Il legame tra mamma e figlio è molto profondo e si instaura ancora prima che il piccolo nasca. Sono numerosi gli studi recenti che consigliano di incentivare il contatto pelle a pelle fra il neonato e i genitori il più a lungo possibile nei primi anni della sua vita, letteralmente “indossando” il bambino. Questa pratica, nota come babywearing, ha radici antichissime e, sebbene sia arrivata da pochi anni in Italia, è una modalità di accudimento tramandata di generazione in generazione in molte culture del mondo. Consiste, in sostanza, nel portare il bambino addosso - mentre si va a fare una passeggiata o anche in casa se si svolgono attività che non lo espongano a rischi - legandolo a sé attraverso una fascia in tessuto o un altro tipo di supporto più rigido.
Il rapporto madre-figlio, nella primissima fase, d’altra parte, vive soprattutto di carezze, ci si parla senza il bisogno di dirsi nulla, ma semplicemente toccandosi con le mani e avvicinandosi con i corpi. L'esperienza di portare il proprio bambino con una fascia porta-bebé non è una tendenza lanciata da fashion blogger; è, al contrario, una pratica antichissima impiegata in tutto il mondo, che risponde a un bisogno primario del neonato. Il babywearing, infatti, ricrea per il neonato un ambiente simile a quello del grembo materno, fornendo una naturale e fisiologica continuazione della gravidanza per la mamma. Abbracciato alla mamma, il bambino ritrova il suo habitat naturale, percependone il calore, l'odore e i rumori a lui familiari come il respiro e il battito cardiaco, sperimentando così contenimento, protezione e sicurezza. Vista la necessità del neonato di stare a contatto con il genitore, il babywearing può essere adottato sin dalla nascita come modalità di "trasporto", contribuendo a un legame profondo e al benessere del piccolo.
I Benefici Innumerevoli del Contatto Corpo a Corpo nel Babywearing
I benefici della fascia porta bebè sono innumerevoli e noti ormai da tempo, estendendosi a diversi aspetti dello sviluppo del bambino e al benessere del genitore. Il contatto del bambino con il corpo dei genitori è una condizione che favorisce la sua crescita anatomica, neurologica, motoria, linguistica, psichica e sociale. Pediatri e psicoterapeuti sono abbastanza concordi nel dire che questa pratica favorisce lo sviluppo psicofisico del bambino.
Dal punto di vista anatomico, il babywearing supporta la maturazione delle anche e lo sviluppo della postura. Per quanto riguarda lo sviluppo neurologico e cerebrale, la vicinanza costante al genitore stimola una migliore organizzazione delle funzioni cerebrali. Sul piano motorio, seguire il corpo materno in tutti i suoi movimenti è di fondamentale importanza, contribuendo allo sviluppo fisico-motorio del neonato portato. Anche lo sviluppo linguistico beneficia di questa vicinanza, poiché il bambino è costantemente immerso nell'ambiente sonoro del genitore e partecipa passivamente alle interazioni verbali. A livello psichico, l'attaccamento sicuro e lo sviluppo della fiducia di base sono rinforzati, fornendo al bambino una base emotiva solida. Infine, l'aspetto sociale viene potenziato, poiché il piccolo è partecipe dell'ambiente circostante e delle interazioni del genitore, imparando a relazionarsi con il mondo in modo protetto.
Un esempio lampante dei benefici di questo contatto è la Marsupioterapia, anche conosciuta come Kangaroo Mother Care (KMC). Nata per necessità a Bogotà, in Colombia, negli anni Settanta, dove gli infermieri si trovarono a fronteggiare la mancanza di incubatrici rispetto al numero dei neonati prematuri, utilizza i genitori come una sorta di “incubatrici” naturali. Questa posizione marsupiale oggi viene adottata subito dopo il parto in tantissimi ospedali che lasciano i neonati, anche quelli a termine, nella prima ora dopo la nascita, a contatto corpo a corpo con la madre. L’applicazione di questa pratica si consiglia anche con i padri (“marsupioterapia paterna”), nei casi in cui la mamma - per motivi clinici - non possa effettuarla. Il contatto pelle a pelle è particolarmente benefico per i neonati prematuri, aiutando la termoregolazione, la stabilizzazione del battito cardiaco e la respirazione.
