La gravidanza è un periodo di profonde e straordinarie trasformazioni nel corpo della donna, un viaggio che spesso si manifesta attraverso segnali inattesi e talvolta insoliti. Tra le molteplici modificazioni che avvengono, anche l'odore delle urine può subire alterazioni, diventando un indicatore significativo dello stato di salute e dei cambiamenti fisiologici in atto. Comprendere le cause e il significato di queste variazioni olfattive è fondamentale per distinguere tra fenomeni normali della gestazione e potenziali segnali che richiedono attenzione medica.

Questo articolo si propone di esplorare le diverse ragioni per cui l'odore delle urine può cambiare durante la gravidanza, attingendo a esperienze reali e informazioni mediche per fornire un quadro completo e rassicurante. Dalle alterazioni ormonali alla disidratazione, dalle infezioni delle vie urinarie a fattori dietetici e farmacologici, ogni sfumatura olfattiva può raccontare una parte della storia di questo periodo unico.
Il Segnale Olfattivo: L'Odore delle Urine in Gravidanza e le Prime Avvisaglie
Le urine maleodoranti sono una condizione medica che risulta spesso associata a infezioni, infiammazioni e altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento dell’apparato urinario, che comprende reni, ureteri, vescica e uretra. Tuttavia, quando si registra una gravidanza, o anche quando siamo nella fase dell’ovulazione del ciclo, ci potrebbero essere dei casi di urine maleodoranti a causa di ormoni estrogeni e progesterone. In effetti, è piuttosto comune che le urine in gravidanza abbiano un odore più accentuato o perfino cattivo. Queste alterazioni ormonali tipiche della gestazione influiscono anche su altre caratteristiche dell'urina, come ad esempio il suo odore. L'ormone hCG, ovvero la gonadotropina corionica umana, prodotto dalla placenta già dopo i 10 giorni dal concepimento, influenza l'urina della donna anche sotto un altro aspetto, ovvero quello dell'odore, rendendo il suo aroma più forte e persistente, soprattutto durante le prime settimane di gestazione.
Il test di gravidanza è l'unico modo per sapere con certezza se si aspetta un bambino. Tuttavia, esistono alcuni sintomi precoci che possono far nascere il sospetto di essere incinta, alcuni dei quali sono piuttosto insoliti e poco conosciuti. Tra questi, l'aumentato senso dell'olfatto, che in termini medici prende il nome di iperosmia gravidica, è un altro sintomo tipico delle prime settimane di gravidanza. Questa esperienza può essere un segnale molto precoce, ancora prima del test positivo, e può manifestarsi come una maggiore sensibilità o come una vera e propria intolleranza a determinati odori. Molte future mamme riferiscono: “Non tollero più il fumo di sigaretta, i detergenti per la casa e perfino l’odore della pappa del gatto!”. Questa accresciuta sensibilità può rendere l'odore delle proprie urine, anche se fisiologicamente alterato, ancora più percepibile e, talvolta, fastidioso.
Altri commenti comuni nei forum di future mamme includono: “Di solito mi vengono uno o due brufoli prima del ciclo, ma questa volta me ne sono spuntati cinque sul mento”. In effetti, anche se può sembrare strano, i brufoli possono essere tra i primi sintomi di gravidanza. Un altro sintomo insolito ma piuttosto comune prima di scoprire di essere incinta è un’alterata percezione dei sapori, che prende il nome di disgeusia. Alcune donne avvertono uno strano sapore metallico in bocca, a volte accompagnato da un eccesso di saliva, nota come scialorrea, che può comparire ben prima del ritardo mestruale. Frasi come “Ho uno strano sapore in bocca” o “A me è durato per tutto il primo trimestre” sono spesso condivise. Anche la pancia gonfia è un altro dei sintomi tipici di inizio gravidanza, come riportato da alcune donne: “Da qualche giorno ho la pancia piena d’aria e sono stitica”. Naturalmente non tutte le donne sperimentano questi sintomi iniziali e nessuno di loro è un segnale certo di gravidanza.
