Le ninne nanne, con la loro melodia rassicurante e le parole sussurrate, rappresentano un rito universale che attraversa epoche e culture, offrendo un ponte di dolcezza tra il giorno che finisce e la promessa di un domani migliore. Questa pratica antica, tuttora presente in culture diversissime per territorio geografico, per linguaggio, tradizioni e storia, è molto più di un semplice aiuto per l'addormentamento: è un veicolo di connessione profonda, uno strumento di sviluppo e un custode di patrimoni culturali inestimabili. Nonostante le sfide della genitorialità moderna, che un mentore in materia di podcast, Dave Jackson, era solito esprimere dicendo che "i bambini sono i killer dei podcast", la gravidanza non dovrebbe scoraggiare i piani di continuare programmi o routine significative, proprio come il canto delle ninne nanne. La musica e il linguaggio, infatti, stabiliscono nella ninna nanna un'unione e una fusione unica e irripetibile, che si rivelano indispensabili per il benessere e lo sviluppo del bambino.
La Voce Prima del Mondo: Le Ninne Nanne e il Legame Prenatale
Già quando il bambino è nel grembo materno, non può percepire molto dall'esterno, ma l'altro suono che il bambino sente prima della nascita è, in modo chiaro e distintivo, la voce della madre. Anche se questa gli giunge ovattata, il bambino ne è consapevole e, secondo quanto si dice, le ninne nanne cantate dalla madre possono fungere da ponte tra la vita nel grembo materno e quella al di fuori di esso. Questo meccanismo può funzionare efficacemente anche se, mentre è nell'utero, il bambino è esposto continuamente anche ad altre voci e stimoli sonori.
L'impatto profondo della voce familiare prenatale si manifesta in modi sorprendenti e talvolta miracolosi. Si narra persino di un fratello che cantava ogni sera "You Are My Sunshine" alla sorellina mentre era nella pancia della madre. Quando la bimba nacque con problemi di salute e sembrava che non ce l'avrebbe fatta, fu proprio la voce del fratello che cantava per lei a far risalire i suoi parametri vitali e a farla guarire miracolosamente. Questa storia esemplifica il potere innato e profondo della voce familiare e della melodia nel plasmare il benessere e la resilienza del neonato, creando un senso di sicurezza e continuità fin dai primi istanti della vita extrauterina. La voce, quindi, non è solo un mezzo di comunicazione, ma un vero e proprio strumento terapeutico e affettivo che precede la nascita e ne influenza positivamente le delicate fasi di transizione.

Un Antico Eco: La Storia Millenaria delle Ninne Nanne
Le ninne nanne, come pratica culturale, affondano le loro radici in un passato estremamente remoto, ben oltre la memoria storica documentata. Per quanto ne sappiamo, le ninne nanne esistevano già nel 2000 a.C., una testimonianza della loro universalità e della loro funzione essenziale nella cura dei bambini attraverso i millenni. Una scoperta significativa che lo attesta è una tavoletta di argilla delle dimensioni di un palmo risalente all’antica Babilonia, nell'odierno Iraq, sulla quale è riportata una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi. Questa antica testimonianza ci offre uno spaccato delle pratiche genitoriali di un'epoca lontana, dimostrando come il bisogno di calmare e addormentare i bambini fosse già allora riconosciuto e codificato.
Nel corso delle generazioni, molte ninne nanne sono state tramandate oralmente, il che rende facile dimenticare che le canzoni, le filastrocche e persino le fiabe non sono sempre state così adatte alle famiglie come lo sono oggi. Anzi, alcune sono addirittura macabre e spaventose nelle loro origini, riflettendo contesti storici e sociali spesso duri e intrisi di superstizioni o moniti. Un esempio lampante è "Rock-a-bye Baby", che cantiamo senza pensarci: pensa alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso. Questo illustra come elementi di pericolo o di dolore fossero integrati in canti che dovevano comunque servire a tenere a bada i piccoli, forse anche attraverso un certo grado di "educazione" al rischio.
