La fecondazione in vitro (FIVET) con donazione di ovociti rappresenta una speranza per molte donne e coppie che affrontano difficoltà nel concepimento. Questo trattamento, pur non essendo solitamente la prima opzione considerata, offre risultati significativi quando gli ovociti propri non sono utilizzabili. La domanda fondamentale che emerge in questo percorso è: quanti ovociti vengono trasferiti e quali sono le implicazioni di questa scelta? Comprendere a fondo il processo, le diverse tipologie di donazione, le procedure, i risultati clinici e gli aspetti legali ed economici è cruciale per affrontare questo percorso con consapevolezza.
Indicazioni per l'Ovodonazione
La FIVET con donazione di ovuli non è generalmente il trattamento di prima scelta quando una donna o una coppia si reca in una clinica della fertilità, poiché le pazienti di solito vogliono provare prima la gravidanza con i propri gameti. Tuttavia, le situazioni in cui l'ovodonazione è chiaramente indicata sono molteplici e si basano su specifiche condizioni mediche e biologiche.
Pazienti senza funzione ovarica
Una delle indicazioni primarie per l'ovodonazione riguarda le donne che non possiedono più una funzione ovarica attiva. Questo può essere dovuto a diverse cause, tra cui:
- Insufficienza ovarica primaria: Una condizione in cui le ovaie non si sviluppano o non funzionano correttamente fin dalla nascita.
- Insufficienza ovarica precoce (POF) o insufficienza ovarica prematura (POI): Una condizione in cui le ovaie smettono di funzionare prima dei 40 anni, portando a sintomi di menopausa prematura.
- Assenza di ovaie: Condizioni congenite o chirurgiche che comportano la rimozione delle ovaie.
- Menopausa: Il naturale declino della funzione ovarica che porta alla cessazione del ciclo mestruale.
In questi casi, la produzione di ovociti propri è assente o insufficiente, rendendo l'ovodonazione l'unica via per ottenere una gravidanza.
Pazienti con funzione ovarica compromessa
Anche donne con una funzione ovarica ancora presente possono beneficiare dell'ovodonazione in determinate circostanze:
- Anomalie genetiche trasmissibili: Se la donna è portatrice di malattie genetiche ereditarie che desidera evitare di trasmettere alla prole, l'uso di ovociti donati da una donatrice geneticamente sana è la soluzione.
- Fallimenti ripetuti in precedenti cicli di FIVET: Nonostante tentativi multipli con i propri ovociti, alcune donne non riescono a ottenere una gravidanza a causa della scarsa qualità ovocitaria o di anomalie embrionali ricorrenti.
- Età materna avanzata (oltre i 40 anni): Questa è una delle cause più frequenti di ricorso all'ovodonazione. Con l'avanzare dell'età, la qualità degli ovociti diminuisce significativamente. Questo aumento di età si traduce in una maggiore probabilità che gli embrioni ottenuti presentino anomalie cromosomiche, compromettendone la vitalità e aumentando il rischio di aborti spontanei. Inoltre, l'età materna avanzata è un fattore di rischio noto per l'aumento della probabilità di avere un bambino con sindrome di Down o altre aneuploidie cromosomiche.

Selezione della Donatrice di Ovociti
L'ovodonazione è un processo altamente regolamentato e controllato, finalizzato a garantire la sicurezza e l'efficacia del trattamento sia per la donatrice che per la ricevente. Per poter partecipare come donatrice, una candidata deve soddisfare una serie di rigorosi requisiti legali, medici ed etici.
Requisiti per la donazione
Il processo di selezione inizia con una valutazione approfondita per determinare l'idoneità della potenziale donatrice. Questa valutazione comprende:
- Condizione psicofisica: La donatrice deve godere di ottima salute generale, sia fisica che mentale. Vengono effettuati esami medici completi per escludere patologie o condizioni che potrebbero compromettere la salute della donatrice o del nascituro.
