Ninne Nanne per Adulti: Il Riposo, l'Anima e l'Antica Armonia

Il sonno, un’azione fondamentale per la vita, accomuna tutti gli esseri viventi, e il desiderio di quiete e riposo trascende l'età e le specie. È proprio questa profonda universalità a ispirare brani come "Ninna nanna per adulti", la seconda traccia del nuovo album di Giacomo EVA, intitolato "Storie di uomini e di bestie", la cui uscita è prevista a settembre. Questo brano non è solo un invito al riposo, ma anche un'esortazione all’attenzione, una riflessione sulla sottile linea che separa l'uomo dalle bestie e sulla profonda animalità che può essere contenuta in un uomo, così come l'umanità che una bestia può manifestare. Siamo sicuri che il confine sia solamente il linguaggio e la ragione? Questa domanda risuona, spingendo a indagare le dimensioni più ancestrali dell'esistenza e del bisogno di pace, un bisogno che le ninne nanne, nella loro forma più tradizionale o inaspettata, hanno sempre cercato di soddisfare.

L'immagine stilizzata di un uomo e una bestia che riposano pacificamente, con un cuore al centro

"Ninna Nanna per Adulti" di Giacomo EVA: Un Invito alla Riflessione Profonda

Il mondo musicale di Giacomo EVA continua a farsi conoscere attraverso opere che stimolano la riflessione, e "Ninna nanna per adulti" ne è un esempio lampante. Questo brano, parte dell'album "Storie di uomini e di bestie", si concentra su un tema universale: il dormire. L'album, però, più che soffermarsi sul rapporto uomo-bestie, vuole indagare quanta animalità è contenuta in un uomo e quanta umanità può invece manifestare una bestia. La convivenza tra uomini e bestie è cosa ancestrale. Abbiamo, in quanto uomini, dominato e addestrato gli animali, alcuni fino a tenerli dentro le nostre case, ma l'opera di EVA ci spinge a chiederci quale sia il confine che separa l’uomo dalle bestie, e se siamo sicuri sia solo il linguaggio e la ragione. Il silenzio è un luogo importante da abitare, e in questo brano, forse, risiede un'eco di quella quiete profonda che la musica, come una ninna nanna, può donare, anche agli adulti che cercano risposte o semplicemente un momento di tregua dalle complessità del vivere.

L'Essenza della Ninna Nanna: Storia, Ritmo e Funzione Primordiale

Una ninna nanna è una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induce i bambini ad addormentarsi. Per quanto ne sappiamo, le ninne nanne esistevano già nel 2000 a.C. Su una tavoletta di argilla delle dimensioni di un palmo risalente all’antica Babilonia (l’odierno Iraq) è riportata una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi. Questa antica tradizione ci ricorda che molte ninne nanne sono state tramandate da generazioni, ed è facile dimenticare che le canzoni, le filastrocche e persino le fiabe non sono sempre state così adatte alle famiglie come lo sono oggi. Alcune sono addirittura macabre e spaventose; pensa alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso, che cantiamo senza pensare in "Rock-a-bye Baby".

Una caratteristica che permette di riconoscere una ninna nanna è il ritmo. I toni tranquillizzanti e i ritmi dolci sembrano essere la ragione per cui una ninna nanna aiuti un bambino ad addormentarsi. Attraverso il ritmo uniforme, la regolarità e la ripetizione delle parole, la semplicità della struttura musicale e l’andamento lento della melodia, le ninne nanne aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni. E se assieme al canto, una mamma addormenta i propri piccoli cullandoli, il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bimbo, aumenta l’attenzione, contribuisce allo sviluppo dell’equilibrio e soddisfa il suo bisogno di movimento. Le madri tendono ad attirare l’attenzione del loro bambino cantando più velocemente all’inizio; poi rallentano l’esecuzione per mantenere alta quell’attenzione. La musica stessa è un valido aiuto all’apprendimento per i neonati e i bambini piccoli.