Il bisogno di contatto del neonato rientra nei suoi bisogni primari, proprio come mangiare, bere, respirare. Tale bisogno può essere soddisfatto proprio grazie al babywearing. Il contatto cuore a cuore crea intimità con il piccolo, aiuta ad instaurare un legame profondo con il papà e dà alla mamma una naturale e fisiologica continuazione della gravidanza. Portare in fascia o marsupio porta neonato protegge il bambino da eccessivi stimoli esterni, che vengono così "filtrati" dalla mamma o papà, evitando un sovraccarico sensoriale che può essere stressante per il neonato. Il suo plesso solare, la zona delle emozioni, è protetta, contribuendo a un senso di calma e benessere.
Inoltre, il contatto con la mamma favorito dall’utilizzo della fascia o del marsupio per neonato, soprattutto nelle prime settimane di vita del bambino, aiuta ad aumentare la produzione di latte, stimolando la crescita nei livelli di ossitocina, spesso chiamato l'“ormone dell’amore”, e conseguentemente di prolattina, entrambi fondamentali per l'allattamento. Nelle prime settimane di vita, il neonato non è ancora in grado di regolare autonomamente la propria temperatura corporea, e il corpo della mamma funge da termoregolatore, mantenendo il bambino alla temperatura ideale in tutte le stagioni. Le coliche del neonato, un momento molto difficile e frustrante per i neogenitori che faticano a dare sollievo e a calmarne il pianto inconsolabile, possono trovare sollievo nel babywearing grazie alla posizione verticale e al movimento cullante. Il marsupio Regolo Neonato e la fascia rigida o ad anelli sono un grande aiuto per far addormentare il bambino grazie a una serie di elementi determinanti: la vicinanza e il contatto con mamma o papà, il calore del corpo e la funzione termoregolatrice, il battito del cuore e i movimenti che lo cullano, e il senso di accudimento e protezione sperimentato, tutti fattori che ricreano un ambiente rassicurante simile a quello uterino.

La Posizione "a M" e la Prevenzione della Displasia dell'Anca
Uno degli aspetti più cruciali e spesso sottovalutati nel babywearing è la corretta posizione del bambino, fondamentale per il suo sviluppo fisico e per prevenire condizioni come la displasia dell'anca. Nei primi mesi dopo la nascita, soprattutto nei paesi occidentali, esiste il rischio per i neonati di incorrere nella “displasia dell’anca”. L’uso dei pannolini e l’attenzione a una posizione corretta, durante il trasporto del bambino, sono essenziali a ridurre questo rischio.
La posizione ideale in cui deve essere il bambino durante il babywearing è quella nota come "posizione a M" o "posizione della rana". Questa posizione favorisce il corretto sviluppo delle anche. È la posizione in cui le ginocchia del bambino si trovano più in alto rispetto al bacino e le gambe sono divaricate a circa 90°. Questo assetto consente alla testa del femore di posizionarsi correttamente nell'acetabolo, favorendo la maturazione dell'articolazione dell'anca e prevenendo la displasia. Quando il bambino è trasportato in un supporto che non rispetta questa fisiologia, le gambe tendono a pendere verso il basso, mettendo stress sull'articolazione dell'anca e aumentando il rischio di problemi. Per questo motivo, è fondamentale scegliere supporti che garantiscano sempre questa postura.
Oltre alla posizione a M, è importante assicurarsi che il bambino sia sempre posizionato in modo fisiologico nel supporto. Ciò significa che la sua posizione deve essere simmetrica, verticale fin dalla nascita e, appunto, divaricata-seduta. Il sederino del bambino dovrebbe essere più in basso rispetto alle ginocchia. La testa del bambino dovrebbe trovarsi ad “altezza bacio”, senza però intralciare la visuale del portatore, e il sederino dovrebbe essere sempre al di sopra o a livello dell’ombelico del portatore, mai al di sotto, per un corretto bilanciamento del peso e un adeguato sostegno. I piedini devono essere paralleli al pavimento. Nel neonato, è essenziale garantire la fisiologica cifosi, ovvero la curvatura a C della colonna vertebrale, tipica dei primi mesi di vita, che non deve essere forzata in una posizione eretta innaturale. Un buon supporto e una corretta legatura devono accompagnare e sostenere questa curvatura naturale.
