Miglioramento Continuo della Qualità nell'Assistenza Ostetrica: Un Percorso Formativo e Professionale

L'istituzione del corso di laurea in Ostetricia segna un punto cruciale nello sviluppo della professione sanitaria, definendo il laureato in ostetricia come il professionista sanitario cui competono le attribuzioni previste dal D.M. del Ministero della sanità 14 settembre 1994, n. Art. Le sue funzioni abbracciano la promozione, l'educazione, la tutela della salute della donna, della coppia, del bambino e della collettività, nonché l'assistenza, l'educazione terapeutica, la gestione, la formazione, la ricerca e la consulenza. Un aspetto fondamentale del ruolo ostetrico è la capacità di valutare il bilancio di salute della donna in relazione alle diverse fasi della vita e di identificare le manifestazioni cliniche connesse al ciclo riproduttivo. La proposta FNCO di 17 insegnamenti, in applicazione del D.M., evidenzia la volontà di strutturare un percorso formativo completo e allineato alle esigenze della professione.

Professione ostetrica

La qualità di un Corso di Studio si misura attraverso il raggiungimento degli obiettivi formativi e il rispetto dei requisiti di qualità del servizio formativo, definiti in base alle esigenze e aspettative di tutti gli interessati: studenti, mondo del lavoro, e altri stakeholder. Il Corso di Studio in questione aderisce al sistema della qualità per i corsi di studio (AVA3) definito dall’ANVUR, in conformità con le Linee Guida del Presidio della Qualità di Ateneo. Questo sistema garantisce un approccio sistematico al miglioramento continuo.

Gestione dei Corsi di Studio e Garanzia della Qualità

La gestione dei singoli Corsi di Studio (CdS) e dei Dottorati di Ricerca (PhD), nel rispetto del sistema AVA3, prevede una serie di passaggi fondamentali. Innanzitutto, i corsi devono essere progettati nel rispetto dei requisiti di qualità definiti nelle normative nazionali, nei regolamenti e nelle linee guida di Ateneo. È essenziale tenere conto della centralità dello studente, delle potenzialità di sviluppo e aggiornamento dei profili formativi, e delle competenze trasversali, anche in relazione ai cicli di studio successivi e alle condizioni occupazionali dei laureati e dei dottori di ricerca. Un elemento chiave è il coinvolgimento periodico delle parti interessate, preferibilmente costituite in un Comitato di Indirizzo o in un Advisory Board.

Successivamente, i corsi vengono progettati identificando con chiarezza gli obiettivi formativi, i profili in uscita e i risultati di apprendimento attesi, assicurando la coerenza tra questi elementi. La progettazione tiene conto anche dei pareri del Nucleo di Valutazione (NuV) e della Commissione Paritetica Docenti-Studenti (CPDS) dipartimentale.

L'erogazione dei corsi deve garantire un ambiente di studio favorevole a tutti gli studenti, inclusi quelli con disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES). Questo si ottiene attraverso un’adeguata pianificazione delle attività formative e delle relative verifiche di apprendimento, consentendo il raggiungimento delle competenze e dei risultati di apprendimento previsti al termine del percorso formativo.

Il monitoraggio continuo dell’andamento delle carriere degli studenti e l’analisi dei risultati delle opinioni degli studenti sono cruciali per monitorare il funzionamento del CdS e individuare punti di forza e criticità in un'ottica di miglioramento continuo. Le proposte di miglioramento contenute nelle Relazioni annuali delle CPDS dei Dipartimenti e nella Relazione annuale del Nucleo di Valutazione vengono prese in carico e attuate.

Tutte queste attività sono interconnesse e seguite secondo il ciclo di miglioramento continuo PDCA (Plan, Do, Check, Act), un modello consolidato per la gestione e il miglioramento dei processi.

Il Ruolo degli Studenti e degli Organi di Garanzia della Qualità

Gli studenti svolgono un ruolo essenziale nel sistema di garanzia della qualità, partecipando attivamente nei Gruppi di Assicurazione della Qualità dei Corsi di Studio, o semplicemente attraverso i Questionari di rilevazione dell’opinione degli studenti. Questa partecipazione attiva garantisce che la prospettiva degli studenti sia integrata nel processo di valutazione e miglioramento.

Organi AQ del Corso: Gruppo di Assicurazione della Qualità (AQ)

Il Gruppo AQ del Corso di Studio (CdS) è coordinato dal Coordinatore del CdS e prevede la partecipazione, oltre al Coordinatore, di almeno un ulteriore docente afferente al CdS, di uno studente e di un referente amministrativo della Segreteria Didattica o manager didattico (se presente). Il Gruppo AQ è coinvolto nella fase di (ri)progettazione e di gestione del CdS; monitora i dati relativi al CdS (attività didattiche e servizi di supporto); supporta il coordinatore nell’analisi degli indicatori di prestazione del CdS e nella compilazione della Scheda di Monitoraggio Annuale (SMA). Svolge il riesame ciclico del CdS, individuando i punti di forza e di debolezza, e le azioni di miglioramento, verificandone la corretta attuazione nei confronti di tutte le parti interessate. Redige il documento di autovalutazione in occasione delle audizioni del Nucleo di Valutazione (NuV) e delle visite ANVUR di accreditamento periodico del CdS qualora selezionato.