Cause Fisiologiche e Ambientali dell'Odore delle Urine durante la Gestazione
Una delle cause più frequenti di urine maleodoranti in gravidanza è la disidratazione. In genere si tratta di una disidratazione di lieve entità. Se le urine maleodoranti non sono dovute all’assunzione di medicinali, all’ingestione di alcuni cibi o alla disidratazione, è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. L'indicazione è quella di bere di più e consumare grandi quantità di alimenti ricchi d’acqua e sali minerali, come frutta e verdura. Un altro consiglio è quello di bere spesso e aggiungere una fettina di limone o di lime nell’acqua. La disidratazione si verifica quando il corpo non dispone di abbastanza acqua per mantenere l'equilibrio dei fluidi. Nei casi più lievi può comparire semplicemente la sete, ma quando la disidratazione diventa più marcata possono emergere debolezza, confusione mentale, tachicardia e pressione bassa. La soluzione principale è reintegrare i liquidi bevendo regolarmente acqua durante la giornata.
L'importanza dell'allenamento prima e durante la gravidanza.
L’eventualità di trovarsi di fronte a un’urina con un olezzo particolarmente forte e pungente può avere cause differenti, tra cui fattori dietetici. L'assunzione di cibi come i già citati asparagi - con la classica tonalità di zolfo - ma anche aglio, cipolla, cavoli e spezie varie, come il curry, se consumate in abbondanza, possono portare a una minzione caratterizzata da un odore particolarmente intenso e sgradevole. Ancora un aspetto da considerare è che chi prende determinati farmaci può notare la presenza di una pipì particolarmente fastidiosa all’olfatto. Alcuni integratori e prodotti erboristici possono alterare l'odore delle urine. Nella maggior parte dei casi si nota soltanto il cambiamento dell'odore, senza altri sintomi.
Quando l'Odore Cambia: Le Infezioni delle Vie Urinarie (IVU) in Gravidanza
I motivi che possono causare urine con un cattivo olezzo riguardano soprattutto delle condizioni di salute problematiche. Le infezioni delle vie urinarie (IVU) sono la complicanza più comune durante la gravidanza e possono causare questo disturbo: l’urina è composta da acqua e altre sostanze di scarto per l’organismo. Se si registrano delle infezioni, l’urina può avere un odore sgradevole ed essere caratterizzata da altri sintomi come l’ematuria. Le IVU sono comuni durante la gravidanza, probabilmente perché l’aumento delle dimensioni dell’utero e gli ormoni prodotti in gravidanza rallentano il flusso di urina nei condotti che collegano i reni con la vescica (ureteri). La riduzione del flusso urinario non permette l’eliminazione dei batteri con le urine, aumentando il rischio di infezione. Inoltre, man mano che l'utero diventa più grande durante la gravidanza, spinge sulla vescica. Ciò può impedire all'urina di drenare facilmente dalla vescica, causando un'infezione del tratto urinario.
Le infezioni delle vie urinarie nelle donne in gravidanza aumentano il rischio di: infezioni gravi, anche potenzialmente letali, della donna; travaglio pretermine; basso peso alla nascita. È importante farsi curare per un'infezione del tratto urinario. Con una buona cura, un UTI non danneggerà te o il tuo bambino. Le infezioni delle vie urinarie possono interessare la vescica o i reni. Uno dei primi e più comuni sintomi di una IVU è una sensazione di bruciore durante la pipì. I sintomi possono includere dolore durante la minzione, minzione più frequente, bisogno urgente di urinare, sangue nelle urine, dolore nella parte superiore della schiena e/o febbre. La tua urina è di un colore strano? Ti fa male il bacino quando fai pipì? Ti senti come se dovessi andare tutto il tempo? In tal caso, potresti avere un'infezione del tratto urinario (UTI). Le infezioni urinarie - come la cistite - si sviluppano quando batteri, più frequentemente Escherichia coli, risalgono attraverso l'uretra infettando vescica, ureteri o reni. I più comuni sono bisogno urgente e frequente di urinare, dolore o bruciore durante la minzione, urina torbida o con sangue, pressione o fastidio nella parte bassa dell'addome. Possono essere presenti anche febbre, brividi, affaticamento o dolore nei rapporti sessuali.