L'antropologo Dean Falk suggerisce che la comunicazione vocale attraverso la ninna nanna risale probabilmente a molto prima che venisse in uso il marsupio, stimando un'origine di più di un milione e mezzo di anni fa. Le madri preistoriche, infatti, quando dovevano occuparsi delle faccende quotidiane, erano costrette a mettere a terra i loro neonati. Questi sicuramente avranno protestato piangendo e lamentandosi, non gradendo di essere separati, anche se momentaneamente, dalle loro mamme. È probabile che le madri "abbiano iniziato a mantenere il contatto con i figli vocalmente. La voce rasserenante avrà ogni tanto sostituito il conforto dell’abbraccio, mentre la madre altrimenti occupata conciliava il sonno del bimbo, assicurandolo della sua presenza". Questa teoria, esposta in "Lingua madre", sottolinea come la ninna nanna non sia solo un prodotto culturale, ma una risposta evolutiva a un bisogno primario di connessione e rassicurazione, sviluppatasi in un'epoca in cui la sopravvivenza dipendeva anche dalla capacità della madre di gestire più compiti contemporaneamente, mantenendo al contempo il legame con il proprio piccolo. La nenia, in quest'ottica, diventa una delle prime forme di comunicazione affettiva e di regolazione emotiva.

Melodia e Ritmo: Gli Ingredienti Magici per il Sonno e lo Sviluppo
Una caratteristica distintiva che permette di riconoscere una ninna nanna in qualsiasi cultura è il suo ritmo. I toni tranquillizzanti e i ritmi dolci sembrano essere la ragione principale per cui una ninna nanna aiuti un bambino ad addormentarsi. Questi elementi musicali creano un'atmosfera di calma e sicurezza, facilitando la transizione verso il sonno. Le ninne nanne sono canzoni speciali, che si riconoscono anche se cantate in una lingua non familiare, proprio grazie a queste qualità intrinseche: il ritmo uniforme, la regolarità e la ripetizione delle parole, la semplicità della struttura musicale e l'andamento lento della melodia aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni.
Il ritmo, in particolare, gioca un ruolo cruciale. Molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo sono scritte con un ritmo in 3/4, tipico del valzer. Questo ritmo ricorda un po' il dondolio di una culla, un movimento che è naturalmente rassicurante per i bambini. Questo dondolio, o stimolazione vestibolare, contribuisce allo sviluppo dell'equilibrio e soddisfa il bisogno innato di movimento del bambino, aumentando contemporaneamente l'attenzione e facilitando l'addormentamento. L'atto di cullare il bambino mentre si canta rafforza ulteriormente questo effetto multisensoriale, trasmettendo calore, odore e una stimolazione fisica che va oltre il semplice messaggio uditivo.
Non solo il ritmo, ma anche la melodia e le parole sono fondamentali per lo sviluppo del bambino. Cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche, introducendo il bambino a suoni, parole e strutture grammaticali in un contesto rilassato e piacevole. È stato dimostrato che la musica stessa è un valido aiuto all'apprendimento per i neonati e i bambini piccoli, stimolando diverse aree del cervello e promuovendo lo sviluppo cognitivo. Le ninne nanne permettono al bambino di apprendere le basi della musica, stabilendo un collegamento con le note e la realtà che lo circonda, attraverso le melodie e le parole delle canzoncine. Durante il sonno, i bambini continuano a imparare: si rinforzano i collegamenti tra le sinapsi e tra i neuroni, consolidando quanto appreso durante la giornata.
Tra le ninne nanne più conosciute, la "Ninna nanna di Brahms", nota anche come "Canzone della culla", è un classico intramontabile. Per quanto riguarda "Twinkle, Twinkle, Little Star", questa è comunemente attribuita a Mozart, ma la melodia deriva in realtà da una vecchia canzone francese. Mozart compose una serie di dodici variazioni basate su questa melodia, probabilmente mentre si trovava a Parigi nel 1778, e le fu aggiunto il testo di una poesia intitolata "The Star" della poetessa inglese Jane Taylor. Le origini di "Rock-a-bye Baby" e "Hush Little Baby", invece, sono varie e difficili da individuare. La versione R&B di "Hush Little Baby", scritta e registrata da Inez e Charlie Foxx e resa popolare da James Taylor e Carly Simon, è diventata più una canzone romantica che una vera e propria ninna nanna, dimostrando come queste melodie possano evolvere e assumere nuovi significati nel tempo.
