La Ninna Nanna: Un Canto Universale tra Pace, Cultura e Tradizione

La ninna nanna, con le sue note ripetitive e struggenti, accompagnate da parole dolcissime, rappresenta un legame universale che trascende confini geografici, culturali e religiosi. Essa non è solo una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare, ma un veicolo di amore, speranza e, talvolta, un inaspettato strumento di riconciliazione. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induce i bambini ad addormentarsi, creando un'atmosfera di calma e rassicurazione nel momento del passaggio dalla veglia al sonno.

Bambino dorme cullato da ninnananna

Un Ponte di Pace a Gerusalemme Est: Il Progetto Ocarina

Un Natale diverso è stato celebrato all’ospedale cattolico di San Giuseppe a Gerusalemme Est, dove medici, infermieri e ostetriche palestinesi assistono anche mamme ebree. L'ospedale, dotato di 180 letti, è diventato un simbolo di coesistenza e speranza. Qui, i sogni dei neonati sono accompagnati dal suono e dalla voce di una magica ocarina che sussurra ninnananne in più lingue.

L'Iniziativa di Suor Valentina Sala

L'idea di questo progetto è nata da Valentina Sala, 44 anni, brianzola di Arcore, missionaria della congregazione delle Suore di San Giuseppe dell’Apparizione. Infermiera e ostetrica a Gerusalemme Est da sette anni, Suor Valentina ha ricevuto in regalo decine di lettori musicali molto particolari, chiamati Ocarina. Questi strumenti, progettati da Sindbad, una piccola azienda fiorentina che ne ha vendute 40mila nel mondo, sono stati realizzati con un design e una sicurezza a misura di bambino, senza emissioni di onde elettromagnetiche o luminose.

Suor Valentina spiega che queste ocarine serviranno a "fare un nuovo passo verso la pace e la riconciliazione tra due popoli". Le ninnananne, cantate da mamme e papà ai loro bambini, rappresentano un legame universale che precede religione e cultura, addolcendo l'animo e avvicinandolo al prossimo, anche a quello considerato nemico.

La Scintilla della Riconciliazione

La storia dell'ospedale San Giuseppe è emblematica. Quando nel 2017 arrivò la prima mamma ebrea per chiedere di partorire, molti temettero che paura e odio potessero prevalere. Un'ostetrica palestinese, tremando, si opponeva, dicendo: "Faccio nascere un ebreo che un giorno sparerà a mio figlio". Ma Suor Valentina, credendo nei miracoli e per amore dell'umanità, le chiese di provare. L'ostetrica accettò, sperando che l'amore trasmesso ai neonati ebrei sarebbe stato d'esempio per i loro genitori. Questa scintilla ha lentamente e miracolosamente "contaminato" tutto l'ospedale, portando a un continuo aumento delle coppie ebree assistite da medici e ostetriche palestinesi.

Nonostante le difficoltà e la violenza che permea la Terra Santa, Suor Valentina coltiva il sogno di "togliere tutto questo odio già dalla nascita", unendo e riconciliando, perché "sono tutti fratelli, sono tutti figli di un unico Dio".

NINNA NANNA DI PACE (Zecchino d'oro) - Canzone con Testo

Il Contributo di Gianluca Giannini

Gianluca Giannini, l'imprenditore, padre di tre figli, che ha inventato Ocarina e l'ha esportata in tutto il mondo, ha donato gli strumenti all'ospedale cristiano di Gerusalemme Est. Anch'egli crede nei miracoli e sogna che questo strumento possa aiutare due popoli a ritrovare la pace.

Le ocarine sono state donate ai neonati durante una cerimonia all'ospedale, un "piccolo evento" non una semplice distribuzione, coinvolgendo i genitori presenti, o anche coppie che hanno avuto una "nascita speciale" come un bimbo prematuro o un parto difficile. Il sogno continua, narrando di bambini che giocano insieme, felici.

Ocarina: dispositivo per ninnananne

La Ninna Nanna: Definizione, Etimologia e Patrimonio Culturale

La ninna nanna è una melodia rasserenante cantata ai bambini per favorire il sonno. Le ninne nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di "berceuse", termine francese per ninna nanna, come la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844.

Dal punto di vista etimologico, il termine "ninnananna" è definito, nell’enciclopedia Treccani, come una "Nenia, cantilena dal ritmo monotono e cadenzato, con la quale si cullano i bambini cercando di addormentarli". In musica, indica un breve componimento musicale, in movimento moderato, ritmo pari, misura generalmente di 6/8, ispirato alle nenie cantate ai bambini.