Tuttavia, i batteri possono infettare l’urina senza causare sintomi di infezione delle vie urinarie. È possibile avere batteri nel tratto urinario e non rendersene conto, ma può comunque nuocere alla salute. Pertanto, i medici di solito analizzano le urine per la presenza di eventuali batteri anche nelle donne incinte asintomatiche. Se una donna in gravidanza presenta batteri nell’urina o un’infezione renale, viene prelevato e analizzato un campione di urina ogni mese. Un UTI non trattato può avanzare nei reni. I sintomi di un'infezione renale (o pielonefrite) includono uno qualsiasi dei sintomi di un'infezione della vescica. Nelle donne in gravidanza è più probabile che le infezioni renali (pielonefriti) siano gravi; i batteri possono diffondersi a tutto l’organismo e diventare potenzialmente letali (sepsi).I medici conducono un test di analisi delle urine per diagnosticare un'infezione del tratto urinario. Per questo test, si fa pipì in una tazza speciale. Il trattamento delle infezioni delle vie urinarie prevede antibiotici. Per trattare la maggior parte delle IVU, i medici prescrivono un antibiotico da assumere per via orale per 3-7 giorni. Questo elimina la maggior parte delle infezioni. I medici utilizzano comunemente cefalexina, nitrofurantoina o trimetoprim/sulfametossazolo. Nitrofurantoina e trimetoprim/sulfametossazolo sono usati solo durante il primo trimestre, in assenza di altre alternative disponibili. I sintomi spesso scompaiono entro tre giorni. Segui l'intero ciclo di antibiotici consigliato dal medico, anche se i sintomi sono scomparsi. Se i sintomi persistono dopo una settimana, informa il medico. Per un'infezione renale più grave, il trattamento antibiotico viene somministrato in vena mediante iniezione. Le IVU ad eziologia batterica vengono trattate con antibiotici prescritti dal medico; è utile bere molta acqua e urinare spesso per aiutare l'eliminazione dei batteri. Le infezioni del tratto urinario si verificano, soprattutto durante la gravidanza.
L'Odore Dolce o Fruttato: Un Segnale da Non Ignorare
Un'urina dall'odore dolce o fruttato può essere un segnale da non sottovalutare. Cosa significa quando la pipì ha un odore dolce o fruttato? Un'urina con odore dolce o fruttato può sembrare un dettaglio curioso, ma in realtà rappresenta un segnale che merita attenzione. Quando i livelli di zucchero nel sangue diventano troppo alti, i reni cercano di eliminare il glucosio in eccesso attraverso le urine. Questo meccanismo fa sì che l'urina assuma un odore dolce o fruttato e porta spesso a una minzione più frequente, con conseguente disidratazione e affaticamento renale. L'eccesso di glucosio è uno dei sintomi del diabete gestazionale. Se si riscontra nelle urine è probabile che saranno necessari altri esami, come la curva da carico di glucosio.
Oltre all'odore insolito delle urine, il diabete può manifestarsi con poliuria (minzione frequente), polidipsia (sete intensa), stanchezza persistente e perdita di peso non spiegata. Altri sintomi possibili includono vista offuscata, ferite che guariscono lentamente e, nei casi più avanzati, nausea, confusione o alito dall'odore fruttato. Certi medicinali possono influenzare i livelli di zucchero nel sangue e determinare l'eliminazione di glucosio nelle urine, che acquisiscono così un odore dolce o fruttato.
La chetoacidosi diabetica è una complicanza grave del diabete che si sviluppa quando l'organismo non dispone di sufficiente insulina per utilizzare il glucosio come fonte di energia. I segnali iniziali includono sete intensa, secchezza della bocca, stanchezza marcata e livelli elevati di zuccheri o chetoni. Con il peggiorare della condizione possono comparire nausea, vomito, dolori addominali, respiro accelerato e alito con odore fruttato. La presenza di corpi chetonici nelle urine di una donna incinta potrebbe essere giustificata dal vomito gravidico. La dieta chetogenica riduce drasticamente l'apporto di carboidrati e induce il corpo a utilizzare i grassi come principale fonte di energia, producendo chetoni. Di solito, non si tratta di un problema serio, ma è importante mantenere una buona idratazione e monitorare il proprio stato di salute.