Curiosamente, anche brani non specificamente concepiti come ninne nanne possono svolgere questa funzione. Il testo di "Good Night" o "Golden Slumbers" dei Beatles può avere più senso come ninna nanna per via delle parole, ma canzoni come "Lucy in the Sky with Diamonds" o "Norwegian Wood" potrebbero essere più efficaci per via del loro ritmo in 3/4, che richiama il movimento della culla. Questo dimostra la versatilità della musica e come la sua struttura ritmica e melodica possa superare il significato delle parole per indurre calma e sonno.
L'importanza della musica
Il Potere della Voce Genitoriale: Emozioni, Ansie e Funzioni Vitali
L'efficacia delle ninne nanne nel calmare un bambino è significativamente amplificata se a cantarle sono voci familiari al bambino. Studi hanno dimostrato che la presenza e l'interazione diretta dei genitori, attraverso il canto, hanno un impatto profondo e misurabile sul benessere del bambino. Non si tratta solo di trasmettere un messaggio uditivo; quando la ninna nanna viene cantata con contatto corporeo, si instaura una stimolazione plurisensoriale fatta di calore, odore e stimolazione vestibolare che accompagna il dondolio e facilita l'addormentamento. Anche quando il bambino non è tenuto in braccio, c'è una vicinanza che porta oltre al messaggio uditivo anche quello affettivo visivo.
È stato osservato che la nenia cantata dalla viva voce della madre contribuisce non soltanto alla qualità del sonno, ma favorisce il miglioramento delle funzioni vitali, specie nei bambini pretermine. Non dolci filastrocche o nenie suonate dal registratore a basso volume, ma la musicalità della voce dei genitori è il "toccasana" che favorisce, nell'immediato, una migliore qualità del sonno e, alla lunga, potenzia le funzioni vitali con effetti benefici sull'armonia della crescita. Se le canzoni registrate rischiano di generare una sovrastimolazione nei piccoli, quelle dal vivo sembrano migliorare la crescita e lo sviluppo, specie nei bimbi prematuri.
La dottoressa Joanne Loewy, coordinatrice di uno studio significativo, spiega che "la tranquillità acquisita dal bambino, grazie all’ascolto della voce di mamma e papà, non solo lo aiuta ad addormentarsi, ma regolarizza anche il battito cardiaco e potenzia la funzionalità respiratoria". Questi effetti indiretti si estendono anche ai genitori i quali, confortati dalla progressiva crescita dei propri bimbi, dimenticano l’ansia e le problematiche che spesso sono correlate ad una nascita anticipata. Lo studio, condotto su quasi 300 bambini nati pretermine in 11 ospedali americani e seguiti per due anni, ha coinvolto i genitori nel scegliere una canzone, arrangiarla in una ninna nanna e cantarla ai loro piccoli, registrando poi le reazioni dei bambini attraverso macchinari e osservando i movimenti oculari, di suzione e respirazione. Dai risultati è emerso che le canzoni avevano un effetto benefico evidente sui piccoli, riducendo il livello di stress con ripercussioni sul sonno, non più disturbato, e sul miglioramento del battito cardiaco, della respirazione e della suzione.
