L'accesso al patrimonio culturale e linguistico dell'umanità è un percorso affascinante e complesso, dove opere come una "ninna nanna del malghese" si inseriscono in un contesto più ampio di conservazione, studio e diffusione della conoscenza. Per comprendere a fondo il testo, il significato e la traduzione di espressioni culturali radicate, spesso veicolate attraverso la tradizione orale o dialettale, è fondamentale avvalersi di strumenti e metodologie che ne garantiscano la scoperta e l'accessibilità. Libri e documenti, che hanno resistito abbastanza a lungo da non essere più protetti dai diritti di copyright e diventare di pubblico dominio, sono le nostre porte d'accesso al passato, rappresentando una ricchezza di storia, cultura e conoscenza spesso difficile da scoprire.

Il Patrimonio di Pubblico Dominio e la sua Accessibilità Digitale
La missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili. In questo spirito, è stato avviato un progetto volto a rendere disponibili online i libri di tutto il mondo. Un libro di pubblico dominio è un libro che non è mai stato protetto dal copyright o i cui termini legali di copyright sono scaduti. La condizione di pubblico dominio può variare da paese a paese, un aspetto cruciale per chiunque voglia esplorare queste opere. Google è orgoglioso di essere il partner delle biblioteche per digitalizzare i materiali di pubblico dominio e renderli universalmente disponibili, facilitando così il percorso dal libro, dall'editore originale alla biblioteca, per giungere fino a te. I libri di pubblico dominio appartengono al pubblico e noi ne siamo solamente i custodi.
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Progetto per restauro e digitalizzazione di documenti rari
La Ricchezza Inestimabile dei Dialetti Italiani e Sardi
Nell'Italia, i popoli furono autori o patirono, di loro costumi, virtù, e vizi, e tra le altre nazioni vi è una varietà stragrande di Dialetti. Queste "orribili favelle," come talvolta venivano percepite, sono in realtà custodi di una profonda identità culturale e rappresentano un ponte verso il passato e le sue espressioni. La lingua che l'Alighieri scrisse e le Repubbliche italiane parlarono, la lingua italiana, convive e si confronta con una miriade di dialetti, dalle parti meridionali e centrali a quelle settentrionali.
Particolarmente significativo è il caso della Sardegna. Quella che ora poniamo fra i dialetti d'Italia, fu un dì la lingua dell'Isola, e pura essa serbasi fin nell'ultimo contadinello della Planargia, non affatto in uno alla libertà ed alle sostanze. Essa è parlata dai fratelli di Sassari e Gallura, con difficoltà che non sono d'altro ordinario che di pronuncia. L'importanza di questa lingua e dei suoi dialetti è stata riconosciuta da linguisti come Gio. Spano, che dedicò tre lustri allo studio del sardo, come attestato dalla Grammatica Sarda Nazionale da lui pubblicata nel 1840. Già gran tempo prima, il sacen si adoperò per questa causa.
L'obiettivo di tale studio è farne apprezzare vie più l'importanza, e farà conoscere a quali madri si possa riferire una data espressione, rendendo i dialetti accessibili a tutti, e ai linguisti più che qualunque discorso potessimo loro rivolgere. Questa vasta impresa è dedicata sia ai cultori dei dialetti che a un pubblico più ampio. La traduzione di espressioni dialettali, come potrebbe essere una "ninna nanna del malghese," è spesso complessa. Non mi fu possibile rendere in altra corrispondente italiana determinate espressioni, per cui ho creduto di dover dedicare a' soli Isolani questa parte del mio lavoro. Per il Meridionale si ebbe fin dal 1838 il pregevole lavoro del Porru, ulteriore testimonianza della ricchezza linguistica dell'isola.