Sia «ninna» che «nanna» sono termini che nel linguaggio infantile significano «sonno». Già i latini parlavano di "nenia" per indicare la cantilena, il linguaggio magico e il canto funebre. Il canto di culla era chiamato "Lallum" o "Lallus", e ancora oggi "lallare" indica il suono emesso dondolando un bambino per facilitargli il sonno. Gli antichi romani cantavano «lalla lalla». Lo stesso termine per gli inglesi è "lullaby", in francese "berceuse", "nana" per spagnoli e portoghesi, e "Wiegenlied" per i tedeschi. La parola «dormire» per l’arabo, nella variante tunisina, è detto "nänni", mentre per gli egiziani lo stesso significato è riposto nel termine "ninne". Le similitudini o le radici etimologiche simili della parola ninna nanna fanno supporre che fin dall’antichità cantare con un bambino tra le braccia fosse un gesto naturale in ogni luogo.

La parola italiana "Ninnananna" era compresa già nel “dizionario dell’Accademia della Crusca del 1612, che la attribuiva alle balie”. La più famosa tra le ninne nanne d’"arte" è sicuramente la "Wiegenlied" di Johannes Brahms, scritta dal compositore tedesco per Berta Faber in occasione della nascita del suo secondo figlio.

Spartito ninnananna classica

Le Ninne Nanne nel Mondo: Un Mosaico di Culture

La Commissione europea ha creato il progetto "Lullabies of Europe" per raccogliere tutte le ninne nanne nelle diverse lingue della Comunità, preservandone il patrimonio culturale. Le ninne nanne appartengono a tutte le culture del mondo e sono state spesso utilizzate per progetti scolastici interculturali, principalmente per la scuola dell’infanzia, ma anche per la primaria, per lavorare sulla scoperta e la storia della propria identità e confrontarla con quella di altri.

Ninne Nanne Ceche

  • Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi): Questa vivace ninna nanna fu raccolta in Moravia da František Sušil (1804-1868), prete e attivista della rinascita nazionale ceca. Egli raccolse canti in Moravia, Slesia e nei villaggi slavi dell'Austria. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, diminutivo familiare del nome maschile Jan.
  • Ukolébavka (Ninna nanna): Questa ninna nanna fu pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius (1592-1670), probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni, nella famiglia. Comenius sottolineò la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia.
  • Hajej můj andílku (Angioletto mio): Questa è una delle ninnananne ceche più melodiose, raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben (1811-1870), scrittore romantico ceco, poeta e collezionista di canti popolari e fiabe cechi.
  • Halí, dítě (Fai la ninna, bambino): Questa ninna nanna fu raccolta da František Bartoš (1837-1906), pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi.
  • Halaj, belaj, malučký (Dormi, dormi, piccolo): Questa ninna nanna proviene dalla Moravia orientale, dove il dialetto è influenzato dallo slovacco, e i canti popolari sono simili a quelli slovacchi al di là del confine.

Ninne Nanne Danesi

  • Solen er så rød, mor (Il sole è così rosso, mamma): Per i danesi, questa è una ninna nanna classica.
  • Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante): Questa è una delle ninne nanne più popolari e considerate un classico danese. Il tema riguarda gli animali esotici, e il contenuto e il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per renderla politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola "negerdukkedreng" (bambolotto negro) con "kokosnød" (noce di cocco). Il testo fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H.
  • Godnatsang (Canzone della buona notte): I testi e la musica di questa ninna nanna, molto popolare, sono stati composti da Sigurd Barrett (1967), pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini, in Danimarca, assieme a un suo collega, il musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini. Questa ninna nanna presenta un tema riguardante il sonno.
  • Mues sang få Hansemand (La canzone della mamma per il piccolo Hans): Questa ninna nanna proviene dalla zona meridionale dello Jutland, è molto antica e non si conosce l'anno in cui fu composta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca, probabilmente perché scritta nel dialetto dello Jutland.
  • Jeg vil tælle stjernerne (Conterò le stelle): Questa ninna nanna fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen (1915-2002). La musica fu composta da Hans Dalgaard (1919-1981).