- Assenza di malattie genetiche ed infettive: È fondamentale che la donatrice non sia portatrice di malattie genetiche ereditarie o di malattie infettive trasmissibili alla prole. Vengono eseguiti screening genetici e test per malattie come HIV, epatite, sifilide, e altre infezioni a trasmissione sessuale.
- Età: Per essere idonea al programma di donazione di ovuli, la futura donatrice deve avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni. Questa fascia d'età è scelta perché corrisponde al periodo di massima fertilità e qualità ovocitaria.
Anonimato e altruismo
È importante sottolineare che la donazione di ovuli è un atto altruistico, volontario e totalmente anonimo. L'identità della donatrice di ovuli rimane riservata e non verrà mai rivelata alla coppia ricevente, né la coppia potrà in alcun modo rintracciare la donatrice. Questo anonimato è sancito dalla legge e garantisce la protezione di tutte le parti coinvolte. La donatrice, a sua volta, non avrà informazioni sulla coppia ricevente né sul bambino nato.
Tipi di Ovodonazione
A seconda dell'origine e della gestione degli ovociti, esistono diverse tipologie di ovodonazione, ognuna con specifiche procedure e vantaggi.
Donazione di ovuli freschi
In questo scenario, la donatrice e la ricevente devono avere i loro cicli ormonali sincronizzati. La donatrice viene sottoposta a stimolazione ovarica per produrre più ovociti, mentre la ricevente prepara il suo endometrio per l'impianto. Nello stesso ciclo, gli ovociti vengono prelevati dalla donatrice e, dopo 3-5 giorni, gli embrioni ottenuti dalla fecondazione vengono trasferiti nell'utero della ricevente.
- Vantaggio: Teoricamente, l'uso di ovociti freschi potrebbe portare a tassi di successo leggermente superiori, poiché gli ovociti non subiscono il processo di congelamento e scongelamento.
- Svantaggio: La sincronizzazione dei cicli può essere complessa. Se la donatrice non risponde adeguatamente alla stimolazione o se si verificano imprevisti, la ricevente potrebbe dover attendere il ciclo successivo, con conseguente aumento di stress emotivo e l'assunzione di ulteriori farmaci.
Donazione di ovuli vitrificati (congelati)
Questa modalità non richiede la sincronizzazione dei cicli tra donatrice e ricevente. In primo luogo, gli ovociti della donatrice vengono prelevati e quelli maturi vengono congelati tramite la tecnica della vitrificazione, un metodo di congelamento rapido che preserva la qualità degli ovociti. Una volta individuata una ricevente compatibile, gli ovuli vengono scongelati e fecondati con lo sperma della coppia o di un donatore. La ricevente seguirà un trattamento per preparare il suo endometrio, che non sarà coordinato con i tempi della donatrice.
- Vantaggio: Offre maggiore flessibilità, eliminando la necessità di sincronizzare i cicli e permettendo di ridurre i tempi di attesa per iniziare il trattamento.
- Svantaggio: Nonostante i progressi nella tecnica di vitrificazione, esiste una piccola percentuale di ovociti che potrebbero non sopravvivere al processo di scongelamento, riducendo potenzialmente il numero di ovuli disponibili per la fecondazione. Tuttavia, i tassi di sopravvivenza attuali sono generalmente molto elevati.
Banca di ovuli
Le cliniche di fertilità possono disporre di proprie banche di ovuli (donatrici interne) o collaborare con banche di ovuli esterne. Una banca di ovuli è un'entità specializzata nella raccolta, valutazione e distribuzione di ovociti da donatrici. Queste banche dispongono di un ampio database di donatrici, permettendo alle cliniche di rispondere rapidamente alle richieste delle pazienti e di offrire trattamenti di ovodonazione con tempi di attesa ridotti. Questo sistema facilita l'accesso al trattamento, poiché è raro non trovare una donatrice compatibile.
Mini-ovodonazione (Ovodonazione condivisa)
La mini-ovodonazione, nota anche come donazione di ovuli condivisa, prevede la donazione di un numero inferiore di ovuli rispetto a un ciclo completo. Mentre in un'ovodonazione completa la ricevente riceve tutti gli ovuli recuperati dalla donatrice (solitamente tra 8 e 10), nella mini-ovodonazione ne riceve un numero ridotto (4 o 5).