La Documentazione Lessicografica e Grammaticale dei Dialetti
La creazione di un vocabolario o una grammatica dei dialetti è un'impresa erculea, come dimostrano gli sforzi per il sardo. Il progetto di registrare la lingua sarda, non solo nella sua forma scritta ma anche in quella parlata, è fondamentale per preservare la sua identità. L'approccio di Spano e di altri studiosi prevede che tutti i vocaboli siano posti al loro posto nel Vocabolario Sardo-Italiano secondo l'ordine alfabetico delle iniziali. Per non far crescere di mole il lavoro, non è stato necessario ripetere la parola in tutti i dialetti, ma solo dove la voce è usata tale nei tre dialetti. Tuttavia, è stato necessario ripetere le stesse regole ad ogni rispettiva voce, specialmente per chiarire la pronuncia che, alterandola, sformò di sue belle sembianze la parola stessa. Il ritratto della parola è spesso incompleto senza una guida alla sua esatta fonetica.
Uno degli scopi di questo lavoro è stato quello di centralizzare questo dialetto che giaceva sperperato in molti suddialetti, come già notato nella Carta idiomografica pubblicata con l'Ortografia nel 1840. Il sardo si estende su più della metà della superficie dell'Isola, e in molte province sta subendo un notevole deperimento. Solo attraverso un'ortografia nazionale si può sperare di contrastare tale erosione. La guida include l'indicazione della provincia, del dipartimento o del villaggio in cui si usa una parola con l'apposito richiamo. La difficoltà per trovare i Vocaboli, non sapendo precisamente la corrispondenza della lettera, viene mitigata da questa strutturazione.
Ogni lingua o dialetto ha le sue bellezze. Anche se una parola può sembrare "goffo" in un contesto, non riesce leggiadro in un altro che si crederà più soave. È importante valorizzare anche i modi plebei in cui riluce alcuna parte illustre e degna d'imitarsi. Se, come diceva il Sakini, fossero bassezze, addio proprietà della lingua. Le parole di significato manifestamente osceno, per non offendere il buon costume, sono state rese nell'italiana favella nel modo meno aspro e duro, pur riconoscendo che certe sfumature non possono facilmente rendersi in un'altra lingua. Certe espressioni, come quelle della "ninna nanna del malghese," possono avere una grazia e leggiadria unica nel loro contesto originale, come addiviene in ogni lingua, traslatandoli in un'altra. Il lavoro include anche le voci esotiche, come preceduto nella cit. Ortografia Sarda.

In molti casi, certe parole non fossero proprie dell'isolata voce, ed esclusivi all'unico suo dialetto, ma comuni a tutti i sardi tanto poeti che prosisti. Infiniti sono i manoscritti (MSS.) che testimoniano questa ricchezza: villici, inventari, atti pubblici, canzoni, ecc. Il sardo si è formato dall'innesto della latina ed era perfetta fin dal secolo XI, come attestato dalla Lettera Pastorale del vescovo di Fausania, dalla Carta De Logu di Eleonora, e dalle opere di Madau, Garipa ecc. Una conoscenza approfondita si ottiene dalla lettura delle opere antiche scritte in lingua sarda, che rappresentano una testimonianza fondamentale della terra sarda, specialmente nelle terre popolate e civili.
Per facilitare la comprensione del sardo, è fondamentale il ritrovamento del corrispondente italiano. È utile avere presente il prospetto dei verbi riportati nella prima parte dell'Ortografia Sarda e il quadro comparativo che ne diedi nella seconda parte, a pagina 121. Questa parte è essenziale per capire le parole che sono prettamente latine, oppure che vennero snaturate o sincopate nella pronuncia. Con una semplice applicazione delle regole grammaticali, si verrà presto in chiaro della loro origine.
È stato dimostrato, forse anche prima del secolo V, che il dialetto sardo si era già formato, come sospettava l'Abate Angius. La prosodia sarda presenta differenze rispetto all'italiano, come, per esempio, "piagere (verbo)" invece di "piacere", o "accenalo" invece di "acceso". Terminologie specifiche sono raccolte nel vocabolario, come "violenzia" (violenza) o "immolare in senso animico," che ha un significato più civile rispetto a una traduzione letterale. Molti derivati possono essere passati nella radice del verbo, ossia nell'infinito, e per potersi tenere sotto occhio tutte le derivazioni del segnato verbo, non bastava che nella radice indicare i derivativi. Ho creduto più opportuno riportarli sotto la voce primitiva, quando derivativi e avverbiali sono posti alla fine di quello da cui sono formati, come per esempio "a poco: in un dono, a s'hedomi, gratabilmente." In alcuni casi, le voci vengono a raddoppiare la prima lettera della voce semplice cui si uniscono, come "abberu, aggraiuu, appena, appuntlu," e così via. Il vocabolario include anche nomenclature specifiche per settori come cultura, pastorizia e officine, segnalando solamente quei nomi usuali e conosciuti da tutti generalmente.
