Il momento della nascita è un evento trasformativo, intimo e profondamente personale, che sempre più donne desiderano vivere in un ambiente che rispecchi la naturalezza e la serenità della propria casa. Sebbene il parto in ospedale sia diventato la norma dagli anni Sessanta del Novecento, per via della necessità di ridurre la mortalità perinatale, emerge oggi un desiderio crescente di alternative più accoglienti e meno medicalizzate, ma pur sempre sicure. In questo contesto, le Case Maternità e il parto a domicilio rappresentano opzioni valide per le gravidanze fisiologiche, offrendo un'esperienza che pone al centro la donna, la sua famiglia e il processo naturale della nascita. La chiave per una scelta serena e informata risiede nella conoscenza approfondita delle caratteristiche, dei requisiti e dei benefici di ciascuna modalità, sempre in collaborazione con i professionisti della salute.
Le Case Maternità: Un'Alternativa Accogliente e Professionale
Le Case Maternità sono strutture pubbliche o private progettate per offrire assistenza al parto da parte di personale specializzato, principalmente ostetriche. Queste strutture garantiscono un ambiente accogliente e confortevole, che ricorda quello di casa propria, permettendo così una maggiore intimità anche con il resto della famiglia. La loro esistenza risponde alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, già nel 1996, raccomandava che le donne partorissero nelle strutture più “periferiche” possibile, includendo le Case Maternità tra le opzioni preferenziali, prima ancora degli ospedali.
Caratteristiche e Funzionamento
In Italia, le Case Maternità non sono ancora molto diffuse, concentrandosi soprattutto in alcune regioni del Nord e del Centro. Sono luoghi strutturati e arredati come veri e propri appartamenti per abitazione, con ambienti pensati per ospitare i familiari, colori e arredi diversi da quelli a volte impersonali dell’ospedale. Hanno le caratteristiche strutturali di una vera casa e non sono studi professionali o strutture sanitarie interne a un ospedale. Spesso, non distano più di trenta minuti da un ospedale di riferimento, con cui stabiliscono rapporti di buona collaborazione. Le norme regionali, ove presenti, definiscono la Casa Maternità come una struttura extraospedaliera che rispetta gli standard igienico-sanitari e le norme di sicurezza previste per l'abitazione, offrendo un ambiente accogliente e familiare per l’assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio fisiologici. Costituisce, insieme al domicilio, un luogo del parto indipendente e autonomo, con una o più stanze nascita dove le ostetriche assistono la nascita con le stesse modalità assistenziali del parto a domicilio. Per la coppia, la Casa Maternità è, al momento della nascita, un luogo conosciuto, intimo e accogliente.

Nelle Case Maternità non lavorano medici, ma solo ostetriche, che gestiscono l'intera struttura e seguono mamma e figlio già durante la gravidanza e poi durante le fasi del travaglio e del parto. L'approccio è quello di un parto naturale, senza interventi medici non necessari, sostenendo le donne, le coppie e le famiglie nel ricercare i propri strumenti e il proprio sapere nell’aspettare un bambino, partorirlo e crescerlo. La maggior parte delle attività si rivolgono alla coppia e alla famiglia, anche attraverso attività considerate “non sanitarie” ma occasioni di crescita nel processo del divenire genitori, condivisione e scambio. Le Case Maternità incontrano i desideri di un numero sempre maggiore di donne che scelgono di mettere al mondo il proprio bambino in un ambiente il più possibile simile all’ambiente domestico, quindi accogliente, sereno e il meno medicalizzato possibile, ma pur sempre sicuro.
Perché Scegliere una Casa Maternità
La scelta di una Casa Maternità è la risposta a un desiderio di maggiore naturalezza rispetto al parto in ospedale. Sebbene la medicalizzazione dell’evento nascita, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, si fosse resa necessaria per ridurre la mortalità perinatale, che era piuttosto elevata in passato, soprattutto in caso di gestazioni a rischio o complicazioni, oggi si ricerca un equilibrio. Più di recente, anche gli ambienti ospedalieri hanno assunto una dimensione più umana, con decorazioni alle pareti, colori tenui, la possibilità di far assistere al parto il papà o una persona cara, con la pratica del rooming-in e la dimissione precoce. Tuttavia, “le Case Maternità portano questa esigenza di naturalezza a una dimensione ancora più intensa”, come spiega Annalisa Pini, ostetrica, direttivo di Nascere a Casa e cofondatrice della Casa Maternità Il Nido di Bologna. Afferma inoltre che “non tutti i parti, infatti, necessitano di avvenire in ospedale e, secondo le evidenze scientifiche, alcuni interventi esterni non necessari possono interferire con il rapporto mamma-bambino e addirittura con l’evoluzione dei processi naturali del travaglio stesso”.