Le Diverse Tipologie di Supporti per il Babywearing
La vasta gamma di supporti disponibili sul mercato può mandare in confusione chi si vuole accostare a questa “novità”, ma in realtà è la risposta a esigenze diverse di genitori e bambini. Prima di iniziare a parlare di caratteristiche tecniche e modalità di utilizzo, è bene chiarire che il babywearing offre una scelta molto ampia. C’è davvero l’imbarazzo della scelta, e la decisione dipende da molteplici fattori: dal tipo di famiglia e di stile di vita, dal carattere del bambino, dall’età e dal suo peso, e dal tipo di utilizzo che se ne intende fare (sporadico o per lungo tempo).
Le tipologie di fasce per il trasporto dei neonati si possono suddividere in due categorie principali: i supporti non strutturati e i supporti strutturati. Questa distinzione è fondamentale per comprendere le loro caratteristiche e scegliere il prodotto più adatto. I supporti non strutturati sono, in generale, veri e propri teli di tessuto, mentre i supporti strutturati includono marsupi e altri sistemi con forme predefinite e meccanismi di chiusura più complessi.
I due fattori chiave da tenere sempre ben presenti in fase di scelta, indipendentemente dalla tipologia, sono lo schienale - meglio se imbottito per il comfort del portatore - e una seduta larga che possa permettere al piccolo di assumere la posizione più corretta, quella a M, garantendo così il corretto sviluppo delle anche. È anche importante riflettere, in fase di acquisto, alla fascia di età per cui i vari prodotti sono consigliati (se dalla nascita o dai mesi successivi, in genere quarto o quinto mese) e tenere anche conto del peso massimo che supporta in rapporto al ritmo di crescita del vostro bambino. Dopo aver valutato prioritariamente gli aspetti tecnici, si può anche badare all’estetica: in commercio ci sono tante fasce e marsupi coloratissimi e dal design ricercato e raffinato.
Supporti Non Strutturati: La Tradizione del Tessuto
I supporti non strutturati sono costituiti da vere e proprie fasce lunghe o lembi di tessuto che non prevedono nodi, anelli o fibbie già preconfezionati. Si tratta di fasce lunghe, spesso di cotone, che permettono di portare i bambini in diverse posizioni fin dalla nascita. Sono molto confortevoli sia per il bimbo sia per il genitore che lo porta, poiché distribuiscono il peso in modo omogeneo, sostengono e avvolgono il corpo del piccolo in modo naturale. Queste fasce porta bebè, molto usate soprattutto nelle culture del Sud del mondo (Africa, Sud America), si avvolgono e si legano attorno al corpo del bambino e del genitore nel modo più comodo e confortevole per entrambi.
Fascia Lunga Elastica:Queste fasce per neonato, lunghe ed elastiche, sono realizzate in cotone elasticizzato, anche in questo caso senza bottoni, anelli o nodi preconfezionati. Hanno una misura unica e una lunghezza fissa di circa 5 metri e mezzo. Una volta indossata, la fascia porta bebè elastica è come una sorta di t-shirt da allargare per inserire o tirare fuori il proprio bambino senza necessità di dover legare o slegare ogni volta. La fascia porta-bebé con struttura soft di Medela, utilizzabile dal primo giorno e fino a 18 kg di peso del bambino, offre un esclusivo contatto mamma-bambino, un elevato comfort e una piacevole intimità. Chicco Boppy ComfyFit Fascia Portabebè, dal tessuto morbido, con cintura imbottita e spalle preformate, facilita la distribuzione del peso, ed è ideale per bambini con un peso compreso tra 3,5 e 15 kg. È ideale per i bimbi prematuri e, in generale, per il neonato, garantendo contenimento e ottimo sostegno alla colonna vertebrale e alla testa, permettendo al piccolo di mantenere inizialmente le gambe a “ranocchietta” e, in seguito, nella posizione seduta-divaricata. Il limite di questa tipologia è che può risultare cedevole nel momento in cui il bambino raggiunge i 7-8 Kg di peso (se il tessuto è jersey singolo anche qualche chilo in meno), diventando meno sostenitiva.