- Scopi principali:
- Riduzione dei costi: Il prezzo del trattamento è significativamente inferiore, rendendolo più accessibile a un maggior numero di donne e coppie.
- Evitare la generazione di embrioni in eccesso: Per coppie che desiderano un solo figlio tramite ovodonazione, questo approccio evita la creazione di embrioni in eccesso che richiederebbero successive decisioni sulla loro donazione o vitrificazione, con i relativi costi di mantenimento.
- Legislazione: La legislazione vigente stabilisce che non possono nascere più di 6 figli dalla stessa donatrice, compresi eventuali figli propri della donatrice. Gli ovuli estratti da una donatrice possono essere utilizzati per due o più riceventi, nel rispetto di tale limite.
Procedura di Ovodonazione Passo dopo Passo
Il percorso dell'ovodonazione, una volta accettata la donatrice, si articola in diverse fasi cruciali.
1. Stimolazione ovarica della donatrice
La donatrice viene sottoposta a un trattamento ormonale per stimolare le ovaie a sviluppare più ovociti in un singolo ciclo, anziché il singolo ovocita che maturerebbe in un ciclo naturale. Questo aumenta significativamente le possibilità di successo. Successivamente, attraverso una procedura chiamata puntura follicolare, gli ovociti sviluppati vengono prelevati.
2. Fecondazione in laboratorio
Gli ovociti maturi raccolti vengono fecondati in laboratorio con lo sperma del partner della ricevente o, in caso di doppia donazione, con lo sperma di un donatore anonimo.
3. Coltura embrionale
Gli embrioni risultanti dalla fecondazione vengono mantenuti in coltura e il loro sviluppo viene attentamente monitorato fino al giorno del trasferimento.
4. Preparazione endometriale della ricevente
Prima del trasferimento embrionale, la ricevente viene sottoposta a un trattamento di preparazione endometriale. Questo trattamento, che prevede la somministrazione di estrogeni e progesterone (per via orale, vaginale o transdermica), ha lo scopo di far raggiungere all'endometrio uno spessore adeguato (tipicamente 7-10 mm) e renderlo ricettivo all'impianto degli embrioni.

5. Trasferimento dell'embrione
Il trasferimento dell'embrione o degli embrioni avviene nella cavità uterina della ricevente, generalmente tra 3 e 6 giorni dopo la fecondazione. La legge stabilisce un limite massimo di 3 embrioni da trasferire, ma la scelta ottimale ricade spesso sull'impianto di un singolo embrione di alta qualità ("single embryo transfer elettivo") per minimizzare il rischio di gravidanze multiple. Gli embrioni non trasferiti, se di buona qualità, vengono vitrificati per futuri tentativi o per una seconda gravidanza.
6. Test di gravidanza
Circa 10-12 giorni dopo il trasferimento embrionale, viene eseguito un esame del sangue per misurare i livelli dell'ormone beta-hCG (β-hCG), che conferma l'eventuale raggiungimento della gravidanza.
Risultati Clinici della Donazione di Ovociti
Grazie all'utilizzo di ovociti di alta qualità provenienti da donatrici giovani e sane, i tassi di successo dell'ovodonazione sono generalmente superiori a quelli ottenuti con la FIVET che utilizza ovociti propri.
Secondo il Registro Nacional de Actividad 2022 della Sociedad Española de Fertilidad (SEF):
- Donazione a fresco: La percentuale di gravidanza per trasferimento si attesta al 56,9%, con un tasso di parto del 42,2%.
- Donazione di ovociti vitrificati: Queste percentuali diminuiscono leggermente, attestandosi rispettivamente al 52,3% e al 39,5%.
È fondamentale ricordare che questi dati statistici rappresentano medie di popolazione e non devono essere utilizzati per prevedere con certezza l'esito per un singolo individuo.
Qual è il tasso di successo dell'ovodonazione?