Il Ponte Sonoro: Ninne Nanne e Sviluppo Precoce

Il potere della ninna nanna si manifesta già prima della nascita. Quando il bambino è nel grembo materno, non può percepire molto dall’esterno. Ma l’altro suono che il bambino sente prima della nascita è la voce della madre. Anche se questa gli giunge ovattata, il bambino ne è consapevole e si dice che le ninne nanne cantate dalla madre possano fungere da ponte tra la vita nel grembo materno e quella al di fuori di esso. Questo può funzionare anche se, mentre è nell’utero, il bambino è esposto continuamente anche ad altre voci. Si narra persino di un fratello che cantava ogni sera "You Are My Sunshine" alla sorellina mentre era nella pancia della madre; quando la bimba nacque con problemi di salute e sembrava che non ce l’avrebbe fatta, fu proprio la voce del fratello che cantava per lei a far risalire i suoi parametri vitali e farla guarire miracolosamente.

Dopo la nascita, gli studi hanno dimostrato che se a cantarle sono voci familiari al bambino, queste ninne nanne sono più efficaci nel calmarlo. Non solo, cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche. Per l'antropologo Dean Falk, la comunicazione vocale attraverso la ninna nanna risale probabilmente a molto prima che venisse in uso il marsupio, più di un milione e mezzo di anni fa. Le madri preistoriche, infatti, quando dovevano occuparsi delle faccende quotidiane, mettevano a terra i loro neonati. Questi sicuramente avranno protestato piangendo e lamentandosi, non gradendo di essere separati, anche se momentaneamente, dalle loro mamme. È probabile che le madri «[…] abbiano iniziato a mantenere il contatto con i figli vocalmente. La voce rasserenante avrà ogni tanto sostituito il conforto dell’abbraccio, mentre la madre altrimenti occupata conciliava il sonno del bimbo, assicurandolo della sua presenza». I bimbi piccoli sono disposti a tutto pur di evitare la separazione dalla madre e per ristabilire il contatto fisico: urlano, scalciano, si aggrappano e piangono. Il pianto provoca l’empatia dell’adulto, innesca emozioni, sollecita una risposta.

Una madre che canta una ninna nanna al suo bambino, con linee d'onda sonore stilizzate

Questo legame sonoro è talmente profondo che le ninne nanne sono canzoni speciali, si riconoscono anche se cantate in una lingua non familiare. Il ritmo del valzer, in 3/4, ad esempio, è un tratto comune in molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo, poiché ricorda un po’ il dondolio di una culla. Il testo di "Good Night" o "Golden Slumbers" dei Beatles può avere più senso come ninna nanna, ma canzoni come "Lucy in the Sky with Diamonds" o "Norwegian Wood" potrebbero essere più efficaci proprio per via del loro ritmo in 3/4.

Un Repertorio Infinito: Esempi e Varianti Culturali delle Ninne Nanne

Il mondo delle ninne nanne è vasto e culturalmente ricco, con melodie che hanno attraversato secoli e confini. Ninne nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di berceuse, che è il termine francese per ninna nanna, come la "Berceuse" scritta da Fryderyk Chopin nel 1844. Una delle ninne nanne più conosciute è la "Ninna nanna di Brahms", nota anche come "Canzone della culla".

Per quanto riguarda "Twinkle, Twinkle, Little Star", questa è comunemente attribuita a Mozart, ma la melodia deriva in realtà da una vecchia canzone francese del 1761, "Ah! Vous dirai-je, Maman". Mozart compose una serie di dodici variazioni basate su questa melodia, probabilmente mentre si trovava a Parigi nel 1778. Ad essa fu aggiunto il testo di una poesia intitolata "The Star" della poetessa inglese Jane Taylor, pubblicata nel 1806 in "Rhymes for the Nursery". Il testo contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima sia largamente conosciuta.