Questo piano rappresenta un'opera di grande mole, e per la prima volta che vede la luce, non è possibile che vada scevro di pecche. In opere di simil fatta nessuno è potuto arrivare al colmo della perfezione. L'Abate Mallio Madau d'Oziéri aveva compilato due volumi di manoscritti che si conservano nella Reale Biblioteca. Il suo "Rijndmenio della Lingua Sarda" (1787) e l'"Armonia dei Sardi" sono esempi di questo lavoro. È un compito che richiede la collaborazione di tutti coloro che appartengono al campo della lingua per innalzarlo al totale suo culmine. Senza un tale sforzo collettivo, il rischio di cadere in difetti e di essere fuorviato è significativo, ma la ricerca deve progredire per la patria e per la lingua stessa.
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Decifrare il Paesaggio Linguistico: Guida alle Abbreviazioni in Lessicografia Dialettale
Per navigare nella complessità delle documentazioni dialettali e linguistiche, gli studiosi e i lettori si affidano a un sistema di abbreviazioni dettagliato. Queste abbreviazioni sono essenziali per categorizzare e spiegare le parole, indicandone la natura grammaticale, la provenienza geografica, il periodo storico e le sfumature semantiche. Comprendere una "ninna nanna del malghese" in un contesto dialettale richiederebbe l'interpretazione di tali indicazioni per coglierne appieno il valore originale.
Ecco una selezione delle abbreviazioni più comuni e il loro significato in un contesto lessicografico:
Grammaticali e Sintattiche:
- A. - Attivo, Verbo attivo: Indica che il verbo è di forma attiva.
- Abbr. - Abbreviato: Contrassegna una forma abbreviata di una parola.
- Abl. - Ablativo, caso ablativo: Riferimento a un caso grammaticale.
- Accr. - Accrescitivo, nome accrescitivo: Indica un sostantivo che esprime un aumento di dimensione o intensità.
- Accus. - Accusativo, caso accusativo: Un altro caso grammaticale.
- Ag. - Aggettivo, Nome aggettivo: Indica la funzione di aggettivo.
- Art. - Articolo: Si riferisce agli articoli determinativi o indeterminativi.
- Av. - Avverbio: Designa un avverbio.
- Avverb. - Avverbiale, nome avverbiale: Una forma con funzione avverbiale.
- Avvil. - Avvilitivo, nome avvilitivo: Sostantivo che esprime disprezzo o diminuzione.
- Com. - Comune, dialetto comune, genere comune: Indica un uso generale o un genere comune.
- Comp. - Composto: Riferimento a parole composte.
- Compar. - Comparativo: Grado comparativo di aggettivi o avverbi.
- Cond. - Condizionale: Tempo verbale.
- Contr. - Contratto, sincopato: Indica forme contratte o sincopate.
- Corf. - Corrotto: Si riferisce a una forma alterata o corrotta.
- Deriv. - Derivati, avverbiali: Indica parole derivate o con funzione avverbiale.
- Dim. - Diminutivo, diminutivo doppio: Sostantivo che esprime diminuzione.
- Disp. - Disprezzativo, nome avvilitivo: Simile ad avvilitivo, esprime disprezzo.
- F. - Femminino, genere femminile: Indica il genere femminile.
- Ger. - Gerundio: Forma verbale.
- Imp. - Imperativo: Modo verbale.
- Impers. - Impersonale: Verbo impersonale.
- Inf. - Infinito: Modo verbale.
- M. - Mascolino, genere mascolino: Indica il genere maschile.
- Negat. - Negativa: Particella negativa.
- Nom. - Nominativo: Caso grammaticale.
- Num. - Numero singolare, plurale: Singolare o plurale.
