Il territorio che si estende tra le province di Parma e Piacenza custodisce un segreto millenario, un archivio naturale di inestimabile valore che racconta la storia della Terra. Il Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano non è solo un’area protetta, ma un vero e proprio museo all'aperto dove le emergenze geo-paleontologiche si fondono con aspetti naturalistici e paesaggistici di notevole pregio. Questa vasta area, istituita nel 2011 dall'unione del Parco regionale dello Stirone e della Riserva naturale geologica del Piacenziano, si sviluppa lungo la valle dello Stirone e attraverso cinque diverse vallate piacentine, offrendo ai visitatori uno scorcio unico sulle epoche remote.
Accoglienza e Contesto Urbano: Parma come Porta del Parco
Per chi desidera esplorare le meraviglie del parco, la città di Parma rappresenta un punto di partenza ideale, offrendo strutture ricettive di alto livello e un contesto culturale raffinato. Nel cuore di Parma e circondato da un rigoglioso giardino, prende vita l'hotel a 5 stelle Grand Hotel di Parma, una scelta d'eccellenza per chi cerca il massimo comfort. Per chi preferisce un design moderno e sofisticato, l'hotel a 4 stelle situato in una tranquilla zona residenziale di Parma accoglie i suoi ospiti a pochi passi dal casello autostradale. Sempre in ambito architettonico, l'hotel NH Parma fa parte di un nuovo scintillante complesso progettato dal famoso architetto spagnolo Oriol Bohigas, mentre un altro hotel 4 stelle moderno ed elegante si trova a soli 150 metri dalla stazione ferroviaria e dal centro storico.
La cultura parmigiana si respira in ogni angolo. Il Circolo di Lettura e Conversazione si trova nel centro storico di Parma, all'interno del Palazzo della Riserva, un luogo intriso di storia. APE Parma Museo è l'innovativo centro culturale e museale ideato e realizzato da Fondazione Monteparma nel cuore del centro storico della città, mentre il Paganini congressi si presenta come una raffinata struttura multifunzionale in grado di ospitare spettacoli, convention, congressi e cene di gala grazie alle sue caratteristiche scenografiche. Situato sul lato settentrionale di Piazza Garibaldi, un edificio storico unisce, nel lungo prospetto di linee classicheggianti, due corpi di fabbrica di origini duecentesche. Per chi ama l'avventura e il design, poco fuori città si trova il labirinto più grande d'Europa, un'esperienza imperdibile nel territorio.

Inquadramento Istituzionale e Suddivisione del Territorio
Il Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano è stato istituito con L.R. 24 del 2011, segnando un momento cruciale per la tutela dell'area. Precedentemente, il parco fluviale dello Stirone era nato ufficialmente con la Legge regionale numero 11 del 1988, anche se le prime proposte di tutela dell'area risalgono ai primi anni Settanta. Attualmente, la gestione del parco segue una zonizzazione rigorosa per garantire la conservazione degli habitat:
- "Zona A": area di protezione integrale di circa 219 ettari.
- "Zona B": area di protezione generale di circa 481 ettari.
- "Zona C": area di protezione ambientale di circa 1081 ettari.
- "Zona D": Zone di infrastrutture e di fruizione, aree funzionali alla fruizione del parco per circa 149 ettari.
L’Area Stirone si sviluppa ai lati del torrente omonimo, dalla località La Villa, a monte, fino al ponte sulla via Emilia a Fidenza. L'Area del Piacenziano, invece, tutela 9 stazioni di grande rilevanza stratigrafica e paleontologica distribuite in cinque diverse vallate, dove rupi, pareti rocciose e calanchi interrompono il dolce paesaggio coltivato delle colline piacentine. Queste stazioni sono separate l'una dall'altra e distribuite tra i comuni di Castell'Arquato, Lugagnano Val d'Arda, Vernasca, Gropparello e Carpaneto Piacentino.
Il Torrente Stirone: Un Canyon Fossile tra Parma e Piacenza
Il torrente Stirone, che serpeggia in un paesaggio agricolo, è affluente di sinistra del Taro, in cui sfocia poco prima che questi confluisca nel Po, segnando i confini tra le province di Parma e Piacenza. Il parco si sviluppa per 14 km lungo la valle dello Stirone, dove dagli anni cinquanta le attività estrattive legate alla realizzazione dell'Autostrada del Sole causarono una forte ripresa dei processi erosivi, portando alla luce strati ricchi di fossili attraverso i quali sono state ricostruite importanti fasi dell'orogenesi appenninica.
I processi erosivi del torrente, in parte naturali ma amplificati dalle attività estrattive di ghiaia dall'alveo, hanno portato alla luce numerosi fossili dell'era terziaria e quaternaria appartenenti ai sedimenti marini del margine padano. Il cuore dell'area protetta è il cosiddetto "museo all'aperto", tra San Nicomede e Laurano, il tratto più ricco di giacimenti fossiliferi dove il torrente scorre in un profondo canyon inciso nelle argille del Pliocene. Dal centro visite di Scipione Ponte si può compiere una interessante passeggiata paleontologica lungo il corso d'acqua, costellato da fossili di età progressivamente più recenti.