Il Professor Claudio Fabris, Professore di Neonatologia presso l’Università di Torino, commenta che "il bambino riesce a sentire la voce della mamma e del papà già dopo 16 settimane dal concepimento e gli effetti positivi dimostrati dallo studio, quando il bambino è ancora in incubatrice, invitano ad integrare in maniera regolare questo tipo di interazione fra genitori e bebé". Ma la ninna nanna, anche se dolce, non è solo parole; ci vuole un abbraccio. "La stimolazione tattile-ritmica che accompagna i movimenti della ninna nanna - aggiunge ancora il neonatologo - ha nel bambino un effetto calmante e rassicurante. Parlargli, cantare, tenerlo in braccio quando ne sente il bisogno, comunicare con lui sia con il contatto delle mani o il suono della voce, sia con il ritmo di tutto il corpo, significa 'nutrirlo di affetto'".
Secondo uno studio svolto da un’università inglese, l’umore dei bambini, quando hanno un rapporto diretto con loro, tende ad uniformarsi a quello delle mamme. Durante questo studio è stato chiesto alle mamme di cantare una canzone allegra e la reazione dei bambini è stata la felicità, a conferma dell'importanza del contagio emotivo positivo. È stato dimostrato che 10 minuti di ninna nanna cantata nel modo giusto sono in grado di ridurre fortemente l’ansia nei bambini, intesa come frequenza del battito cardiaco, nonché la percezione del dolore. Gli psicologi dell’infanzia suggeriscono che il modo migliore per far addormentare i bambini è quello di assecondare l’umore del bambino: se un bambino è tranquillo e calmo, la mamma potrà cullarlo (sia in braccio che nel lettino) seguendo il ritmo del canto calmo, rilassato e regolare.
Tradizionalmente, in passato, nella famiglia patriarcale, il canto della ninna nanna spettava alle donne della famiglia, non solamente alla mamma. Tuttavia, secondo una conquista culturale del nostro tempo, la ninna nanna viene cantata non solo dalla mamma, dalla nonna, dalle zie e dalle sorelle, ma anche dal padre e dal nonno, estendendo il beneficio di questa pratica a tutti i membri della famiglia e rafforzando ulteriormente il legame affettivo del bambino con la sua rete di riferimento. Chi canta sente inevitabilmente un richiamo al passato, ad un tempo precedente a cui attingere queste poche strofe imparate spesso in forma dialettale, perché appartenenti alla propria regione o paese di nascita, ascoltate e riascoltate, mandate a memoria assieme al ricordo di quella voce particolare e della persona a cui apparteneva.

Un Patrimonio Culturale Globale: Ninne Nanne dal Mondo
Le ninne nanne costituiscono un patrimonio culturale inestimabile, tramandato di generazione in generazione e unico per ogni popolo, pur condividendo caratteristiche universali legate alla loro funzione. La Commissione europea ha riconosciuto questa ricchezza culturale creando il progetto "Lullabies of Europe", con l'obiettivo di raccogliere tutte le ninne nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne l'eredità. Questo sforzo dimostra la consapevolezza dell'importanza di queste melodie non solo per il benessere dei bambini, ma anche come espressione viva delle tradizioni e delle identità nazionali.
Ninne Nanne Italiane: Armonie di Terra e di Cuore
Il repertorio italiano di ninne nanne è estremamente vario e riflette la ricchezza linguistica e culturale delle sue regioni. Tra le più amate e conosciute c'è "Stella stellina", composta da Lina Schwarz, che ha risuonato nell'infanzia di molte generazioni. "Ninna nanna ninna oh" e "Fra' Martino campanaro" sono altri esempi popolari che accompagnano i bambini italiani verso il sonno.
Nella tradizione toscana, troviamo "Fai la Nanna, Mio Simone", che presenta all'inizio un tono più esuberante, per poi sfumare in un ritmo più dolce e appropriato per una canzone da culla. Un'altra ninna nanna toscana molto conosciuta è "Fate la nanna, coscine di pollo", un testo che, con un po' di fantasia, paragona affettuosamente le gambette di un neonato alle coscine di pollo.
Dalla laguna veneta, "Nana Bobò" è una bella e antica ninna nanna che rivela influenze balcaniche e bizantine nella sua struttura. Colei che canta augura salute e ricchezza al bambino amato che non vuole dormire, menzionando l'assenza della madre, andata alla fontana a prendere dell'acqua, un'immagine vivida della vita quotidiana di un tempo.
