Nel vasto panorama della comunicazione contemporanea, spesso ci troviamo di fronte a metafore che intrecciano l'estetica della quotidianità con la durezza delle dinamiche di potere. Sebbene il punto croce sia un'arte antica, paziente e precisa, destinata a decorare oggetti intimi come i bavaglini per i più piccoli - magari personalizzati con nomi come "Sebastiano" - la metafora dell'intreccio ci serve oggi per descrivere il groviglio burocratico e giudiziario che caratterizza l'attuale scena politica italiana. Il ricamo richiede metodo, trasparenza e un disegno chiaro; la gestione del potere, al contrario, sembra aver smarrito la linearità, perdendosi in un "complotto perpetuo" che influenza ogni aspetto del vivere civile.

La Meccanica del Complotto Perpetuo e il Ruolo del Giudice
Perché si parla costantemente di complotto? Perché hanno inventato la macchina del complotto perpetuo. Il funzionamento di questo meccanismo è paradossale e onnipresente. Se un potente viene indagato e rinviato a giudizio, ecco la polemica sull'appiattimento del giudice che si siede sulla linea del pubblico ministero, ne sposa acriticamente le tesi e quindi bisogna separare le carriere perché il fatto che il giudice dia ragione al PM indica che c'è stato un complotto fra magistrati.
Al contrario, se uno viene indagato e poi archiviato, prosciolto o assolto, si accendono polemiche opposte: il soggetto viene descritto come perseguitato per anni e ora finalmente un giudice ha riconosciuto la verità, facendo cadere il teorema dei PM. Questa oscillazione costante impedisce una visione oggettiva della giustizia, trasformando ogni atto legale in un terreno di scontro ideologico dove la verità perde importanza a favore del "tifoseria".
L’Evoluzione delle Indagini: Il Caso Mastella e la Procura di Napoli
La realtà delle inchieste giudiziarie è molto più prosaica e meno complottista di quanto i dibattiti televisivi vogliano far credere. La notizia è che tredici mesi dopo l'esplodere dello scandalo a Santa Maria Capua Vetere la procura di Napoli ha chiuso le indagini, ha depositato gli atti. Questo è il titolo del Mattino di Napoli dell'altro giorno: "Concussione, Mastella verso il processo".
In ogni caso, la strategia mediatica e politica messa in atto dai soggetti coinvolti ha spesso tentato di distogliere l'attenzione dal merito dei fatti. Ricorderete che il ministro Mastella in carica insultò più volte quell'anziano, piccolo procuratore che aveva problemi anche a parlare alle telecamere, non riusciva a comunicare perché è uno che ha fatto il magistrato in provincia per tutta la sua vita. Bene, l'inchiesta è passata a Napoli, a Napoli è intervenuta la procura che ha confermato che era buona l'indagine di Santa Maria Capua Vetere.
Il Potere e la Poltrona: Analisi di una Resilienza Politica
Una questione fondamentale è come la permanenza nelle cariche pubbliche influenzi la gestione delle inchieste. Mastella, ad esempio, prese a pretesto l'arresto di sua moglie, ma non perché fosse collegato al governo Prodi; anzi, conoscendo Mastella figuratevi se avendo la moglie agli arresti domiciliari ed essendo lui indagato fa il nobile gesto di dimettersi. È evidente che Mastella non si è dimesso da ministro e non ha fatto cadere il governo Prodi a causa di quell'inchiesta di Santa Maria Capua Vetere, come non l'aveva fatto neanche a causa dell'indagine di Catanzaro: Mastella quando è in difficoltà la poltrona la prende e la tiene, non la molla certamente.
La domanda rimane: perché fece cadere il governo? Si diceva: "chissà che fine han fatto i processi che han fatto cadere il governo Prodi". L'inchiesta è finita, salvo diverse interpretazioni di reati: qua si contestano una serie infinita di concussioni e nello stesso tempo non si contesta più l'associazione per delinquere. Evidentemente si ritiene che questi 22 non fossero tutti associati in una stessa banda ma agissero ora due o tre insieme, ora due insieme, ma che non fosse un'intera associazione.
Definizioni e Dinamiche di Concussione
Per comprendere la gravità di quanto contestato, occorre chiarezza definitoria. La concussione è un'estorsione commessa da un pubblico ufficiale, in questo caso un signore che faceva o il parlamentare, se agiva prima della nascita del governo Prodi, oppure il ministro della Giustizia. Concussione: un'estorsione fatta da un pubblico ufficiale.
La seconda presunta concussione riguarda il tentativo, secondo l'accusa, di costringere il dirigente di un'ASL a concedere appalti, posti di lavoro e incarichi dirigenziali a gente appartenente all'Udeur. Qui ci sono Mastella, la sua signora, il capogruppo regionale dell'Udeur, il consulente legale - perché la moglie di Mastella ha persino un consulente legale, indagato insieme a lei per cose illegali. C'era la necessità, secondo lei, di mettere un ginecologo Udeur, l'importante non era tanto la laurea quanto l'Udeur. Allora, per sistemare il ginecologo Udeur, avevano fatto strame di ogni regola, tant'è che c'era questo dirigente che veniva massacrato dal gruppo regionale dell'Udeur con interpellanze, interrogazioni. Appena si è permesso di non nominare il ginecologo Udeur ma uno vicino a un altro partito, che riteneva più bravo, hanno cominciato a fargli sapere che gli avrebbero fatto delle interrogazioni parlamentari, che se ritirava quella nomina e si comportava bene e accettava di obbedire all'Udeur non gliele avrebbero più presentate.

