Piera Degli Esposti: Un Viaggio Attraverso la Vita e l'Arte di un'Icona Italiana

Piera Degli Esposti, nata a Bologna il 12 marzo del 1938 e scomparsa a Roma l'8 agosto 2021, è stata una figura poliedrica e indimenticabile nel panorama artistico italiano. Attrice di teatro, cinema e televisione, ma anche scrittrice, la sua carriera è stata un susseguirsi di interpretazioni intense, scelte coraggiose e una profonda esplorazione dell'animo umano. Dalla sua Bologna, dove condivideva i banchi di scuola con Lucio Dalla, alla ribalta internazionale, Piera ha saputo incarnare una vasta gamma di personaggi, lasciando un'impronta indelebile nella cultura del Novecento e oltre.

L'Esordio e la Formazione: Tra Rifiuti e Passioni

La strada di Piera Degli Esposti verso il mondo dello spettacolo non è stata priva di ostacoli. Dopo essere stata respinta dall'Accademia d'arte drammatica, la sua determinazione l'ha spinta a buttarsi anima e corpo nella recitazione. Il suo esordio teatrale avvenne nel 1968 al Teatro dei 101, dove interpretò un ruolo maschile in "Dieci minuti a Buffalo", dimostrando fin da subito una versatilità e un coraggio fuori dal comune. La sua affermazione come prima attrice arrivò al Teatro Stabile dell'Aquila, con interpretazioni memorabili in opere come "La figlia di Iorio" (1971), "Antonio e Cleopatra" (1974) e "Molly cara" (1978), quest'ultima performance che le valse il Premio Ubu come miglior attrice e per cui Eduardo De Filippo sentenziò: "Chesta è o vierbo nuovo!".

Piera Degli Esposti in una scena teatrale

Parallelamente alla sua carriera teatrale, Piera fece i suoi primi passi nel piccolo schermo con una parte nello sceneggiato "Il Conte di Montecristo" (1966) e nel cinema con "Trio" (1967) di Gianfranco Mingozzi. La sua carriera cinematografica prese slancio con pellicole come "Questi fantasmi" (1967) di Renato Castellani e proseguì con collaborazioni prestigiose.

L'Incontro con i Grandi Maestri: Pasolini, i Taviani e Ferreri

Pier Paolo Pasolini fu tra i primi a riconoscere il talento unico di Piera Degli Esposti, scegliendola per un ruolo in "Medea" (1969). Pasolini la volle per la sua capacità di non avere una "faccia d'attrice", una caratteristica che le permise di calarsi profondamente nei personaggi. Anche i fratelli Taviani la vollero nel cast di "Sotto il segno dello scorpione" (1969), un'esperienza che Piera descrisse come una sorta di rito di iniziazione, facendola sentire "una persona che fa del cinema" piuttosto che una semplice attrice. La visione quasi fiabesca e mitica dei Taviani le diede una grande speranza, come se il cinema avesse il potere di trasformare l'ordinario in straordinario.

Un altro incontro fondamentale fu quello con Marco Ferreri. Il regista, profondamente colpito dalla sua arte, la coinvolse non solo come attrice ma anche come sceneggiatrice per due dei suoi film più significativi: la trasposizione cinematografica di "Storia di Piera" (1983) e "Il futuro è donna" (1984). Ferreri seppe magistralmente tradurre in parole e immagini la vita tormentata e travolgente di questa straordinaria interprete.

Piera degli Esposti - Colpo di Scena del 29/06/2014

La Carriera: Tra Avanguardia, Successi Televisivi e Premi

La versatilità di Piera Degli Esposti si manifestò attraverso la sua capacità di attraversare l'avanguardia teatrale con Carmelo Bene, in opere come "Assolo", "La più forte" e "Adelchi", e di cimentarsi con testi di Achille Campanile, per cui sosteneva fosse "più arduo far ridere che interpretare Clitennestra". Il suo successo teatrale continuò con "Elettra" e "Rosmersholm" (entrambi del 1980), che le valsero un altro Premio Ubu.