L'Area del Piacenziano: Le 9 Stazioni Geologiche
L'Area del Piacenziano è un tesoro di biodiversità e geologia suddiviso in zone specifiche. La maggior parte delle zone tutelate è ubicata in corrispondenza di spettacolari aree calanchive la cui instabilità ed asprezza hanno favorito la conservazione di peculiari habitat. Ecco la suddivisione delle zone:
- Val Vezzeno: Zona n. 1.
- Val Chero: Zona n. 2 "Val Chero, parete in sinistra idrografica presso Badagnano" e Zona n. 3.
- Val Chiavenna: Zona n. 4 "Voragine nei pressi di Osteria di Montezago" e Zona n. 5.
- Valle dell’Arda: Zona n. 6 "Alveo del torrente Arda tra il ponte di Castell’Arquato e San Cassano" e Zona n. 7 "Calanchi alle pendici di Monte Giogo in sinistra idrografica dell’Arda".
- Valle Ongina: Zona n. 8 e Zona n. 9.
In questi affioramenti, gli innumerevoli strati rocciosi hanno restituito reperti fossili in ottimo stato e di grande varietà ed abbondanza. Il loro recupero sistematico iniziato dalla fine del Settecento ha portato alla formazione di una delle più importanti collezioni del Pliocene mediterraneo, attirando l'interesse della comunità scientifica internazionale.
Il Valore Scientifico: Dal Piano Piacenziano a Leonardo da Vinci
Questa eccezionale ricchezza di fossili, nota già a Leonardo da Vinci (che ne ha lasciato memoria nel codice Leicester), ha indotto gli studiosi a utilizzare il termine Piano Piacenziano, coniato dal geologo svizzero Karl Mayer. Con questo termine è oggi indicato il periodo di storia della terra compreso tra 3,5 e 2,5 milioni di anni fa. Le successioni sedimentarie locali rappresentano un caso unico per lo studio dell'evoluzione del bacino padano durante le epoche remote.
Il maggior contributo alle conoscenze del Pliocene lo si deve a Giuseppe Cortesi che creò nell'Ottocento una grande ed importante collezione dei reperti fossili locali, riconosciuta poi più tardi dalla comunità scientifica. Attraverso lo studio di questa collezione, le associazioni faunistiche documentano il cambiamento climatico che accompagnò le grandi glaciazioni. Il torrente è noto agli studiosi di paleontologia e oggetto di studi scientifici di rilevanza internazionale per la presenza di sedimenti marini ricchi di reperti fossiliferi riferibili al Miocene superiore, al Pliocene e al Pleistocene.
Leonardo da Vinci - Nature, Art & Science (documentario) | Museoscienza
MuMAB: Il Museo Mare Antico e Biodiversità
Da settembre 2020 in località Millepioppi a Salsomaggiore Terme ha sede il MuMAB - Museo Mare Antico e Biodiversità. Il museo è composto da una sezione geopaleontologica che mostra i reperti fossili rinvenuti in questa area e databili tra il Miocene Medio (circa 14 milioni di anni fa) e il Pleistocene Medio (500.000 anni fa). Il MuMAB conserva uno dei più ricchi e scientificamente interessanti patrimoni paleontologici recuperati nel Bacino Padano.
I reperti sono frutto di lunghe ricerche e scavi curati da Raffaele Quarantelli (1930 - 2004) e altri paleontofili salsesi nell'alveo del torrente Stirone dalla seconda metà del 1960. Molto suggestiva è la "sala immersiva" che proietta il visitatore nell'atmosfera silenziosa ed avvolgente del mondo sottomarino. In essa è conservato lo scheletro della balenottera "Matilde", tra le cui vertebre sono stati ritrovati i denti di uno squalo. Tra i reperti spiccano anche i resti della balenottera Plesiobalaenoptera quarantellii. Oltre alla sezione "Geopaleontologica", la "Sezione Biologica" del Museo consente di capire ed apprezzare come la storia più remota di questi luoghi abbia plasmato anche l'ambiente di oggi, con i suoi delicati habitat fluviali.