Le Case Maternità costituiscono un modello assistenziale consolidato in Europa, come dimostrano le Midwifery Unit Freestanding inglesi, le Geburtshäuser tedesche e svizzere, i Birth Center dell’American Association of Birth Centers (AABC, 2017), le Casa de Naixements catalane e le Maison de Naissance francesi. Molti di questi esempi integrano le Case Maternità nei rispettivi servizi sanitari nazionali, rendendole una realtà riconosciuta e accessibile.
L'ostetrica: qual è il suo ruolo e come può aiutare noi mamme?
Il Percorso del Parto in Casa Maternità
Per poter partorire in una Casa Maternità, è fondamentale che la gravidanza non presenti problemi, né per la mamma né per il nascituro. Questo è un criterio di sicurezza basilare.
L'Importanza della Relazione e della Valutazione Precoce
La donna che desidera partorire in una Casa Maternità dovrebbe contattare la struttura all’inizio della gravidanza o per lo meno entro il terzo trimestre, per essere sicura di avere la possibilità di accedervi al momento in cui il bambino manifesterà di voler venire alla luce. Uno dei criteri di sicurezza fondamentali per poter partorire in una struttura del genere è che la relazione con le ostetriche venga instaurata nel tempo, in modo tale che possano essere fatte tutte le valutazioni necessarie e una scelta informata e ponderata da parte della famiglia. Durante gli incontri della gravidanza, la donna e la sua famiglia hanno la possibilità di conoscere il personale e la struttura per il parto. In questo tempo, si verifica che la gravidanza possa effettivamente concludersi con un parto in Casa Maternità e che non sia invece meglio far nascere il bambino in ospedale. Possono partorire donne di tante età, nazionalità e situazioni familiari diverse (coppie, madri single o accompagnate da figure diverse dal partner).
L'Ambiente e il Coinvolgimento Familiare
Il funzionamento è simile in tutte le Case Maternità. Ci sono camere da letto dove avviene il parto e dove i partner possono fermarsi a dormire la notte successiva alla nascita del bambino, ambienti per gli incontri di gruppo con tutta la famiglia, e un bagno riservato, esattamente come a casa. La Casa Maternità è un accogliente rifugio, uno spazio neutrale e libero da disturbo e interferenze sonore, familiari o sociali.
Quando si avvicina la data prevista per il parto, sia la donna sia le ostetriche, reperibili 24 ore al giorno, si tengono pronte per l’inizio del travaglio. La gestante si reca alla Casa Maternità e può essere seguita sia per tutto il corso del travaglio sia per la nascita. Al parto può assistere il padre del bambino, oppure un’altra persona cara alla donna. Se sono presenti altri fratelli o sorelle, starà ai genitori scegliere se permettere loro di assistere alla nascita o permettere comunque il loro coinvolgimento prima o dopo la nascita. I piccoli, infatti, possono attendere in un altro locale in compagnia di un familiare, giocando e intrattenendosi, e possono riunirsi subito a mamma e papà per conoscere il fratellino. Inoltre, se lo desiderano, partecipano al momento del taglio del cordone, alla pesata e al primo cambio del neonato. Questa profonda inclusione familiare è una delle colonne portanti della filosofia delle Case Maternità, un aspetto che le differenzia significativamente da un ambiente ospedaliero più tradizionale, promuovendo un senso di comunità e di condivisione dell'evento nascita.
Dopo la Nascita in Casa Maternità: I Primi Momenti e la Sicurezza
Una volta che il bambino è nato, l'assistenza nelle Case Maternità prosegue con particolare attenzione ai primi legami e alla fisiologia del puerperio.
