Orecchio gonfio nel bambino: comprendere le cause, i sintomi e le strategie di gestione

L'orecchio è uno degli organi più straordinari del corpo umano, ed è fondamentale per l’udito e l’equilibrio. È composto da tre parti principali: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno. In questo articolo, ci concentreremo sull’orecchio esterno dei bambini e parleremo di un problema comune che può colpirlo - l’otite esterna del bambino - e di come i genitori possano affrontare la sintomatologia in serenità.

anatomia dell'orecchio umano con evidenziazione delle tre sezioni principali

Anatomia dell’Orecchio Esterno del Bambino

Innanzitutto due parole per comprendere come sono fatte le strutture anatomiche di cui stiamo parlando. L’orecchio esterno è la parte visibile e accessibile dell’orecchio, ed è costituito principalmente dal padiglione auricolare (comunemente noto come l’orecchio esterno) e dal condotto uditivo esterno. Questa parte dell’orecchio svolge un ruolo cruciale nel raccogliere e condurre il suono all’interno dell’orecchio.

Il padiglione auricolare è quindi la parte esterna dell’orecchio, quella che vediamo. È composto da cartilagine e pelle e funge da imbuto, raccogliendo le onde sonore e indirizzandole verso il condotto uditivo esterno. Quest’ultimo è un tubo stretto e lungo che collega il padiglione auricolare al timpano. Il condotto uditivo esterno è rivestito da una pelle sottile e contiene ghiandole che producono cerume, una sostanza che aiuta a proteggere l’orecchio da polvere, sporco e infezioni.

Cos’è l’otite esterna e perché si manifesta

Si tratta di una infiammazione a carico dell’orecchio esterno, ovvero a carico del condotto uditivo o, più raramente, del padiglione auricolare. La patologia è caratterizzata da forte dolore e gonfiore che determina riduzione di calibro del condotto uditivo di uno o di entrambi gli orecchi. È un'affezione molto frequente nei cambi di stagione ed interessa soprattutto persone che frequentano ambienti umidi (piscine, palestre, mare, ecc).

L'otite esterna, comunemente conosciuta come infezione dell’orecchio esterno, è un problema comune che coinvolge l’infiammazione del condotto uditivo esterno, che va dall’orecchio esterno al timpano. Questa condizione può essere dolorosa e fastidiosa, ma di solito risponde bene al trattamento. L’otite esterna del bambino è una condizione che colpisce proprio il condotto uditivo esterno, causando infiammazione e dolore.

Sintomi e segnali di allarme

L’otite esterna, comunemente nota come “orecchio del nuotatore,” può manifestarsi con vari sintomi. I genitori dovrebbero prestare attenzione a questi segnali che potrebbero indicare la presenza di questa condizione:

  • Dolore all’orecchio: Il sintomo più comune dell’otite esterna è il dolore all’orecchio, che può variare da lieve a grave. I bambini potrebbero lamentarsi di fastidio o prurito all’orecchio, portandosi spesso la mano a toccare il padiglione auricolare.
  • Arrossamento e Gonfiore: Il condotto uditivo esterno può diventare rosso e gonfio a causa dell’infiammazione.
  • Sensibilità al tocco: Il tocco o la pressione sull’orecchio esterno possono peggiorare il dolore. Per questo basta notare se il bambino soffre al contatto con il cuscino, un sintomo che indica senza dubbio la presenza di questa condizione.
  • Perdita dell’udito temporanea: A causa dell’infiammazione e del gonfiore, il bambino potrebbe sperimentare una temporanea perdita o attenuazione dell’udito nell’orecchio colpito.
  • Scarico di liquido: In alcuni casi, può verificarsi una secrezione di liquido dall’orecchio (otorrea), spesso accompagnata da prurito.

