Ossido nitrico e fertilità maschile: il delicato equilibrio tra stress ossidativo e funzione riproduttiva

La fertilità maschile è un sistema complesso in cui la capacità di concepire dipende da una sinergia perfetta di processi biochimici e fisiologici. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha posto l'accento sul ruolo fondamentale che lo stress ossidativo e l'ossido nitrico (NO) giocano nel determinare la qualità del liquido seminale e la salute riproduttiva dell'uomo. Comprendere come questi elementi interagiscano è essenziale per affrontare le sfide crescenti legate alla subfertilità, definita come l'impossibilità di instaurare una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti.

rappresentazione schematica della spermatogenesi e dei fattori che influenzano la qualità dello sperma

Il meccanismo dello stress ossidativo nello sperma

Lo stress ossidativo deriva dallo squilibrio tra la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e l’effetto protettivo del sistema antiossidante responsabile della loro neutralizzazione e rimozione. Un eccesso di ROS provoca una reazione patologica con danni alle cellule e ai tessuti. Gli spermatozoi sono particolarmente vulnerabili agli effetti nocivi dei ROS, poiché il loro metabolismo è ottimizzato per la protezione e il movimento in ambienti specifici.

Lo stress ossidativo influisce sulla loro attività, danneggia la struttura del DNA e accelera l’apoptosi, il che di conseguenza ne riduce il numero, ostacola la motilità e lo sviluppo della morfologia normale e ne compromette la funzione. Ciò porta a disturbi della fertilità o disturbi dello sviluppo embrionale. La principale fonte cellulare di ROS nello sperma sono gli spermatozoi immaturi e i globuli bianchi. L’aumento del numero di leucociti può essere dovuto a infezione e infiammazione, ma può anche essere secondario a fattori ambientali nocivi, lunga astinenza sessuale o varicocele.

Il ruolo biologico delle specie reattive dell'ossigeno

Nonostante la loro fama negativa, i radicali liberi non sono intrinsecamente dannosi in ogni contesto. Una delle fonti cellulari di ROS nello sperma sono gli spermatozoi stessi. Fin dalle prime fasi dello sviluppo delle cellule germinali maschili, essi sono in grado di produrre piccole quantità di ROS che sono coinvolti nella condensazione della cromatina dello sperma, regolando il numero di cellule germinali mediante l’induzione dell’apoptosi o la proliferazione degli spermatogoni.

Nello sperma maturo, i ROS svolgono un ruolo importante nella capacitazione, nella reazione acrosomiale, nella stabilità della guaina mitocondriale e nella motilità dello sperma. Inoltre, l’elevata produzione di ROS da parte dei leucociti gioca un ruolo importante nel meccanismo di difesa cellulare contro le infezioni e le infiammazioni; i leucociti attivati infiltrano l’organo interessato secernendo grandi quantità di ROS che portano all’eliminazione degli agenti infettivi.

Il sistema antiossidante protettivo

Il sistema antiossidante protettivo nello sperma è composto da enzimi, nonché da sostanze non enzimatiche, che interagiscono strettamente tra loro per garantire una protezione ottimale contro i ROS. Gli antiossidanti non enzimatici includono le vitamine A, E, C e il complesso B, il glutatione, l’acido pantotenico, il coenzima Q10 e la carnitina, insieme a micronutrienti come zinco, selenio e rame. Sembra che una carenza di uno qualsiasi di essi possa causare una diminuzione dello stato antiossidante totale.

  • Vitamina E (tocoferolo): È localizzata principalmente nelle membrane cellulari; la sua attività antiossidante si basa principalmente sul contrastare la perossidazione lipidica avviata dai ROS e la cattura dei radicali idrossilici liberi.
  • Vitamina C (acido ascorbico): Nel plasma seminale è circa 10 volte superiore a quella del siero sanguigno. Questa vitamina ha un elevato potere antiossidante, prezioso nella protezione del DNA dello sperma dagli effetti nocivi di ROS. È stato riscontrato un miglioramento della motilità degli spermatozoi associato al livello di vitamina C, soprattutto nei fumatori.
  • Glutatione: È il tiolo intracellulare più abbondante. Ha proprietà antiossidanti mediante la ricostruzione dei gruppi tiolici (-SH) in proteine, che possono essere eliminate durante lo stress ossidativo. Protegge anche le membrane cellulari dall’ossidazione dei lipidi e previene la formazione di ossigeno libero.

infografica sugli antiossidanti naturali e il loro impatto sulle cellule spermatiche

Ossido nitrico: fisiologia e funzione vascolare

L’ossido nitrico (NO) è un gas incolore che funge da molecola di segnalazione intercellulare. È una molecola a breve emivita, nota in passato come “fattore di rilascio endotelio-derivato o EDRF”. Viene generato in condizioni fisiologiche nell’endotelio vasale attraverso la conversione dell’amminoacido L-Arginina in L-Citrullina, grazie all’azione dell’enzima Ossido Nitrico Sintetasi endoteliale (eNOS).

