L’Evoluzione del Servizio Ostetrico a Fasano: Tra Tradizione, Chiusura e Nuovi Standard Assistenziali

La realtà sanitaria di un territorio non è mai un elemento statico, ma un sistema complesso che risponde a dinamiche amministrative, riorganizzazioni regionali e nuove esigenze di sicurezza clinica. Il caso del reparto di ostetricia dell’ospedale di Fasano rappresenta una pagina significativa della sanità locale, segnata dal passaggio da un servizio di prossimità storica a una chiusura definitiva che ha modificato radicalmente le prospettive della comunità. Analizzare questa transizione significa comprendere non solo gli eventi cronachistici che hanno portato alla fine di un’era, ma anche i modelli organizzativi, le competenze professionali e gli standard di assistenza che definiscono oggi una struttura ostetrica d’eccellenza in Italia.

Rappresentazione concettuale di una struttura ospedaliera moderna e accogliente

Il tramonto di una consuetudine: la chiusura del punto nascita

FASANO - Ora è sicuro. La dicitura “nato a Fasano” non esisterà più. E’ dell’altro ieri, infatti, il blocco dei ricoveri nel reparto di ostetricia che prelude, come in effetti è avvenuto, alla chiusura definitiva del reparto dopo che anche le ultime pazienti sono state dimesse. Si scrive, dunque, la parola fine su questa storia che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi. Sventato il rischio chiusura del nosocomio fasanese, il reparto di ostetricia era comunque destinato ad essere soppresso.

Certo, quello che si chiede il personale del reparto e tutta la comunità fasanese è se anche ad Ostuni sia giunto lo stesso provvedimento a firma del direttore generale dell’Asl brindisina, Paola Ciannamea, oppure solo Fasano stia pagando, in questo momento, l’applicazione del nuovo piano di rientro. Certo è che il reparto ostetricia è stato chiuso proprio alla vigilia di una riunione che il comitato per la difesa dell’ospedale avrebbe dovuto tenere. Prima conseguenza della scomparsa di ostetricia è stata la chiusura, per alcune ore durante la giornata, delle sale operatorie. Questo evento ha sollevato interrogativi profondi sulla gestione dei servizi ospedalieri e sul loro impatto sociale per le famiglie del territorio.

La Struttura di Ostetricia: mission e organizzazione professionale

Per comprendere cosa abbia rappresentato il reparto, è necessario guardare alla sua organizzazione interna, definita da una "mission" orientata all’assistenza globale alla donna in gravidanza e durante il puerperio. Un reparto di ostetricia non è semplicemente un luogo di degenza, ma un presidio tecnologico e umano. La struttura si avvaleva di una rete di supporto fondamentale: la presenza di unità mobili di trasporto materno e neonatale, essenziali per garantire la sicurezza in caso di trasferimento d'urgenza. Inoltre, la nostra unità di Terapia Intensiva Neonatale è collegata alla rete STEN (Servizio di Trasporto in Emergenza Neonatale) dal momento della sua creazione, a testimonianza di un impegno costante verso il benessere del nascituro.

Il capitale umano: i turni di guardia e le competenze

L’efficienza di un reparto ostetrico si misura attraverso il numero di figure professionali garantite ad ogni turno di guardia. L’assetto organizzativo prevedeva, durante i turni diurni sia feriali che festivi, la presenza costante di due ginecologi (dalle ore 08.00 alle ore 20.00). Durante la notte, la copertura era assicurata da un ginecologo presente fisicamente, mentre un secondo medico rimaneva reperibile per eventuali urgenze.

Il cuore pulsante del reparto era rappresentato dalle ostetriche: sono presenti 5 ostetriche ad ogni turno, 24 ore su 24, che garantiscono l’assistenza in sala parto, reparto di degenza e pronto soccorso ostetrico/ginecologico. A completare il quadro assistenziale, vi erano inoltre 3 unità di supporto. Un ruolo di fondamentale importanza era svolto dall’anestesista, che rimaneva a disposizione esclusiva della sala parto durante le ore diurne, dalle 08.00 alle 20.00, dal lunedì al sabato.