Ninne Nanne Inglesi

  • Lavender's blue (La lavanda è blu): È una canzone tradizionale usata come ninna nanna. Non si sa quando fu scritta o da chi, ma risale almeno al XVII secolo. Come molte ninne nanne, probabilmente è stata tramandata di generazione in generazione e ha subito modifiche nel tempo.
  • By Baby Bunting (Ciao, bimbo ‘fagottino’): Nell'inglese antico, le ninne nanne erano chiamate "Byssinge" e il prefisso "by" significava sonnellino. Questa gioiosa canzoncina è antica quanto le filastrocche inglesi. Le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini ed è familiare ovunque si parli la lingua inglese. La melodia è giunta ai giorni nostri senza variazioni. Come nelle ninne nanne di altri luoghi, la promessa di una ricompensa per un buon comportamento è presentata al bambino. Nell'inglese odierno, la parola "bunting" potrebbe riferirsi a un tipo di uccello o a un panno soffice e spesso.
  • Hush, little baby (Ninna, nanna, piccolino): Questa è un'altra ninna nanna tradizionale di cui non si conosce l'autore della musica o delle parole. Si suppone abbia origine nel Nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano.
  • Twinkle twinkle little star (Brilla brilla stellina): Questa è una delle più popolari filastrocche inglesi e combina la melodia di una canzone francese del 1761 "Ah! Vous dirai-je, Maman" con la poesia inglese "The Star" di Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in "Rhymes for the Nursery", una raccolta di poesie di Jane Taylor e di sua sorella Ann. Il testo contiene cinque strofe, sebbene solo la prima sia largamente conosciuta. Mozart scrisse dodici variazioni su "Twinkle, Twinkle, Little star", catalogate come "Variazioni su Ah! Vous dirai-je, Maman".

Ninne Nanne Scozzesi

  • Scottish Lullaby (Ninna nanna scozzese): Questa melodia tradizionale proviene dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Soltanto l'aria "Cdul gu lo" (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di "Guy Mannering" di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità sono evocate in questo primo canto per l'infanzia. Il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio.

Ninne Nanne Greche

  • Νάνι μού το νάνι νάνι (Ninna, mio caro, ninna, nanna): Questa ninna nanna proviene dall'isola di Calimno, una delle isole del Dodecaneso. Le parole sono influenzate dalla bellezza della natura. Calimno è famosa per le spugne e la produzione dell'olio d'oliva, il che spiega perché nella ninna nanna vengono menzionati gli ulivi e il sole. Oltre alle parole ‘nani-nanì’, c'è il suono ‘e e è’ che è molto popolare e comune nelle ninne nanne greche.
  • Νάνι νάνι το παιδί μου (Ninna, nanna, bambino mio): La montuosa Kastoria, città greca nella Macedonia Occidentale, è il luogo di origine di questa ninna nanna. Nella ninna nanna sono citati i vigneti, e i riferimenti all'agnello, alla capra e all'ovile sono dovuti agli allevamenti di bestiame. Un altro elemento interessante è l'uso di diminutivi, come "pecorella" o "capretta".
  • Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά (Sonno, che prendi i piccoli): Questa ninna nanna, originariamente creata nell'isola di Tasso, si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni. L'elemento del ‘Sonno’ (‘Ύπνος’) è centrale. In molte ninne nanne greche ci si rivolge al Sonno, chiedendogli gentilmente di prendere il bambino tra le sue braccia e aiutarlo ad addormentarsi. Secondo la mitologia greca, ‘Ύπνος’ era il dio del sonno. Questa ninna nanna menziona l'Est e l'Ovest ad indicare la vastità del mondo.
  • Ύπνε μου, επάρε μού το (Sonno caro, ti passo il mio bambino): Questa ninna nanna nasce nell'Italia meridionale. Popolazioni di lingua greca hanno abitato quella parte dell'Italia fin dall'VIII secolo a.C., quando le prime colonie greche si stabilirono nel Salento, in Calabria, a Taranto e a Metaponto. Queste aree hanno una vasta produzione di rose, e forse per questo, nella ninna nanna, troviamo il riferimento alle rose e al loro assortimento.
  • Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά (Il sole dorme sulle montagne): Questa ninna nanna, di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina. Passata all'isola di Cipro, fu trasformata nel dialetto cipriota e vi furono aggiunti alcuni versi. La ninna nanna greca originale era formata soltanto dalla prima stanza. Non vi sono informazioni sull'anno in cui fu creata o su chi abbia composto rime e musica. La ninna nanna parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono e anche i bambini dovrebbero dormire. La madre culla il suo bambino cercando di farlo addormentare. Si suggerisce di parlare al bambino a bassa voce per non svegliarlo.