- Ottat. - Ottativo: Modo verbale.
- Part. - Particella: Particella grammaticale.
- Partic. - Participio: Forma verbale.
- Pass. - Passato: Tempo verbale.
- Pegg. - Peggiorativo, nome peggiorativo: Sostantivo che esprime un significato peggiorativo.
- Pers. - Persona: Riferimento alla persona grammaticale.
- Plur. - Plurale: Numero plurale.
- Pr. Pron. - Pronuncia, pronuncierai: Indica la pronuncia.
- Prep. - Preposizione: Parte del discorso.
- Pron. - Pronome: Parte del discorso.
- Prot. ag. - Pron. agg. Pronome aggettivo: Pronome con funzione di aggettivo.
- Pron. sost. - Pronome sostantivo: Pronome con funzione di sostantivo.
- R. - Reciproco, verbo reciproco: Verbo di forma reciproca.
- Rel. - Relativo, pronome relativo: Pronome relativo.
- Sost. - Sostantivo: Nome.
- Sup. - Supino: Forma verbale.
- Superl. - Superlativo: Grado superlativo di aggettivi o avverbi.
- V. - Vedi: Riferimento ad altre voci.
- V. A. - Verbo attivo: Verbo attivo.
- V. Imp. - Verbo impersonale: Verbo impersonale.
- V. N. - Verbo neutro: Verbo neutro.
- V. N. P. - Verbo neutro passivo: Verbo neutro passivo.
- V. Poet. - Voce poetica: Indica un termine usato in poesia.
- V. R. - Verbo reciproco: Verbo reciproco.
Geografiche e Dialettali:
- Algh. - Alghero, dialetto algherese: Specifico del dialetto di Alghero.
- Angl. - Anglona, distretto: Riferimento al distretto dell'Anglona.
- Bit. - Bitti, villaggio: Originario del villaggio di Bitti.
- Bon. - Bono, villaggio: Originario del villaggio di Bono.
- Bonor. - Bonorva: Probabilmente un'abbreviazione per il dialetto di Bonorva.
- Boa. - Bosa, Città: Riferimento alla città di Bosa.
- Cagl. - Cagliari, Città: Dialetto di Cagliari.
- Cugl. - Cuglieri, villaggio: Del villaggio di Cuglieri.
- Distr. - Distretto, provincia: Indica una provenienza da un distretto o provincia.
- Fon. - Fonni, villaggio: Del villaggio di Fonni.
- Gall. - Gallurese, dialetto Gallurese: Specifico del dialetto della Gallura.
- Ghil. - Ghilarza, villaggio: Del villaggio di Ghilarza.
- Goc. - Goceano, distretto: Dal distretto del Goceano.
- Gut. - Guttural: Probabilmente indica una pronuncia gutturale, comune a Fonni, Orgosolo, ecc.
- L. - Logudorese, dialetto L. (Logudoro): Il dialetto Logudorese.
- Log. Logud. - Logudoro, Logudorese dialetto: Ripetizione per chiarezza.
- Margh. - Marghine, distretto: Dal distretto del Marghine.
- Meil. - Meilogu, distretto: Dal distretto del Meilogu.
- Mer. Merid. - Meridionale, dialetto merid. (Meridionale): Il dialetto meridionale.
- M. Ac. - Monte Acuto, distretto: Dal distretto di Monte Acuto.
- Nuor. - Nuoro città: Dal dialetto di Nuoro.
- Olz. - Olzai villaggio: Dal villaggio di Olzai.
- Os. - Osilo villaggio: Dal villaggio di Osilo.
- Osch. - Oschiri villaggio: Dal villaggio di Oschiri.
- Padr. - Padria villaggio: Dal villaggio di Padria.
- Ploag. - Ploaghe villaggio: Dal villaggio di Ploaghe.
- Pos. - Posada villaggio: Dal villaggio di Posada.
- Provin. - Provincia, distretto: Indicazione geografica più ampia.
- Sar. - Sarule, villaggio: Dal villaggio di Sarule.
- Sard. - Sardo, Sardegna: Termine generico per il sardo.
- Sass. - Sassari, Città, sassarese dialetto: Il dialetto di Sassari.
