L’allattamento al seno rappresenta il metodo d’elezione per garantire una crescita sana e un corretto sviluppo del neonato, esercitando un’influenza biologica ed emotiva unica. Tuttavia, per le donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), questo percorso può presentare sfide specifiche legate all’equilibrio ormonale e metabolico. Comprendere la fisiologia che sottende questo legame è essenziale per supportare le neomamme in una fase così delicata.

Il legame biologico tra PCOS e produzione di latte
Diverse ricerche, tra cui gli studi pionieristici di Lisa Marasco, hanno ipotizzato che lo squilibrio ormonale tipico della PCOS possa influenzare la produzione di latte. Una possibile connessione tra PCOS e una bassa produzione di latte è stata inizialmente presentata in uno studio nel 2000 su un gruppo di 30 donne con problemi di allattamento. In tale contesto, è emerso che più della metà del campione era obesa, il 57% aveva una storia di infertilità e il 67% soffriva di oligoamenorrea o amenorrea.
Alcune donne con PCOS riferiscono di non aver notato nel seno i normali cambiamenti fisiologici che si verificano durante la gravidanza per prepararsi all’allattamento, forse a causa di una carenza di tessuto mammario sviluppatosi già prima del concepimento. Ulteriori indagini, come lo studio del 2008, hanno correlato i livelli di androgeni durante la gravidanza con il tasso di allattamento: a un mese dal parto, il 75% delle donne PCOS allattava esclusivamente al seno contro l’89% delle donne sane. Sebbene queste differenze tendano ad assottigliarsi dopo sei mesi, i ricercatori hanno identificato un possibile legame negativo tra l’elevata concentrazione di androgeni e la capacità di allattare.
Ruolo dell'insulina e metabolismo
Un ruolo molto importante nella produzione del latte è svolto dall’insulina e, pertanto, la presenza di insulino-resistenza - condizione molto frequente nelle donne con PCOS - può interferire con i processi fisiologici della lattogenesi. Uno studio del 2013, condotto dagli scienziati del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center e dell’Università della California, si è concentrato proprio sul ruolo dell’insulina nell’allattamento, confermando che fin dalla formazione del colostro, alcuni geni vengono regolati in modo differente nelle cellule della ghiandola mammaria di donne con insulino-resistenza.
Benefici materni dell'allattamento e prevenzione del diabete
È ormai un argomento consolidato che allattare faccia bene ai bambini, ma si parla meno dei vantaggi su larga scala per la salute della madre. In presenza di condizioni come PCOS, diabete (tipo 1, 2 e gestazionale) e obesità, l’allattamento risulta particolarmente benefico. Ricordiamo che le donne con sindrome dell’ovaio policistico hanno un rischio quattro volte maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2.
Studi recenti, tra cui uno su 1200 donne tra i 18 e i 30 anni, hanno registrato una riduzione del 47% del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 per le donne che allattano per almeno sei mesi. Questo dato aumenta proporzionalmente con la durata e l’intensità dell’allattamento, indipendentemente dalla razza, dallo stile di vita e dai fattori metabolici pre-gravidanza. Anche per quanto riguarda la prevenzione delle recidive del diabete gestazionale, un recentissimo studio di febbraio 2022 su 210 donne ha dimostrato che allattare per più di 6 mesi riduce il rischio di una nuova diagnosi di diabete gestazionale nella successiva gravidanza del 18%.
Puntata 3 - Allattamento
Fattori prenatali e gestione clinica
L’allattamento esclusivo rappresenta un processo complesso che non inizia con il parto, ma si struttura già durante la gravidanza, venendo influenzato da fattori clinici, psicologici e sociali. Lo studio pubblicato nel 2025 da Perrella et al. ha analizzato retrospettivamente i fattori di rischio prenatali associati all’interruzione dell’allattamento esclusivo a 6-8 settimane postpartum. I risultati mostrano come la combinazione di fattori tra cui assenza di crescita del seno, BMI ≥25, diabete gestazionale e sindrome dell’ovaio policistico aumenti significativamente la probabilità di non raggiungere l’allattamento esclusivo.
L’allattamento al seno, in particolare quello esclusivo, viene incluso a pieno titolo nella strategia di prevenzione delle malattie allergiche, proteggendo il neonato da eczema, rinite allergica, asma e dermatite atopica. Il microbiota del latte subisce variazioni legate alla dieta materna, alla genetica e allo stato di salute. Per supportare queste funzioni, la nutrice deve concentrare l’attenzione su un corretto apporto di proteine, DHA (acido docosaesaenoico), vitamine e acqua, evitando diete restrittive o fai da te.
Consigli pratici per una gestione consapevole
Imparare tutto ciò che puoi prima che il bambino nasca sull’allattamento al seno "normale" ti aiuterà a determinare se c’è davvero un problema e se la difficoltà sia correlata alla tua diagnosi di PCOS.
- Supporto esperto: Trovare una buona rete di supporto competente per l’allattamento al seno è fondamentale per definire i propri obiettivi.
- Contatto pelle a pelle: Anche se non fosse possibile allattare esclusivamente, il contatto pelle a pelle aumenta la stabilità e il benessere fisico, mentale ed emotivo del neonato, favorendo il rilascio di ossitocina.
- Personalizzazione: Ogni rapporto di allattamento è diverso. Se riscontri difficoltà, ricorda che ogni goccia di latte materno conta. Molte mamme trovano utile il supporto di consulenti IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant) o di organizzazioni specializzate come la Leche League.
- Attenzione all'integrazione: Alcuni integratori utilizzati per gestire la PCOS (come myo-inositolo e D-chiro-inositolo) potrebbero non essere indicati durante l’allattamento. È sempre necessario consultare il medico curante prima di assumere qualsiasi sostanza.
- Monitoraggio: La sindrome dell’ovaio policistico può causare irregolarità del ciclo, come avviene fisiologicamente anche durante l’allattamento. Tuttavia, in presenza di dubbi sulla fertilità o assenza prolungata del ciclo, è sempre opportuno escludere una nuova gravidanza tramite test specifico.

Non c’è, per nessuna comunità, investimento migliore del mettere latte dentro i bambini. L’allattamento al seno costituisce il metodo migliore per garantire una sana crescita e un sano sviluppo dei neonati ed esercita un’influenza biologica ed emotiva unica sulla salute sia delle madri che dei bambini. Non colpevolizzarsi è il primo passo per vivere questa esperienza con serenità; l’obiettivo è il benessere della coppia madre-bambino, supportato da professionisti sanitari preparati e da scelte nutrizionali equilibrate.
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