Flora e Fauna: La Vita nel Parco tra Ieri e Oggi
Il tesoro più grande del parco che affiora tra le rocce sono i fossili, soprattutto di molluschi e gasteropodi marini, testimoni di condizioni climatiche e ambientali assai diverse da quelle attuali. Nell'area sono stati rinvenuti i resti di testuggini, vari cetacei tra cui alcune balene, conchiglie e flora antica. La zona del greto del Torrente Stirone è oggi occupata da specie erbacee per lo più annuali, quali il poligono nodoso, la salcerella, il meliloto bianco, l'erba viperina, e da elementi arbustivi, rappresentati prevalentemente da cespugli di salici.
I boschi intorno al torrente sono composti da salice bianco, pioppio bianco, pioppio nero, l'ontano nero, il sambuco e l'invasiva robinia. Attorno si trovano boschi ripari e querceti collinari tra case sparse e piccoli borghi di impronta medievale. A fare da padrona in questo ambiente sono gli uccelli, dai più piccoli ai più grandi e rapaci. Si possono osservare specie che frequentano il torrente come l'airone cenerino, la garzetta, la nitticora, il germano reale, la folaga, la gallinella d'acqua, il tuffetto e il martin pescatore. Le zone boschive ospitano invece lo sparviere, il lodolaio, l'assiolo e il gufo comune. Le ripide pareti lungo il torrente sono un luogo ideale ove i variopinti gruccioni in estate scavano i nidi a galleria.
Escursionismo e Sentieristica: Esplorare il Parco a Piedi
Questo parco offre diverse attività ed esperienze che i visitatori possono godersi. Escursioni a piedi: Il parco è attraversato da una rete di sentieri escursionistici che consentono di esplorare la bellezza naturale dell’area. Uno dei percorsi più suggestivi parte dalla località Pallastrelli per arrivare al crinale collinare del Monte La Ciocca; qui si possono ammirare dal sentiero i calanchi più maestosi della zona.
Un’alternativa più breve si ha partendo dalla località Franchini di Vernasca: la strada asfaltata che dal fondovalle dell’Ongina porta in auto fino in quota, passando davanti all’ingresso della stazione 9. Arrivati in cima (circa 1,3 km) si imbocca sulla destra l’Anello dei Briganti: proprio da questo punto comincia il “sentiero delle ginestre”, che in 2 km arriva fino alla località Costa. Dalla Torricella - castello rurale recentemente ristrutturato e sede dell’Enoteca locale dei vini della Val Chiavenna e del Gruppo Paleontologico “La Xenophora” - un cartello informativo racconta la passeggiata A23 Anello di Rio Stramonte, un percorso segnato di circa 6 km (2 h) che conduce alla stazione 5. Già sul sentiero si possono scorgere tantissimi frammenti di conchiglie.
Per chi cerca un'esperienza più impegnativa, c’è un sentiero unico che parte da Castell’Arquato e unisce i Monti Falcone e Padova per arrivare poi al Monte Giogo, che è la cima più alta di Lugagnano (437 m). Sul tragitto si possono scorgere diverse grotte, utilizzate in passato come cave o come rifugio dai partigiani. Un altro sentiero, l'A21 Anello del Monte Giogo (6 km), parte da Lugagnano e percorre il sentiero di Rio Martino.

Itinerari Paleontologici e la "Buca della Balena"
Partendo dall’area attrezzata di Badagnano (Val Chero), si cammina alla volta del luogo dove nel 1986 è stato ritrovato il cranio di una balenottera. Durante la salita si attraversa una folta vegetazione popolata da equiseti, con il loro aspetto quasi primordiale: al termine, si arriva alla Torre di Montezago, con vista sulla Val Chero. Seguendo le indicazioni sulla sinistra si arriva alla Voragine detta “Buca della balena" dove, tra il 1815 e il 1816, Giuseppe Cortesi ritrovò i resti di una balenottera intera, altri cetacei e parti di mammiferi del Pleistocene. L’itinerario dura circa 4 ore e nella parte centrale può risultare impegnativo per le salite e le discese.
Vicinissimo al centro di Castell’Arquato, facilmente accessibile anche per i bambini, si trova un sentiero che ha inizio dall'area attrezzata a valle del ponte sull'Arda, a cui si accede da Via Frati. Si percorre la carrareccia parallela alla sponda destra dell’Arda e da qui si vedono gli strati fossiliferi emersi grazie all'erosione fluviale.
Storia, Borghi e Risorse del Territorio
Esplorazione dei borghi storici: Nei dintorni del parco, ci sono numerosi borghi storici che vale la pena visitare. Parte del patrimonio storico della valle sono il castello di Vigoleno, con la pieve romanica di San Giorgio, la fortezza di Scipione e la chiesetta di San Nicomede. Immersa nella campagna parmigiana, a soli dieci minuti d'auto dal cuore della città, si trova il Relais Antica Corte Pallavicina, situato all’interno dell’antico Castello Pallavicino costruito agli inizi del 1400.
Proprio le acque sotterranee ricche di sale sono state sin dall'antichità una preziosa risorsa della zona, dove si sviluppò una vera e propria industria del sale; nell'Ottocento le loro proprietà curative furono alla base della crescente fama delle Terme di Salsomaggiore. Il parco offre anche la possibilità di praticare il cicloturismo lungo le strade panoramiche e i sentieri ciclabili della zona. Visitare le Grotte del Pilone è un’altra attrazione da non perdere per chi desidera approfondire la conoscenza geologica del territorio. Il parco organizza regolarmente eventi culturali, mostre e attività legate alla natura, rendendolo un luogo vivo e dinamico in ogni stagione.

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