.

Tecniche e Strumenti per l'Estrazione e la Somministrazione del Latte Materno
La produzione di latte è basata sul meccanismo di domanda e offerta, per cui il seno produrrà latte nella misura in cui questo viene richiesto. È importante quindi mantenere una stimolazione costante, evitando intervalli troppo lunghi, e almeno otto volte al giorno. Se il neonato è troppo piccolo e non è abbastanza forte da bere al seno, la stimolazione può essere effettuata con l’estrazione del latte materno.
L'Estrattore di Latte: Un Alleato FondamentaleLo strumento indispensabile è il tiralatte che riesce a stimolare la ghiandola mammaria, più o meno come farebbe un neonato. Se si considera che un bambino popperebbe in media 8/10 volte al giorno, ci si può regolare su quante volte è necessario tirare il latte, tenendo conto che l’operazione deve durare almeno 10 minuti ogni volta. Più volte si riesce a farlo, maggiore sarà la quantità di latte materno che si riesce a produrre. Quando si prevede un periodo di raccolta del latte superiore a 7-10 gg. è consigliabile utilizzare un tiralatte elettrico automatico, possibilmente di tipo professionale, che si può noleggiare presso negozi sanitari specializzati e farmacie. Incoraggio inoltre le mamme a trovare la situazione più confortevole per estrarre.
Se si prevede che il bambino debba rimanere nell'UTIN per un periodo prolungato, i neonatologi raccomandano di usare un tiralatte doppio per estrarre il latte. Io consiglio sempre Medela Symphony. L'estrazione doppia consente di estrarre più rapidamente e in media fornisce anche il 18% di latte in più rispetto all'estrazione singola. L’estrazione doppia, cioè tirarsi il latte da entrambi i seni simultaneamente, fa risparmiare tempo alla madre ed è stato dimostrato che produca maggiori quantità di latte rispetto a tirare il latte dal singolo seno. Prima dell’uso del tiralatte, è consigliato un massaggio dei seni. Alcune mamme possono trovare questo compito faticoso, emotivamente e fisicamente, ma non bisogna farsi prendere dallo sconforto. È vero che si tratta di un impegno non da poco, ma è anche di breve durata: presto la produzione si stabilizzerà e il bambino sarà in grado di poppare efficacemente al seno. Il latte materno deve essere raccolto fino all'ultima goccia.
Preparazione e Igiene per la Raccolta del LatteÈ riconosciuto dai più che il momento migliore per estrarre il latte è subito dopo o durante il contatto pelle a pelle prolungato con il proprio bambino o mentre ci si trova vicino alla sua culla e lo si guarda mentre si estrae. L'ossitocina, l'ormone che induce il riflesso di erogazione, viene rilasciata guardando, toccando, annusando e pensando al proprio bambino; pertanto, il personale della UTIN dovrebbe mettere a disposizione delle mamme un luogo confortevole in un ambiente rilassante in cui estrarre. In questo caso la sterilità ha un senso, sia quella dei barattolini, che quella dei pezzi smontabili del tiralatte. Un sterilizzatore a vapore si può prendere in affitto fino alla dimissione del bambino, quando il piccolo sarà a casa non servirà più. Tutte le parti del kit che vengono a contatto con il latte devono essere pulite dopo ogni uso con dell’acqua calda e del sapone, sciacquandole accuratamente e lasciandole poi asciugare all’aria. Non serve invece lavare il seno con detergenti e prodotti speciali: se il capezzolo si irrita, conviene tenerlo scoperto e lasciare asciugare sulla superficie qualche goccia di latte.
Conservazione e Somministrazione del Latte EstrattoSarà necessario procurarsi anche dei barattolini nei quali conservare il latte e su cui scrivere il nome del bambino. La conservazione del latte deve avvenire prestando la massima attenzione alle norme igieniche al fine di ridurre il rischio di contaminazione e quindi di infezione al neonato o alla neonata. Nel caso di un bambino prematuro le misure igieniche sono fondamentali dato che, a differenza di un bambino nato a termine, non beve il latte direttamente dal seno della madre. Il latte materno per un prematuro può essere conservato in frigorifero per massimo 24 ore e fuori dal frigo per massimo 4 ore. Se si desidera conservare il latte per più tempo, si raccomanda di congelarlo. Se i primi giorni il bambino deve restare in ospedale, si consiglia di trasportare il latte in un contenitore refrigerato o di estrarre il latte direttamente in ospedale.