Il Friuli offre "Ninna nanna sette e venti", una dolce e melodica ninna nanna che fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane. Essa narra di una madre che, mentre altre donne conversano in piazza, rimane a casa per sorvegliare la cottura di una focaccia e prendersi cura del suo bambino, un ritratto tenero di dedizione materna.
Infine, "Ninna Nanna dei suoni e dei colori" è un esempio contemporaneo, composto in occasione del progetto europeo "Languages from the Cradle", dimostrando come le ninne nanne continuino ad evolversi, adattandosi ai tempi moderni e integrando nuove tematiche.

Ninne Nanne Ceche: Tra Letteratura e Folclore
La Repubblica Ceca vanta un ricco repertorio di ninne nanne, molte delle quali sono state tramandate grazie a scrittori e folkloristi. "Spi, Janíčku, spi" (Dormi, Janíček, dormi) è una vivace ninna nanna raccolta in Moravia da František Sušil, un prete e attivista della rinascita nazionale ceca. Utilizza il nome proprio "Janíček", un vezzeggiativo di Jan, molto comune.
"Ukolébavka" (Ninna nanna) fu pubblicata nel 1633 ne "L'Informatorium della Scuola Infantile" di Johan Amos Comenius, probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni. Comenius sottolineò la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia, riconoscendo il ruolo fondamentale di canti come questo.
"Hajej můj andílku" (Angioletto mio) è una delle ninne nanne ceche più melodiose, raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben, scrittore romantico ceco e collezionista di canti popolari e fiabe. "Halí, dítě" (Fai la ninna, bambino) fu raccolta da František Bartoš, un pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi. Infine, "Halaj, belaj, malučký" (Dormi, dormi, piccolo) proviene dalla Moravia orientale, dove il dialetto è influenzato dallo slovacco, mostrando come i canti popolari trascendano i confini politici.
Ninne Nanne Danesi: Dalla Natura agli Animali Esotici
La Danimarca offre anch'essa una selezione di ninne nanne molto amate e radicate nella cultura popolare. "Solen er så rød, mor" (Il sole è così rosso, mamma) è considerata una ninna nanna classica, evocando immagini serafiche del tramonto.
Una delle più popolari è "Elefantens vuggevise" (La ninna nanna dell'elefante), considerata un classico. Il tema tratta degli animali esotici, e il contenuto e il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Il testo, scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H., fu modificato negli anni novanta per renderlo politicamente corretto, sostituendo la parola "negerdukkedreng" (bambolotto negro) con "kokosnød" (noce di cocco), un esempio di come le tradizioni orali si adattino ai valori sociali contemporanei.
"Godnatsang" (Canzone della buona notte) è un'altra ninna nanna molto popolare, i cui testi e musica sono stati composti da Sigurd Barrett, pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini, insieme al musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini, consolidandone il legame con l'ora del riposo.
"Mues sang få Hansemand" (La canzone della mamma per il piccolo Hans) è una ninna nanna molto antica della zona meridionale dello Jutland, la cui origine temporale è sconosciuta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca, probabilmente a causa del suo testo scritto nel dialetto dello Jutland, evidenziando il ruolo della lingua locale nella diffusione delle tradizioni.
Infine, "Jeg vil tælle stjernerne" (Conterò le stelle) fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen, con la musica composta da Hans Dalgaard.
Ninne Nanne di Lingua Inglese e Scozzesi: Tra Tradizione e Poesia
Il mondo anglofono offre una miriade di ninne nanne che hanno attraversato l'Atlantico e le generazioni. "Lavender's blue" (La lavanda è blu) è una canzone tradizionale usata come ninna nanna, la cui origine risale almeno al XVII secolo. Come molte ninne nanne, anch'essa probabilmente è stata tramandata e modificata nel tempo.
