Il mondo dell'infanzia è costellato di tradizioni e rituali che da sempre accompagnano la crescita dei più piccoli, e tra questi, la ninna nanna occupa un posto d'onore. Quando si sente la parola "nanna", per molti risuona nella memoria lo scricchiolio delle gambe di una robusta sedia di legno che accompagnava il dondolio di una nonna per addormentare il suo nipotino. Questo suono familiare evoca un senso di calma, sicurezza e amore che trascende le generazioni e le culture. La ninna nanna, come la pronunciamo noi italiani, è un concetto universalmente riconosciuto; lo diciamo noi italiani ma anche gli albanesi, e chissà in quanti altri modi si nomina, tra i popoli della Terra, questo tipo di canto diffuso al pari o più dei canti d'amore e di corteggiamento. Curiosamente, leggendo qua e là, si scopre che nel napoletano la parola "nonna" è anche sinonimo di "nanna", a sottolineare il legame profondo tra la figura accudente e il momento del riposo.

Il Suono Rassicurante: Musiche e Rituali della Nanna
Le ninne nanne non sono solo espressione vocale, ma possono assumere diverse forme per agevolare il sonno e creare un ambiente sereno. Un esempio tangibile di questo approccio è rappresentato da produzioni musicali pensate appositamente per i primi anni di vita dei bambini. Un CD dedicato a questo scopo raccoglie arrangiamenti di musiche d'autori classici come Bach, Vivaldi, Rossini, Gounod e altri ancora, affiancati da ninne nanne popolari e carillon. Queste musiche, proposte ai bambini nei primi anni di vita, non solo agevolano il sonno, ma sono parte fondamentale del rituale della nanna. Tuttavia, la loro utilità si estende oltre il momento del riposo; possono anche servire come colonna sonora per il racconto di una fiaba, stimolando l'immaginazione e rafforzando il legame affettivo tra genitore e figlio.
Per potenziare l'effetto rasserenante dell'ascolto, tutte le musiche hanno come sottofondo suoni della natura o effetti elettronici. Questi elementi aggiuntivi riproducono il canto di uccelli, grilli e cicale, il rumore del mare e della pioggia, creando un'atmosfera immersiva e rilassante che richiama la tranquillità degli ambienti naturali. Il rituale della nanna, tuttavia, è un processo più ampio e integrato, che può iniziare con un bel bagnetto caldo di almeno 15 minuti, un momento di puro relax per il bambino. Successivamente, la routine prevede una pappa leggera, evitando accuratamente giochi vivaci che possano eccitarlo. Quindi, c’è il cambio, il pigiamino e poi il lettino, dove mamma e papà lo metteranno giù cantando una ninna nanna o leggendo una storia con voce serena e suadente. Questo approccio olistico al sonno del bambino sottolinea l'importanza di creare un ambiente prevedibile e confortevole, basato sulla ripetitività e sulla dolcezza, elementi chiave per la serenità del piccolo.
Le Sfide del Sonno Infantile: Tra Aspettative e Realtà
Nel percorso genitoriale, il tema del sonno dei bambini è spesso fonte di ansie e interrogativi. Sono frequenti le domande che assillano i genitori, alimentate da convinzioni talvolta errate o da pressioni esterne. Siamo sicuri che il bambino debba dormire quando lo decidiamo noi? Siamo certi che il suo pianto notturno sia solo un capriccio? Troppo spesso, genitori ansiosi si chiedono se il loro bambino dorma troppo o troppo poco, arrivando perfino a ricorrere a soluzioni estreme dettate dalla stanchezza e dalla frustrazione. Ma siamo fuori strada! A volte vorremmo la bacchetta magica per farlo addormentare, ma purtroppo c'è chi ricorre addirittura a medicinali, una pratica che, come vedremo, è fermamente sconsigliata dagli esperti di un approccio naturale all'infanzia.
