Il pannolino è un oggetto così ovvio e scontato, come molte altre comodità del mondo moderno, che non sappiamo immaginare un mondo senza. Eppure non è sempre stato così. Risolvere il problema dei rifiuti prodotti dal nostro corpo, contenendoli e gettandoli nel caso dei neonati, è ovviamente una prerogativa dell’essere umano il quale si è ingegnato nei più strani modi per farlo. Quando un pannolino usato esaurisce la sua capacità contenitiva, necessita di essere sostituito. Questo processo di solito è svolto da una seconda persona, come un genitore o una balia. In età adulta le stesse funzioni del pannolino sono svolte dal pannolone, soprattutto da persone anziane non autosufficienti con problemi di incontinenza.

Radici Antiche: Il Concetto di "Panno-Lino"
Prima dell'invenzione dei pannolini in cellulosa venivano realizzati in tessuto di cotone. Nel Medioevo erano delle lunghe strisce di lino che venivano applicate nella zona interessata e avvolte intorno al bacino, poiché le donne non usavano biancheria intima, di cui il nome "panno-lino". Avevano forme e stoffe differenti, venivano mantenuti chiusi con la spilla da balia. In tutte le culture del mondo si utilizzano da secoli sistemi per coprire e proteggere l’area genitale, sia per una questione di privacy che per contenimento delle fuoriuscite. Nei paesi più caldi del mondo non è comune l’utilizzo dei pannolini, mentre fasciare il bambino, soprattutto in Europa, era un mezzo riconosciuto e complesso di protezione dagli escrementi.
Si trattava di prendere strisce di materiale (principalmente cotone o lino) e avvolgerle attorno al corpo, sia in direzione verticale, sia poi orientate orizzontalmente. Una cosa che per noi oggi è impressionante è che tali strisce venivano lasciate in sede per almeno 3 giorni insieme alle feci e alle urine. Possiamo vedere questo tipo di fasciatura in innumerevoli affreschi del 1300. In Cina, fino a tempi molto recenti, le madri aspettavano di sentire il movimento peristaltico nel bambino, mentre allattavano al seno, e tenevano il bambino sopra un contenitore o anche in un angolo per la strada. Ai bambini piccoli in Cina venivano praticate delle fessure nelle mutande o nei pantaloncini, per consentire di evacuare liberamente, limitando moltissimo anche le tipiche irritazioni da pannolino.
Nelle società aborigene, il muschio di torba ricoperto di pelle di animale veniva utilizzato per assorbire l’urina e, allo stesso modo, in molte società sudamericane l’erba secca veniva posto in un pezzo di stoffa vecchia per assorbire parte dell’urina. La cultura giapponese imponeva che i genitori usassero dei kimono ben indossati, che venivano tagliati a forma di pannolino, per aderire alla pelle del bambino.
La Svolta Industriale e il Passaggio al Cotone
Il primo pannolino è stato utilizzato durante la rivoluzione industriale, circa nel 1820 in Inghilterra. Era molto diverso da quelli che conosciamo oggi, infatti inizialmente era una semplice panno avvolto attorno ai genitali del bambino che aiutava a contenere le fuoriuscite. Fu in questo periodo che la classe operaia iniziò ad acquistare mobili per la prima volta e non gradiva che i loro bambini sporcassero i loro nuovi beni. Verso il 1880 fu inventata la spilla da balia, che contribuì a creare una protezione più stretta attorno al bambino per evitare perdite di escrementi. Purtroppo l’uso delle spille da balia in alcuni casi si rivelò piuttosto pericoloso, non erano rari gli incidenti in cui veniva accidentalmente perforata la pelle del bambino creando una ferita, la quale poteva anche infettarsi gravemente.
Nel 1887 Maria Allen brevettò e permise di produrre industrialmente pannolini di stoffa, i quali però non eliminavano certo il problema delle dermatiti. Infatti con il progresso della medicina e della ricerca medica si poterono conoscere più a fondo le dinamiche di sviluppo di batteri e virus e questo diede un impulso alla ricerca di metodi più adeguati di contenimento di feci e urina, per minimizzare la contaminazione batterica. Inizialmente si pensò di bollire i pannolini usati, ma questo richiedeva un enorme spreco di energia e tempo. In più la tecnica di utilizzo e legatura era abbastanza complicata da richiedere una certa esperienza.
L'Avvento della Modernità: Dalla Seconda Guerra Mondiale agli Anni Settanta
Dopo la seconda guerra mondiale e con l’ingresso di molte donne nel mondo del lavoro, si rese necessario un sistema più pratico, veloce e sicuro per cambiare i bambini e mantenerli asciutti e puliti a lungo. In questo periodo apparvero per la prima volta i servizi di lavanderia per pannolini. I pannolini puliti e sterilizzati venivano consegnati a domicilio, di solito settimanalmente, mentre i pannolini sporchi venivano tenuti in contenitori separati e portati via dal servizio pannolini. I servizi di lavanderia per pannolini offrivano il lavaggio dei pannolini a 11 cicli di lavaggio con detersivo, gli ultimi quattro con sola acqua bollente.