Un'altra condizione, seppur rara, che può causare un odore dolce delle urine è la malattia delle urine a sciroppo d'acero (MSUD). La MSUD è una rara malattia genetica ereditaria che compromette la capacità dell'organismo di metabolizzare correttamente tre amminoacidi essenziali: leucina, isoleucina e valina. La forma più frequente e grave è la cosiddetta MSUD classica, che compare nei primi giorni di vita. L'urina con odore dolce è spesso il primo segnale della malattia. Se non trattata, la MSUD può evolvere rapidamente verso complicazioni gravi come convulsioni, coma e persino morte. La gestione della malattia prevede una dieta strettamente controllata a basso contenuto proteico, integrata da miscele speciali di amminoacidi prive di leucina, isoleucina e valina.
Non è questa l’unica possibile causa dell’urina dall’odore poco piacevole: ci sono altre condizioni patologiche che possono portare a una condizione del genere come, ad esempio, i calcoli renali, la clamidia, la gonorrea, il diabete e l’insufficienza renale. Da considerare anche i casi di prostatite e uretrite. In presenza di grave malattia epatica o insufficienza epatica, il fegato non riesce più a filtrare adeguatamente le tossine dal sangue. L'insufficienza epatica richiede sempre una valutazione medica immediata. Un'urina dall'odore dolce o fruttato non è sempre indice di una condizione grave: in alcuni casi può dipendere da alimentazione, farmaci o stati temporanei come la disidratazione. Una diagnosi precoce consente di identificare la causa e intervenire tempestivamente, riducendo il rischio di complicazioni.
Comprendere l'Esame delle Urine in Gravidanza: Una Guida Approfondita
Monitorare le urine in gravidanza è fondamentale. È uno degli appuntamenti fissi, uno di quelli a cui non potete proprio rinunciare. Non parliamo del parrucchiere e neppure dell’estetista, pur essendo entrambi non trascurabili. Parliamo delle analisi delle urine. È un semplicissimo test che si ripete più volte nel corso dei mesi e che dà importanti informazioni sullo stato di salute non soltanto dell’apparato urinario, ma anche di altri organi. Sembrerà strano, ma anche la pipì è un indicatore di benessere, soprattutto durante la gravidanza. Oltre ai suoi componenti, anche il suo aspetto può infatti dirci molto su come stiamo e se ci sono dei problemi che apparentemente non vediamo. Sottoporsi quindi regolarmente a questo esame è importantissimo. La presenza nelle urine di alcune sostanze (come il glucosio o le proteine) diventa la spia di qualcosa che non funziona come dovrebbe e che va indagata in maniera più approfondita. Ricordiamo che alcuni disturbi non sempre danno sintomi. Tanto per fare un esempio restando in tema di vie urinarie, la cistite in gravidanza talvolta è asintomatica. Senza le analisi delle urine fatte di routine quindi potrebbe non essere diagnosticata, comportando alla lunga problematiche più complesse.
Frequenza e Modalità di Raccolta
L'esame delle urine completo, insieme all’urinocoltura, va fatto con regolarità. Le raccomandazioni del ministero della Salute dicono che vanno fatti: entro il primo trimestre di gravidanza; nel secondo trimestre tra le settimane 24+0 e 27+6; nel terzo trimestre tra le settimane 33+0 e 37+6. In queste tre epoche gestazionali, l’esame è totalmente a carico del Sistema sanitario nazionale (quindi è gratuito). Tuttavia, i ginecologi sono più propensi a prescriverlo tutti i mesi, proprio per la sua rilevanza in termini di salute.
Le urine da far analizzare devono essere le prime del mattino perché è maggiore la concentrazione delle varie sostanze contenute. A differenza della maggior parte degli esami del sangue, non è necessario essere a digiuno. Lavate sempre bene le mani prima di iniziare. Utilizzate un contenitore sterile, acquistabile in farmacia, in parafarmacia o in sanitaria, o a volte anche nei supermercati. Il primo getto di pipì non va raccolto perché ha ristagnato nell’uretra ed è stato più a contatto con l’esterno. Attenzione anche a non toccare con le mani il bordo del contenitore e i genitali. Il campione va consegnato al laboratorio d’analisi nel più breve tempo possibile, preferibilmente entro un’ora dalla raccolta.