Fascia Lunga Tessuta (o Rigida):Anche detta “fascia porta bebè lunga tessuta”, viene lavorata al telaio con trama particolare, che conferisce al prodotto un’ottima stabilità ma anche elasticità. Il termine “rigida” può intimorire, ma in realtà viene utilizzato per distinguere questa tipologia di fascia porta bebè da quella elastica, sottolineando la sua maggiore resistenza e minor cedevolezza. Per iniziare, è meglio se 100% in cotone, anche se in commercio esistono diverse combinazioni di tessuto (lino, seta, canapa, lana eccetera). Sebbene alcuni tessuti siano più adatti per la stagione calda, non esiste una vera e propria fascia porta bebè estiva, in quanto il corpo della mamma funge da termoregolatore per il bambino in tutte le stagioni. La fascia rigida porta neonato è il portabebé più avvolgente e ideale per i momenti di coccola. Ha una lunghezza variabile, che dipende sia dalla taglia di chi porta sia dal tipo di legatura che si sceglie di fare, con uno standard di circa 5 metri (adatto al portatore di corporatura media). Infine, se si decide di confezionare una fascia porta bebè in casa, è bene tenere presente che è molto difficile trovare tessuti con trama diagonale nei negozi, elemento chiave per la sua stabilità e comfort.
Fascia ad Anelli (Ring Sling):Le fasce porta bebè ad anelli risultano molto utili per chi non ha ancora acquisito una grande praticità con questo genere di prodotti. Si distinguono dalla fascia porta bebè rigida unicamente per la lunghezza, inferiore ai 3 metri circa. Composta da un telo non elastico della lunghezza di circa 2 metri chiuso da due anelli, all’interno dei quali il tessuto deve scorrere bene al fine di agevolare la regolazione della tensione. Per legare il bambino bisognerà far passare l’altro lembo della fascia all’interno degli anelli, seguendo le istruzioni fornite dalle varie case produttrici e regolando i lembi per scegliere lunghezza e aderenza. Consente legature monostrato per portare davanti e sul fianco. Anche questa tipologia di fascia è consigliata a partire dai 3 mesi circa, o comunque da quando il bambino riesce a reggere in autonomia il capo. Questa fascia è sconsigliata per portare il bambino sulla schiena, dal momento che non permette un incrocio del tessuto sotto il sedere del bambino e dunque non garantisce una legatura in sicurezza. La fascia ad anelli unisce l'avvolgenza della fascia con la praticità di utilizzo, rendendola versatile per il “sali e scendi” e perfetta per brevi tragitti o quando il bambino ha necessità di iniziare a esplorare il mondo sulle proprie gambe per poi far ritorno alla sua “roccaforte”. Tuttavia, ha il limite di scaricare il peso su una sola spalla ed è quindi poco indicata per un utilizzo prolungato.
Pouch:La pouch è un supporto “su misura”. A differenza delle altre fasce porta bebè non ha estremità libere ed è cucita a mo’ di anello in maniera del tutto personalizzata, ovvero tenendo conto delle misure del genitore e del bambino. Il testo fornito la menziona come un supporto compatto e ridotto al minimo negli ingombri, utile per brevi tragitti o come “passeggino da borsa”, simile alla fascia ad anelli per la sua praticità e velocità d'uso, ma non ideale per lunghe camminate in quanto, analogamente alla fascia ad anelli, scarica il peso su una sola spalla.

Supporti Strutturati: Praticità e Regolazioni
I supporti strutturati prevedono nodi, anelli, fibbie, spallacci e bretelle utili a mantenerne la forma preconfezionata in cui viene infilato il bebè. Questi supporti, inoltre, permettono di mantenere una posizione corretta per entrambi, genitore e bambino, e sono progettati per rispettare la fisiologia del neonato e del portatore.