Il dibattito sui metodi per far addormentare i bambini è influenzato anche da un marketing aggressivo che promette soluzioni rapide e superficiali. Un esempio è lo slogan di un tiralatte che recita: "Tutto sotto controllo, per te tanta libertà". Questo tipo di messaggio, concepito per la presentazione di un oggetto, non è certo positivo per il rapporto con un piccolino, poiché suggerisce che la libertà del genitore possa prescindere dalla presenza e dal contatto necessario con il neonato. Non esistono ricette buone per qualsiasi bambino e per tutte le latitudini, anche se lo afferma qualche "grande esperto" alla moda. Questo evidenzia come ogni bambino sia un individuo unico, con bisogni specifici che non possono essere standardizzati.
Molti genitori si interrogano sulla propria adeguatezza: "Che tipo di genitore sono? Quanto tempo e quanta presenza mi chiede questo bambino che ha … mesi o…". Le domande si affollano, spesso in un contesto di stanchezza fisica ed emotiva. La giornata di 24 ore, che idealmente dovrebbe essere divisa in tre parti - 8 ore di lavoro, 8 di riposo e relazioni umane, 8 di sonno - si scontra spesso con la realtà di chi ha un neonato. Ed è in questi momenti di difficoltà che ci si chiede: "A che punto sono dello sfinimento e del risentimento verso mio figlio?". Ancora più delicata è la questione delle intenzioni del bambino: "Penso che il mio bambino sia cosciente delle proprie intenzioni, che voglia davvero - così piccolo - danneggiarmi, che sia già in grado volontariamente di creare problemi, di inventare dispettosi capricci?". Queste domande, seppur legittime, rivelano una mancanza di comprensione della fisiologia e della psicologia infantile, un campo in cui figure come Grazia Honegger Fresco hanno fornito contributi essenziali per demistificare tali convinzioni.
SONNO dei bambini: le 5 regole per fare la nanna. Cosa dicono i Pediatri.
Grazia Honegger Fresco: Una Visione Radicale per l'Infanzia
In questo contesto di incertezze e false credenze, la figura di Grazia Honegger Fresco (Roma, 6 gennaio 1929 - Castellanza, 30 settembre 2020) emerge come un faro guida. È stata una studentessa di Maria Montessori nel suo ultimo corso nazionale (1950-51) e ha a lungo sperimentato l'innovativo potere delle sue proposte in maternity hospitals, nests, children’s homes and elementary schools. La sua formazione e la sua esperienza diretta l'hanno portata a specializzarsi nello studio del neonato e del bambino nella scuola AIM di Adele Costa Gnocchi, approfondendo i principi di un'educazione che pone al centro l'individuo.
La dedizione di Grazia Honegger Fresco all'infanzia si è manifestata in un percorso professionale ricco e diversificato. Ha lavorato in nidi, scuole materne ed elementari e Case dei Bambini, applicando concretamente i principi pedagogici di Montessori. Oltre alla pratica sul campo, si è dedicata con passione alla formazione degli educatori, contribuendo a diffondere un approccio rispettoso e consapevole. La sua leadership è stata fondamentale in diverse istituzioni: è stata presidente del Centro Nascita Montessori di Roma, ha fondato l’Associazione Percorsi per Crescere e ha diretto per trent’anni con Lia De Pra il trimestrale «Il Quaderno Montessori». Queste attività dimostrano il suo impegno costante nel promuovere una cultura dell'infanzia basata sulla comprensione profonda dei bisogni dei bambini.