Interpretazione del Referto: Analisi Fisica e Chimica
L’esame delle urine si divide sostanzialmente in due parti: Analisi fisica e chimica e Analisi del sedimento. L’analisi fisica indica le principali caratteristiche delle urine. In base ad esse e ad eventuali modificazioni, il medico può capire se in effetti c’è qualche piccolo o grande problema.
- Colore: Quello normale è giallo-paglierino. Il colore delle urine può essere influenzato da vari fattori, ad esempio l’alimentazione oppure alcuni farmaci. Potrebbe cioè capitare che dopo aver preso un integratore per la gravidanza o aver fatto scorpacciata di carote la pipì diventi arancione. In alcuni casi però il colore è la spia di un possibile problema: ad esempio, le urine blu/verdi possono essere causate da un’infezione batterica. Urine giallo scuro indicano una forte concentrazione o la presenza di bilirubina, mentre quelle rosa sono associate all’assunzione di anticoagulanti.
- Odore: Anche questa caratteristica può dipendere da vari elementi, compresi cibi e farmaci. Se per esempio si sente un odore dolce/fruttato, come menzionato, potrebbero essere presenti dei chetoni, per esempio a causa del vomito. Un odore di ammoniaca invece può significare anche che è passato molto tempo tra la raccolta e l’analisi e i batteri stanno alcalinizzando le urine. Il sentore di birra invece è spesso indice di infezioni delle vie urinarie.
- Peso specifico: Il suo valore indica la capacità dei reni di concentrazione ed escrezione delle urine. Dà quindi delle informazioni sulla funzionalità renale. Più il peso specifico è alto, più l’urina è concentrata. I valori normali del peso specifico sono compresi tra 1,015 e 1,030. L’aumento o la diminuzione possono dipendere da vari fattori, dalla quantità di liquidi assunta, dai farmaci, da alcune malattie, fino allo stress.
- Aspetto: Normalmente le urine devono essere limpide, trasparenti. Se invece il loro aspetto è torbido potrebbe esserci un’infezione in corso oppure la quantità di acqua assunta dalla futura mamma è scarsa. In effetti, soprattutto se si è nel primo periodo e si soffre di nausea o vomito, bere diventa difficile, considerando tra l’altro che la quantità dovrebbe essere almeno di un litro e mezzo al giorno.
- pH: Il livello corretto di pH è tra 5 e 7 e indica lo stato acido-base della persona. Un pH maggiore di 7 spesso si rileva quando c’è un’infezione delle vie urinarie (frequentissime in gravidanza) oppure altri tipi di problematiche. Valori bassi invece potrebbero essere collegati a disturbi come disidratazione, febbre, diarrea. Oltre ai farmaci, anche alcuni cibi influenzano l’andamento del pH. La frutta e la verdura ad esempio tendono a farlo aumentare, mentre le diete iperproteiche rendono l’urina più acida e quindi fanno abbassare il pH.
L'importanza dell'allenamento prima e durante la gravidanza.
Oltre alle caratteristiche che abbiamo appena elencato, l’analisi chimico-fisica dà informazioni anche sulla presenza di alcune sostanze nelle urine. Nella maggior parte dei casi non dovrebbero esserci, quindi sono il segnale che qualcosa non va come dovrebbe.
- Glucosio: Di norma è assente oppure c’è in piccolissime quantità. Se invece il valore si alza, significa che nel sangue c’è una circolazione importante di zuccheri che quindi vengono in parte eliminati urinando. L’eccesso di glucosio è uno dei sintomi del diabete gestazionale. Se si riscontra nelle urine è probabile che saranno necessari altri esami, come la curva da carico di glucosio.
- Corpi chetonici: I chetoni sono delle sostanze che si sviluppano quando l’organismo non ha più zuccheri a disposizione e inizia a bruciare grassi. È il meccanismo dell’acetone nei bambini, che si presenta ad esempio quando hanno febbre molto alta oppure vomito o anche dopo uno sforzo molto intenso. La presenza di corpi chetonici nelle urine di una donna incinta potrebbe essere giustificata dal vomito gravidico.