Prezzi e Costi
La FIVET con ovodonazione comporta un costo maggiore rispetto a un ciclo di FIVET con ovociti propri, principalmente a causa dei farmaci necessari per la stimolazione della donatrice e per l'eventuale compensazione finanziaria per il disagio causato. Mentre un trattamento FIVET/ICSI con ovuli propri può costare tra i 3.500 e i 5.500 euro, l'aggiunta della donazione di ovuli può far variare il prezzo tra i 4.000 e i 9.000 euro, a seconda della clinica e del tipo di ovodonazione.
Il vantaggio economico risiede nella maggiore probabilità di ottenere una gravidanza al primo tentativo, potendo così risparmiare i costi associati a cicli multipli che potrebbero essere necessari con ovociti propri.
Domande Frequenti sull'Ovodonazione
È possibile donare ovuli e sperma allo stesso tempo?
Sì, questa pratica è nota come "doppia donazione". Si utilizza sia ovociti che sperma di donatori anonimi per la fecondazione in vitro.
Quali sono i rischi della donazione di ovuli?
Molte donatrici temono conseguenze negative, ma la donazione di ovuli è generalmente un processo sicuro con pochi effetti collaterali. Il rischio più noto è la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), che sta diventando sempre più rara grazie ai protocolli clinici ottimizzati. Altri effetti possono includere lievi fastidi come crampi addominali o un leggero sanguinamento vaginale post-procedura.
È possibile effettuare il transfer embrionario in una ovodonazione con ciclo naturale?
In alcune circostanze, è possibile. Nei protocolli più comuni, l'endometrio della ricevente viene preparato farmacologicamente per controllare i tempi del transfer. Tuttavia, in cicli naturali, il monitoraggio ecografico e ormonale è essenziale per determinare il momento ideale per il transfer.
Qual è il numero di tentativi di successo con l'ovodonazione?
Non esiste un numero fisso di tentativi raccomandati, poiché dipende dalle caratteristiche individuali. Tuttavia, grazie all'alta qualità degli ovociti donati, le possibilità di successo sono elevate. Molte coppie ottengono una gravidanza al primo tentativo, e nella maggior parte dei casi la gravidanza viene raggiunta entro tre o quattro tentativi.
Se ho un bambino con ovuli da donatore, mi assomiglierà?
L'informazione genetica (DNA) dell'embrione è quella della donatrice. Tuttavia, nella selezione delle donatrici, si cerca di abbinare caratteristiche fisiche simili a quelle della ricevente. È quindi probabile che il bambino assomigli alla madre ricevente. Inoltre, l'ambiente materno durante la gravidanza e fattori epigenetici possono influenzare l'espressione genica e tratti fisici.
È più vantaggiosa la donazione di ovociti freschi o vitrificati?
Entrambe le metodiche hanno i loro vantaggi. La Dott.ssa Marta Zermiani, ginecologa, tende a consigliare l'utilizzo di ovociti freschi, poiché alcuni ovociti possono subire un calo di qualità dopo il processo di congelamento e scongelamento. Tuttavia, la scelta dipende da diversi fattori clinici e dalla disponibilità.

Ovodonazione in Italia: Aspetti Legali ed Etici
In Italia, la fecondazione eterologa con donazione di ovociti è legale a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale del 2014, che ha rimosso il divieto precedentemente sancito dalla legge 40 del 2004. La donazione è un atto volontario e gratuito, per evitare il commercio di gameti.
La sfida della mancanza di donatrici
Una delle problematiche principali in Italia è la carenza di donatrici. Per ovviare a questa difficoltà, si adottano due strategie:
- Egg sharing: Una donna che si sottopone a un ciclo di fecondazione omologa (con i propri ovociti) dona gli ovociti in eccesso a un'altra donna.
- Acquisizione da banche estere: Le cliniche italiane stipulano accordi con banche di ovuli estere per reperire gameti.
Requisiti per le donatrici in Italia
Le donatrici devono rispettare criteri rigorosi:
- Età: Compresa tra i 20 e i 35 anni.
- Salute: Ottime condizioni di salute fisica e psicologica, assenza di malattie genetiche, ereditarie o congenite.