Comitato di Indirizzo

Il Comitato di Indirizzo è presieduto dal coordinatore del CdS ed è costituito sia da una componente docente sia da rappresentanti delle parti sociali interessate. I corsi di studio, in particolare, sono al centro della missione educativa delle Istituzioni di istruzione superiore. La progettazione dei corsi di studio deve coinvolgere gli studenti e gli interlocutori esterni più appropriati al carattere e agli obiettivi del corso. Fra gli interlocutori esterni del corso di studio rientrano tutti gli attori e le organizzazioni e istituzioni potenzialmente interessate al profilo culturale e professionale dei laureati disegnato dal corso di studio (organizzazioni rappresentative della produzione di beni e di servizi, delle professioni e/o - se considerato rispondente al progetto - società scientifiche, centri di ricerca, istituzioni accademiche e culturali di rilevanza nazionale o internazionale, ecc.).

A tal fine, ogni CdS istituisce un Gruppo di Riesame (GdR) composto da figure interne al CdS medesimo, in grado di contribuire alla valutazione del corso da diversi punti di vista: docenti, personale tecnico-amministrativo, studenti. Il GdR è di norma costituito dal Presidente del CdS, dal Responsabile dell'assicurazione della Qualità del CdS (RAQ), da una rappresentanza degli studenti e da un Manager per la Qualità della Didattica del Dipartimento di afferenza del CdS, dal DADP e da una rappresentanza dei docenti. Il GdR ha il compito di guidare il CdS verso l'obiettivo di un miglioramento continuo dei propri risultati.

Infine, il Responsabile della Assicurazione della Qualità (RAQ) ha funzioni di monitoraggio e di verifica della corretta attuazione delle azioni di miglioramento approvate dal Consiglio di CdS.

L'Importanza dei Dipartimenti e delle Commissioni Paritetiche

In questo contesto, è di primaria importanza il ruolo dei Dipartimenti, strutture organizzative fondamentali per lo svolgimento della ricerca scientifica, delle attività didattiche e formative, nonché per il trasferimento delle conoscenze e dell’innovazione e per le attività rivolte all’esterno ad esse correlate o accessorie. A norma di Statuto ed ai sensi del Regolamento Didattico di Ateneo e del Regolamento Quadro per il funzionamento dei Dipartimenti, sono istituite le Commissioni Paritetiche Docenti Studenti (CPDS) dei Dipartimenti, composte da un numero uguale di docenti e studenti. La CPDS, ove ritenuto necessario, può essere suddivisa in sottocommissioni.

Struttura universitaria dipartimentale

Orientamenti per l'Assistenza Ostetrica Autonoma e di Qualità

Le "Linee di indirizzo per l’attuazione del modello organizzativo delle Case della Comunità (CdC) Hub", pubblicate da AGENAS nel 2024 e previste dal PNRR, risultano tracciate nel DM 77/2022 "Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale". Queste linee guida promuovono un modello organizzativo che integra l'assistenza territoriale e comunitaria.

Parallelamente, le "Linee di indirizzo per la definizione e l’organizzazione dell’assistenza in autonomia da parte delle ostetriche alle gravidanze a basso rischio ostetrico (BRO)" sono linee di tipo organizzativo volte a offrire modelli assistenziali alla donna con gravidanza e travaglio/parto a basso rischio. Il Documento del Ministero della Salute dell’anno 2017 promuove soluzioni organizzative che rispondono non solo a criteri di qualità e sicurezza, ma garantiscono alla donna una maggiore continuità nell’assistenza in gravidanza, parto e puerperio. Questo approccio mira a migliorare l'esperienza della donna e a ottimizzare l'utilizzo delle risorse.

Il corso di formazione continua e permanente dal titolo "ASSISTENZA IN AUTONOMIA DA PARTE DELLE OSTETRICHE ALLE GRAVIDANZE E AL PARTO A BASSO RISCHIO OSTETRICO (BRO)", edizione 2025, si pone l'obiettivo di fornire opportuni strumenti e metodi per la gestione in autonomia da parte dell’ostetrica/o delle gravidanze a basso rischio (BRO). Questo tipo di formazione è fondamentale per sviluppare le competenze necessarie a una pratica autonoma e sicura.

Gli obiettivi formativi di sistema includono l'applicazione nella pratica quotidiana dei principi e delle procedure dell'evidence based practice (EBM - EBO). Questo si traduce nell'adesione a linee guida come quella sulla "Gravidanza fisiologica" del Sistema Nazionale Linee Guida dell’ISS, alle "Linee di indirizzo per la definizione e l’organizzazione dell’assistenza in autonomia da parte delle ostetriche alle gravidanze a basso rischio ostetrico (BRO)" del 2017, e al Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206 e successive modifiche e integrazioni. L'aderenza a queste direttive garantisce che la pratica ostetrica sia basata sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e allineata alle normative vigenti.