- Nitriti: In condizioni normali, non dovrebbero esserci nitriti nelle urine. Se invece vengono evidenziati dall’esame delle urine significa che probabilmente c’è in atto un’infezione alle vie urinarie di origine batterica. L’ipotesi è più plausibile se c’è un pH superiore a 7 e un aspetto torbido delle urine. Tra i più comuni agenti patogeni (anche in gravidanza) ci sono l’Escherichia coli e la Klebsiella.
- Proteine: In gravidanza sono un indicatore importantissimo, quando vengono trovate nelle urine. Se il rialzo è lieve e non ci sono altri sintomi, la situazione non desta particolare preoccupazione. Il problema è se contemporaneamente compaiono anche altri disturbi, come la pressione arteriosa alta e l’edema (gonfiore causato da accumulo di liquidi). Sono tutti campanelli di allarme della preeclampsia, che non va assolutamente presa sottogamba per le conseguenze anche gravi che può avere sul bambino e sulla mamma. In caso di proteine nelle urine, la gestante sarà tenuta sotto stretto controllo per monitorare l’andamento della gravidanza.
- Emoglobina: È una proteina di colore rosso che si trova nei globuli rossi. La sua funzione è quella di trasportare ossigeno in tutti i tessuti dell’organismo. Riscontrarla nelle urine significa quindi presenza di sangue, cosa che non dovrebbe succedere. Tra le cause ci sono la cistite, polipi cervicali, renella (è una sorta di “sabbietta” all’interno dei reni che può provocare piccole perdite di sangue nell’uretere), calcoli renali.
- Bilirubina: Viene prodotta dalla distruzione dei globuli rossi ed è il principale pigmento della bile. La sua presenza nelle urine potrebbe suggerire problemi a carico del fegato, ma indipendentemente dalla gravidanza.
Analisi del Sedimento Urinario in Gravidanza
Oltre ad essere analizzate dal punto di vista dell’aspetto e della composizione chimica, l’altro parametro che viene controllato è il sedimento, cioè ciò che si deposita sul fondo della provetta dopo il processo di centrifugazione e che viene visualizzato al microscopio. È possibile quindi trovare:
- Leucociti: Sono globuli bianchi e, soprattutto se sono positivi anche altri parametri, indicano che c’è un’infezione in corso.
- Eritrociti: Altro modo per definire i globuli rossi. Piccole tracce di sangue nelle urine non sono preoccupanti, ma devono essere tenute sotto controllo. Quando c’è emoglobina nell’esame chimico-fisico, è probabile che ci siano eritrociti nell’esame microscopico.
- Cellule delle basse o delle alte vie: Se sono poche non destano particolare preoccupazione perché derivano dal normale ricambio dello strato superficiale delle cellule delle vie urinarie.
- Cristalli: Si formano ad esempio se si beve poco oppure a causa dell’alimentazione. Una dieta ricca di formaggi o carne è un fattore predisponente.
- Batteri: Se non ci sono altri segnali di infezione (ad esempio, alterazioni del pH o dell’aspetto, presenza di globuli bianchi, etc.), potrebbero dipendere semplicemente dalla scarsa quantità di acqua normalmente assunta. È opportuno dunque bere di più e ripetere l’esame. Discorso diverso se invece ci sono altri elementi che fanno pensare ad uno stato infettivo.
- Funghi: Se ci sono anche leucociti, probabilmente è in atto una infezione delle alte o basse vie urinarie. Le infezioni da lievito rispondono bene a trattamenti antimicotici, disponibili in crema, compresse o ovuli, anche da banco. Per prevenire recidive è utile indossare biancheria intima traspirante, evitare lavande vaginali e mantenere la zona asciutta.
- Cilindri: Normalmente nelle urine non ci sono. La loro presenza è quindi indice di un problema, ad esempio una malattia renale acuta o cronica.