Poiché nei primi giorni dopo la nascita è possibile che il bambino non sia in grado di attaccarsi direttamente al seno della mamma, soprattutto nel caso di bambini che nascono a basse età gestazionali e che, quindi, non sono ancora in grado di deglutire e succhiare in maniera autonoma, la mamma può spremersi il latte. Il latte materno spremuto o tirato può essere poi somministrato al neonato in quantità crescenti, in base ai suoi fabbisogni, attraverso un tubicino, posto in bocca o nel naso, che porta il cibo direttamente nello stomaco. Molti bambini nati prima della 34ª settimana hanno difficoltà a coordinare la suzione, l'ingestione e la respirazione. Fino a quando il neonato non sarà pronto, gli infermieri lo alimenteranno inserendo delicatamente un sondino nel suo stomaco attraverso il naso o la bocca.
Alcune mamme possono somministrare piccole quantità di latte materno estratto direttamente nella bocca del bambino con una siringa. In alternativa, si possono inserire nella bocca del bambino dei bastoncini di cotone imbevuti di latte. Ciò consente al bambino di assaggiare il latte, facilitando il passaggio all'allattamento esclusivo al seno, e di coprire la sua bocca con i componenti immunostimolanti e protettivi del latte. I bambini con un peso alla nascita molto ridotto, inferiore a circa 1,5 kg, spesso hanno bisogno di un maggior apporto di proteine, calcio e fosforo; di conseguenza, insieme al latte della madre viene somministrato loro un fortificante. In alcuni paesi sono disponibili fortificanti del latte umano, ma in Giappone sono derivati dal latte di mucca.

Il Contatto Cura: La Kangaroo Mother Care (KMC) e i Suoi Effetti Profondi
Il contatto fisico precoce e prolungato tra la madre e il neonato prematuro riveste un ruolo di straordinaria importanza, non solo per il benessere del piccolo ma anche per il rafforzamento del legame genitoriale e la stimolazione dell'allattamento. La cosiddetta "Kangaroo Mother Care" (KMC), o marsupio-terapia, si verifica quando i genitori tengono il loro neonato sul petto nudo per lunghi periodi. Questa soluzione può offrire numerosi incredibili benefici alla madre, al bambino e alla produzione di latte. I neonati pretermine o gravemente ammalati non riescono ad alimentarsi al seno. Nelle fasi che precedono l’acquisizione della capacità da parte del neonato di alimentarsi in maniera autonoma, è consigliata la suzione non nutritiva, vale a dire la somministrazione di poche gocce direttamente in bocca del neonato non a scopo nutrizionale bensì di stimolo all’utilizzo dei movimenti necessari per alimentarsi poi per suzione in un momento successivo. Va ricordato che, al momento del pasto cosi come durante altre manovre, è bene che le stimolazioni uditive e sonore siano ridotte e che il neonato sia “contenuto”, utilizzando il cosiddetto “wrapping”. Tale termine si riferisce all’utilizzo di un telino che, avvolgendo il neonato, fa sì che egli assuma una postura flessa con le mani vicino al viso, vale a dire una postura che mima quella tenuta in utero.
Benefici per il Neonato Prematuro:Gli studi sui benefici della canguro terapia ci dimostrano che quando ben compensato nel suo bisogno di contatto, il neonato prematuro e la neonata prematura, tendono ad attaccarsi più precocemente al seno e a trasferire buone quantità di latte attraverso la loro suzione spontanea. Il contatto pelle a pelle aiuta a calmare e regolare la respirazione e il battito cardiaco del tuo bambino, oltre a riscaldarlo e a lasciarlo riposare vicino alla madre o al partner. Il metodo madre canguro è inoltre associato a una migliore salute nei neonati prematuri.