Spesso la sintomatologia si accentua appoggiando la testa sul cuscino ed il dolore può essere più accentuato rispetto a quello che si osserva in una otite media acuta. In alcuni casi può verificarsi sanguinamento (otorragia), tumefazione e arrossamento della cute dietro l’orecchio e spostamento in avanti del padiglione auricolare, che dà all'orecchio un aspetto "a sventola".

illustrazione dei sintomi dell'otite esterna: dolore al tocco, arrossamento e gonfiore del condotto

Cause comuni e fattori di rischio

L’otite esterna nei bambini può essere causata da diversi fattori. Le cause più comuni dell’otite esterna includono:

  1. Infezioni Batteriche o Fungine: I batteri o i funghi possono proliferare nel condotto uditivo esterno, causando infiammazione e infezione. Le infezioni batteriche, come l’otite esterna batterica, sono tra le cause più frequenti.
  2. Eccessiva Umidità: L’accumulo di acqua nell’orecchio, ad esempio dopo il nuoto o il bagno, può creare un ambiente favorevole alla crescita batterica, predisponendo al verificarsi dell’otite esterna. Si sviluppa molto frequentemente dopo bagni in mare a causa del ristagno prolungato di acqua non perfettamente pulita all’interno del condotto uditivo.
  3. Traumi o Lesioni: Un’irritazione o un trauma al condotto uditivo esterno può rendere più suscettibile l’orecchio a infezioni, come graffi o abrasioni.
  4. Allergie Cutanee: Alcune persone possono sviluppare allergie cutanee che colpiscono l’orecchio esterno, portando all’infiammazione.
  5. Irritazione da dispositivi auricolari: L’uso frequente di auricolari o cuffie può irritare il condotto uditivo, aumentando il rischio di infezione.

Diagnosi specialistica

La diagnosi di otite esterna si basa su una attenta visita otorinolaringoiatrica e sulla raccolta della storia clinica del paziente. Per diagnosticare l’otite esterna, il medico può eseguire un esame fisico dell’orecchio utilizzando uno strumento chiamato otoscopio. Durante l’esame, il medico osserverà eventuali segni di infiammazione, arrossamento o secrezioni nell’orecchio. In alcuni casi, potrebbe essere necessario raccogliere un campione di liquido dall’orecchio per un’analisi microbiologica per determinare il tipo di batterio o fungo responsabile dell’infezione. Solitamente non sono necessari ulteriori accertamenti strumentali.

È opportuno ricontattare il pediatra se il dolore peggiora o non migliora dopo alcuni giorni, se la febbre è persistente, se compare fuoriuscita di liquido dall’orecchio, se il bambino è molto irritabile o sonnolento, oppure se si nota una riduzione dell’udito.

Otoscopia (esame dell'orecchio) - ORL

Opzioni di trattamento

Una volta riconosciuto il quadro clinico ed assegnata la corretta terapia antibiotica, solitamente, questo tipo di affezione guarisce nell’arco di pochi giorni, senza lasciare particolari complicanze. Il trattamento dell’otite esterna nei bambini dipende dalla causa sottostante e dalla gravità dei sintomi.

  • Gocce Auricolari: Il medico potrebbe prescrivere gocce auricolari contenenti antibiotici o antifungini per trattare l’infezione. È fondamentale seguire attentamente le istruzioni del medico. In alcuni casi la medicazione può non essere eseguita e l’infezione può essere risolta con il semplice utilizzo di gocce antibiotiche locali.
  • Antidolorifici: Il paracetamolo o l’ibuprofene possono essere utilizzati per alleviare immediatamente il dolore e il disagio. Possono essere somministrati anche dal genitore per affrontare eventuale sintomatologia aggressiva.
  • Medicazioni specialistiche: Nelle forme più gravi, per ottenere la guarigione, può essere necessario eseguire una medicazione con garza dell’orecchio, da ripetere anche nei giorni successivi.
  • Riposo e cura: Il riposo può aiutare il corpo a combattere l’infezione in modo più efficace. Ai fini della guarigione è assolutamente indispensabile evitare di fare entrare l’acqua nell’orecchio.

Evoluzione e gestione delle complicanze

La prognosi è generalmente buona e con la opportuna terapia il quadro tende a risolversi nel giro di una settimana. Sarà quasi sempre indispensabile una visita di controllo a distanza di alcuni giorni dal momento che, nella maggior parte dei casi, il condotto è talmente gonfio da non permettere la completa visualizzazione della membrana timpanica.