L'Urinocoltura e l'Antibiogramma: Strumenti Essenziali nella Gestione delle IVU Gravidiche
L’urinocoltura è un esame delle urine che si esegue allo stesso modo di quello “semplice” di cui abbiamo parlato finora. Il suo scopo è quello di individuare eventuali batteri che indicano un’infezione delle vie urinarie. È anche un esame di “secondo livello”. Se quello normale fa venire il sospetto di un’infezione, si fa l’urinocoltura per capire bene il responsabile. L’urinocoltura si associa al cosiddetto antibiogramma. È un test di laboratorio che mette a contatto il microrganismo riscontrato nelle urine con un antibiotico. Lo scopo è quello di capire qual è il farmaco più efficace per quello specifico batterio. Non tutti gli antibiotici infatti sono indicati per la cura delle infezioni. Spesso quello che è adatto a curare un problema urinario non va bene per le vie respiratorie. Oltretutto, usare i farmaci in maniera impropria favorisce l’antibioticoresistenza, quel fenomeno che rende le malattie resistenti ad alcune medicine perché l’agente patogeno si è “abituato” al loro meccanismo di azione. È quindi importante scegliere il prodotto giusto.
Quando l’esame delle urine è positivo e l’urinocoltura ha individuato il batterio colpevole, il ginecologo prescrive l’antibiotico e voi vi preoccupate. Niente panico, mamme! È una scelta ponderata per la salute vostra e del vostro bambino. Esistono antibiotici che sono compatibili con la gravidanza e non dovete spaventarvi di nuocere al vostro piccolino. Sono stati studiati appositamente. Quindi state serene. È molto più importante curarsi. Il rischio di alcune patologie è ben più alto di quello degli antibiotici. In ogni caso, non fate mai di testa vostra: i farmaci si prendono solo sotto controllo medico. Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico.
Alterazioni della Minzione in Gravidanza: Frequenza e Incontinenza
La gravidanza è un periodo di profondi cambiamenti nel corpo della donna e tali modificazioni includono anche una funzione fisiologica di primaria importanza, cioè la minzione. È vero che quando si aspetta un bambino si avverte lo stimolo a urinare più frequentemente e perché? Sì, urinare in gravidanza con maggior frequenza è un evento del tutto normale che non deve destare preoccupazione, inoltre non necessita di essere tenuto sotto controllo assumendo dei medicinali. Le cause sono diverse a seconda del periodo gestazionale in cui ci si trova. Durante la prima fase della gravidanza, infatti, la placenta produce l'ormone hCG, ovvero la gonadotropina corionica umana. Questo ormone, insieme ad un maggior apporto di sangue ai reni, contribuisce all'aumentata frequenza. Le alterazioni ormonali e in particolare l'incremento del progesterone influiscono profondamente sul corpo della donna ed è indispensabile per far sì che possa compiersi la gravidanza. Esso, in particolare, rilassa la muscolatura pelvica e la vescica, con la conseguenza che per la gestante sarà più difficile svuotare quest'ultima completamente, aumentando lo stimolo. Un incremento nell'accumulo di liquidi negli arti inferiori può anche contribuire a questo fenomeno. Poiché uno dei sintomi precoci più frequenti della gravidanza è l’aumentato stimolo a urinare, potrebbe essere difficile distinguere tra cistite e gravidanza. L’importante è non smettere di bere ma, al contrario, assumere una buona quantità di liquidi durante le ore diurne. Se la minzione frequente si accompagna a una sete eccessiva, è opportuno consultare il medico.
Lo stimolo frequente della pipì è una condizione molto frequente durante la gravidanza, ma in alcuni casi rappresenta una certa fonte di disagio. L'incontinenza urinaria in gravidanza è un'eventualità piuttosto comune legata principalmente a una disfunzione del pavimento pelvico.

Quando registriamo urine maleodoranti c’è sempre una condizione di disagio da risolvere. A nessuno fa piacere dover affrontare questa caratteristica del liquido di scarto prodotto dai reni. Ma questa è una condizione momentanea. Se abbiamo un’urina maleodorante per molto tempo, anche variando la dieta, può indicare che c’è un problema a monte. A questo punto, si procede con la cura del disturbo che porta al sintomo in questione. E che può essere associato anche ad altri disturbi come dolore durante la minzione, urine di colore scuro e problemi associati a uno stimolo frequente (pollachiuria), difficoltà ad andare in bagno (disuria), bruciore più o meno intenso o ematuria. Se tutto questo dipende dalla cistite si può intervenire consultando un medico che può prescrivere medicinali e integratori come Cistiflux. Questo prodotto, a base di mirtillo rosso e D-Mannosio, può aiutare a favorire il benessere delle vie urinarie come nel caso della cistite e lenire i suoi sintomi.
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