Benefici per i Genitori:Non solo per il neonato! Il contatto, dunque il tocco, è incredibilmente salutare anche per la madre. Nelle mamme si accompagna a maggiori volumi di latte estratto e a una maggiore durata dell'allattamento al seno. Uno studio condotto da numerosi esperti della Facoltà di psicologia dell’Università Laval, afferma: “Abbiamo osservato un cambiamento nella percezione del bambino da parte delle madri, attribuibile al contatto pelle a pelle nella posizione a canguro. Questo effetto è correlato a un "effetto legame" soggettivo che può essere facilmente compreso dalla natura responsabilizzante dell'intervento KMC. Inoltre, in situazioni di stress, quando il neonato deve rimanere in ospedale più a lungo, le madri che praticano la KMC si sentono più competenti rispetto alle madri del gruppo TC.” L'allattare aiuta la madre a sentirsi attiva e partecipe in un momento in cui i genitori sperimentano un forte senso di impotenza.
La letteratura ha dimostrato gli effetti positivi della KC anche quando praticata dai padri. Inoltre, i padri o i partner e gli altri componenti della famiglia che praticano la KC vivono un maggiore legame affettivo e di attaccamento con la bambina o il bambino, sviluppano empatia, acquisiscono maggiore fiducia come caregiver e migliorano la propria salute mentale e benessere. Concedersi un po' di tempo per il contatto pelle a pelle, almeno 30-60 minuti, prima di una poppata offre al bambino il tempo di svegliarsi e sentire la fame, invece di mettergli fretta. Alla luce dei numerosi studi raccolti, l’OMS raccomanda: “le madri dovrebbero essere sostenute per praticare la KC ogni volta che sia possibile, insieme al padre o altri caregiver, rispettando la loro scelta.”

Dalla Spremuta all'Allattamento Diretto al Seno: Un Percorso Graduale e Supportato
Il passaggio dall'alimentazione tramite sondino o latte estratto all'allattamento diretto al seno è un percorso che richiede pazienza, perseveranza e un supporto adeguato, sia per il bambino che per la madre. Qualunque sia l'età gestazionale del bambino, se è abbastanza stabile per il contatto pelle a pelle si potrebbe scoprire che cerca il seno per fare una poppata di "allenamento" (non nutritiva). Questo è il modo perfetto affinché il neonato impari ad alimentarsi al seno prima di essere pronto a coordinare perfettamente suzione, ingestione e respirazione. L’allattamento non nutritivo può essere avviato non appena ci si sente a proprio agio con il metodo madre canguro, purché il bambino non soffra di bradicardia (battito cardiaco lento) o di desaturazione (bassa concentrazione di ossigeno nel sangue).
L'allattamento al seno è la fonte nutrizionale ottimale per tutti i neonati e ancora di più lo è per i nati pretermine. I bambini amano l'odore del latte materno, pertanto estrarne un po' sul capezzolo prima di posizionare il bambino sul seno può aiutarlo a trovare il capezzolo e invogliarlo a succhiare. Durante l'attaccamento può anche riuscire ad assumere un po' di latte. Non bisogna preoccuparsi se sembra fare ben poco; ogni volta impara qualcosa. Alla fine, può passare da una o due poppate a un allattamento completo. Fino ad allora, può essere alimentato con un sondino mentre lo si tiene vicino al seno, poiché tale vicinanza può aiutarlo ad associare la pancia piena con il seno e il latte. Il bambino può passare all’allattamento al seno quando ne è in grado. Lo sviluppo neurologico del bambino è sufficiente per la coordinazione di un ritmo maturo di suzione, deglutizione, respirazione a partire in media dalla trentaduesima-trentaquattresima settimana, sebbene alcuni abbiano mostrato queste competenze già dalla ventottesima-trentesima settimana. È necessario andare per gradi. Anche quando il bambino è ricoverato è possibile chiedere di provare ad attaccarlo al seno.