Le origini di "Rock-a-bye Baby" e "Hush Little Baby", invece, sono varie e difficili da individuare, ma la versione R&B di quest’ultima, scritta e registrata da Inez e Charlie Foxx e resa popolare da James Taylor e Carly Simon, è diventata più una canzone romantica che una vera e propria ninna nanna. "Lavender's blue" è una canzone tradizionale usata come ninna nanna che risale almeno al XVII secolo. "Bye Baby Bunting", nell'inglese antico, le ninne nanne erano chiamate Byssinge ed il prefisso by significava sonnellino. Questa gioiosa canzoncina è tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini e risulta familiare ovunque si parli la lingua inglese. La melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni. Come nelle ninne nanne di altri luoghi, la promessa di una ricompensa per un buon comportamento viene presentata al bambino. Nell'inglese odierno, la parola bunting potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso. "Hush, little baby" è un'altra ninna nanna tradizionale e si suppone che abbia origine nel Nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano.

Ninne Nanne dall'Europa e Oltre: Un Mosaico Culturale

La ricchezza delle ninne nanne si rivela appieno quando si esplora il folclore di diverse culture. La Commissione europea ha creato il progetto "Lullabies of Europe" per raccogliere tutte le ninna nanne nelle diverse lingue della Comunità, al fine di preservarne il patrimonio culturale.

Dalla Repubblica Ceca:La Moravia ha dato i natali a vivaci ninne nanne come "Spi, Janíčku, spi" (Dormi, Janíček, dormi), raccolta da František Sušil, un prete e attivista della rinascita nazionale ceca. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, diminutivo familiare di Jan. Un'altra importante ninna nanna, "Ukolébavka" (Ninna nanna), fu pubblicata nel 1633 ne "L'Informatorium della Scuola Infantile" di Johan Amos Comenius, probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni, che sottolineava la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia. "Hajej můj andílku" (Angioletto mio) è una delle ninnananne ceche più melodiose, raccolta da Karel Jaromír Erben, scrittore romantico ceco e collezionista di canti popolari. "Halí, dítě" (Fai la ninna, bambino) fu raccolta da František Bartoš, pedagogo ed etnografo. "Halaj, belaj, malučký" (Dormi, dormi, piccolo) proviene dalla Moravia orientale, dove il dialetto è influenzato dallo slovacco, rendendo i canti popolari simili a quelli al di là del confine.

Dalla Danimarca:I danesi considerano "Solen er så rød, mor" (Il sole è così rosso, mamma) una ninna nanna classica. "Elefantens vuggevise" (La ninna nanna dell'elefante) è una delle più popolari ed è considerata un classico. Il tema tratta degli animali esotici, e il contenuto e il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola "negerdukkedreng" (bambolotto negro) con "kokosnød" (noce di cocco). Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H. "Godnatsang" (Canzone della buona notte) ha testi e musica composti da Sigurd Barrett, pianista e conduttore televisivo per bambini, insieme al musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma. "Mues sang få Hansemand" (La canzone della mamma per il piccolo Hans) è una ninna nanna molto antica della zona meridionale dello Jutland, scritta nel dialetto locale e per questo meno conosciuta a livello nazionale. "Jeg vil tælle stjernerne" (Conterò le stelle) fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen, con musica di Hans Dalgaard.

Dalla Scozia:Una melodia tradizionale delle Highlands scozzesi è la "Scottish Lullaby". Soltanto l'aria "Cdul gu lo" (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di "Guy Mannering" di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia. Il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio.

