La ninna nanna rappresenta una delle espressioni musicali più arcaiche e universali dell'umanità. Definibile come una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare, essa trascende le barriere linguistiche e geografiche, radicandosi profondamente nella storia delle civiltà. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induca i bambini ad addormentarsi, creando uno spazio di sicurezza e intimità.

Radici Antiche: Tra Magna Grecia e Mito
Nelle antiche civiltà della Magna Grecia, le ninne nanne erano considerate parte integrante della cura dei bambini: ad intonarle erano le madri, altre donne della famiglia oppure le nutrici, con lo scopo di calmare e indurre al sonno i neonati. Platone, ad esempio, racconta di come le madri, per far addormentare i propri figli, li muovessero tra le braccia e intonassero qualche melodia, quasi incantandoli. Queste nènie erano anche considerate un modo per proteggere i bambini da influenze negative e forze maligne durante il sonno: ne è un esempio il lamento di Danae, versificato da Simonide, nel quale la madre prova a distrarre il piccolo Perseo dai pericoli del mare al quale sono abbandonati, cullandolo e intimandogli di dormire. Anche Teocrito, in uno dei suoi Idilli, ci informa che Alcmena, madre di Eracle, era solita addormentare i suoi figli cantando loro delle ninne nanne. Secondo la mitologia greca, ‘Ύπνος' (Hypnos) era il dio del sonno, figura spesso invocata nelle ninne nanne greche, alle quali si richiede gentilmente di prendere il bambino tra le braccia e di aiutarlo ad addormentarsi.
L'evoluzione Storica e il Valore Apotropaico
Quasi impossibile collocare nel tempo e nello spazio l’origine di questo costume, il cui nome, ninna nanna, ha probabilmente derivazione onomatopeica. L’Accademia della Crusca attesta che in Europa le prime testimonianze certe dell’uso di ninne nanne risalgono al Seicento. Nel XVI secolo, il poeta Giovanni Battista Del Tufo, nel suo Ritratto delle grandezze, delizie e maraviglie della nobilissima città di Napoli, definisce le ninne nanne come il «modo del cantare de le nodrici napoletane nel connolare i putti per farli dormire». Ancora, secoli dopo, nel 1979 è il cantautore partenopeo Pino Daniele a riprendere il genere attraverso il suo secondo album omonimo con la sua canzone «Ninnanàninnanoè».
Dall’antichità classica all’età moderna e contemporanea, le ninne nanne sono sopravvissute, si sono evolute, hanno cambiato idioma e tuttavia sembrano aver conservato numerose delle loro ancestrali caratteristiche. Tra queste, ad esempio, sembrano riconoscersi, quasi come costanti, un clima "magico" e un valore apotropaico, ovvero protettivo contro le influenze negative. Nonostante la magia delle ninne nanne non risieda tanto nei testi che si cantano quanto in quell’insieme di variabili corporee unite alla reiterazione ritmica e sonora, è interessante fermarsi ad analizzare anche il loro contenuto lessicale, dove sovente figure protagoniste delle nenie popolari sono lupi, befane e l’uomo rigorosamente nero.
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Il Fondamento Biologico: Comunicazione Vocale ed Empatia
Per l’antropologo Dean Falk, la comunicazione vocale attraverso la ninna nanna risale probabilmente a molto prima che venisse in uso il marsupio, più di un milione e mezzo di anni fa. Le madri preistoriche, infatti, quando dovevano occuparsi delle faccende quotidiane, mettevano a terra i loro neonati. È probabile che le madri «abbiano iniziato a mantenere il contatto con i figli vocalmente. La voce rasserenante avrà ogni tanto sostituito il conforto dell’abbraccio, mentre la madre altrimenti occupata conciliava il sonno del bimbo, assicurandolo della sua presenza».
I bimbi piccoli sono disposti a tutto pur di evitare la separazione dalla madre e per ristabilire il contatto fisico: urlano, scalciano, si aggrappano e piangono. Il pianto provoca l’empatia dell’adulto, innesca emozioni, sollecita una risposta. Attraverso il ritmo uniforme, la regolarità e la ripetizione delle parole, la semplicità della struttura musicale, l’andamento lento della melodia, le ninne nanne aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni. E se assieme al canto, una mamma addormenta i propri piccoli cullandoli, il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bimbo, aumenta l’attenzione, contribuisce allo sviluppo dell’equilibrio, soddisfa il suo bisogno di movimento.