La sua eredità intellettuale è testimoniata da numerosi testi che spaziano su diverse tematiche legate all'educazione e alla crescita dei bambini. Tra i suoi scritti più significativi si annoverano: Montessori: perché no? (2000), un'opera che invita a una riflessione critica sull'applicazione dei principi montessoriani; I figli, che bella fatica! Prima e dopo il parto: l’esperienza del Centro Nascita Montessori di Roma, in Sulla scena del parto: luoghi, figure, pratiche, a cura di F.; Il primo legame. Per ogni bambino una risposta, scritto con Carmen Soru e M.; Il materiale Montessori, un testo fondamentale per comprendere gli strumenti pedagogici di questo approccio; Abbiamo un bambino; Essere nonni; Montessori: un approccio multidisciplinare al bambino, in Nascere e Crescere, a cura di L. P.; Un bambino con noi; Montessori: perché no? Un progetto di formazione ancora poco esplorato: vitalità del modello Montessori, in Chirone, Socrate, Buddha, a cura di A.; Radici nel futuro; Senza Parole; C'era una volta; Un nido per amico; Facciamoci un dono; Maestri da riscoprire, in Prima educare, a cura di C. Bartoli e L.; I figli, che bella fatica; Facciamoci un dono; Dalla parte dei bambini; Educazione attiva tra Cemea e Movimento di cooperazione educativa, in I ragazzi ci guardano. Educare alla cittadinanza ieri e oggi; Accogliere un bambino; Abbiamo un bambino, in collaborazione con Tiziana Valpiana; Maria Montessori, una storia attuale; Da solo io. Voglio fare da solo. Il bambino tra protezione e autonomia, 1° vol.; Musica per comunicare. Suoni e ritmo come linguaggio, 15° vol.; Il bambino scienziato. Conoscere, sperimentare e scoprire, 21° vol.; Siamo tutti diversi. I tanti colori del mondo, 23° vol.; Il rispetto per l’ambiente. Dalla casa alla biosfera, 25° vol.; Le grandi domande. Il bambino filosofo, 29° vol.; Il bambino agli inizi della vita. Imparare a conoscerlo, 30° vol.; Conflitto e confronto. Le differenze fra dialogo e scontro, 31° vol.; e l'articolo The “Cosmic” Task of the Youngest Children - Direct, Anticipate or Respect? Observations on Sara's First Eight Months by Her Mother, The NAMTA Journal • Vol. 41, No. Questi titoli evidenziano la sua visione olistica e il suo impegno nel divulgare un approccio pedagogico che valorizza il bambino in tutte le sue sfaccettature.

"Facciamo la nanna": Un Manifesto per il Sonno Naturale
Tra le opere di Grazia Honegger Fresco, un ruolo di primo piano è occupato dal libro "Facciamo la nanna". Il testo, dal titolo completo "Facciamo la nanna: Il Sonno Naturale dei Bambini" o anche "Facciamo la nanna. Quel che conviene sapere sui metodi per far dormire il vostro bambino. Ediz.", affronta in modo diretto e critico le problematiche legate al sonno infantile. La sua prima edizione è stata seguita nel 2015 da una seconda edizione aggiornata, segno della continua attualità dei temi trattati. Con 144 pagine, il libro è disponibile sia in versione cartacea che in formato E-book, e quest'ultimo è certificato dalla Fondazione Libri Italiani Accessibili (LIA) come accessibile da parte di persone cieche e ipovedenti, dimostrando un'attenzione all'inclusività.
Nel suo libro, Grazia Honegger Fresco chiarisce le ragioni per cui dovremmo respingere i metodi “facili e veloci”, che spesso promettono soluzioni immediate ma si rivelano controproducenti. Il testo è una vera e propria contestazione appassionata al cosiddetto metodo Estivill, che ha trovato ampia (e, secondo l'autrice, dannosa) diffusione dopo la pubblicazione di "Fate la nanna" ad opera del medico spagnolo Eduard Estivill. L'autrice critica apertamente metodi come quello di Eduard Estivill, noto per la sua impostazione violenta e dannosa, affermando che non sono una soluzione. L'analisi del libro mette in luce come la maggior parte delle pagine sia dedicata a criticare Estivill, un aspetto che, sebbene sia stato oggetto di alcune critiche da parte dei lettori che avrebbero desiderato più consigli pratici, è funzionale a smontare un approccio ritenuto dannoso. Un lettore, ad esempio, ha notato: "Ahimè mi unisco al coro, è un librino che per lo più parla della nocività del metodo Estevill e dà qualche informazione (più volte ripetuta) sulla fisiologia del sonno dei bimbi. Se lo prendete con l'ottica di trovare una soluzione magica per far dormire i vostri bimbi e per non farli svegliare la notte…". Altri hanno evidenziato: "La maggior parte delle pagine è dedicata a criticare Estivill, mentre si spende poco nel dare consigli su come aiutare i bambini a dormire in modo sereno." Tuttavia, è importante sottolineare che il valore del libro risiede proprio in questa critica costruttiva, che apre la strada a una visione alternativa.