Marsupi Ergonomici:I marsupi per portare il bebè sono i supporti più “occidentali”, quelli che più facilmente si trovano in commercio. Purtroppo però, la quasi totalità dei marsupi che si vedono nei negozi per l’infanzia non sono sufficientemente ergonomici: spesso sono eccessivamente rigidi e privi di un buon sostegno per collo e testa; non permettono la regolazione laterale o in altezza, e i bambini risultano “appesi”, gravando perciò tutto il peso sulla zona genitale. Inoltre, la parte che accoglie il sederino ha spesso una larghezza insufficiente (inferiore ai 18-20 cm) e risulta o troppo morbida o troppo rigida, non garantendo la corretta posizione divaricata-seduta. Spesso i tessuti non sono testati né certificati per il contenuto di sostanze tossiche.Occorre però specificare che, seppur non facilissimi da reperire, esistono in commercio dei marsupi ergonomici. Il suo utilizzo è consigliabile a partire dai 4 mesi di età circa, o comunque da quando il bambino divarica autonomamente bene le gambe, in modo tale che il pannello vada dall’incavo di un ginocchio all’altro, garantendo la posizione a M. I marsupi Tula, ad esempio, consentono di indossare i bambini sia pancia a pancia che sulla schiena. Il Tula Standard è ideale per bambini da 7 a 20 kg, mentre il Tula Toddler è ideale per bambini con peso da 11 a 27 kg. Ergobaby offre marsupi come l'Original Black Caramel o Galaxy Grey, fantastici in casa e in giro, con una grande tasca spaziosa per trasportare le cose essenziali e un sostegno lombare aggiuntivo, comodi ed ergonomici per voi ed il vostro bambino. Questi marsupi possono essere utilizzati con l’inserto riduttore per neonati da 0-4 mesi, o con un peso di 3,2 - 5,5 kg. Il nostro Regolo Neonato è un marsupio ergonomico ed evolutivo progettato per portare sin dalla nascita (dai 3,5 kg) ed è il portabebé più facile ed immediato da indossare, con l'importante raccomandazione di portare sin dai primi giorni di vita. I principali punti di forza dei portabebé per neonato sono proprio la versatilità e comodità, che si hanno anche nel pochissimo ingombro che hanno una volta piegati. Il marsupio Regolo e le fasce porta bebè si adattano ad ogni ambiente dove il passeggino diventa scomodo e vengono utilizzati sia dentro che fuori casa in ogni stagione. Si possono inoltre alternare diverse posizioni che consentono una durata di utilizzo prolungata.
Mei Tai:Il Mei Tai è un supporto babywearing ibrido di origine orientale, realizzato per lo più in cotone, che richiama molto nella struttura il marsupio. Presenta, però, al posto di spallacci e cinghie, strisce di stoffa da legare con molto scrupolo. È costituito da un pezzo di tessuto quadrato per sostenere il corpo del bambino e da due strisce laterali con cui realizzare le legature. Rispetto al supporto originale asiatico, quello arrivato a noi occidentali presenta delle bretelle più larghe, che sostengono meglio il bambino e risultano più confortevoli per chi porta. Il Mei Tai offre un compromesso tra il contenimento della fascia e la praticità del marsupio. Sebbene sembri più semplice da legare rispetto alla fascia lunga, in realtà è necessaria una buona confidenza con il tessuto affinché le legature vengano fatte nella maniera corretta. Esistono inoltre alcuni Mei Tai con pannello regolabile, che consente l’utilizzo di questo supporto già nei primi mesi, dal momento che non divarica eccessivamente le gambe del piccolo, mantenendo la corretta posizione fisiologica.
Onbuhimo | Come metterlo sulla schiena | Tecnica da seduti
L'Onbuhimo: Il Porta Bebè per la Schiena
L'Onbuhimo è un tipo particolare di supporto strutturato di origine giapponese, specificamente pensato per il trasporto del bambino sulla schiena. La sua caratteristica distintiva è l'assenza di una cintura in vita, il che significa che il peso del bambino viene scaricato interamente sulle spalle del portatore e non anche in vita, come invece fa il Mei Tai o altri marsupi. Questo lo rende un supporto molto apprezzato per particolari necessità o preferenze.
L'Onbuhimo usato con un bimbo più cresciuto, ha come vantaggio proprio l'essere rapido e veloce da indossare. È molto probabile, infatti, che dopo appena pochi passi fatti sulla vostra schiena, il pargolo chiederà di essere messo giù per correre, giocare o chissà cos'altro ancora. Ecco quindi che l'Onbu si slega in pochi attimi per tornare in borsa, per poi rispuntare fuori in caso di necessità. Credo sia un ottimo "passeggino da borsa", compatto e ridotto al minimo negli ingombri, così come lo sono anche la fascia ad anelli e la pouch.
