Il momento di andare a letto e dormire, sia per i neonati che per i bambini, può rappresentare un fattore di ansia e stress, soprattutto perché avviene la separazione dai genitori per diverse ore. Per questo motivo bisogna trovare un modo per fargli vivere serenamente questo momento e tranquillizzarli una volta giunta la sera. I moderni neo genitori preferiscono tante volte affidarsi alle note e alla voce di altre persone per far addormentare e dormire serenamente il proprio bambino, senza prestare attenzione al fatto che proprio le voci dei genitori spesso riescono a tranquillizzare bambini e neonati molto più facilmente e a farli addormentare con più serenità.

L'importanza della voce genitoriale contro la tecnologia
L’abitudine di affidarci alla tecnologia sempre e comunque, in tutti gli aspetti, da quelli sociali e comunicativi fino a quelli più delicati della nostra vita, non dovrebbe riguardare la relazione personale tra genitore e figlio. È sconsigliato tentare di far venire sonno ai bambini mettendoli davanti alla televisione o a dei giochi al computer: questo non farà altro che provocare in loro eccitazione e andrà a intaccare la qualità del sonno, perché le immagini che avranno guardato alla tv potrebbero rendere il sonno poco profondo e sereno. Nella società contemporanea, inoltre, i bambini sono sempre più sottoposti alle luci e alle stimolazioni degli schermi, che comportano per gli occhi una notevole fatica e sono fonte di stress per l’organismo, specie se si tratta di videogiochi o di immagini digitali ricche di movimento e di colore.
Un altro metodo che non è consigliabile è quello di far addormentare i bambini in auto: in questo modo non si renderanno conto che è arrivato il momento della nanna, e non si abitueranno a dormire nel proprio lettino. Invece la voce familiare, che li rassicura, li protegge e li culla mentre si abbandonano al mondo dei sogni, ha un effetto benefico per i figli, contribuisce a rinforzare il legame affettivo e donare loro maggiore fiducia in voi e in loro stessi. Rimboccare le coperte, leggere una storia (magari presa dai suoi libri di storie preferiti), dare il bacio della buona notte e cantare una bella ninna nanna al proprio bambino, magari cullandolo dolcemente nel caso sia ancora neonato, è un atto prezioso a cui nessun genitore dovrebbe rendere. Se per qualche motivo il genitore non può materialmente compiere questo rituale, è possibile ricorrere a qualche surrogato che, se ben preparato, può essere di grande aiuto per il bambino.
Radici storiche e significato etimologico
Per quanto ne sappiamo, le ninne nanne esistevano già nel 2000 a.C.. Su una tavoletta di argilla delle dimensioni di un palmo risalente all’antica Babilonia (l’odierno Iraq) è riportata una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi. Da un punto di vista etimologico, il termine ninnananna è definito, nell’enciclopedia Treccani, come una “Nenia, cantilena dal ritmo monotono e cadenzato, con la quale si cullano i bambini cercando di addormentarli”. Sia «ninna» che «nanna» sono termini che nel linguaggio infantile significano «sonno», ma se andiamo al significato principale del termine, già i latini parlando di nenia volevano indicare la cantilena, il linguaggio magico e il canto funebre. Il canto di culla era chiamato Lallum o Lallus e ancor oggi quando diciamo lallare indichiamo il suono che emettiamo quando dondoliamo il bambino che teniamo in braccio o è dolcemente posto nella culla ondulante per facilitargli il sonno.
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Gli antichi romani cantavano «lalla lalla». Lo stesso termine per gli inglesi è lullaby, e l’assonanza con gli antichi non è casuale, mentre in francese è detto berceuse, nana per spagnoli e portoghesi, Wiegenlied per i tedeschi. Le similitudini o le radici etimologiche simili della parola ninna nanna fanno supporre che fin dall’antichità cantare con un bambino tra le braccia era, in ogni luogo, uno dei gesti più naturali dell’uomo. E’ interessante notare come la parola italiana Ninnananna fosse compresa già nel dizionario dell’Accademia della Crusca del 1612 che la attribuiva alle balie.
Struttura e benefici del rituale
Le ninne nanne sono essenzialmente canzoncine o filastrocche per bambini composte da un testo facile, con poche e semplici parole, che vengono raccontate utilizzando un ritmo dolce e lento, per rilassare il bambino e conciliargli il sogno con delle coccole sonore. La ritmicità, la musicalità, la vocalità e la corporeità sono i pilastri che caratterizzano strutturalmente le ninne nanne e che favoriscono un rapporto intenso tra bambino e adulto, una comunicazione profonda e lo scambio reciproco di affettività.
Il compito primario delle ninne nanne è proprio quello di rasserenare i bambini creando una situazione di totale relax, e l’effetto finale sarà ancor più rilassante e calmante se a cantarle, piuttosto della radio o del lettore cd, sono mamma e papà o anche nonni e nonne o fratelli e sorelle maggiori. Si tratta