Al contrario, l’autrice delinea gli approcci più dolci e rispettosi per affrontare i problemi del sonno. Il libro offre una prospettiva basata sull’ascolto e sulla comprensione dei bisogni reali del bambino, promuovendo un approccio a sostegno dei neo-genitori rispettoso delle necessità biologiche e affettive dei neonati e dei bambini nella prima infanzia. I consigli e gli approcci dolci proposti da Honegger Fresco invitano a fidarsi dell'istinto genitoriale e a creare un ambiente sereno per il sonno. Il libro spiega come i ritmi naturali del bambino, spesso ignorati, siano la chiave per una nanna tranquilla. Viene messo in evidenza il valore del contatto fisico e della presenza rassicurante del genitore, elementi fondamentali per la sicurezza emotiva del piccolo. "Facciamo la nanna" è una guida che invita a riflettere sui nostri stessi bisogni di adulti e a rispettare il sonno come un processo naturale. È un manuale che restituisce ai genitori la fiducia nel proprio istinto, dimostrando che il sonno, affrontato con amore e pazienza, può diventare un momento di serenità per tutta la famiglia. Questo approccio non solo risolve i problemi del sonno, ma rafforza anche il legame tra genitore e figlio. Come sintetizzato da una recensione: "Niente formule magiche, una critica dura, ma costruttiva, tanti spunti per affrontare con serenità il momento della nanna e sfatare alcuni dei più radicati miti sul sonno dei bambini." Tra i contenuti del libro, come suggerito dai capitoli menzionati, figurano anche "Il parere di alcuni medici: dott. Massimo Agosti, dott.ssa Elena Balsamo, dott. Estivill E., De Bejar S. Non si risolve separando Intervista a G.H.", a indicare un confronto con diverse prospettive mediche e un approfondimento sul tema della separazione.

I Pilastri del Pensiero di Honegger Fresco: Rispetto, Autonomia e Autorevolezza
La filosofia di Grazia Honegger Fresco, profondamente radicata nel pensiero montessoriano, si estende a tutti gli aspetti della crescita infantile, con un'attenzione particolare al sonno, considerato un processo intrinseco alla "normalità del sonno è la normalità della crescita". Uno dei suoi principi fondamentali è che "un bambino - unico nella storia dell'umanità per l'infinita combinazione di geni, tutto nuovo e originale - non può essere visto e trattato come tanti altri bambini simili a lui; simili, ma non uguali e infatti ciascuno ha fin dalla nascita propri bisogni, desideri e personalissimi modi di comunicarli senza parole." Questa visione individualizzata è alla base del suo approccio, che sollecita una riflessione critica su stereotipi culturali e mode educative lontani dalle reali esigenze dei più piccoli.