"By Baby Bunting" (Ciao, bimbo ‘fagottino’) è una canzoncina gioiosa, antica quanto le filastrocche inglesi. Nell'inglese antico, le ninne nanne erano chiamate "Byssinge" e il prefisso "by" significava sonnellino. Questa melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni, e le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini, rendendola familiare ovunque si parli la lingua inglese. Come nelle ninne nanne di altri luoghi, anche qui viene presentata la promessa di una ricompensa per un buon comportamento. Nell'inglese odierno, la parola "bunting" può riferirsi a un tipo di uccello o a un panno soffice e spesso, aggiungendo un tocco di dolcezza all'immagine del bambino.
"Hush, little baby" (Ninna, nanna, piccolino) è un'altra ninna nanna tradizionale di origini sconosciute per musica e parole. Si suppone abbia origine nel Nord America, poiché il tordo beffeggiatore, l'uccello menzionato nella canzone, è tipico del continente americano.
"Twinkle twinkle little star" (Brilla brilla stellina) è una delle più popolari filastrocche inglesi. Combina la melodia di una canzone francese del 1761, "Ah! Vous dirai-je, Maman", con la poesia inglese "The Star" di Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in "Rhymes for the Nursery". Mozart compose dodici variazioni su questa melodia, catalogate come "Variazioni su Ah! Vous dirai-je, Maman".
La "Scottish Lullaby" (Ninna nanna scozzese) è una melodia tradizionale che proviene dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Soltanto l'aria "Cdul gu lo" (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di "Guy Mannering" di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia, dove il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio, infondendo nei bambini un senso di appartenenza e fierezza.

Ninne Nanne Greche: Eco di Mitologia e Paesaggi Mediterranei
Le ninne nanne greche sono intrise della bellezza della natura e di riferimenti mitologici, riflettendo la ricchezza culturale del paese. "Νάνι μού το νάνι νάνι" (Ninna, mio caro, ninna, nanna) proviene dall'isola di Calimno, nel Dodecaneso, un'isola che combina la bellezza delle montagne, l'aroma dell'origano e del timo con le acque cristalline. Le parole sono influenzate da questa bellezza naturale, menzionando ulivi e il sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno, famosa anche per le spugne e la produzione dell'olio d'oliva. Il suono "e e è" è molto popolare e comune nelle ninne nanne greche.
"Νάνι νάνι το παιδί μου" (Ninna, nanna, bambino mio) ha origine dalla montuosa Kastoria, una città greca nella Macedonia Occidentale, nota per i suoi vigneti, citati nella ninna nanna. La regione è anche ricca di allevamenti di bestiame, spiegando i riferimenti all'agnello, alla capra e all'ovile, e l'uso di diminutivi come "pecorella" e "capretta", che aggiungono tenerezza.
"Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά" (Sonno, che prendi i piccoli), originariamente dall'isola di Tasso, si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni. L'elemento del "Sonno" ("Ύπνος") è centrale; in molte ninne nanne greche ci si rivolge al Sonno, gentilmente richiedendogli di prendere il bambino tra le sue braccia e aiutarlo ad addormentarsi. Secondo la mitologia greca, "Ύπνος" era il dio del sonno. In questa ninna nanna si menzionano l'Est e l'Ovest ad indicare la vastità del mondo.
"Ύπνε μου, επάρε μού το" (Sonno caro, ti passo il mio bambino) ha le sue radici nell'Italia meridionale, dove popolazioni di lingua greca hanno abitato fin dall'VIII secolo a.C., quando le prime colonie greche si stabilirono nelle regioni del Salento, in Calabria, a Taranto e a Metaponto. Queste aree hanno una vasta produzione di rose, forse la ragione per cui la ninna nanna contiene riferimenti alle rose e al loro assortimento.
Infine, "Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά" (Il sole dorme sulle montagne), di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina e, passata all'isola di Cipro, fu trasformata nel dialetto cipriota con l'aggiunta di alcuni versi. La ninna nanna greca originale era formata soltanto dalla prima stanza. Non vi sono informazioni circa l'anno in cui fu creata o su chi abbia composto le rime e la musica. La ninna nanna parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono e anche i bambini dovrebbero dormire, con la madre che culla il suo bambino cercando di farlo addormentare, raccomandando di parlare a bassa voce per non svegliarlo.