Questo supporto può essere usato dagli 8 mesi (al massimo 6 mesi) circa in poi, non prima, il che lo rende meno “sfruttabile” rispetto a supporti utilizzabili dalla nascita. Questo è dovuto al fatto che, non avendo la fascia in vita, il bambino deve essere in grado di reggere autonomamente la schiena e il capo, e di posizionarsi correttamente con le gambe divaricate.
La praticità, la velocità d'uso e la compattezza sono i punti di forza dell'Onbu. Tuttavia, presenta alcuni punti deboli: ha poca versatilità, potendo essere indossato solo sulla schiena e al massimo pancia a pancia, anche se la sua eccellenza si manifesta nel portare sulla schiena. Il comfort è minore rispetto al Mei Tai e alla fascia lunga sulle lunghe durate, come per escursioni e camminate chilometriche, come testimoniato da "camminatori accaniti". Dopo un'oretta circa si può iniziare ad avvertire il peso dei bimbi, che si scarica tutto sulle spalle, e per via degli anelli, può dare noia, specie d'estate o al mare. È sempre meglio indossarlo sopra una maglietta per evitare attriti diretti con la pelle. Non è un porta bebè per antonomasia, ma sicuramente un supporto utile da avere con sé, piacevole e comodo da alternare con gli altri.
Metodo di Caricamento dell'Onbuhimo sulla Schiena:Il metodo che consente di poter caricare sulla schiena bambini più pesanti, che altrimenti con la tecnica detta "santa toss" sarebbe quasi impossibile sollevare, è relativamente semplice e sicuro, soprattutto se si usa un appoggio. In pratica, si tratta di prendere il bambino sulla schiena da seduti, con un semplice movimento ci si alza in due. Nel filmato abbiamo utilizzato una poltrona, ma vanno benissimo anche un divano o una panchina se si è per strada.
- Preparazione: Dopo aver sistemato l'Onbuhimo sulla poltrona, si fa sedere il bambino sopra con le gambe ben divaricate. Questo garantisce subito la corretta posizione a M e un appoggio stabile.
- Indossare gli Spallacci: Si infilano le fasce negli anelli, in modo da formare due spallacci, come in uno zaino. Questi spallacci devono essere ben regolati per la misura del bambino.
- Posizionamento del Portatore: A quel punto, il genitore si siede davanti al proprio cucciolo, assicurandosi di essere stabile e pronto a sollevarsi.
- Il Sollevamento: Afferrando saldamente i lembi delle fasce, ci si alza, iniziando a saltellare un po' sul posto e aiutandosi con un braccio per spingere il sederino del bambino verso l'alto, in modo da farlo stare più su. Questa tecnica permette di posizionare il bambino ben in alto sulla schiena.
- Benefici del Posizionamento Alto: Vale sempre la regola che se portato bello alto, il peso del bimbo viene sentito di meno. Oltre al fatto che il piccolo riesce ad avere una visuale migliore di quanto c'è davanti a lui e alla mamma/papà. Se, invece, è posizionato basso, potrà sporgersi a destra e a sinistra in continuazione proprio per poter vedere meglio cose e persone, cosa che può essere molto fastidiosa per la schiena del portatore.
- Fissaggio Finale: Dopodiché, ultimo step: i lembi delle fasce si fanno passare sotto le spalline, incrociandoli alla tibetana, e chiudendo con un doppio nodo. Fatto!
Come Scegliere il Supporto Ideale e l'Importanza degli Esperti
Scegliere la fascia porta bebè più indicata alle proprie esigenze è un percorso personalizzato, dato che la vastità dei supporti in commercio è tale da mandare in confusione chi si vuole accostare a questa “novità”. Come anticipato, la scelta dipende da molti fattori: dal tipo di famiglia e di stile di vita, dal carattere del bambino, dall’età e dal suo peso, e dal tipo di utilizzo (sporadico o per lungo tempo). Prima però, consigliano i pediatri, è bene considerare la tonicità muscolare del neonato e la sua capacità di allargare le gambine, variabili da valutare nella scelta del tipo di supporto da utilizzare.
