Lo sviluppo dell’embrione umano: dalle prime fasi alla vita fetale

Lo sviluppo embrionale, noto anche come embriogenesi, rappresenta uno dei processi biologici più complessi e meticolosamente orchestrati esistenti. Esso inizia con la fecondazione di un ovulo da parte di uno spermatozoo e culmina con la formazione di un feto completamente sviluppato. Per comprendere l’evoluzione dello sviluppo embrionale e poi fetale, è necessario analizzare il ciclo biologico fin dalle sue basi, partendo dalla maturazione dei gameti e proseguendo attraverso le trasformazioni cellulari che avvengono dopo l’unione di ovulo e spermatozoo.

rappresentazione schematica delle fasi iniziali dello sviluppo embrionale umano

Il punto di partenza: fecondazione e formazione dello zigote

Le settimane di gravidanza sono conteggiate dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Normalmente, il bambino nasce dopo 40 settimane. La prima settimana la donna non è nemmeno incinta, perché le 40 settimane sono conteggiate a partire dall’ultima mestruazione, non da quando uno spermatozoo si è unito ovvero ha “fecondato” l'ovulo. Di solito la gravidanza inizia alla fine della seconda settimana o all'inizio della terza settimana, a seconda di quando avviene l’ovulazione.

La fecondazione è l’inizio della gravidanza. Circa 14 giorni dopo il primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale, le ovaie rilasciano un ovulo. Se si hanno rapporti sessuali pochi giorni prima o dopo il rilascio dell’ovulo, uno spermatozoo può fecondarlo. La fecondazione avviene nelle tube che collegano le ovaie all’utero, chiamate tube di Falloppio. L’ovulo fecondato è chiamato uno zigote.

Nei testicoli maschili possono essere prodotti miliardi di spermatozoi, di questi però solo uno riuscirà, dopo l’eiaculazione, ad attraversare la corona radiata che circonda l’ovulo e a superare la membrana. Una volta che uno spermatozoo ha attraversato la corona radiata e raggiunto la membrana cellulare esterna dell’ovulo, il processo di fecondazione è pronto per iniziare. Dopo la formazione dello zigote, il processo di sviluppo embrionale procede attraverso diverse fasi embrionali prima dell’annidamento nell’endometrio.

Morula e Blastocisti: le prime divisioni cellulari

Le cellule dello zigote si dividono, separandosi in due cellule, ripetutamente durante lo spostamento lungo la tuba di Falloppio verso l’utero. Lo zigote entra nell’utero nell’arco di 3-5 giorni. Il primo stadio successivo è la “morula”, una palla compatta di cellule dall’aspetto simile a una mora. Quando la morula continua a dividersi, si trasforma gradualmente in una “blastocisti” (circa cinque-sei giorni dopo la fecondazione). Questa fase è caratterizzata dalla formazione di una cavità centrale chiamata “blastocele”.

Nella blastocisti possiamo individuare due parti principali: il “trofoblasto” (o “trophectoderma”), che diventerà la placenta, e l’embrione stesso. Circa 6 giorni dopo la fecondazione la blastocisti si attacca alla parete della cavità uterina, solitamente nella parte superiore. Tale processo, definito impianto, viene completato entro 9-10 giorni. Le cellule interne presenti nella zona ispessita si sviluppano dando origine all’embrione e le cellule esterne penetrano nella parete dell’utero e si sviluppano nella placenta.

L’impianto e la formazione degli annessi embrionali

L’ovulo fecondato si attacca alla mucosa uterina e inizia a crescere in due parti separate: un embrione e la placenta. L’embrione è la parte di un ovulo fecondato che alla fine diventa un bambino. È considerata un feto a partire da circa 10 settimane. La placenta si sviluppa dall’ovulo fecondato, ma non diventa parte del bambino. È un organo che fornisce nutrimento all’embrione in crescita. Un lato della placenta è attaccato all’interno dell’utero.

Dopo alcune settimane, si sviluppa il cordone ombelicale, che fuoriesce dall’altro lato della placenta e collega l’embrione alla placenta stessa. Il sangue dell’embrione circola attraverso il cordone nella placenta, dove raccoglie ossigeno e nutrienti dal sangue della madre. Il sangue ricco di ossigeno e di nutrienti ritorna poi attraverso il cordone al bambino. Il sacco amniotico si sviluppa e circonda l’embrione. Si riempie di liquido nel quale galleggia e cresce l’embrione, aiutando anche a proteggerlo dai traumi.

Gastrulazione e differenziazione dei foglietti germinativi

L’evento più caratteristico che si verifica durante la terza settimana è la gastrulazione. Con la formazione della linea primitiva, viene resa visibile la divisione del disco embrionale in una parte sinistra e una parte destra. Nella regione del nodo e della linea, le cellule epiblastiche si invaginano per formare nuovi strati cellulari: l’endoderma (che sostituisce le cellule dell’ipoblasto) e il mesoderma, nuovo foglietto che si forma tra ectoderma ed endoderma. L’epiblasto, quindi, dà origine a tutti e tre i foglietti germinativi dell’embrione.

Dalla fine della terza settimana tre strati germinativi fondamentali sono stabiliti nella regione della testa e il processo continua per produrre questi strati per le aree più caudali dell’embrione:

  • Ectoderma: il più esterno, dal quale prendono origine l’epidermide e i suoi derivati, il sistema nervoso, gli organi di senso e le varie mucose.
  • Mesoderma: dà origine al sistema vascolare (cuore, arterie, vene, vasi linfatici), alle cellule ematiche, al sistema scheletrico e alla muscolatura.
  • Endoderma: fornisce il rivestimento epiteliale del tratto gastrointestinale, respiratorio e della vescica urinaria.