Dalla Grecia:Dall'isola di Calimno, nel Dodecaneso, proviene "Νάνι μού το νάνι νάνι" (Ninna, mio caro, ninna, nanna), le cui parole sono influenzate dalla bellezza della natura, menzionando ulivi e sole, elementi essenziali per gli abitanti. Oltre alle parole "nani-nanì", qui si trova anche il suono "e e è", molto popolare e comune nelle ninne nanne greche. Da Kastoria, città montuosa della Macedonia Occidentale, proviene "Νάνι νάνι το παιδί μου" (Ninna, nanna, bambino mio), che cita vigneti e allevamenti, con riferimenti a pecorella, capretta e ovile, e l'uso di diminutivi. "Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά" (Sonno, che prendi i piccoli), originariamente dall'isola di Tasso, si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni. L'elemento del "Sonno" ("Ύπνος") è centrale; ci si rivolge al Sonno, dio del sonno nella mitologia greca, per prenderlo tra le sue braccia. La ninna nanna menziona Est e Ovest, ad indicare la vastità del mondo. "Ύπνε μου, επάρε μού το" (Sonno caro, ti passo il mio bambino) nasce nell'Italia meridionale, dove popolazioni di lingua greca hanno abitato fin dall'VIII secolo a.C., e il riferimento alle rose e al loro assortimento è forse dovuto all'ampia produzione di queste aree. "Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά" (Il sole dorme sulle montagne), di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina e fu trasformata nel dialetto cipriota con l'aggiunta di versi. Parla del tramonto, quando il sole e la pernice dormono, e anche i bambini dovrebbero dormire. La madre culla il suo bambino parlandogli a bassa voce per non svegliarlo.

Dall'Italia:"Nana Bobò" è una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta, con influenze balcaniche e bizantine. Colei che canta augura salute e ricchezza al bambino, mentre la madre è andata alla fontana. "Fai la Nanna, Mio Simone" è un esempio delle ninne nanne tradizionali italiane dalla Toscana, con un tono esuberante all'inizio e poi un ritmo più dolce. "Ninna nanna sette e venti", parte del ricco folclore friulano, descrive la madre che sorveglia la cottura della focaccia e si occupa del bambino, mentre altre donne conversano in piazza. "Stella stellina", composta da Lina Schwarz, è una delle ninne nanne più popolari in Italia. "Fate la nanna, coscine di pollo" è una ninna nanna toscana che, con un po' di fantasia, paragona affettuosamente le gambette di un bambino appena nato alle coscine di pollo. La "Ninna nanna dei suoni e dei colori" è una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo "Languages from the Cradle".

Dalla Romania:"Culcă-te, puiuţ micuţ" (Addormentati, piccino mio) è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale, cantata ancora dalle donne in campagna, e menzionata nei testi scolastici nella versione di Maria Tănase, famosa cantante folk rumena. "Nani, nani, puişor" (Ninna, nanna dolce piccolino mio) è usata in tutte le regioni della Romania, con le tipiche parole che inducono al sonno e un'antica variante di "domani". "Culcă-mi-te mititel" (Vai a dormire come un bimbo piccolino), dalla Montenia, esprime il desiderio che il bambino cresca e badi a pecore e anatroccoli. "Nani, nani, puiù mamii" (Ninna, nanna, il bambino della mamma) è un'altra ninna nanna molto antica dall'Oltenia, breve e ripetitiva con parole affettuose come "nani" e "maică/maichii" (mamma mia/della mamma). "Haia, haia, mică baia" (Haia, haia, il bagnetto) inizia con parole che suggeriscono il cullare o giocare e ripete il numero ventuno, usando la pronuncia regionale del Banato.

Ninna Nanna Costanza 🌙 Musica per Dormire Bambini - Canzone Personalizzata

Dalla Turchia:"Uyusun da büyüsün" (Che il mio bambino cresca mentre dorme) rientra nelle ninne nanne turche che esprimono auguri e desideri per il bambino, inclusi benefici materiali e crescita sana, con l'espressione onomatopeica "tıpısh tıpısh" per i passi e la descrizione delle mani decorate con l'henna, un segno di benedizione. "Babanın Ninnisi" (Ninna nanna del papà) è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda. "Dandini Dandini Dastana" è quasi universalmente conosciuta in Turchia. Il suo verso iniziale può sembrare strano, ma il significato è metaforico: "dana" (vitello) rappresenta il figlio, "bostan" (orto) è la vita, "bostancı" (giardiniere) sta per il padre e "lahana" (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Si invoca il nome di Dio per tenere lontano il malocchio. Elogiare la bellezza del bambino è molto comune nelle ninne nanne turche; la madre usa similitudini paragonando le labbra alle ciliegie e le sopracciglia alla luna crescente. Per la madre, il suo bambino è più bello di qualsiasi altra cosa, persino degli angeli. "Sen bir güzel meleksin" (Sei un magnifico angelo) è un'altra ninna nanna turca che esprime questo profondo affetto.