- Fertilità: Funzione ovulatoria normale, comprovata da esami ginecologici e analisi del sangue.
Abbinamento (Matching)
La selezione della donatrice avviene tramite un processo di "matching" che mira a garantire la compatibilità con la coppia ricevente per:
- Gruppo sanguigno
- Caratteristiche fisiche (altezza, tipo e colore di capelli, colore degli occhi, carnagione, etnia)
- Compatibilità immunologica
Sebbene la coppia non possa scegliere direttamente la donatrice, viene assicurata una similitudine fenotipica e immunologica.
Anonimato e Implicazioni Psicologiche
Il principio del totale anonimato è fondamentale: la donatrice non potrà conoscere l'identità della coppia né il bambino nato, e viceversa. Questo aspetto, sebbene necessario per la tutela legale, può comportare implicazioni emotive per le donne che ricevono ovuli donati, che devono affrontare il percorso di accettazione della genitorialità biologica non diretta.
Implicazioni sulla Scelta del Numero di Embrioni da Trasferire
Uno degli aspetti più discussi nell'ambito della FIVET, inclusa l'ovodonazione, riguarda il numero di embrioni da trasferire. L'obiettivo primario è ottenere una gravidanza a termine con un bambino sano, minimizzando i rischi.
Rischio di Gravidanze Multiple
Il trasferimento di più embrioni aumenta le probabilità di gravidanza, ma anche il rischio di gravidanze multiple (gemellari, trigemellari, ecc.). Le gravidanze multiple comportano maggiori rischi per la madre (ipertensione gestazionale, parto cesareo, distacco di placenta) e per i feti (parto prematuro, basso peso alla nascita, problemi di salute a lungo termine). Per questo motivo, la strategia ottimale è spesso il "single embryo transfer elettivo" (SET), ovvero il trasferimento di un singolo embrione di alta qualità.
Bilanciare Tempi di Attesa e Rischi
La scelta del numero di embrioni da trasferire deve bilanciare il desiderio della coppia di ottenere una gravidanza rapidamente con la necessità di minimizzare i rischi. Una strategia comune prevede il trasferimento iniziale di un singolo embrione. In caso di fallimenti ripetuti, si può considerare il trasferimento di due o tre embrioni, soprattutto in pazienti con età materna avanzata, dove le probabilità di attecchimento e sviluppo regolare degli embrioni sono naturalmente più basse, riducendo il rischio di gemellarità.
Sviluppo a Blastocisti
Lo sviluppo degli embrioni fino allo stadio di blastocisti (giorno 5-6 di sviluppo) permette una migliore selezione degli embrioni con maggiore potenziale di impianto, riducendo il numero di trasferimenti "inutili". Anche in questo caso, il SET è la pratica preferita nei centri più avanzati.
Fattori Endometriali e Spermatici
È importante considerare anche la componente endometriale (la ricettività dell'utero all'impianto) e la qualità dello sperma. Un endometrio alterato o uno sperma di scarsa qualità possono influenzare negativamente l'esito del trattamento, anche con embrioni di buona qualità.
Legislazione Italiana sul Numero di Embrioni da Trasferire
In Italia, la decisione sul numero di embrioni da trasferire spetta al medico, basandosi sul "buon senso scientifico" e sulla valutazione di tutti i fattori clinici. Non vi è un limite numerico fisso come in passato, ma la scelta deve essere guidata dalla prudenza e dalla minimizzazione dei rischi.
Considerazioni Finali
L'ovodonazione rappresenta un percorso complesso ma estremamente efficace per molte donne che desiderano realizzare il sogno di una gravidanza. La comprensione approfondita dei diversi tipi di donazione, delle procedure, dei risultati clinici, degli aspetti legali ed economici, e delle implicazioni legate al numero di embrioni da trasferire, è fondamentale per affrontare questo viaggio con serenità e consapevolezza. La collaborazione con team medici esperti e l'accesso a informazioni accurate sono pilastri essenziali per navigare con successo nel percorso dell'ovodonazione.
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