L'architettura contemporanea si trova oggi ad affrontare sfide che vanno ben oltre la semplice estetica formale. La crisi finanziaria sta rallentando ovunque lo sviluppo delle città e rendendo più oculati gli investimenti; contemporaneamente, una rinnovata sensibilità ambientale impone di ripensare un modello di crescita urbana non più basato esclusivamente sul consumo di nuovo suolo. In questo scenario, la rigenerazione e il riutilizzo di edifici e di parti di città esistenti diventa, ad un tempo, un modo per densificare la città senza il consumo di nuove risorse, oltre che alternativa alla costosa demolizione di ampie parti di eredità urbana. Un esempio emblematico di questa filosofia è rappresentato dal lavoro dello studio Bolles+Wilson, capace di trasformare necessità funzionali in invenzioni creative di alto valore sociale.

Bolles+Wilson: Un linguaggio tra arte e funzione
Noti per la creatività espressa attraverso il disegno a mano libera e il dipinto, il duo Julia Bolles e Peter Wilson fonda Bolles + Willson a Monaco di Baviera nel 1989. La loro attività spazia dagli interventi nel residenziale agli uffici, dagli edifici per la cultura ai negozi, alla ricerca di un linguaggio formale che tramuti in invenzione creativa le necessità funzionali e tipologiche del costruito. Julia Bolles è nata nel 1948 a Münster (Germania) e si è laureata alla University Karlsruhe e in seguito alla Architectural Association di Londra. Dal 1996 è professore alla Msa|münster school of architecture. E’ membro del ‘DASL Deutsche Akademie für Städtebau und Landesplanung’ e del Design Council Salzburg, dal 2008 è decano della Msa|münster school of architecture.
Peter Wilson è nato nel 1950 a Melbourne (Australia) e si è laureata all’università di Melbourne per poi trasferirsi a Londra e completare gli studi all’Architectural Association. Ha insegnato alla Kunsthochschule Weißensee di Berlino e all’Accademia di Architettura di Mendrisio. Known for their creativity expressed through freehand drawing and painting, their designs range from housing projects to offices, from cultural facilities to shops, in search of a formal idiom that transforms the building’s functional and typological needs into creative inventions.
La metamorfosi di St. Sebastian: Dalla chiesa all'asilo
Per la chiesa di St. Sebastian a Münster, Germania, costruita nel 1962 ed esclusa dalle liste dei patrimoni da conservare, era prevista la demolizione, dopo la sconsacrazione nel 2008, e la sua sostituzione con il completamento dell’asilo di quartiere e un’espansione residenziale. L’idea vincitrice della competizione è stata quella di Bolles+Wilson di mantenere la struttura della chiesa e di convertirla nell’asilo richiesto dal bando: scelta razionale ed economicamente vantaggiosa per il fatto di evitare una costosa demolizione e ricostruzione, emozionale ed istintiva nel voler ridare nuova vita a un simbolo caro al quartiere.
Il progetto riscrive e racconta una seconda storia per la chiesa di St. Sebastian e per la comunità che la circonda: il nuovo uso e i suoi spazi ridisegnano e riconfigurano completamente l’ampia navata della chiesa abbandonata. Secularized in 2008, the church was originally built in the early 1960s and its elliptical shape makes it architecturally conspicuous in the Münster district where it is located. Equally unusual was the idea of BOLLES+WILSON to convert the church into a day nursery - a concept which they then presented at an architect and investor competition. Their concept won.