L'Arte di Cullare: Adattamento e Innovazione nelle Ninne Nanne

Da sempre le ninne nanne, come tutta la cultura musicale popolare, si sono prestate a essere cambiate, mescolate tra loro, modificate nel testo o nel profilo melodico. Ogni mamma può dunque inventare una ninna nanna per il suo piccolino, oppure può cambiarne una che conosce, adattandola con la propria fantasia al suo mondo. Non serve essere brave cantanti e in ogni caso la voce della mamma è sicuramente più gradita ai bimbi e da preferire, perché portatrice di emozioni vere. In passato, nella famiglia patriarcale, il canto della ninna nanna spettava alle donne della famiglia, non solamente alla mamma. Tra i vari rituali dell’addormentamento dunque, la ninna nanna dovrebbe occupare un posto privilegiato. Una mamma che si appresta a cantare per il suo bambino può disporre di un ricco repertorio che appartiene alla tradizione infantile italiana e straniera. In commercio si trovano diversi libri, piacevolmente illustrati e corredati di CD.

Una copertina di un libro di ninne nanne illustrato, con un CD in evidenza

Un ricordo particolare è legato alla volta in cui il pianto di mio figlio più piccolo è durato per delle ore. Dopo aver cantato tutto il repertorio che conoscevo, averlo cullato e coccolato a lungo, aver inventato rime e vocalizzazioni, non sapendo più cosa fare ho scelto una canzone che piaceva a me e ho iniziato a cantarla, avendo cura di rallentarla molto, di intonarla in una zona un po’ più acuta e di frammentarla con dei silenzi che via via rendevo sempre più lunghi. Il rito delle ninne nanne a casa mia si è protratto per anni.

Questa capacità di adattamento e la risonanza emotiva delle ninne nanne ci riportano al concetto di una "ninna nanna per adulti". Anche per te bambina, donna, nenie cantate che il vento sospinge lontano, una Ninna nanna per te amore, Figlia, Madre, Amante. Notte di stelle tra silenzi in frammenti, tra le mie braccia, perché tu non soffra, sussurro di labbra sulle tue labbra per parlarti ancora. Una ninnananna sussurrata per te, sinfonia irreale di Brahms che si diffonde verso il mare in un tempo sospeso di sconfinata tenerezza, di voce e musica che avvolgono. Forse sembra strano una Ninna nanna per te, ma il sogno non ha età, non ha attimi ma eternità. Dormi amore sogna, tra cuscini di seta, tra bianche lenzuola di purezza senza inganni, come bambina che dimentica il dolore vissuto. Ninna nanna tesoro mio…. sogna! Come diceva uno dei miei mentori in materia di podcast, Dave Jackson, i bambini sono i killer dei podcast. Quando ho iniziato "The Story Behind", ero decisa a non lasciare che la gravidanza scoraggiasse i miei piani di continuare il programma e sono riuscita a immagazzinare abbastanza episodi per cinque settimane. Emily Prokop, laureata in giornalismo alla Southern Connecticut State University, è riuscita a combinare la sua passione per le curiosità e il racconto di storie con la creazione, nel 2016, del podcast "The Story Behind", fonte di questo libro. Questa citazione apparentemente fuori contesto, in realtà sottolinea l'importanza di trovare momenti di calma e continuità, anche in mezzo al caos della vita e alle sfide impreviste, un po' come una ninna nanna offre una pausa e un senso di continuità rassicurante in un mondo in continuo movimento.

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