Trasparenza, Informazione e il Mito del "Complotto"
In quale assemblea legislativa del mondo non si regalano medaglie d'oro ai consiglieri? Ovviamente chi non legge le pagine locali di Repubblica o del Mattino probabilmente pensa che Mastella veramente non abbia più indagini in corso. Si è poi scoperto - lo ha scoperto la procura di Salerno - che l'archiviazione di Mastella nel caso "Why Not" dipendeva dal fatto che al GIP la procura, dopo aver tolto le indagini a De Magistris, non aveva mandato tutti gli atti di accusa a carico di Mastella e quindi sulla base di una parziale documentazione il GIP aveva deciso di archiviare dicendo "qui non ci sono elementi per rinviare a giudizio, anzi non ci sono elementi nemmeno per indagarlo".
Non bisogna cadere nel tranello del vittimismo istituzionale. L'assoluzione di Angelo Rizzoli, che poi se ne va in giro a fare la vittima del complotto e a dire "mi hanno ridato l'onorabilità, esco pulito a testa alta", è un esempio di come la narrazione personale possa tentare di oscurare i fatti processuali. Nel caso di Rizzoli non se l'è depenalizzato lui, questo è il suo unico elemento di vantaggio rispetto a Berlusconi. Berlusconi si depenalizza direttamente i reati.
La Mobilitazione Civile: Oltre il Blog e la Protesta Virtuale
Esiste una crescente frustrazione nel cittadino comune che vede i temi fondamentali - come la perdita del lavoro, la sicurezza, la gestione delle emergenze sociali - messi in ombra da polemiche sterili. C'è un tempo per l'informazione, c'è un tempo per il passaparola e c'è un tempo per la mobilitazione. Mobilitazione per contrastare l'onda reazionaria e imbecille del potere e quella per canalizzare energie pulite propositive in una risposta politica nuova.
Se l'antipolitica rimane tale, se lo schifo, lo sdegno, il giusto vomito causato dall'informazione senza censure, porta alla radicalizzazione ed al rifiuto totale di ogni cosa, si rischia di aiutare il potere consolidato che conta sul popolo bue appecoronato che serve solo per mettere una X nel posto giusto. Ma questo processo al quale partecipi deve via via diventare dichiarato e visibile e raccogliere tutte le energie per un progetto comune. E soprattutto deve arricchirsi di persone completamente fuori dai giochi politici, giudiziari, ma attingere dalla comunità in cui è nato questo processo.
Considerazioni su Energia, Ambiente e Futuro
Spesso si discute di grandi opere come le centrali nucleari, la cui fattibilità è dibattuta non solo nel merito tecnico, ma anche in quello etico ed economico. È noto e stranoto che l'Italia delle botteghe non ha mai investito nella ricerca; prova ne è che, da sempre, ricercatori e scienziati italiani sono costretti a fuggire all'estero. L'unica "sicurezza" è il business. Il "mordi e fuggi" della cosiddetta "Italia che ama e che produce".
Sono gli scienziati che affermano che i costi del Nucleare aumenteranno in modo insostenibile in meno di 40 anni. Sono gli scienziati della Finlandia che dicono che è da pazzi costruire centrali in Italia e che l'Uranio è già alle stelle in quanto in estinzione. A voler fare una ricerca ne trovate le conferme. Ma al bottegaio non ha cura di questo. Al bottegaio interessa la commessa e l'incasso; poi se il "prodotto" va in malora prima del tempo, questo non fa mercato.

L'Etica dell'Informazione e la Resistenza Unita
Il cittadino chiede coerenza. Chi sta un gradino più in alto di noi deve darci una mano. Tutte le forze sane del paese ancora superstiti allo tsunami incivile - giornalisti, politici onesti, associazioni - si devono coalizzare in una nuova resistenza unita. Devono parlare insieme, all'unisono, con una voce sola, non da mille palchetti diversi. Mille "Travagli" da soli, per quanto coraggiosi ed onesti, non ce la possono fare. L'autoinformazione attiva è pesante e difficile di per sé. Per quello serve un "pacchetto" di proposte dove all'interno ci siano nomi al di sopra di ogni sospetto, idee concrete, persone accomunate da un unico obiettivo e da una visione unita e coesa.
La chiarezza, una linea di condotta netta e senza interpretazioni, dovrà sostituire dubbi, chiacchiere ed inezie. Drizziamo bene le antennine, compagne api operaie, e avveleniamo il pungiglione. Non si può ignorare che stiamo scivolando dentro un bacino enorme di insofferenza, con la maschera ed il boccaglio quasi non ce ne accorgiamo. L'apologia di determinati modelli autoritari, anche se camuffati, è un rischio costante per la democrazia, e la legge Scelba ci ricorda che l'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge, un punto fermo che non deve essere dimenticato in nome di una presunta libertà di espressione che finisce per soffocare i diritti altrui.
La politica di oggi sembra un bavaglino ricamato male: tanti fili tirati, tanti nodi che bloccano il disegno, ma privo della cura e della dedizione necessarie per accogliere, come in un nome ricamato con amore - "Sebastiano" - il futuro del paese. È tempo di sciogliere i nodi, non di crearne di nuovi.
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