Schema organizzativo di un'equipe ostetrica multidisciplinare in un reparto moderno

Percorsi diagnostici e accoglienza della gestante

L’assistenza ostetrica moderna si articola in diversi livelli, pensati per accogliere ogni donna nel suo specifico percorso. Il sostegno alle donne di diversa etnia era garantito attraverso l'erogazione di un servizio di mediazione culturale, gestito direttamente dal servizio sociale aziendale, per assicurare che la comunicazione non fosse mai una barriera al benessere clinico. L'incontro di accoglienza alla gestante nel 3° Trimestre costituiva un momento di contatto fondamentale.

Ambulatori e gestione del rischio

L’organizzazione clinica si ramificava in diverse strutture ambulatoriali:

  1. Ambulatorio per il controllo della gravidanza a basso rischio: Rivolto a tutte le gravide con un profilo di rischio ostetrico contenuto. In questo contesto, l'interazione tra medico ginecologo e ostetrica era continua. Per il primo controllo oltre termine, era previsto un appuntamento tramite Call Center Ostetrico (031.755.366).
  2. Ambulatorio di patologia della gravidanza: Dedicato in modo specifico alle donne gravide nelle quali sono state riscontrate situazioni di particolare rischio. Qualsiasi altra condizione che nel corso della gravidanza giustifichi un’osservazione più assidua, poteva richiedere la necessità di affidare la gravida a questo particolare ambulatorio, gestito da un medico ginecologo con competenze specifiche, coadiuvato da un’ostetrica.
  3. Gestione degli esiti: In base alle visite, si procedeva alla programmazione di un nuovo appuntamento presso lo stesso ambulatorio, oppure, se venivano accertate o sospette condizioni di rischio, si faceva riferimento all’Ambulatorio di Patologia della Gravidanza di Ecografia di II livello, oppure si disponeva per il ricovero in degenza ordinaria o in regime di Day Hospital.

Positività nei reparti maternità - Cartabianca - 25/01/2022

Partoanalgesia: l'innovazione nella gestione del dolore

Un elemento centrale dell'offerta clinica moderna, che ha segnato un passo in avanti verso l'umanizzazione del parto, è rappresentato dall'Ambulatorio anestesiologico. La nostra unità operativa offriva il servizio di partoanalgesia 24 ore su 24, su richiesta della paziente o su indicazione medica. La procedura prevedeva una visita anestesiologica ambulatoriale intorno alla 30°-35° settimana di gravidanza. Durante tale incontro, l’anestesista, oltre a una valutazione clinica approfondita, informava la paziente su modalità, benefici e rischi dell’analgesia peridurale in travaglio di parto, permettendo una scelta consapevole e serena per il momento del lieto evento.

Considerazioni sistemiche sulla sicurezza ostetrica

Il passaggio verso la chiusura di reparti ostetrici storici, come quello di Fasano, si inserisce in una riflessione più ampia sui volumi di attività. La letteratura scientifica internazionale suggerisce che la sicurezza ostetrica sia strettamente correlata al numero di parti annui, fattore che permette di mantenere alta la casistica e, di conseguenza, la competenza dei professionisti. Tuttavia, la chiusura di un punto nascita non deve mai tradursi in una riduzione del servizio, ma in una sua ricollocazione all'interno di hub regionali in grado di offrire standard elevati, dalla neonatologia avanzata al supporto psicologico.

L'integrazione tra i servizi di trasporto in emergenza (STEN) e l'assistenza territoriale rimane, oggi più che mai, il pilastro su cui poggia l'intera filosofia del parto sicuro. La protezione della donna, dall'inizio del percorso gravidico fino al puerperio, richiede un ecosistema di professionisti capaci di dialogare, monitorare costantemente le variabili di rischio e fornire supporto laddove la medicina non è solo una prestazione tecnica, ma una forma di cura globale della persona.

Guardando avanti, la gestione delle risorse sanitarie in ostetricia richiede un equilibrio costante tra la vicinanza geografica, auspicata dalle comunità locali, e l'esigenza clinica di centralizzazione in poli specialistici, dove la presenza di più ginecologi, ostetriche e anestesisti dedicati può garantire una risposta immediata e sicura in ogni fase del travaglio. La sfida del futuro risiede nell'integrare la competenza umana con infrastrutture tecnologiche, assicurando che, ovunque avvenga la nascita, la donna sia al centro di un sistema solido, esperto e accogliente.

tags: #ospedale #di #fasano #ostetricia