Dopo la dimissione del bambino, a casa in una situazione più tranquilla, è possibile utilizzare un dispositivo di allattamento supplementare (DAS): si tratta di uno strumento che consente di attaccare il bambino al seno, ma contemporaneamente alimentarlo con un’aggiunta di latte materno precedentemente tirato. In pratica è una bottiglietta collegata a due tubicini nella quale si versa il latte; i tubicini vengono fissati al seno con un cerotto forato in corrispondenza del capezzolo. Il bambino prende in bocca il capezzolo e i tubicini e succhia producendo un doppio effetto: fa scendere il latte dai tubicini e stimola la fuoruscita di latte dal seno.
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Supporto Essenziale per i Genitori nel Percorso dell'Allattamento Prematuro
Il percorso dell'allattamento di un neonato prematuro può essere complesso e richiedere un notevole impegno emotivo e fisico da parte dei genitori. Nonostante ciò, è fondamentale ricordare che non si è soli. La famiglia, solo se adeguatamente sostenuta, può camminare serena nella costruzione della relazione col piccolo o con la piccola. L’allattamento al seno è molto importante per un neonato in terapia intensiva perché gli fornisce una maggiore protezione contro le infezioni, riduce l’incidenza di patologie a carico dell’intestino, stimola la crescita e lo sviluppo neurologico. Inoltre, allattare aiuta la madre a sentirsi attiva e partecipe in un momento in cui i genitori sperimentano un forte senso di impotenza.
Orientarsi nella Terapia Intensiva Neonatale (UTIN):L’ingresso al reparto di terapia intensiva è generalmente regolato con intervalli fissi: è possibile quindi che le madri si trovino a trascorre tutte insieme molto tempo in attesa. Visitare l'unità di terapia intensiva neonatale (UTIN) per vedere come si presenta e come il personale si prende cura dei neonati prematuri può aiutare a prepararsi. Per una maggior diffusione dell’allattamento materno nel pretermine, il primo passo da compiere è consentire ai genitori un libero accesso ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale, permettendo loro di conoscere precocemente il proprio bambino, di avere contatti prolungati con lui, anche attraverso la marsupio-terapia, e perché no, di familiarizzare col personale, come afferma Mauro Stronati, Presidente della Società Italiana di Neonatologia (Sin).
Affrontare le Difficoltà e Chiedere Aiuto:È normale che tutte le mamme con bambini ricoverati nella UTIN si sentano preoccupate o stressate. Queste sensazioni a volte possono influenzare la produzione di latte; pertanto, è importante chiedere tutto l'aiuto di cui si ha bisogno. Ricordatevi, è un vostro diritto chiedere supporto. Se il latte non è sufficiente per il bambino, è importante chiedere al personale della UTIN un maggiore supporto per aumentare la produzione di latte. I professionisti sanitari possono presentare la persona giusta in grado di fornire l'aiuto necessario, come un consulente per l'allattamento. Per supportare l’allattamento materno tanto prezioso, si può ricorrere ad un integratore come piùlatte a base di SILITIDIL® e Galega officinalis.
Il Latte Donato: Una Risorsa Preziosa:Se per qualsiasi motivo le mamme inizialmente non riescono a fornire abbastanza latte, per ovviare possono essere alimentati con latte donato da altre mamme che allattano anziché ricorrere al latte artificiale. L'American Academy of Pediatrics ha dichiarato che, nonostante un significativo supporto all'allattamento al seno, se il latte materno non è disponibile dovrebbe essere usato latte donato pastorizzato. Le banche del latte certificate vantano standard elevati nello screening e nell'analisi delle potenziali donatrici, nella pastorizzazione e nell'analisi del latte prima del suo utilizzo negli ospedali al fine di ridurre al minimo il rischio di trasmissione delle infezioni. Nonostante il trattamento termico, necessario per inattivare batteri e virus, ne alteri parzialmente le proprietà biologiche e nutrizionali, il latte umano donato rappresenta la prima scelta nutrizionale nel pretermine, secondo solo a quello della propria madre. La madre di un bambino prematuro potrebbe provare sentimenti contrastanti circa la spremitura del proprio latte fino al momento in cui il piccolo non potrà attaccarsi al seno e prendere una decisione definitiva in questo momento potrebbe non essere semplice. In ogni caso, la mamma potrà interrompere la raccolta di latte in qualsiasi momento, purché in maniera graduale.

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