Ninne Nanne Italiane

  • Nana Bobò: Questa è una bella e antica ninna nanna della laguna veneta. Influenze balcaniche e bizantine sono evidenti nella struttura della canzone. Colei che canta augura salute e ricchezza al bambino amato che non vuole dormire. La madre non è presente, è andata alla fontana a prendere dell'acqua.
  • Fai la Nanna, Mio Simone: "Fai la nanna, mio Simone" è un esempio delle ninne nanne tradizionali italiane. Questa canzone proviene dalla Toscana e presenta, all'inizio, un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce e più appropriato per una canzone da culla.
  • Ninna nanna sette e venti: "Cuant ch'in cîl a ven le gnot e chi sês aí bessôi, se tu no tu duars inmó, jê ti cjale fís tai vôi" (Quando il cielo si oscura e che siete lì da soli, se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi…). Questa dolce e melodica ninna nanna fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane. Altre donne sono in piazza a conversare e passeggiare piacevolmente, ma la madre rimane a casa, per sorvegliare la cottura al forno di un tipo di pane chiamato focaccia, e ad occuparsi del suo bambino.
  • Stella stellina: Composta da Lina Schwarz, è una delle ninne nanne più popolari in tutta Italia. Molti anziani confermano di averla ascoltata nella loro infanzia.
  • Fate la nanna, coscine di pollo: Molte madri italiane conoscono questa ninna nanna toscana, usata di solito senza alcuna variazione di testo. Con un po' di fantasia, si possono paragonare affettuosamente le gambette di un bambino appena nato alle coscine di pollo.
  • Ninna nanna dei suoni e dei colori: Questa è una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo "Languages from the Cradle".

Ninne Nanne Rumene

  • Culcă-te, puiuţ micuţ (Addormentati, piccino mio): Questa è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), ancora cantata dalle donne che vivono in campagna, con diverse versioni. Viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase (1913-1963), una famosa cantante folk rumena.
  • Nani, nani, puişor (Ninna, nanna dolce piccolino mio): Questa ninna nanna è usata in tutte le regioni della Romania. Inizia con le tipiche parole che inducono al sonno: "nani, nani". La madre si augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del dì seguente. In rumeno, la parola "domani" corrisponde a "mâine", ma nella ninna nanna si può ascoltare un'antica variante, "mâni".
  • Culcă-mi-te mititel (Vai a dormire come un bimbo piccolino): Il titolo di questa ninna nanna è dato dal terzo verso della prima stanza, invece che dal primo. "Culcă-Mi-Te Mititel" è un antico canto per cullare i bambini, proveniente dalla regione della Montenia (Romania meridionale). La madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli ed anatroccoli nei campi.
  • Nani, nani, puiù mamii (Ninna, nanna, il bambino della mamma): Questa è un'altra ninna nanna molto antica, nata nelle regioni meridionali della Romania, in Oltenia. È breve e ripete parole specifiche per indurre il bambino alla quiete e al sonno: "nani" è una parola tipica delle ninne nanne; "maică/maichii" significa "mamma mia/della mamma". In rumeno è comune rivolgersi ai bambini con le parole della mamma per dimostrare affetto.
  • Haia, haia, mică baia (Haia, haia, il bagnetto): Inizia con le parole "haia, haia" che suggeriscono l'atto del cullare o del mettersi a giocare. Il tema principale della ninna nanna è la ripetizione del numero ventuno. In rumeno, il numero venti si dice "douăzeci", ma nella ninnananna si può ascoltare "douăzăşi", il modo in cui si pronuncia nella regione del Banato.