Ninne Nanne Rumene: Canti di Campagna e Affetto Materno
Le ninne nanne rumene sono spesso legate alla vita rurale e ai forti legami familiari, con espressioni di affetto e desideri per il futuro dei bambini. "Culcă-te, puiuţ micuţ" (Addormentati, piccino mio) è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), ancora cantata dalle donne che vivono in campagna. Ne esistono diverse versioni, e viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase, una famosa cantante folk rumena che contribuì grandemente a far conoscere la musica popolare rumena all'estero.
"Nani, nani, puişor" (Ninna, nanna dolce piccolino mio) è usata in tutte le regioni della Romania. Inizia con le tipiche parole che inducono al sonno: "nani, nani". La madre si augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del dì seguente; in rumeno, la parola "domani" corrisponde a "mâine", ma nella ninna nanna si può ascoltare un'antica variante, "mâni".
"Culcă-mi-te mititel" (Vai a dormire come un bimbo piccolino), il cui titolo è dato dal terzo verso della prima stanza, è un antico canto per cullare i bambini, proveniente dalla regione della Muntenia (Romania meridionale). La madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli e anatroccoli nei campi, riflettendo la vita agreste dove i bambini giocano con piccoli animali e fiori e, crescendo, continuano a prendersi cura di essi.
"Nani, nani, puiù mamii" (Ninna, nanna, il bambino della mamma) è un'altra ninna nanna molto antica, nata nelle regioni meridionali della Romania, in Oltenia. È breve e ripete specifiche parole per indurre il bambino alla quiete e al sonno: "nani" è una parola tipica delle ninne nanne, e "maică/maichii" significa "mamma mia/della mamma". In rumeno è comune rivolgersi ai bambini con l'espressione "della mamma" per dimostrare affetto.
Infine, "Haia, haia, mică baia" (Haia, haia, il bagnetto) inizia con le parole "haia, haia" che suggeriscono l'atto del cullare o del mettersi a giocare. Il tema principale della ninna nanna è la ripetizione del numero ventuno. In rumeno, il numero "venti" si dice "douăzeci", ma nella ninna nanna si può ascoltare "douăzăşi", il modo in cui si pronuncia nella regione del Banato.
Ninne Nanne Turche: Auguri, Desideri e Benedizioni
Le ninne nanne turche si distinguono per l'espressione di auguri e desideri per il futuro del bambino, spesso con un profondo senso di benedizione e protezione divina. "Uyusun da büyüsün" (Che il mio bambino cresca mentre dorme) rientra in questa categoria. In queste ninne nanne è espresso principalmente il desiderio che il bambino si addormenti, ma generalmente esprimono anche ciò che la madre desidera per la sua bambina o per il suo bambino, inclusi benefici materiali come giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa di questa ninna nanna, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana, utilizzando anche l'espressione onomatopeica "tıpısh tıpısh" per rendere il suono dei passi della bambina. Nella seconda strofa, la madre descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l'henné, una pratica un tempo molto comune per i turchi applicare l'henné sulle mani delle bambine in segno di benedizione.
"Babanın Ninnisi" (Ninna nanna del papà) è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda, che testimonia come anche i padri siano sempre più attivi in questa pratica.
"Dandini Dandini Dastana" è una ninna nanna la cui prima strofa è quasi universalmente conosciuta in Turchia, e può essere cantata con variazioni. A prima vista, il verso iniziale può sembrare strano, poiché il suo contenuto è piuttosto estraneo ai concetti che si hanno del mondo del bambino o della ninna nanna. Tuttavia, secondo alcune fonti, come Karabaş (1999:62), il significato è metaforico: "dana" (vitello) rappresenta il figlio, "bostan" (orto) è la vita, "bostancı" (giardiniere) sta per il padre e "lahana" (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Invoca il nome di Dio e chiede che lo tenga lontano dal malocchio.