La Didattica Laboratoriale: Un Ponte tra Teoria e Pratica

Il laboratorio rappresenta una metodologia didattica innovativa che facilita la personalizzazione del processo di insegnamento/apprendimento. È il luogo nel quale gli studenti mettono in pratica quanto hanno appreso a livello teorico, passando dal "sapere" al "saper fare". Questo tipo di didattica si realizza in un ambiente attrezzato e coinvolge di solito un piccolo gruppo di studenti. Il laboratorio è inteso non solo come uno spazio fisico attrezzato in maniera specifica ai fini di una determinata attività, ma anche e soprattutto come una situazione in cui studenti e docenti progettano, sperimentano, ricercano e scoprono.

Il laboratorio è uno spazio di:

  • Comunicazione: con linguaggi verbali e non verbali, fondamentale per la relazione clinica.
  • Personalizzazione: sviluppo di autosufficienza, autostima, autonomia professionale ed emotiva, elementi chiave per una professione autonoma.
  • Esplorazione e Socializzazione: cooperazione attraverso momenti interattivi, che promuovono il lavoro di squadra e la condivisione di esperienze.

La simulazione di un parto al Cefpas

Il docente/Tutor ha un ruolo chiave nell’organizzazione della "formazione simulata". Egli dovrà scegliere il tipo di simulazione più adeguata e integrarla con altre metodologie e strumenti didattici. Dovrà guidare gli studenti sfruttando i loro punti di forza, riconoscendo nel frattempo i punti di debolezza. La realizzazione di contesti efficaci dal punto di vista della relazione, dei luoghi, degli strumenti e dei materiali usati è essenziale per lo sviluppo di processi formativi che dovrebbero avere come esito finale l’acquisizione di abilità tecniche, pratiche e relazionali. L'obiettivo finale è far acquisire allo studente competenze mirate all’autonomia e consapevolezza nella realtà clinica.

Lo studente del corso di Laurea in Ostetricia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ad esempio, si trova ad affrontare l’inizio del tirocinio formativo già dopo poche settimane dall’inizio del percorso universitario. Questa nuova e significativa esperienza potrebbe determinare paura, preoccupazione e ansia che rischiano di creare una barriera per il corretto apprendimento dello studente. Il Laboratorio si rivela quindi una metodologia necessaria affinché la formazione inizi in un contesto "protetto", che anticipa le esperienze di tirocinio sul campo, diventando un "ponte" fra la teoria e il tirocinio clinico.

Valutazione della Didattica Laboratoriale

Per la realizzazione dell’indagine conoscitiva è stato utilizzato un questionario strutturato a risposte chiuse, raggruppate in 5 item:

  1. Conoscenza dell’argomento trattato prima del laboratorio (studio individuale).
  2. Conoscenza dell’argomento trattato dopo aver frequentato il laboratorio (didattica laboratoriale).
  3. Organizzazione del laboratorio didattico: spazi e presidi/manichini.
  4. Organizzazione del Laboratorio didattico: insegnamento/apprendimento.
  5. Potenzialità ed utilità del laboratorio didattico.

Per la misurazione della percezione del discente è stato utilizzato un questionario creato ad hoc, derivato dalla revisione di tre scale di valutazione internazionali proposte dalla National League for Nursing:

  • Student Satisfaction and Self-confidence in Learning Scale
  • Educational Practices Questionnaire
  • Simulation Design Scale

Il questionario è stato somministrato agli studenti del 1° e del 3° anno al termine di ogni laboratorio svolto in due fasi: Fase 1 e Fase 2/Refresh. Questo approccio metodologico garantisce una valutazione approfondita dell'efficacia della didattica laboratoriale e della sua capacità di contribuire al miglioramento continuo della formazione ostetrica.

Profilazione dei Docenti e delle Figure Professionali Coinvolte

La qualità della formazione è ulteriormente rafforzata dalla presenza di docenti e professionisti con esperienze diversificate e di rilievo. Tra questi, si annoverano la Prof.ssa a. c. del Corso di Laurea in Ostetricia presso l’Università degli Studi di Pavia, Ostetriche Case Manager della Gravidanza a Basso Rischio presso Fondazioni I.R.C.C.S., Docenti a contratto in Economia presso TSRM polo Latina, Università La Sapienza, Ostetriche presso UOC Coordinamento Integrato Materno Infantile ASL Napoli3sud, Professori a contratto UPO di ricerca ostetrica applicata, Consigliere del comitato direttivo dell’Ordine della Professione Ostetrica di Roma e provincia, Ostetriche ASL, Ostetriche presso AUSL della Romagna ambito di Cesena (Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia), Docenti a contratto di pedagogia presso Università Vanvitelli, Napoli, Ostetriche Componenti del Comitato Percorso Nascita Nazionale in qualità di esperte, e Ostetriche, Osteopate, Consulenti Sessuali, esperte in Terapia Polivagale. Questa pluralità di competenze e prospettive arricchisce il percorso formativo, preparando i futuri ostetrici ad affrontare le sfide della professione con una visione completa e multidisciplinare.

tags: #nove #passimiglioramento #continuo #qualita #in #ostetricia