Le Prime Cure al Neonato e il Soggiorno Post-Parto
Il cordone ombelicale non viene tagliato subito ma solo dopo l’espulsione della placenta, o comunque in base alla volontà dei genitori, rispettando il concetto di clampaggio ritardato. Il piccolo viene posto immediatamente sul petto della mamma, favorendo il contatto pelle a pelle, che lo rassicura nei primi momenti dopo la nascita e stimola l'avvio dell'allattamento. Solo in seguito le ostetriche provvedono a pesare e vestire il neonato. Il pediatra lo visita entro 12-24 ore dalla nascita, garantendo un controllo medico specialistico essenziale. La donna può anche passare la prima notte nella Casa Maternità insieme al partner, che dorme nel letto con lei, consolidando il legame familiare fin da subito.

Successivamente, nei primi 3-5 giorni dopo il parto, l’ostetrica effettua una visita quotidiana in cui si valutano i parametri clinici della mamma e del neonato. In questa fase, due giorni dopo la nascita, l'ostetrica effettua al neonato il test per lo screening delle malattie metaboliche, un esame cruciale per la prevenzione di patologie gravi. Le ostetriche sono disponibili per accompagnare le neo-mamme anche nell'allattamento o per essere di supporto in un momento di bisogno, offrendo un accudimento continuativo.
Sicurezza del Parto in Casa Maternità e Trasferimento in Ospedale
Su queste basi, il parto in Casa Maternità è considerato sicuro quanto in ospedale per gravidanze fisiologiche. Secondo una revisione di alcuni studi sull’argomento, non ci sono più rischi che in ospedale. Tuttavia, è fondamentale essere pronti in caso di imprevisti. Per questo, le strutture sono organizzate in modo da garantire un tempestivo trasporto in ospedale, nel caso in cui si rendesse necessaria la presenza del ginecologo o del pediatra. La Casa Maternità è un luogo separato strutturalmente dall'ospedale, ma ad esso funzionalmente collegato attraverso la disponibilità di collegamenti e procedure concordate con una struttura ospedaliera in caso di emergenza o anche il coordinamento e l'integrazione delle attività ostetriche.
“È fondamentale che le donne vengano informate sui rischi e sulle possibili complicanze del parto, sia per la madre sia per il bambino, anche in caso di una gravidanza senza problemi, in modo da poter prendere decisioni consapevoli in collaborazione con il proprio ginecologo sul luogo più opportuno per partorire”, puntualizza Elena Bozzola, pediatra della Società Italiana di Pediatria e Presidente Onlus Il Bambino ed il Suo Pediatra. Il NICE (National Institute for Health and Care Excellence) raccomanda che la coppia venga informata in modo accurato dai professionisti sanitari in merito a tutte le opzioni, affinché la scelta del luogo per il parto possa essere effettuata con consapevolezza. Partorire tra le pareti domestiche o in una Casa di Maternità può essere una scelta sicura quanto il parto in ospedale. Nelle gravidanze a basso rischio, il parto extraospedaliero non comporta maggiore mortalità materna o infantile o maggiore probabilità di complicazioni alla nascita, a patto che la donna sia seguita da ostetriche qualificate e, in caso di necessità, sia possibile trasferirla rapidamente in ospedale, concludono gli autori dello studio.
Aspetti Economici e Rimborsi delle Case Maternità
Le Case Maternità in Italia sono generalmente strutture private e, di conseguenza, il parto in esse ha un costo.
Costi e Possibili Rimborsi
Il costo di un parto in Casa di Maternità si aggira intorno ai 2.500 euro, con stime che variano tra i 2000 e i 3000 euro. “La spesa comprende la reperibilità di due ostetriche, sempre le stesse, nel terzo trimestre, l’assistenza alla nascita e nei primi giorni di puerperio”, spiega Marta Campiotti. La somma è detraibile dalle tasse e può essere pagata a rate, rendendola potenzialmente più accessibile. È importante precisare che questa cifra è indicativa e si riferisce solo al parto.Alcune regioni italiane si sono dotate di una legge regionale che prevede, in alcuni casi, anche un rimborso parziale delle spese che la famiglia sostiene per questo tipo di assistenza. Le Regioni che rimborsano parzialmente le spese per il parto a domicilio o in Casa di Maternità sono: Piemonte, Marche, Lazio, Emilia-Romagna e le province autonome di Trento e Bolzano. Questi rimborsi possono coprire fino all'80% della spesa, rendendo queste opzioni più sostenibili economicamente per le famiglie.