Elogiare la bellezza del bambino o della bambina è un tratto molto comune nelle ninne nanne turche. La madre usa diverse similitudini e paragona le labbra della sua bambina alle ciliegie e le sopracciglia alla luna crescente o a una piuma. Per la madre, il suo bambino è più bello di qualsiasi altra cosa, perfino degli angeli, un sentimento profondo di amore e ammirazione espresso in "Sen bir güzel meleksin" (Sei un magnifico angelo), un'altra ninna nanna che incarna l'adorazione genitoriale.
L'importanza della musica
Il Rito della Nanna: Creare un Ambiente e un Legame Duraturo
Il momento della nanna è importantissimo nella vita di un bambino, non solo per il riposo fisico ma anche per il suo sviluppo cognitivo ed emotivo. Per favorire il sonno, bisogna predisporre tutto l’ambiente di casa in questa direzione. Tornati a casa dal lavoro, dopo aver preparato la cena e sistemato, arrivata la sera, tutto dovrebbe placarsi: è l’ora della nanna, il momento in cui mettere a posto i giochi, abbassare le luci, spegnere televisione, smartphone e tablet. Il bambino deve percepire che l’ora della nanna è arrivata attraverso un insieme di segnali e abitudini.
I bambini, come si sa, sono degli abitudinari incalliti. La ripetizione di un’azione o di un’abitudine provoca tranquillità e abitudinarietà nella loro testa, fornendo un senso di sicurezza e prevedibilità che è fondamentale per il loro benessere. Il rito delle ninne nanne, se praticato con costanza, diventa una di queste abitudini rassicuranti. Non è necessario essere brave cantanti; in ogni caso, la voce della mamma o del papà è sicuramente più gradita ai bimbi e da preferire, perché portatrice di emozioni vere e di un legame affettivo insostituibile. La ninna nanna, pronunciata nel modo giusto, ha grandissime potenzialità nella mente dei bambini. Una melodia canticchiata dalla voce della mamma o del papà ha il potere di tranquillizzare i bambini, cullandoli e accompagnandoli dolcemente nel mondo dei sogni.
Una cosa che alcuni genitori, come l'autrice del testo originale, non hanno fatto con i propri figli è stato cantare le ninne nanne più semplici, quelle che tutti conoscono, soprattutto perché le avevano sentite così tante volte da esserne stufi ancor prima di partorire. Tuttavia, il repertorio a disposizione è vastissimo. Una mamma che si appresta a cantare per il suo bambino può disporre di un ricco repertorio che appartiene alla tradizione infantile italiana e straniera. In commercio si trovano diversi libri, piacevolmente illustrati e corredati di CD, che possono offrire spunti e testi. Oltre a questo ricco repertorio tradizionale, oggi possiamo attingere a un bacino più ampio di canzoncine moderne.
Da sempre le ninne nanne, come tutta la cultura musicale popolare, si sono prestate a essere cambiate, mescolate tra loro, modificate nel testo o nel profilo melodico. Ogni mamma può dunque inventare una ninna nanna per il suo piccolino. Oppure, può cambiarne una che conosce, adattandola con la propria fantasia al suo mondo. Un ricordo particolare è legato a una volta in cui il pianto del figlio più piccolo è durato per delle ore. Dopo aver cantato tutto il repertorio conosciuto, averlo cullato e coccolato a lungo, aver inventato rime e vocalizzazioni, non sapendo più cosa fare, è stata scelta una canzone che piaceva e si è iniziato a cantarla, avendo cura di rallentarla molto, di intonarla in una zona un po’ più acuta e di frammentarla con dei silenzi che via via si rendevano sempre più lunghi. Questo esempio dimostra come l'adattamento creativo e la sensibilità alle esigenze del bambino siano più importanti della perfezione vocale.
Il rito delle ninne nanne, se instaurato e mantenuto, può protrarsi per anni, evolvendo con il bambino e continuando a fornire un'ancora di affetto e sicurezza in un mondo in continua scoperta.