PAZZO RISORGIMENTO - L'infanzia
Pare che al 1942 risalga il primissimo pannolino usa e getta, fatto di cellulosa crespata. Nel 1946 una casalinga statunitense, Marion Donovan, inventò un rivestimento impermeabile per pannolini lavabili, ideato con una tenda per doccia e inserito nel tradizionale pannolino di stoffa. Negli anni ’50 il pannolino monouso era ancora un accessorio di lusso, utilizzato solo per le grandi occasioni e dalla capacità piuttosto limitata (circa 100ml). Fu solo nel 1961 che le cose cambiarono, per la felicità di tutte le mamme del pianeta.
Victor Mills era un chimico della Procter & Gamble, un nonno entusiasta, almeno fino al momento del cambio del pannolino. Ma il genio si vede proprio quando trae spunto dalla vita di ogni giorno. Forse la polpa di cellulosa che l’azienda aveva appena acquistato, resistente e molto assorbente, poteva essere utilizzata proprio a questo scopo. Fu così che nacque il pannolino usa e getta come lo conosciamo oggi.
Gli Anni Settanta: Il Boom dell'Usa e Getta
Con il baby boom degli anni ’70 la richiesta mondiale superò di gran lunga la capacità produttiva di pannolini usa e getta, anche quando altre aziende si inserirono, facendo concorrenza e permettendo un abbassamento significativo dei prezzi e un miglioramento del prodotto. Per tutti gli anni ’70 infatti furono ancora molto diffusi i pannolini di stoffa. Quanti di noi ricordano i ciripà? Superassorbenti, comodi, facili da usare, i pannolini sono i fondamentali compagni dei primi anni di vita dei nostri bambini.
In questo decennio, l'utilizzo dei pannolini "usa e getta" in cellulosa e fibre sintetiche esplose, segnando un cambiamento radicale nelle abitudini familiari. Mentre la produzione industriale diventava sempre più efficiente, il mercato si diversificava rapidamente. Il successo di questo prodotto negli anni Settanta non fu immediato in tutte le fasce sociali: il costo rimaneva un fattore discriminante, spingendo molte famiglie a mantenere l'uso dei pannolini lavabili accanto a quelli moderni. Questa transizione ha segnato la storia della cura dell'infanzia, trasformando un gesto quotidiano in un'operazione rapida e standardizzata.
Prospettive Contemporanee e Sostenibilità
Oggi la produzione è adeguata alla richiesta, i costi molto più contenuti, l'assorbenza garantita, la durata anche, ma… c’è sempre un ma. Non è neppure necessario parlare delle pesanti ripercussioni dal punto di vista ambientale dell’uso massiccio dei pannolini monouso, che nelle nostre discariche ci metteranno 400 anni a sparire, lasciando qualche inalterabile traccia di sé nel suolo e nelle acque. Il prezzo, piuttosto salato, da pagare per una comodità di cui non sapremmo più fare a meno. Eppure, è possibile fare le cose diversamente.
Da una parte la ricerca prosegue per trovare materiali ecologici e biodegradabili, ma i costi dei pannolini in fibra di mais e ecosostenibili sono ancora piuttosto alti. Dall’altra parte da qualche anno sono tornati prepotentemente in auge i pannolini lavabili. Traspiranti, anche comodi da lavare e riutilizzare, hanno molteplici vantaggi sia da un punto di vista ecologico che per la salute del bambino. Infatti diminuiscono notevolmente le dermatiti da pannolino e il bambino sviluppa più velocemente la capacità di controllo permettendo uno spannolinamento più precoce e facile.
Inoltre la loro capacità di assorbenza è molto più elevata rispetto a 50 anni fa, il che li rende molto simili ai cugini usa e getta. Certo ci vuole un po’ di spirito di sacrificio perché vanno comunque lavati e asciugati, ma con qualche trucco e un po’ di tempo sono assolutamente gestibili. Numerosi siti e forum sono nati e cresciuti per insegnare il corretto utilizzo dei pannolini lavabili e per scambiare informazioni tra genitori alle prese con un modo antico eppure nuovo di tenere i bimbi all'asciutto e puliti. Fare un tuffo nella storia del pannolino, oltre che essere davvero interessante, ci aiuta a spostare il punto di vista su questo aspetto della cura e aprirci a più possibilità rispetto al quando spannolinare, a come togliere il pannolino e molto altro. L’utilizzo del pannolino infatti è diverso per ogni epoca storica e cambia da cultura a cultura.