Tradizioni Europee: Un Patrimonio Condiviso
La Commissione europea ha cofinanziato da qualche anno il progetto Lullabies of Europe, che si è occupato di raccogliere le più famose ninne nanne di tutti i Paesi comunitari per renderle fruibili a famiglie e scuole. Si tratta di 35 ninne nanne disponibili in diverse lingue: ceco, danese, inglese, greco, italiano, rumeno e turco.
La tradizione ceca
Tra le ninne nanne ceche, troviamo Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi), raccolta in Moravia da František Sušil, prete ed attivista della rinascita nazionale ceca. Ukolébavka fu pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius, probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni. Hajej můj andílku (Angioletto mio) è una delle ninne nanne ceche più melodiose, raccolta da Karel Jaromír Erben, scrittore romantico ceco.
La tradizione danese
Per i danesi, Solen er så rød, mor (Il sole è così rosso, mamma) è un classico. Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante) è invece una delle ninne nanne più popolari, il cui tema tratta di animali esotici. Godnatsang (Canzone della buona notte) è stata composta dal pianista Sigurd Barrett, che la canta alla fine del suo programma televisivo per bambini. Jeg vil tælle stjernerne (Conterò le stelle) fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen.
La tradizione inglese
Lavender's blue (La lavanda è blu) risale almeno al XVII secolo ed è stata tramandata di generazione in generazione. By Baby Bunting (Ciao, bimbo ‘fagottino’) è una gioiosa canzoncina tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Hush, little baby (Ninna, nanna, piccolino) si suppone abbia origine nel nord America, poiché il tordo beffeggiatore menzionato si trova nel continente americano. Twinkle twinkle little star (Brilla brilla stellina) combina la melodia di una canzone francese del 1761 con la poesia di Jane Taylor del 1806.

La Dimensione Colta: Le Berceuse
Ninna nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di berceuse, che è il termine francese per ninna nanna. Un esempio celebre è la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844. È noto come i più illustri musicisti si siano dedicati alla composizione di questo genere musicale, da Brahms a Mozart. Queste composizioni si distinguono dalle ninne nanne popolari, sebbene siano state proprio queste ultime a fungere da ispirazione a quelle più colte. La combinazione del canto accompagnato da movimenti ondulatori e cadenzati sono la peculiarità che non solo distingue la ninna nanna da altri componimenti musicali, ma che fanno di questa pratica, a gestione quasi del tutto femminile, un elemento rafforzativo della relazione madre-figlio.
La Varietà del Repertorio Italiano
In Italia, le ninne nanne riflettono la ricchezza regionale del Paese. Nana Bobò è una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta, in cui si riscontrano influenze balcaniche e bizantine. Fai la Nanna, Mio Simone proviene dalla Toscana e presenta, all'inizio, un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce. Ninna nanna sette e venti fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane, in cui la madre si occupa del suo bambino mentre il pane cuoce nel forno. Stella stellina, composta da Lina Schwarz, è una delle ninne nanne più popolari in tutta l'Italia. Fate la nanna, coscine di pollo è un'altra ninna nanna toscana che gioca con l'affetto materno paragonando le gambette del neonato a quelle di un pollo.
Il Mondo delle Ninne Nanne Rumene e Turche
In Romania, Culcă-te, puiuţ micuţ è un'antica ninna nanna cantata ancora dalle donne di campagna, celebre nella versione di Maria Tănase. Nani, nani, puişor è diffusa in tutte le regioni rumene, mentre Culcă-Mi-Te Mititel proviene dalla regione della Montenia. In Turchia, Uyusun da büyüsün esprime auguri e desideri per la crescita del bambino, inclusi benefici materiali. Dandini Dandini Dastana è universalmente conosciuta e, secondo alcune fonti, ha un significato metaforico legato alla vita rurale e alla protezione dal malocchio.
La Natura come Specchio dell'Affetto
Spesso, il paesaggio circostante entra a far parte delle ninne nanne, diventando una culla sonora. Ad esempio, la ninna nanna Νάνι μού το νάνι νάνι proviene dall'isola di Calimno e richiama gli ulivi e il sole, essenziali per gli abitanti. La ninna nanna di Kastoria cita vigneti e allevamenti di bestiame, usando diminutivi affettuosi come pecorella o capretta. Anche nella versione dell'Italia meridionale, popolata da secoli da comunità di lingua greca, troviamo riferimenti alle rose. Le ninne nanne, in definitiva, si prestano da sempre a essere cambiate, mescolate e modificate nel testo o nel profilo melodico. Ogni madre può inventare una ninna nanna per il suo piccolino, adattandola con la propria fantasia al suo mondo, poiché non serve essere brave cantanti: la voce della mamma è, in ogni caso, portatrice di emozioni vere e insostituibili.