- Set. - Settentrionale, o Gallurese, dial. Settentrionale: Il dialetto settentrionale, spesso identificato con il gallurese.
- Sudd. - Suddialetto: Indicazione di un sottodialetto.
- Terran. - Terranova, villaggio: Dal villaggio di Terranova.
- Tiss. - Tissi, villaggio: Dal villaggio di Tissi.
- Urz. - Urzulei, villaggio: Dal villaggio di Urzulei.
Storiche e di Origine:
- Ant. - Antico, antiquato: Indica una parola antica o in disuso.
- Arab. - Arabo, voce araba: Parola di origine araba.
- Cat. - Catalano, voce catalana: Parola di origine catalana.
- Ebr. - Ebreo, voce ebraica: Parola di origine ebraica.
- Fen. - Fenicia, voce fenicia: Parola di origine fenicia.
- Franc. - Francese, voce francese: Parola di origine francese.
- Germ. - Germanico, voce tedesca antica: Parola di origine germanica o tedesca antica.
- Lat. - Latino, voce latina: Parola di origine latina.
- Lat. barb. - Latino barbaro: Latino influenzato da altre lingue.
- Lat. rust. - Latino Rustico: Latino volgare o rurale.
- Malt. - Maltese, voce maltese: Parola di origine maltese.
- Pers. - Persiana, voce persiana: Parola di origine persiana.
- Provenz. - Provenzale, voce provenzale: Parola di origine provenzale.
- Rom. - Romano, dialetto Romano: Riferimento al dialetto romano.
- Sir. - Siriaco, voce siriaca: Parola di origine siriaca.
- Spagn. - Spagnolo, voce spagnola: Parola di origine spagnola.
- Ture. - Turco, voce turca: Parola di origine turca.
Semantiche e Stilistiche:
- Ammir. - Ammirazione, ammirativo: Indica un'espressione di ammirazione.
- Fig. - Figurativo, figurativamente: Usato in senso figurato.
- Imprec. - Imprecativo, imprecazione: Espressione di imprecazione.
- Ing. - Ingiuria, ingiurioso: Termine ingiurioso.
- Inter. - Interposto, interiezione: Interiezione.
- Interc. - Intercalare: Parola o frase intercalare.
- Iron. - Ironico: Usato in senso ironico.
- Met. - Metafora, metaforicamente: Usato metaforicamente.
- Pleb. - Plebeo: Termine di uso popolare o volgare.
- Poet. - Poetico: Termine usato in poesia.
- Propr. - Propriamente: Usato nel suo senso proprio.
- Prov. Proverb. - Proverbio, proverbiale: Espressione proverbiale.
- Simil. - Similitudine, per similitudine: Usato per similitudine.
Discipline e Settori Specifici:
- Agr. - Agricoltura, agrario: Termine del settore agricolo.
- T. Agr. - Termine agrario, di agricoltura: Specifica un termine tecnico agricolo.
- T. Astr. - Termine astronomico: Termine tecnico astronomico.
- T. Eccl. - Termine Ecclesiastico: Termine del linguaggio ecclesiastico.
- T. Fil. - Termine filosofico: Termine del linguaggio filosofico.
- T. Geom. - Termine geometrico: Termine del linguaggio geometrico.
- T. Gram. - Termine grammaticale: Termine del linguaggio grammaticale.
- T. Mar. - Termine marinaresco: Termine del linguaggio marinaresco.
- T. Med. - Termine medico: Termine del linguaggio medico.
- T. Teol. - Termine Teologico: Termine del linguaggio teologico.

Queste abbreviazioni sono gli "occhi" con cui i linguisti analizzano ogni sfumatura di una lingua o di un dialetto. Permettono di tracciare la storia di una parola, la sua diffusione geografica, le sue trasformazioni nel tempo e le diverse accezioni con cui è stata utilizzata. Per un'opera come una "ninna nanna del malghese," un'analisi accurata di testo, significato e traduzione non potrebbe prescindere da una simile precisione lessicografica e grammaticale, che rivela le profonde radici culturali e la specifica identità di ogni espressione linguistica.