Per esempio, quale supporto o fascia è indicata per il neonato? In questo caso, il prodotto dovrà garantire il contenimento e un ottimo sostegno alla colonna vertebrale e soprattutto alla testa, nonché consentire al piccolo di mantenere inizialmente le gambe a “ranocchietta” e, in seguito, nella posizione seduta-divaricata, la cosiddetta posizione a M. Questo è particolarmente vero per le fasce lunghe elastiche, ideali per i primi mesi e per i prematuri. Man mano che il bambino cresce e acquisisce maggiore tonicità muscolare, si possono considerare altri supporti.
La “cultura del portare” è ancora poco diffusa in Italia, ma sta guadagnando terreno. Sul territorio italiano esistono diverse scuole di formazione per istruttori/istruttrici a cui affidarsi per imparare come indossare la fascia porta bebè e come portare rispettando la fisiologia di genitore e bambino. A tal proposito, si segnala la realtà formativa Portare i Piccoli, che fornisce esperti a cui affidarsi anche per la scelta del prodotto da acquistare. Questi professionisti sono in grado di guidare i genitori nella selezione del supporto più idoneo, tenendo sempre a mente l’unicità di ciascuna coppia genitore-figlio e l’impossibilità di riconoscere un supporto che possa essere valido per tutti in assoluto. L'investimento nella consulenza di un esperto può prevenire l'acquisto di un supporto inadeguato e garantire un'esperienza di babywearing sicura e confortevole per entrambi.

Guida alla Sicurezza e alle Buone Pratiche nel Babywearing
La sicurezza deve essere sempre la priorità assoluta quando si pratica il babywearing. Oltre alla scelta del supporto più adatto alle proprie esigenze, occorre imparare come legare la fascia porta bebè in maniera corretta. Affidarsi a istruttori qualificati è il modo migliore per acquisire le competenze necessarie, ma ci sono alcune linee guida fondamentali da tenere sempre a mente.
Prima di tutto, è essenziale chiudere sempre ogni legatura con un doppio nodo, per garantire che il tessuto non si allenti inaspettatamente. È categoricamente sconsigliato portare in fascia il proprio bambino in auto, né sulla bicicletta o altro mezzo di trasporto non pensato per il babywearing. La prudenza sui mezzi pubblici è d'obbligo, da utilizzare solo per brevi tragitti e prestando massima attenzione. In ogni contesto, il naso e la bocca del bambino devono essere sempre liberi da ostacoli, in modo che la respirazione non sia mai compromessa.
Un altro aspetto cruciale è garantire al piccolo una posizione fisiologica. Ciò significa che la posizione deve essere simmetrica e verticale fin dalla nascita. Il bambino deve trovarsi in posizione divaricata-seduta, con il sederino più basso rispetto alle ginocchia, che devono essere più in alto, formando la già menzionata posizione a M. La testa del bambino deve essere ad “altezza bacio”, senza però intralciare la visuale del portatore, e il sederino sempre al di sopra o a livello dell’ombelico del portatore, mai al di sotto, per un corretto sostegno e distribuzione del peso. I piedini devono essere paralleli al pavimento. Nel neonato, è fondamentale garantire la fisiologica cifosi, ovvero la naturale curvatura a C della colonna vertebrale, tipica dei primi mesi di vita, che il supporto deve accogliere e sostenere.
L'aderenza del corpo del bambino portato con quello del genitore portatore è un altro principio chiave, ricordando che vicinanza corrisponde a sicurezza. Un bambino ben aderente non "balla" all'interno del supporto, riducendo il rischio di posizioni scorrette o cadute. Le legature devono essere realizzate con il tessuto ben lavorato e teso al punto giusto, che sostenga la testa del piccolo e che sotto al sederino vada dall’incavo di un ginocchio all’altro, garantendo così la posizione a M. Una buona legatura lascia al portatore le mani libere, permettendo di svolgere altre attività in sicurezza, pur mantenendo il bambino vicino.
Infine, un consiglio importante è quello di concedersi tempo e spazio, e mettersi in ascolto di sé per ascoltare l’altro. Portare è assai bello quanto impegnativo perché è prendersi carico di qualcuno fisicamente ed emotivamente. Come accade al seme, quando trova un terreno fertile che lo accoglie e viene nutrito pazientemente e con amore, così accade a un bambino: con i suoi tempi cresce, matura, sboccia, fiorisce e dona frutti. L'attenzione e la sensibilità del genitore sono elementi irrinunciabili per un'esperienza di babywearing positiva e sicura.