Ninne Nanne Turche

  • Uyusun da büyüsün (Che il mio bambino cresca mentre dorme): Questa ninna nanna è inclusa nella categoria più estesa delle ninne nanne turche, quelle che esprimono auguri e desideri. Generalmente, esprimono ciò che la madre desidera per la sua bambina o per il suo bambino, inclusi benefici materiali come giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana. È usata, inoltre, l'espressione onomatopeica "tıpısh tıpısh" per rendere il suono dei passi della bambina. Nella seconda strofa, la madre descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l'henna, pratica comune per i turchi in segno di benedizione.
  • Babanın Ninnisi (Ninna nanna del papà): Questa è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda.
  • Dandini Dandini Dastana (Dandini Dandini Dastana): Quasi tutti in Turchia conoscono la prima strofa di questa ninna nanna. È possibile cantarla con variazioni del primo verso o di quelli successivi. A prima vista, il verso iniziale può sembrare strano, ma secondo alcune fonti (Karabaş, 1999:62), il significato è metaforico: "dana" (vitello) rappresenta il figlio, "bostan" (orto) è la vita, "bostancı" (giardiniere) sta per il padre e "lahana" (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Invoca il nome di Dio e chiede che lo tenga lontano dal malocchio. Elogiare la bellezza del bambino o della bambina è un tratto comune. La madre usa diverse similitudini e paragona le labbra della sua bambina alle ciliegie, e le sopracciglia alla luna crescente o a una piuma. Per la madre, il suo bambino è più bello di qualsiasi altra cosa, perfino degli angeli.
  • Sen bir güzel meleksin (Sei un magnifico angelo): Questa è una ninna nanna che, come le altre, celebra la bellezza e la purezza del bambino, elevandolo a una creatura quasi divina.

Ninna Nanne Africane: Olélé Moliba Makasi

Le ninne nanne fanno parte di ogni civiltà, varcando i confini del tempo e delle nazioni. Un esempio significativo è la ninna nanna africana Olélé Moliba Makasi, originaria della Repubblica del Congo, cantata dalle mamme per addormentare i loro bambini, ma anche dai canoisti per scandire i colpi di pagaia. Questo brano è diventato noto oltre i confini del Congo grazie al fumetto "Tintin in Congo" dell’artista belga Hergé e al CD book "Rhymes and Lullabies of the Baobab", una raccolta che contiene 29 canzoni da 10 paesi africani, tra cui Ruanda, Costa d’Avorio e Senegal, ognuna unica per lingua e suono, registrata con strumenti autoctoni ed eseguita da donne, uomini e bambini. Oggi "Olélé Moliba Makasi" viene spesso insegnata ai bambini delle scuole materne francesi, dimostrando la sua capacità di attraversare culture e generazioni.

Mappa delle ninnananne nel mondo

Ghali e la "Ninna Nanna" nel Panorama Musicale Contemporaneo

Il panorama musicale contemporaneo, in particolare quello hip hop e trap, ha visto emergere artisti che hanno utilizzato il concetto di ninna nanna in chiave moderna, reinterpretandone il significato e la sonorità. Ghali Amdouni, noto semplicemente come Ghali, è un rapper italiano di origini tunisine che ha saputo integrare elementi della sua cultura e della sua esperienza personale nella sua musica, ottenendo un successo notevole.

Gli Inizi e l'Ascesa di Ghali

Ghali ha iniziato ad avvicinarsi all'hip hop con lo pseudonimo "Fobia", poi mutato in "Ghali Foh". Nel 2011, ha fondato i Troupe D'Elite, un gruppo che includeva anche il rapper Er Nyah (ora Ernia), la cantante Maite e il produttore Fonzie (ora Fawzi). Nello stesso anno, è stato contattato dal rapper Guè, che lo ha messo sotto contratto nell'etichetta Tanta Roba. Ha guadagnato notorietà anche grazie a Fedez, accompagnandolo nel suo tour. L'anno successivo, il gruppo ha pubblicato l'EP omonimo, che la critica ha spesso definito come uno dei punti più bassi dell'hip hop italiano.

Nel luglio del 2013, Ghali ha pubblicato il mixtape "Leader", collaborando con artisti come Sfera Ebbasta e Maruego. Dal 2014 al 2016, ha pubblicato una serie di singoli accompagnati da videoclip sul suo canale YouTube, ottenendo popolarità. Questi singoli sono stati poi inclusi nella raccolta "Lunga vita a Sto", pubblicata il 24 novembre 2017.

La Fondazione di Sto Records e il Successo Commerciale

Nel 2016, Ghali ha fondato la propria etichetta discografica Sto Records, con l'obiettivo di pubblicare il proprio materiale da solista. Il 3 febbraio 2017 è uscito il secondo singolo "Pizza Kebab", che ha raggiunto la terza posizione della Top Singoli ed è stato certificato doppio disco di platino dalla FIMI. Il 17 marzo, ha partecipato alla realizzazione del primo singolo di Charlie Charles, "Bimbi", con la collaborazione di altri rapper italiani come Izi, Rkomi, Sfera Ebbasta e Tedua. Il 27 marzo, ha collaborato con il rapper francese Lacrim nella traccia "Tristi", parte dell'album "Force et Honneur".