Il concetto di "casa nella casa" e l'organizzazione spaziale
Le nuove funzioni riempiono il vuoto e al tempo stesso creano ulteriore suolo all’interno del volume ellittico della chiesa. Il programma richiesto dalla scuola materna occupa interamente il piano terra, pari alla superficie della navata, e parte del primo piano: le coperture dei due piani diventano una nuova superficie che ospita l’area giochi dell’asilo. Using a “house within a house” design principle, the architects managed to create more space inside the church building. Besides several group rooms which were created this way, 540 m² of this newly acquired space is being used by the nursery as a “playroom”.
Il piano terra ospita le funzioni pubbliche e semi-publiche, allineate in una base funzionale che comprende l'ingresso, i centri di consulenza e la mensa. La struttura originaria funge da guscio protettivo per i nuovi volumi interni, che si sviluppano in modo indipendente ma dialogano costantemente con le pareti perimetrali ellittiche. All areas are fully accessible, with outdoor spaces clearly defined: a large playground to the north, a nature-oriented learning zone to the southwest, and a green entrance courtyard to the southeast.
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Clima, luce e gioco: La "Playroom" interna-esterna
Il trucco progettuale risiede nell'uso intelligente dell'involucro esistente. The trick here is that the 50 x 50 cm former church windows, spread across the entire façade, are now open and provide almost the same climatic conditions as outside. And yet the children can play inside where it’s dry all year round. Questa soluzione trasforma il volume della navata in un ambiente ibrido, protetto dalle intemperie ma costantemente ventilato e in contatto visivo con l'esterno attraverso la griglia di forature quadrate originarie.
Per garantire la sicurezza dei bambini che giocano in questa nuova "play room" interna/esterna, è stato utilizzato un pavimento di sicurezza senza giunture. Grass green safety flooring extends the green-on-green concept of the “playroom” interior. Gigantic hand and footprints, embedded in the green floor, encourage children to play with “the scale of things”, says BOLLES+WILSON about the REGUPOL playfix fun safety floor. In St. Sebastian’s Church, it consists of a two-layer structure - a 30mm thick base layer which provides the fall protection properties and a 10 mm wear layer made of coloured EPDM granulate. With an overall thickness of 40 mm, the maximum fall height is 1.50 m, measured in accordance with DIN EN 1177:2008.
Sostenibilità materica e innovazione circolare
L'approccio di Bolles+Wilson non si limita al riuso strutturale, ma si estende alla scelta di materiali sostenibili e tecniche di costruzione circolare. The coat of many colours´ façade is wood, sustainable, a signal for the building’spassive house´ status. Colourful sun awnings animate the south façade where the six group rooms open to the playground or to the first floor balcony (where stairs connect down to playground). L'uso di colori vivaci non è solo estetico, ma funzionale all'identificazione degli spazi da parte dei bambini.
Questa filosofia di rigenerazione urbana si riflette anche in altri progetti dello studio, come la "Change Factory" di Eschweiler, un nuovo hub di innovazione verde, flessibile e resiliente alle inondazioni. Reclaimed bricks, repurposed windows, and lush façades show a commitment to circular construction, while active roofs host orchards, gardens, sports areas, and solar panels. Anche in questo caso, il progetto si fonde delicatamente nel paesaggio del parco seguendo il corso dei sentieri originali.

Dettagli tecnici e sicurezza degli spazi educativi
L'integrazione tra vecchio e nuovo richiede una precisione tecnica estrema. Nel progetto di St. Sebastian, l'area installata della pavimentazione di sicurezza copre circa 540 m², con tonalità "May green" e "pearl white". Il pavimento ha una finitura resistente al fuoco per soddisfare i requisiti della classe di protezione antincendio B1. Questo livello di dettaglio garantisce che l'edificio non sia solo un'opera d'arte architettonica, ma un ambiente sicuro e stimolante per lo sviluppo dei più piccoli.
By following the course of the original footpaths, the new building blends gently into the park landscape. Invece di un unico grande blocco, il complesso si configura spesso come un cluster di padiglioni e spazi di lavoro collegati da passeggiate alberate, collegando il centro città agli spazi pubblici circostanti. A contoured green ring and rain-retention meadows provide natural flood protection, turning resilience into a design feature. Inside, adaptable modular buildings offer space for events, co-working, research, and community life.
La trasformazione della chiesa di St. Sebastian rimane un esempio fondamentale di come l'architettura possa mediare tra memoria storica e necessità contemporanee, trasformando un "vuoto" urbano in un centro vitale per l'infanzia.