Se il quadro compare in soggetti affetti da diabete (sebbene raro nei bambini) e si associa ad un diffuso rossore del padiglione auricolare, occorre escludere la presenza della più pericolosa otite esterna "maligna" (una forma di otite esterna con infiltrazione cartilaginea causata dal batterio Pseudomonas Aeruginosa). Questo tipo di otite esterna necessita, in molti casi, di una terapia antibiotica iniettiva.

Strategie di prevenzione per le famiglie

Per ridurre il rischio di sviluppare un’otite esterna, è possibile adottare le seguenti misure preventive:

  • Mantenere l’orecchio asciutto: Evitare di immergere l’orecchio in acqua per lunghi periodi, specialmente in piscine o bagni pubblici. Asciugare bene le orecchie dopo il nuoto o il bagno.
  • Evitare di inserire oggetti: Non inserire bastoncini di cotone (cotton-fioc) o altri oggetti nell’orecchio. Anziché rimuovere il cerume, lo si spingerà ancora più in profondità favorendo la formazione di un tappo in prossimità della membrana timpanica. Inoltre, è possibile che l’utilizzo di cotton-fioc possa provocare lesioni del canale uditivo o del timpano.
  • Gestione degli accessori: Limitare l’uso di auricolari o cuffie e pulirle regolarmente per prevenire l’accumulo di batteri o funghi.
  • Protezione termica: Proteggere le orecchie dagli sbalzi di temperatura, in particolare quando si passa da un ambiente caldo a uno freddo.

infografica sulle buone pratiche per la prevenzione del mal d'orecchio nei bambini

Differenze tra otite esterna e otite media

È importante distinguere tra l’otite esterna e l’otite media. Mentre l’otite esterna colpisce il condotto uditivo, l’otite media coinvolge l'orecchio medio, ovvero quella minuscola cassa di risonanza che trasforma le vibrazioni del timpano in suoni e rumori da trasmettere al cervello. L’otite media è in comunicazione diretta con il naso e le vie respiratorie mediante un sottilissimo canale che si chiama “Tuba di Eustachio”.

Se il bambino non sente più, potrebbe trattarsi di un’otite media con essudato (OME), anche detta “otite catarrale”. La causa è spesso un’otite acuta che non è guarita del tutto: l’infezione è passata, il dolore non c’è più, ma nell’orecchio medio è rimasto del catarro che ostacola i movimenti del timpano. In questi casi, il pediatra può utilizzare un otoscopio pneumatico, capace di soffiare aria a pressione nel condotto uditivo per vedere se il timpano si muove correttamente.

Ruolo dell'allattamento e cura dei neonati

L’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita e prolungato oltre quell’età ha un effetto protettivo contro l’otite, così come evitare l’esposizione al fumo passivo. Identificare un disturbo nei neonati o nei bambini piccoli è spesso difficile, poiché non possono comunicare verbalmente il dolore. I segnali da tenere presente includono il pianto frequente e prolungato, soprattutto durante la notte o quando il bambino si sdraia, sonno agitato, irritabilità, diminuzione o perdita dell’appetito, diarrea, feci molli, febbre o vomito.

Gestione del dolore a casa

Oltre alle terapie farmacologiche, esistono alcuni accorgimenti utili per dare sollievo:

  • Impacchi caldi: Un panno umido e caldo sull’orecchio del tuo bambino può aiutare a ridurre il dolore.
  • Posizione durante il sonno: Mantenere la testa del bambino leggermente sollevata, poiché ciò favorisce il drenaggio dei fluidi. Evitare di far dormire il piccolo con l’orecchio dolorante rivolto verso il basso, a contatto con il cuscino.
  • Distrazione: Giocare e tenere il tuo bambino occupato in più attività è sempre un’ottima distrazione per gestire il disagio psicologico legato al dolore.

Seguendo queste semplici precauzioni e mantenendo un monitoraggio costante con il proprio pediatra, è possibile ridurre significativamente il rischio di sviluppare otiti e garantire che l'orecchio del bambino rimanga sano e protetto.

tags: #orecchio #gonfio #bambino