Il 26 maggio 2017, Ghali ha pubblicato il suo album d'esordio, "Album", anticipato il 12 dello stesso mese dal singolo "Happy Days", vincitore del "Premio Lunezia Rap" e promosso il 1º settembre dal quarto singolo "Habibi", il cui videoclip era uscito il mese precedente.

Ghali durante una performance live

La "Ninna Nanna" di Ghali: Un Fenomeno Trap

Il brano "Ninna Nanna" di Ghali, pubblicato nel 2016, ha segnato un punto di svolta nella sua carriera, diventando un vero e proprio fenomeno trap. Questa canzone ha saputo catturare l'attenzione del pubblico e della critica, dimostrando la capacità di Ghali di reinterpretare e attualizzare temi tradizionali in un contesto moderno. La "Ninna Nanna" di Ghali, pur distaccandosi dalla melodia rasserenante delle ninnananne tradizionali, mantiene un filo conduttore con l'idea di un canto intimo e personale, seppur con un sound e testi che riflettono la realtà contemporanea e le esperienze dell'artista.

Collaborazioni e Progetti Successivi

Nel corso del 2018, Ghali ha pubblicato una serie di singoli stand-alone. Nello stesso anno, ha collaborato con Capo Plaza al brano "Ne è valsa la pena", incluso nell'album "20". Nel 2019, ha continuato con la pubblicazione di singoli inediti, iniziando il 15 marzo con "I Love You", prodotto da Zef. Il successivo 21 giugno, sono stati pubblicati in contemporanea "Turbococco" e "Hasta la vista", il primo accompagnato da un videoclip. Il 5 luglio, è stato pubblicato il mixtape "Machete Mixtape 4", nel quale Ghali è presente nel brano "Goku" insieme a Sick Luke.

Nel febbraio 2021, Ghali ha rivelato di essere al lavoro su nuovo materiale per un terzo album in studio, rivelando due mesi dopo di aver completato il primo singolo del progetto discografico. Il 22 giugno dello stesso anno è uscito il singolo stand-alone "Chiagne ancora", frutto della collaborazione con Liberato e J Lord. Il 29 ottobre successivo, il rapper ha reso disponibile il singolo "Wallah" insieme al relativo video musicale, a cui hanno fatto seguito nel mese di aprile 2022 i successivi singoli "Walo" e "Fortuna".

Nel 2023, ha preso parte ai brani "Alo Alo" di Noizy e "Tiffany" di Baby Gang, oltre al singolo "Puta" di Sixpm e Guè. Successivamente, ha contribuito alla realizzazione dell'album "La Divina Commedia" di Tedua scrivendo il brano "Hoe" in collaborazione con Sfera Ebbasta, aprendo così la sua carriera di autore per altri artisti. Nello stesso anno, è tornato a collaborare con Charlie Charles al singolo "Obladi oblada". Il 27 novembre 2023, Ghali ha annunciato a sorpresa il suo quarto album di inediti, intitolato "Pizza Kebab Vol. 1".

Il Futuro e il Messaggio di Pace

Ghali, attraverso la sua musica e il suo percorso, ha dimostrato come la cultura e l'arte possano essere strumenti potenti per veicolare messaggi di pace e inclusione. La sua "Ninna Nanna" e altri brani riflettono una sensibilità che, pur radicata nel contesto della trap, riesce a toccare corde universali, proprio come le antiche ninnananne che si tramandano da generazioni. Il suo lavoro si inserisce in un dialogo più ampio sulla riconciliazione e la comprensione tra i popoli, un tema che risuona profondamente nell'iniziativa di Suor Valentina a Gerusalemme Est.

NINNA NANNA DI PACE (Zecchino d'oro) - Canzone con Testo

Il Valore Intrinseco della Ninna Nanna

Le ninne nanne, al contrario di molti prodotti culturali omologati, fanno parte di ogni civiltà, varcando i confini del tempo e delle nazioni. Esse rappresentano un dialogo intimo tra madre e figli, un momento di calma e rassicurazione che accompagna i più piccoli nel mondo del sonno. Non solo inducono il riposo, ma contribuiscono anche allo sviluppo emotivo e sensoriale del bambino, offrendo stimoli attraverso la voce familiare e la melodia. La ricchezza del folclore delle ninne nanne, dalle struggenti note ebraiche e arabe ai canti cechi, danesi, inglesi, scozzesi, greci, italiani, rumeni e africani, dimostra la loro universalità e la loro capacità di essere specchio delle tradizioni, dei paesaggi e delle speranze di ogni popolo.

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