Organogenesi: lo sviluppo degli apparati

L’embrione cresce su un lato dell’utero nella sottomucosa. Questo stadio è caratterizzato dalla formazione della maggior parte degli organi interni e delle strutture esterne del corpo. Il cuore e i principali vasi sanguigni si sviluppano in tempi brevi, circa 16 giorni dopo la fecondazione. Il cuore inizia a pompare liquido e poi sangue attraverso i vasi sanguigni dopo circa 5 settimane.

Alla quarta settimana, si conclude l'impianto nell'utero. Quando l'embrione ha raggiunto l'età di quattro settimane, il diverticolo respiratorio (abbozzo polmonare) compare come un'evaginazione della parete ventrale dell'intestino anteriore. Per questo motivo l'epitelio che riveste internamente la laringe, la trachea e i bronchi e anche quello dei polmoni è completamente di origine endodermica.

La transizione alla fase fetale

Al termine della decima settimana di gestazione (8 settimane dopo la fecondazione), inizia la fase fetale. Durante questa fase gli organi e gli apparati già formati crescono e si sviluppano. Entro 12 settimane di gestazione, il feto riempie l’intera cavità uterina. Entro circa 14 settimane, è possibile identificare il sesso con l’ecografia. Entro circa 16-20 settimane, solitamente, la donna può avvertire i movimenti del feto.

La placenta è pienamente sviluppata verso 18-20 settimane, ma continua a crescere per tutta la gravidanza. Il cervello continua a svilupparsi durante tutta la gravidanza e per il primo anno di vita dopo la nascita. Il processo di maturazione dei polmoni prosegue fino a quasi il momento del parto.

schema dell'anatomia fetale e della placenta nel secondo trimestre

Considerazioni sulla riproduzione assistita

Nel contesto della riproduzione assistita, come la fecondazione in vitro (FIVET) o l‘iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI), lo sviluppo embrionale assume un’importanza particolare, in quanto consente agli specialisti della fertilità di osservare e sostenere questo processo fin dalle sue prime fasi al di fuori del corpo materno. Una volta ottenuta la fecondazione, lo sviluppo dell’embrione viene monitorato attentamente attraverso diverse fasi chiave:

  1. Zigote (G1): Dopo 16-18 ore si valuta se è avvenuta una fecondazione adeguata. Si forma lo zigote, una singola cellula con due pronuclei.
  2. Embrione (G2-3): Inizia la divisione cellulare: lo zigote diventa due cellule, poi quattro e così via, fino a raggiungere otto cellule il terzo giorno.
  3. Morula (G4): L’embrione diventa una morula, una massa compatta di cellule.
  4. Blastocisti (G5-6): La morula si sviluppa in una blastocisti, una struttura più complessa con una cavità interna. Lo stadio di blastocisti è fondamentale per l’impianto.

Selezione e screening embrionale

Nel contesto della riproduzione assistita, è fondamentale eseguire esami e test specifici per garantire uno sviluppo sano dell’embrione e aumentare le probabilità di successo della gravidanza. Questi esami comprendono la valutazione della qualità dell’embrione mediante microscopia, i test genetici pre-impianto (PGT), che rilevano le anomalie genetiche prima dell’impianto, e il monitoraggio dello sviluppo embrionale tramite la tecnologia Time-lapse, che consente di osservare la crescita in tempo reale, identificando gli embrioni più validi.

Peculiarità delle gravidanze plurime

Esistono due tipi di gravidanza gemellare. I gemelli fraterni si formano quando vengono rilasciati 2 ovuli ed entrambi vengono fecondati da due spermatozoi diversi. Ognuno diventa un embrione con il proprio corredo genetico. I gemelli identici si formano quando un unico ovulo fecondato si divide in 2 zigoti separati. Poiché un solo ovulo è stato fecondato da un unico spermatozoo, i 2 embrioni possiedono lo stesso corredo genetico. Le triplette e le altre gravidanze plurime avvengono nello stesso modo, con combinazioni diverse di embrioni identici e non identici.

Dinamiche molecolari e genetiche

Studi recenti sull'espressione genetica di cellule di embrioni umani hanno identificato i geni che entrano in gioco nelle diverse fasi durante la prima settimana di sviluppo. Un dato emerso è l'inatteso schema di espressione dei geni situati sul cromosoma X. Nel sesso femminile ne esistono due copie, mentre nel sesso maschile solo una. Per evitare di avere un livello di espressione dei geni del cromosoma X doppio rispetto a quello maschile, le donne devono attivare un meccanismo di compensazione. Il bilanciamento dell'espressione genica tra i due cromosomi si raggiunge tra il quarto e il settimo giorno, con una modalità di soppressione di entrambi i cromosomi X del tutto nuova.

L’ambiente uterino gioca un ruolo cruciale: l’ormone progesterone, prodotto dal corpo luteo dopo l’ovulazione, aumenta lo spessore dell’endometrio e favorisce la produzione di sostanze chimiche che consentono all’embrione di aderire. La Gonadotropina Corionica Umana (hCG) è invece un ormone, prodotto dall’embrione dopo l’annidamento, che segnala al corpo luteo di continuare a produrre progesterone. Il mantenimento del progesterone infatti è essenziale per evitare il rifiuto dell’embrione da parte del sistema immunitario materno.

La comprensione di questi meccanismi di maturazione delle diverse popolazioni cellulari nelle prime fasi dello sviluppo dell’embrione umano è fondamentale per prevenire l’interruzione spontanea della gravidanza e per migliorare le percentuali di successo nella fecondazione medicalmente assistita, permettendo di gestire al meglio ogni fase, dal primo contatto cellulare fino alla formazione completa del feto.

tags: #ovulo #fecondato #si #sviluppa #nelle