Il sonno di un bambino, come quello di un adulto, é una realtà sfaccettata che richiede comprensione, ascolto, capacità di osservare e di entrare in sintonia, pur senza esagerazioni. Honegger Fresco sostiene che “la notte riflette molto il giorno”, il che implica che se un bimbo è iperstimolato durante il giorno farà più fatica ad addormentarsi. È quindi fondamentale creare un ambiente diurno equilibrato, che non sovraccarichi il bambino di stimoli. In natura, come nelle relazioni umane, non ci sono mai soluzioni rapide o drastiche, né conviene tentare di farne uso. Questo libro, e più in generale l'approccio dell'autrice, intende aiutare a prevenire i conflitti con il bambino, a seguire le sue esigenze profonde e a dargli i necessari limiti, ma senza ricorrere a modalità rigide, che facilmente diventano punitive e dolorose per tutti.
Un aspetto cruciale per il benessere infantile è l'importanza delle abitudini. Al bambino piacciono le abitudini perché è un piccolo essere umano a cui le regole e la ripetitività di alcune azioni danno sicurezza e tranquillità. Questa prevedibilità contribuisce a un senso di calma e controllo nel suo piccolo mondo. I risvegli notturni, spesso fonte di preoccupazione per i genitori, sono invece considerati assolutamente normali e possono durare fino ai 5 anni. Inoltre, i bimbi tra l’ottavo mese e i 3 anni sviluppano l’ansia da separazione; in questi casi, la risposta “sensibile” della mamma contribuisce a consolidare la sua fiducia in lei, rafforzando un legame essenziale per lo sviluppo emotivo del bambino.
L'indipendenza e la libertà di movimento sono altri pilastri del pensiero di Honegger Fresco. Se lo si tiene troppo sulla sdraietta, un bambino non avrà la possibilità di sperimentare le proprie capacità motorie. Il bambino ha bisogno di un piano su cui strusciare, gattonare, spostarsi autonomamente, non di essere tenuto in uno spazio costrittivo. Attraverso il gioco, il bambino esplora, cresce forgiando la sua indipendenza, e un bambino indipendente riesce più facilmente a gestire i suoi ritmi di sonno e di veglia, poiché ha sviluppato una maggiore consapevolezza del proprio corpo e delle proprie esigenze.
La comunicazione del bambino, in particolare il pianto, è un altro elemento chiave. La Natura ha predisposto che il pianto del bimbo sia acuto e penetrante; deve esserlo perché fin dall’alba dell’umanità è il mezzo attraverso cui il neonato richiama l’attenzione dei genitori per esprimere un bisogno. In buona sostanza, la Honegger ci dice che gli adulti debbono imparare a tollerare il loro pianto senza cercare di bloccarlo all’istante col ciuccio. Al contrario, mamma e papà dovranno tranquillizzare il bimbo parlandogli con voce tranquilla, accarezzandolo, abbracciandolo, insomma facendolo sentire amato, rispondendo al suo bisogno di contatto e rassicurazione.
Infine, l'importanza della guida genitoriale è fondamentale. Il bambino ha bisogno di una direzione certa e sicura da tenere. Se un genitore è sempre titubante o cede alle sue richieste incapace di tenere il punto, diventa ai suoi occhi una figura debole e insicura di cui approfittare. Questa situazione, paradossalmente, non lo rende più forte, ma al contrario spaventato e insicuro, perché sono mamma e papà che dovrebbero decidere come, dove e quando, non il contrario. Non bisogna, ad esempio, chiedere “ti va di fare la nanna?” poiché è il genitore che sa che quello è il momento di andare al letto. Questo non significa essere rigidi, ma autorevoli. Se di notte si sveglia perché ha fatto un brutto sogno, l'indicazione è di non accendere la luce e di non prenderlo in braccio, suggerendo invece un approccio più contenuto e rassicurante a voce, per non alterare ulteriormente il ciclo sonno-veglia e aiutarlo a riprendere il sonno autonomamente, sentendosi comunque protetto dalla presenza dei genitori. L'approccio di Grazia Honegger Fresco invita quindi i genitori a riscoprire la propria autorevolezza basata sull'ascolto, sulla coerenza e sull'amore, piuttosto che su soluzioni rapide e distaccate.