Questo meccanismo fisiologico di produzione di NO prende il nome di “shear stress”: la forza che lo scorrimento del sangue imprime sulle pareti dei vasi. Se la pressione arteriosa si alza repentinamente, l’organismo sintetizza ossido nitrico, che favorisce la dilatazione dei vasi e il conseguente abbassamento della pressione. L’ossido nitrico gioca un ruolo di primaria importanza nella perfusione dei tessuti e contribuisce a modulare la trasmissione nervosa e neuromuscolare, funge da antiasmatico e broncodilatatore, e incentiva la mitocondriogenesi.

L'impatto dell'ossido nitrico sulla disfunzione erettile

L’ossido nitrico (NO) svolge un ruolo chiave nel meccanismo dell’erezione. L'inizio dell'erezione del pene è controllato dai rami parasimpatici e simpatici del sistema nervoso autonomo. I percorsi attivati dall’ossido nitrico che portano a un'erezione si basano sull'aumento dei livelli cellulari di cGMP. Nei tessuti muscolari lisci cavernosi, la fosfodiesterasi-5 (PDE5) è sovraespressa rispetto ad altri tessuti.

Sebbene l’ossido nitrico sia riconosciuto come un elemento centrale nella fisiologia erettile, la sua produzione può decrescere a causa di una carenza di L-arginina e ossigeno, portando a notevoli ripercussioni, inclusa la disfunzione erettile. Studi recenti hanno evidenziato che l'integrazione con citrullina, che viene trasformata a livello renale in arginina, può superare il metabolismo intestinale, offrendo potenziali vantaggi terapeutici.

3 Minuti per Attivare l'Ossido Nitrico: Migliora la Circolazione Maschile

L'ossido nitrico nel contesto seminale: una dualità complessa

La ricerca ha dimostrato che anche gli spermatozoi umani producono ossido nitrico, generato da tre isoforme di NO sintasi: endoteliale (eNOS), neuronale (nNOS) e inducibile (iNOS). Lo studio dell'espressione di queste isoforme rivela differenze significative tra donatori fertili e pazienti con astenozoospermia.

L'espressione di nNOS e eNOS risulta essere maggiore negli spermatozoi isolati da donatori fertili normospermici. Al contrario, l'espressione immunoistochimica della iNOS (inducibile) e della nitrotirosina è risultata più elevata nei campioni di pazienti con astenozoospermia. Questo suggerisce che, mentre una produzione controllata di NO è necessaria per la fisiologia spermatica, una produzione indotta eccessiva può essere indicativa di uno stato infiammatorio o patologico che compromette la qualità dello sperma.

Strategie nutrizionali e integrazione

Incrementare le riserve naturali di ossido nitrico può essere un approccio integrativo per la salute generale e, potenzialmente, per la fertilità. L’arginina abbonda nei semi oleosi e nella carne, mentre i nitrati sono presenti soprattutto nelle verdure a foglia verde e nella barbabietola. L’integrazione con nitrati alimentari, come documentato dal prodotto brevettato Trubeet®, facilita la produzione di NO nei tessuti, migliorando la funzione muscolare e la perfusione ematica, riducendo anche il costo dell'ossigeno durante l'attività fisica.

È tuttavia fondamentale agire con cautela. L'eccesso di ossido nitrico può agire come sostanza tossica a causa della sua grande reattività. L'integrazione alimentare, specialmente quella volta ad aumentare i livelli di ossido nitrico, dovrebbe essere sempre discussa con il medico curante, poiché prodotti capaci dello stesso effetto, se associati, possono ridurre eccessivamente la pressione del sangue fino a determinare ipotensione.

schema delle vie metaboliche dell'arginina e della citrullina per la produzione di ossido nitrico

Prospettive sulla subfertilità maschile

Tra il 30% e l’80% della subfertilità maschile potrebbe avere origine a causa dello stress ossidativo sullo sperma. Oltre ai fattori citati, l'inquinamento, lo stile di vita (consumo di alcol, tabacco, stress, obesità, cattiva alimentazione) e le radiazioni elettromagnetiche giocano un ruolo crescente nella riduzione della qualità dello sperma.

Sebbene una revisione sistematica del 2019 (Cochrane Database of Systematic Reviews) abbia trovato un basso livello di prove riguardo all'effetto degli antiossidanti sulla subfertilità maschile, indicando risultati non conclusivi, è emerso che l'integrazione con antiossidanti negli uomini può aumentare le possibilità di avere un bambino nato vivo dopo il trattamento di riproduzione assistita. La ricerca continua a evolversi, evidenziando sempre più chiaramente come la gestione dell'equilibrio tra ROS, antiossidanti e la corretta segnalazione mediata dall'ossido nitrico rappresenti la frontiera della medicina riproduttiva maschile.

La salute dell'uomo, intesa come equilibrio sistemico tra nutrizione, stile di vita e gestione dell'infiammazione, rimane dunque il pilastro fondamentale per preservare la capacità procreativa nel lungo periodo. L'attenzione ai segnali del corpo, come la disfunzione erettile o alterazioni testicolari, deve essere interpretata come un campanello d'allarme che richiede un approccio medico multidisciplinare.

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