La vista è uno dei sensi fondamentali che ci accompagna fin dalla nascita, guidando l’apprendimento e lo sviluppo nei primi anni di vita. Per comprendere a pieno la sfera visiva del bambino vanno prima conosciute le tappe dello sviluppo visivo, un processo che, contrariamente alla credenza comune che i neonati abbiano una vista perfetta, è in continua evoluzione e richiede attenzione costante.

Il viaggio della visione: dalla nascita allo sviluppo completo
Sin dalla nascita il bambino scopre il mondo che lo circconda con i suoi occhietti, ma la vista dei neonati è lungi dall'essere perfetta. Bisognerà aspettare diversi mesi prima che veda come gli adulti. Appena uscito dal ventre della mamma, il neonato vede i suoi genitori: anche se la sua vista è sfocata oltre i 30-50 cm e i colori vengono percepiti come diverse sfumature di grigio, è capace di fissare lo sguardo e anche di riconoscerti.
L’apparato visivo è composto dai globi oculari, dalle fibre nervose che attraversano il cervello e dalla corteccia occipitale. Lungo questo percorso, le fibre nervose fanno tappa in strutture che si integrano con vie nervose regolatrici di altre funzioni, come l'olfatto, la memoria e la postura. È proprio grazie a queste connessioni che riusciamo a integrare le percezioni sensoriali. A 28-29 settimane di gestazione, un nato pretermine è in grado di contrarre le pupille in risposta alla luce; a 30-31 settimane di fissare un grande oggetto a circa 20-25 cm di distanza.
Verso 1 mese, il piccolo è capace di seguire un giocattolo con lo sguardo. Il bambino adora scrutare il viso dei genitori e incomincia a percepire i volumi. A partire da 6 settimane percepisce il colore rosso e poi il verde. Dall’età di 3 mesi, poi, i bambini accoppiano le voci ai volti distinguendo tra volti maschili e femminili e anche tra volti del proprio gruppo etnico e quelli di altri. A 6 mesi, ha una vista abbastanza chiara, anche se quella da vicino è migliore di quella da lontano. A un anno, la vista del bambino è sempre più simile a quella di un adulto, con lo sviluppo della visione binoculare, o stereopsi, ovvero la capacità di vedere in 3D. L’acuità visiva raggiunge i valori definitivi intorno ai 4-5 anni.
L'importanza dei controlli oculistici precoci
Il neonato è come un computer con tutti i programmi installati, ma senza dati: così come i neonati imparano a camminare e parlare, anche i loro occhi devono “imparare a vedere”. Statistiche recenti indicano che il 12-14% dei bambini presenta anomalie visive nei primi anni di vita. Il primo controllo viene eseguito nell’ospedale in cui il bambino nasce: il test del riflesso rosso. Si tratta di un rapido esame di screening che permette di valutare la perfetta trasparenza di tutte le strutture oculari (cornea, cristallino, umor acqueo e corpo vitreo).
In caso di alterato o dubbio riflesso rosso, il neonatologo invierà il bambino all’oculista pediatrico per una visita urgente. Altri motivi per richiedere una visita oculistica entro pochi giorni dalla nascita sono la prematurità o la familiarità per patologie oculari congenite. È importante ricordare che circa il trenta per cento dei bambini rimane del tutto fuori dai controlli. Questo perché alcuni genitori pensano che i problemi alla vista siano principalmente legati all’età o all’usura dell’occhio, dimenticando che i piccoli sono vittime di disturbi come lo strabismo, la miopia, l'ipermetropia e l'astigmatismo.
Identificare i segnali di allerta
Stai attenta ai tipici segnali che indicano una vista difficoltosa: lacrimazione, occhi rossi, gesti goffi, mal di testa la sera nei più grandi. Un altro aspetto da monitorare è lo strabismo, che colpisce circa il 5% dei bambini. Occorre quando gli assi visivi dei due occhi non si orientano verso l’oggetto fissato. Nei primi mesi gli assi visivi possono variare un po', ma in seguito tutti i movimenti convergenti o divergenti dell'occhio, anche piccoli e occasionali, devono mettere in allerta.
Un’altra condizione critica è l’ambliopia, o "occhio pigro", per cui all’area visiva del cervello arriveranno solo gli stimoli che provengono dall’occhio sano. Dal momento che il bambino compenserà con l’occhio sano il difetto dell’altro occhio, bisognerebbe accorgersene entro i primi anni di vita. Lo specialista potrà prescrivere bendaggi dell’occhio sano o l’uso di lenti particolari per far lavorare maggiormente l'occhio debole.
Quali sono i sintomi dei difetti visivi nei bambini?
Protezione solare e stimolazione visiva
Fai attenzione anche d'estate: gli occhi dei piccoli sono molto più permeabili alla luce e ai raggi solari rispetto a quelli degli adulti. I neonati da 0 a 6 mesi non dovrebbero mai essere esposti direttamente alla luce del sole. Un cappellino per neonato da solo può ridurre fino al 30% la quantità di esposizione ai raggi UV. Dopo i 6 mesi diventa importante abituare il bambino ad indossare occhiali da sole certificati 100% UV, poiché il cristallino non si forma completamente prima dei 12 mesi di vita del bambino. Occorre scegliere occhiali che avvolgano il viso, evitando aste appuntite o lenti irregolari.
Scegliere gli occhiali giusti: il comfort Active Soft
Gli occhiali da vista devono permettere ai bambini di giocare, correre e muoversi in assoluta sicurezza. Le esigenze dei bambini al di sotto dei 2 anni sono diverse rispetto a quelle dei più grandi: la montatura deve essere biocompatibile, in quanto i piccoli sono soliti mettersi in bocca di tutto. Una soluzione innovativa è rappresentata da Active Soft, la prima montatura che cresce col sorriso del bambino, pensata per la fascia 0-3 anni.

Questi occhiali sono flessibili, anallergici e sicuri. Una scanalatura apposita (“groove”) sul frontale permette di inserire lenti robuste senza rigonfiamenti o deformazioni. Il nasello è morbido, non esercita pressione sul naso ed è antiscivolo. Per quanto riguarda la manutenzione, è molto importante un controllo periodico dell’assetto della montatura presso centri specializzati, come Ottica Ricci, per garantire comfort visivo e di vestibilità. Affidarsi a negozi di eccellenza garantisce il supporto di Ottici Optometristi in grado di guidare nella scelta del prodotto più sicuro per la salvaguardia della salute visiva.
L'impatto della correzione visiva sul futuro
La capacità di vedere chiaramente è cruciale per il successo scolastico. Studi scientifici hanno dimostrato che lo sviluppo visivo nei primi anni di vita del bambino ha un ruolo importante nell’apprendimento della lettura, scrittura e per lo sviluppo cognitivo e motorio. Esistono vizi refrattivi che possono essere corretti con la prescrizione di occhiali fin dalla tenera età. Ad esempio, l'ipermetropia fa sì che l’immagine si crei davanti alla retina: molti bambini in età prescolare sono ipermetropi, e spesso questo difetto si corregge spontaneamente crescendo.
La scelta degli occhiali non è solo una questione di estetica, ma un pilastro fondamentale per assicurare uno sviluppo visivo ottimale. Grazie all’expertise degli specialisti, è possibile offrire soluzioni su misura, accompagnando le famiglie in ogni tappa della crescita, dalla prima visita all'inserimento scolastico, garantendo che ogni bambino possa esplorare il mondo con chiarezza e serenità.