Sfatare Miti e Credenze sul Babywearing
Intorno alla pratica del babywearing, come spesso accade per metodi di accudimento meno convenzionali nei paesi occidentali, circolano ancora alcuni miti e convinzioni errate. Due delle domande più frequenti che i genitori si pongono, soprattutto quando si avvicinano per la prima volta a questo strumento per portare addosso il bambino, sono: "Il bambino portato in fascia o marsupio porta neonato viene viziato?" e "Imparerà in ritardo a camminare?". È importante sfatare queste comuni incomprensioni per promuovere una consapevolezza informata.
L'idea che un bambino, portato costantemente vicino al corpo del genitore, diventi "viziato" è una concezione datata che non trova riscontro nelle moderne conoscenze sulla psicologia infantile e sullo sviluppo dell'attaccamento. Al contrario, il contatto continuo e la prontezza di risposta ai bisogni del neonato, che il babywearing facilita enormemente, sono fondamentali per la costruzione di un attaccamento sicuro. Un bambino che si sente protetto, al sicuro e i cui bisogni primari (come il bisogno di contatto, calore e rassicurazione) vengono prontamente soddisfatti, sviluppa una maggiore fiducia di base nel mondo e nei suoi caregiver. Questo non lo rende dipendente, ma lo rende più sicuro di sé e più autonomo nel lungo termine. Il "viziare" un bambino significa soddisfare ogni suo capriccio senza limiti, non rispondere ai suoi bisogni fondamentali di affetto e sicurezza. Il babywearing risponde a questi bisogni primari e contribuisce a formare individui più sereni ed equilibrati.
Per quanto riguarda il timore che il bambino possa imparare a camminare in ritardo, anche questa è una preoccupazione infondata. Al contrario, seguire il corpo materno in tutti i suoi movimenti è anche di fondamentale importanza per lo sviluppo motorio del bambino. Anche se il bambino trascorre tempo nel supporto, i suoi muscoli lavorano per mantenere la postura, e il suo sistema vestibolare viene stimolato dai movimenti del portatore. Inoltre, i bambini portati hanno spesso una visuale più ampia del mondo circostante e sono maggiormente partecipi delle attività del genitore, il che stimola la loro curiosità e il desiderio di esplorare. L'importante è garantire che il babywearing sia parte di un approccio equilibrato all'accudimento, che includa anche ampi momenti di gioco libero a terra, dove il bambino può esplorare e rafforzare i propri muscoli autonomamente. Non esiste una data tassativa per abbandonare il babywearing, ma è bene comunque tener conto che il bambino dovrebbe cominciare al più presto a camminare sulle proprie gambe. L'uso dei supporti di babywearing si adatta naturalmente alle fasi di crescita del bambino, supportando ma non sostituendo lo sviluppo autonomo delle sue capacità motorie.
Eventi e Sensibilizzazione: La Settimana Internazionale del Babywearing
Per promuovere la consapevolezza sui numerosi benefici del babywearing e diffondere le buone pratiche di trasporto sicuro ed ergonomico, ogni anno si celebra la Settimana Internazionale del Babywearing. Questa iniziativa globale mira a riunire genitori, educatori, operatori sanitari e aziende del settore per condividere informazioni, organizzare eventi e dimostrazioni, e sostenere le famiglie nella loro esperienza di portare.
Ed eccoci qui, tutto questo per prepararci al meglio in vista dell'imminente Settimana Internazionale del Babywearing, che si terrà dall'8 al 14 Ottobre! Questo evento rappresenta un'occasione preziosa per la comunità del babywearing di connettersi, imparare e celebrare l'arte millenaria di portare i bambini. Durante questa settimana, in diverse parti del mondo, vengono organizzati workshop, incontri informativi e attività pratiche per mostrare le varie tipologie di supporti, insegnare le legature corrette e rispondere a dubbi e domande dei genitori. È un momento di festa e di condivisione, che sottolinea come il babywearing sia molto più di un semplice metodo di trasporto: è una filosofia di accudimento che rafforza il legame familiare, promuove lo sviluppo sano del bambino e offre praticità ai genitori nella vita di tutti i giorni.