Nel cinema, Piera continuò a collezionare ruoli importanti, dimostrando un eclettismo notevole. Fu diretta da Nanni Moretti in "Sogni d'oro" (1981) e da Cinzia Th. Torrini in "Giocare d’azzardo" (1982). La sua carriera fu costellata di riconoscimenti, tra cui diversi David di Donatello, come quello per "L'ora di religione - Il sorriso di mia madre" (2002) di Marco Bellocchio, dove interpretò la carismatica zia Maria, e per "Il Divo" (2009) di Paolo Sorrentino, nel ruolo della segretaria di Andreotti, Vincenza Enea, un personaggio che richiese una profonda trasformazione fisica e psicologica.

La televisione la vide protagonista in fiction di successo come "Tutti pazzi per amore" di Riccardo Milani, dove interpretò il ruolo della cattivissima Clelia, dimostrando una notevole vis comica e conquistando anche le nuove generazioni. La sua presenza in TV fu apprezzata anche in produzioni come "L'inganno" (2003) di Rossella Izzo e "Diritto di difesa" (2004).

Piera Degli Esposti: La Scrittrice e la Donna

Oltre alla sua carriera di attrice, Piera Degli Esposti ha lasciato un segno anche come scrittrice. Nel 1980, la sua grande amica Dacia Maraini raccontò la sua infanzia anticonformista e tragica nel romanzo "Storia di Piera". Successivamente, Piera stessa ha firmato opere letterarie, tra cui "L'estate di Piera" (2020), un giallo politico scritto a quattro mani con Giampaolo Simi, in cui la protagonista, una famosa attrice, indaga su un misterioso omicidio. Questo libro riflette il suo amore per il genere giallo e per l'indagine, ispirato dalla sua innata curiosità.

Copertina del libro

La vita di Piera è stata segnata da esperienze profonde e complesse, tra cui il rapporto controverso e profondo con la madre, affetta da un disturbo mentale che la portava a vivere periodi di euforia e poi di profonda depressione. Questa relazione, ricca di amore ma anche di dolore, è stata fonte di ispirazione per il libro-intervista "Storia di Piera" e per molte delle sue riflessioni sulla vita, l'amore e la maternità. Piera ha affrontato il tema dell'aborto con grande sincerità, legandolo anche alla paura di trasmettere la presunta "malattia" ereditaria della madre, pur ammettendo la sensazione di benessere fisico che provava durante le gravidanze.

L'Eredità di un'Artista Unica

Piera Degli Esposti è stata un'artista che ha saputo coniugare la profondità drammatica con la leggerezza comica, l'avanguardia con la tradizione, la fragilità umana con una forza interpretativa straordinaria. La sua voce, descritta come "un po' poesia, un po' tremore", era in grado di trasmettere un'emozione pura e personale, come le aveva insegnato Rita Pavone: "Meglio sgraziata che solo carina".

La sua capacità di "bruciare sempre di continua passione, mantenendo quest’estasi" l'ha accompagnata per tutta la vita, permettendole di pensare come un'adolescente anche in età avanzata e di vivere intensamente i suoi amori, spesso con uomini molto più giovani, trovando in queste relazioni allegria e una sorta di eterna giovinezza.

Il suo ultimo impegno al Teatro Greco di Siracusa con le "Coefore" di Eschilo, diretta da Daniele Salvo, ha segnato un ulteriore capitolo della sua inesauribile passione per il palcoscenico. Piera Degli Esposti non è stata solo un'attrice, ma un'icona di coraggio, autenticità e un'instancabile esploratrice dell'animo umano, lasciandoci un'eredità artistica e umana di inestimabile valore. La sua capacità di "calarsi nel proprio buio profondo per risalire, poi, portandosi alla luce" rappresenta il cuore della sua arte e della sua vita, un esempio di come il dolore e la sofferenza possano trasformarsi in bellezza e consolazione per gli altri.

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